C’era una volta…
Mi prende male, molto male. Ho sempre pensato Vasto come un’isola felice, lontana dalle mire espansionistiche della criminalita’ organizzata. Cavolo, sentivo i tg parlare di estorsioni da una parte, racket dall’altra, incendi… e dicevo “che brutte terre, non ci andrei mai….”
Poi cresco e vedo che iniziano intorno a me a verificarsi i primi casi di maxi arresti per droga… Facevo il primo superiore non mi ricordo il nome dell’operazione di polizia però. Anche allora mi dicevo “va beh, mo’ stanno dentro, finisce qua”.
Al giorno d’oggi mi trovo tra uffici esplosi, capannoni incendiati e appartamenti svaligiati, arresti di massa e eccellenti e penso che l’isola felice è stata colonizzata o per lo meno cominciano ad arrivare i pionieri.
Dov’è la soglia di questa porta, il confine, la barricata? Perchè anche qui in Abruzzo, a Vasto, a San Salvo? su quale terreno cresce questa pianta?
I miei dubbi sono questi, non propongo soluzioni non mi ritengo capace.
'C’era una volta…' ha ricevuto 11 commenti:
(il più recente in testa)
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Lunedì 7 Maggio 2007 ore 14:25 - Permalink
Una copia del libro l’ho vista presso il centro del Progetto Giovani, il che e’ probabile che sia ancora depositata li, fra due guanciali di polvere……
Lunedì 7 Maggio 2007 ore 14:24 - Permalink
Sociologicamente uno studio del 1999 non e’ certo da buttare, ma e’ chiaro che vanno fatti monitoraggio “ad panem”, ovvero in continuazione.
Per l’articolo di Polis mi riferiva alla sua difesa a Tagliente nel quale affermava che gli episodi di criminalità non possono essere legati anche a fattori di arredo urbano ( basta menzionare i ghetti e il castello crolla).
Lunedì 7 Maggio 2007 ore 09:48 - Permalink
Del ‘99? Allora è recente. Non c’è bisogno di fare uno ogni anno, certo dal ‘99 ad oggi le cose sono cambiate abbastanza, però poteva essere utile per avere una politica un po’ più attenta…
Ma è possibile avere questo studio?
Lunedì 7 Maggio 2007 ore 00:03 - Permalink
spapparo, ma a quali cose scritte su polis ti riferisci?
Domenica 6 Maggio 2007 ore 23:34 - Permalink
Spanish, l’ultimo studio su Vasto e’ stato fatto nel 1999, un libro scritto dal sociologo Alessandro La Palombara dal titolo ” I gruppi sociali di Vasto”, un librone di oltre 500 e passa pagine.
Il problema e’ che poi le ricerche devono continuare……
Il governo scientifico della societa’ non deve essere interpretato come “controllo”, ma solo come problem solving per qualsiasi fenomeno che porti a devianze o fattori anomici.
Domenica 6 Maggio 2007 ore 21:26 - Permalink
Vedete, torniamo ad un punto già segnalato: la mancanza di conoscenza. In realtà, almeno che io sappia, non si sono mai fati studi statistici e sociali su Vasto.
Certo, la storia dimostra che ogni tentativo di governare scientificamente le diverse realtà sociali è fallito, però bisogna avere chiara la situazione di partenza, penso…
Domenica 6 Maggio 2007 ore 14:42 - Permalink
Credo si stia facendo confusione. Almeno a livello mediatico. Pare che i cittadini ne sappiano di piu’ dei Quagliarella-Cerella-D’Adamo-D’Alessandro-Cinquina-Calvano.
E hanno ragione!!
Fabrizio88 parlava di sviluppo sostenibile (per ora tralascerei totalmente il discorso eolico) mentre Spanish si riferiva allo sviluppo del tessuto urbano. Risultato? Non ci vogliono brainstorming di polizia e sindaco per capire quello che gia’ negli anni 30′ hanno capito i criminologi della scuola di Chicago: il modo in cui viene concepita l’architettura cittadina favorisce o meno una certa tipologia di socializzazione secondaria. Ora lo sappiamo. Il vandalismo minorile ha fra le sua principali cause anche la MANCANZA DI SPAZI A FRUIZIONE COLLETTIVA. Parole di Sutherland e della sua teoria delle associazioni differenziali. Capito signor D’ Alessandro? Le prossime volte, prima di scrivere minchiate su “Polis” si legga qualche buon manuale di sociologia della devianza……
Inoltre la fenomenologia criminogena specifica a Vasto e’ la seguente coi seguenti passaggi:
PRECONDIZIONI DEL FENOMENO:
1)Liberalizzazione lotti C1 e C2 da parte di Tagliente nel 2001.
2)Necessità da parte della Sacra Corona di riciclare denaro proveniente da usura, contrabbando, opere pubbliche.
SVILUPPO DEL FENOMENO:
1)possibilita’ di costruire a Vasto, con mercato del mattone favorevole alle speculazioni.
2)Anno 2002, iniziano le prime costruzioni edili alla Circonvallazione Istoniense, Via BAchelet, Via Cardone.
3) Entra sulla scena Bancapulia, che offre mutui di 30 anni del 100% a tasso del 0,5%. Da ricordare che neanche San Paolo-IMI o Unicredit hanno queste offerte cosi’ vantaggiose….
4) Nel 2004 la citta’ e’ un cantiere a cielo aperto, si moltiplicano anche verso via del Porto, Incoronata, via Marco Polo, raddoppiano nella zona della Lota, Sant’Antonio Abate e Vasto Marina.
5) Prime avvisaglie: ragazzi vastesi e foggiani si menano davanti alla Ciucculella nell’estate 2005, questi ultimi in vacanza nelle case costruite dai genitori.
6) Inverno 2005, qualcuno si accorge che forse si sta esagerando quando si comincia a costruire anche in mezzo al mar. Partono i primi esposti, ma la signora Mantini decide che non e’ il caso di disturbare le potenti organizzazioni…..
7) Vasto improvvisamente si accorge che non esistono piu’ aree verdi, e questo dopo 1000 alberi abbattuti, qualche mcubo di cemento in piu’, strade sfasciate dai passaggi dei camion e denunce da parte delle associazioni ambientaliste.
Procura della Repubblica di VAstooooooo, se ci siete fate un fischio!!!
Domenica 6 Maggio 2007 ore 10:06 - Permalink
É vero, bisogna riconoscere che parlarne è già qualcosa. Però biosgna dire una cosa: l’edilizia è da sempre una delle attività preferite della criminalità organizzata. Forse, quando s’è dato il permesso di costruire a destra e a manca, si sarebbero dovuto prevedere delle misure adatte a prevenire l’infiltrazione criminale.
Se la Società Civile è attenta, l’avanzare della criminalità si può fermare.
Sabato 5 Maggio 2007 ore 01:59 - Permalink
E chi non ha paura… forse è lo sviluppo che crea opportunità anche di malaffare. Da una parte questo è un fatto contingente per tutte le realtà in forte sviluppo e dall’altra va esercitato l’opportuno controllo per il rispetto della legalità.
Se ne parliamo è anche perchè fanno notizia i buoni esiti delle operazioni anticrimine.
Venerdì 4 Maggio 2007 ore 18:14 - Permalink
La cosa che mi ha fatto preoccupare (e io non sono il tipo che si allarma facile) è che stiamo ricevendo le raccomandazioni anche da parte di queste associazioni contro la criminalità organizzata. Stamattina ne leggevo una sul Centro che in sintesi diceva “inizia sempre cosi’”…
E allora ho realizzato che….
Venerdì 4 Maggio 2007 ore 17:34 - Permalink
Caro Roberto,
condivido pienamente le tue paure!
Purtoppo da diversi anni Vasto e’ diventata l’isola felice di troppe persone che non hanno nulla a che vedere con la nostra amata citta’. Dagli imprenditori senza scrupoli ai singoli malviventi con poco o nulla da perdere alla criminalita’ organizzata (forse), anche grazie alla cecita’ e per certi aspetti all’appoggio dei nostri amministratori (di ieri e di oggi), sono molti coloro che stanno impiantando le loro radici a Vasto e dintorni. Le conseguenze sono chiaramente visibili a tutti: estorsioni, furti, rapine, spaccio, abusivismo, atti vandalici di vario genere, etc. Ogni volta che torno a Vasto vedo nuovi cantieri e costruzioni spuntare come funghi; alcuni anni fa, forse, mi faceva anche piacere vederli pensando ingenuamente alla crescita della citta’, ma oggi, rivededendo quelle aree verdi in cui rincorrevo un pallone trasformate in catrame e cemento (come diceva Celentano), mi chiedo: “lasceranno un po’ di verde per le generazioni future? Fin dove arriveranno? Sara’ sostenibile lo sviluppo di Vasto? Ma siamo proprio certi che ad esempio una centrale eolica marina arrecherebbe solo danni? Non potrebbe contribuire a rendere il nostro territorio un caso nazionale di eccellenza per lo sviluppo sostenible? Dopotutto siamo nella Regione verde d’Europa, o no?. Perche’ non proviamo ad aprire i nostri orizzonti anche in questi termini e non solo a imprenditori molto spesso poco affidabili?” Tornando ai dubbi di Roberto, posso solo dire che non e’ anticipando gli orari di chiusura dei locali pubblici che si combatte la criminalita’ che sta crescendo progressivamente nel vastese. E’ chiaro a tutti c’e’ molto da fare, e l’unica strada percorribile e’ quella della concertazione, dell’ascolto, del fare sistema: infatti solo tramite la collaborazione di tutti (residenti in primis, singoli imprenditori, commercianti, associazioni di categoria, amministratori pubblici, forze dell’ordine) Vasto potra’ continuare a essere l’isola felice che abbiamo conosciuto nella nostra infanzia!!!
p.s.: Roberto, l’operazione di polizia che citavi dovrebbe essere “flash dance”