Scene dalla frana del ‘56

Lucfan

Grazie ad una generosa visitatrice sono venuto in possesso di queste miniature di foto risalenti al periodo della frana. Difficile resistere alla voglia di pubblicarle.

“il 22 febbraio 1956 il Muro delle Lame e le case sovrastanti cominciarono a mostrare vistose crepe ed a crollare. Il fenomeno andò avanti per tutta la primavera, fino all’estate. Fu ordinata l’immediata evacuazione e fortunatamente non ci furono vittime fra gli abitanti. Ma un intero quartiere del borgo antico fu inghiottito dalla frana. Scivolarono a valle circa 150 alloggi, compreso l’imponente Palazzo delle Poste. L’antica chiesa di S. Pietro rimase in bilico sul dirupo e riportò danni irreparabili, per cui si decise negli anni successivi la sua demolizione”

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'Scene dalla frana del ‘56' ha ricevuto 3 commenti:
(il più recente in testa)

  1. MAC
    MAC
    Venerdì 26 Ottobre 2007 ore 20:24 - Permalink

    Dirò una cazzata ma ho sentito dire che a largo di vasto c’è una villa romana sommersa!
    come sarà finita li ??

  2. Spanish
    Spanish
    Venerdì 26 Ottobre 2007 ore 10:56 - Permalink

    Nel caso dell’ultima frana, ci sono molte testimonianze, e lo conferma anche Costantino Felice (’Vasto, un profilo storico’), che parlano di un’abbondante nevicata che avrebbe preceduto il disastro. Dicono anche che forse si colse l’occasione per ‘ripulire’ la parte est di Vasto: molte case e la chiesa di S. Pietro si sarebbero potute salvare e non abbattere.

    Adesso, spero, i rischi sono molto minori…Comunque, mi sembra che dobbiamo immaginarci Vasto a picco sul mare per capire come si presentava secoli e secoli fa…che peccato.

  3. vastesi.com
    vastesi.com
    Venerdì 26 Ottobre 2007 ore 10:12 - Permalink

    Sul sito della scrittrice vastese Gabriella Izzi Benedetti, all’indirizzo http://www.izzi-benedetti-gabriella.it vengono offerti stralci di articoli dell’epoca frutto delle ricerche dell’autrice.

    » pagina delle collaborazioni

    II lato orientale della città di Vasto torna nuovamente e dolorosamente nella cronaca cittadina, meglio ancora nella cronaca regionale e nazionale, perché sono tante le località dell’Abruzzo, sono tanti i paesi dell’Italia minacciati e sommossi dalla pericolosa insidia della frana che agisce silenziosamente, ma inesorabilmente. Per Vasto l’incubo è periodico: di 10 in 10 anni, forse di 5 in 5 anni, l’allarme scuote la lunga strada esposta al sole e al mare, ma anche allo spavento… Lo spettro della rovina si è nuovamente profilato: dieci famiglie costrette ad abbandonare le loro case, il nostro benemerito don Romeo Rucci in cerca di un’abitazione, la sagrestia della chiesa sgombrata, in pericolo l’Asilo delle Suore della Croce, in pericolo più grande la Chiesa di san Pietro… Le piogge, spesso violente, di questo periodo aggravano la situazione.

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