Scene dalla frana del ‘56

Scene dalla frana del ‘56

Luca

Grazie ad una generosa visitatrice sono venuto in possesso di queste miniature di foto risalenti al periodo della frana. Difficile resistere alla voglia di pubblicarle.

“il 22 febbraio 1956 il Muro delle Lame e le case sovrastanti cominciarono a mostrare vistose crepe ed a crollare. Il fenomeno andò avanti per tutta la primavera, fino all’estate. Fu ordinata l’immediata evacuazione e fortunatamente non ci furono vittime fra gli abitanti. Ma un intero quartiere del borgo antico fu inghiottito dalla frana. Scivolarono a valle circa 150 alloggi, compreso l’imponente Palazzo delle Poste. L’antica chiesa di S. Pietro rimase in bilico sul dirupo e riportò danni irreparabili, per cui si decise negli anni successivi la sua demolizione”

7d_1_b.jpg 10_1_b.jpg 85_1_b.jpg f2_1_b.jpg f5_1_b.jpg
5b_1_b.jpg 5e_1_b.jpg 26_1_b.jpg 28_1_b.jpg
70_1_b.jpg 95_1_b.jpg 98_1_b.jpg a3_1_b.jpg
b6_1_b.jpg b9_1_b.jpg ca_1_b.jpg d9_1_b.jpg



'Scene dalla frana del ‘56' ha ricevuto 5 commenti:
il più recente in testa

  1. Unregistered
    scafetta leco
    mercoledì 15 aprile 2009 ore 20:27 - Permalink al commento

    foto molto suggestive
    e testimonianza di una catastrofe,
    che solo oggi io ho potuto osservare per la prima volta.
    Continua ad averne cura come hai sempre fatto!
    complimenti!!!

    Rispondi

  2. MAC
    MAC
    venerdì 26 ottobre 2007 ore 20:24 - Permalink al commento

    Dirò una cazzata ma ho sentito dire che a largo di vasto c’è una villa romana sommersa!
    come sarà finita li ??

    Rispondi

    lu_mamament
    aprile 20th, 2009 ore 23:46 - Permalink al commento »

    ah io non so stato..mo non cominciamo…

    Rispondi

  3. Spanish
    Spanish
    venerdì 26 ottobre 2007 ore 10:56 - Permalink al commento

    Nel caso dell’ultima frana, ci sono molte testimonianze, e lo conferma anche Costantino Felice (‘Vasto, un profilo storico’), che parlano di un’abbondante nevicata che avrebbe preceduto il disastro. Dicono anche che forse si colse l’occasione per ‘ripulire’ la parte est di Vasto: molte case e la chiesa di S. Pietro si sarebbero potute salvare e non abbattere.

    Adesso, spero, i rischi sono molto minori…Comunque, mi sembra che dobbiamo immaginarci Vasto a picco sul mare per capire come si presentava secoli e secoli fa…che peccato.

    Rispondi

  4. vastesi.com
    vastesi.com
    venerdì 26 ottobre 2007 ore 10:12 - Permalink al commento

    Sul sito della scrittrice vastese Gabriella Izzi Benedetti, all’indirizzo http://www.izzi-benedetti-gabriella.it vengono offerti stralci di articoli dell’epoca frutto delle ricerche dell’autrice.

    » pagina delle collaborazioni

    II lato orientale della città di Vasto torna nuovamente e dolorosamente nella cronaca cittadina, meglio ancora nella cronaca regionale e nazionale, perché sono tante le località dell’Abruzzo, sono tanti i paesi dell’Italia minacciati e sommossi dalla pericolosa insidia della frana che agisce silenziosamente, ma inesorabilmente. Per Vasto l’incubo è periodico: di 10 in 10 anni, forse di 5 in 5 anni, l’allarme scuote la lunga strada esposta al sole e al mare, ma anche allo spavento… Lo spettro della rovina si è nuovamente profilato: dieci famiglie costrette ad abbandonare le loro case, il nostro benemerito don Romeo Rucci in cerca di un’abitazione, la sagrestia della chiesa sgombrata, in pericolo l’Asilo delle Suore della Croce, in pericolo più grande la Chiesa di san Pietro… Le piogge, spesso violente, di questo periodo aggravano la situazione.

    Rispondi


    Scrivi un commento