Anfiteatro o Naumachia?

Lucfan

Vi propongo un vecchio articolo di Giuseppe Catania, pubblicato su “Il Tempo” del 26 agosto 1974, che riporta la tesi secondo cui al di sotto di Piazza Rossetti dovrebbe esistere un anfiteatro romano.

Un anfiteatro romano sotto piazza Rossetti

La sua esistenza trova un’autorevole conferma nello studio recentemente condotto dall’arch. Marinucci - Un’apocalittica alluvione avrebbe sommerso la conca entro cui sorgeva

Il Tempo, 26 Agosto 1974 - G. Catania

vastocastello.jpg

Più volte da queste colonne e da anni abbiamo sostenuto che al di sotto dell’attuale piazza Rossetti, dalla singolare pianta circolare, esiste un anfiteatro romano di notevoli proporzioni.
L’affermazione, peraltro, trae spunto da alcuni riferimenti tramandatici dagli storici Romanelli (Scoverte Patrie), Luigi Marchesani (Storia di Vasto) e N. A. Viti (Memoria dell’Antichità di Vasto), entrambi questi due vastesi.
Recentemente, a conferma delle nostre indagini storiche ed archeologiche, l’architetto Alfredo Marinucci, autore del volume «Le iscrizioni del Gabinetto archeologico di Vasto», una delle più importanti rassegne tecniche poste all’attenzione degli studiosi e degli appassionati della cultura storica ed artistica, nella sua introduzione all’opera offre una esauriente e dettagliata relazione sull’esistenza proprio in piazza Rossetti di un anfiteatro romano:

« Ancora nel Rinascimento - scrive l’arch. Marinucci - nel “piano” di San Francesco da Paola, attuale piazza D. G. Rossetti, erano in evidenza ampie strutture di un complesso monumentale misurante 225 piedi (67 metri circa) di lunghezza e per 210 (62 m. circa) di larghezza e variamente interpretato: Leandro Alberti, Flavio Biondo, Paolo Merula sostenevano che fosse un teatro, il Viti una Naumachia. Oggi, invece, possiamo con assoluta certezza affermare che il monumento in questione non è un teatro (o tantomeno un’impensabile naumachia), bensì un anfiteatro, costruito in opera cementizia rivestita di opera mista (reticolato con ricorsi in laterizio) fuori del perimetro urbano, a lato di esso, sulla cui ellisse, sorsero poi gli edifici che delimitarono la piazza sui lati nord ed est e di cui erano ancora visibili nel XVIII secolo le arcate »..

Delle vicende di questo anfitatro ci siamo più volte occupati riferendo che un’improvvisa, apocalittica alluvione, allagò sommergendola nel fango disceso dalle colline circostanti la conca entro la quale era stato costruito l’anfiteatro, lasciando visibili le arcate esterne. Che entro questa conca naturale siccessivamente si svolgessero le «battaglie navali» a divertimento della popolazione, riempiendo l’invaso con le acque defluenti dall’acquedotto romano posto nelle colline di Cupello e Monteodorisio, per la condotta dell’attuale via «Naumachia» è anche presumibile, se alcuni autori, come l’attendibile Romanelli, riferiscono del teatro coem una «Naumachia». Certo è che al di sotto dell’attuale piazza l’anfiteatro giace con tutto il suo splendore architettonico e l’inestimabile testimonianza storica dell’antichissima e civilissima Histonium.
Giova anche rilevare come in epoca medievale, lungo le arcate emerse dalla colmatura alluvionale, si siano addossate le costruzioni di cui oggi si ha ancora visione.

Le esigenze e le tecniche dell’epoca suggerivano che all’interno delle mura trovassero posto le costruzioni dei nobili, al riparo delle incursioni dei ladroni e delle bande di rapinatori; mentre all’esterno trovavano sistemazione le case del volgo.
Infatti, se scorriamo la composizione toponomastica, troviamo che all’interno della piazza Rossetti sono dislocate le costruzioni di maggiore volume ed ancora toneggianti a ridosso delle arcate romane (periodicamente nell’opera di restaurazione o rifacimentodegli edifici vengono alla luce opere edilizie romane), mentre all’esterno, cioè nella zona delimitata dal via Santa Maria Maggiore, ritroviamo nella tipica conformazione urbanistica medievale, le case del popolino, di dimensioni ridotte, che costituivano l’agglomerato urbano al di “fuori” delle mura.

L’anfiteatro, quindi, oltre a costituire un’opera di svago ai tempi della romana Histonium, il cui splendore rifulgeva insieme all’importanza che il «municipio romanorum» assumeva nell’ambito dell’assetto territoriale di Roma, rappresentò in epoche succesive materia di utilizzazione nelle tecniche costruttive e difensive, se si tiene anche conto che il Castello medievale ra collegato alla Torre di Bassano, proprio mediante le arcate esterne ad este della piazza, per costituire un baluardo alle scorrerie dei turchi che, sbarcati alla marina, risalivano lungo la china della Madonna della Catena, dopo essre stati avvistati dalla “difesa” della torre della chiesa di Santa Maria Maggiore.


'Anfiteatro o Naumachia?' ha ricevuto 7 commenti:
(il più recente in testa)

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    Spanish
    Spanish
    Giovedì 17 Aprile 2008 ore 10:43 - Permalink

    Io pensavo che ci fossero dell prove…anzi, se non sbaglio vidi una ricostruzione o una piantina.

    Qualcuno ne sa di più?

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    Guillaume Essertel
    Mercoledì 16 Aprile 2008 ore 12:36 - Permalink

    La scoperta di un monumento di spettacolo romano è sempre eccezionale. Negli anni scorsi, nonostante la buona consapevolezza degli studiosi riguardando questo tipo di edificio, qualche monumento fu stato rimesso alla luce (penso al teatro di Aix-en-Provence), o semplicemente scoperto (teatro di Amiens). Tale scoperta si frappone spesso agli interessi dell’immobiliare o a delle difficoltà di finanziamento. Eppure possono essere rilevate delle meravigliose messe in valore, in particolare per quanto riguarda l’anfiteatro di Cividate Camuno o il teatro di Bologna. Qualche monumento sopravvive attraverso un’integrazione nel tessuto urbano dei secoli successivi (l’anfiteatro di Santa Croce a Firenze).
    I lavori di costruzione sono talvolta l’occasione di avverare l’esistenza di un monumento che soltanto si conosceva per via delle fonti scritte (scoperta del teatro di Bologna nel 1977). La semplice osservazione aerea puo’ anche avere un ruolo importante. In Spagna, si è creduti riconoscere un monumento teatrale a Palma e a Badalona coll’osservazione del tessuto urbano. A Vasto, lo stampo della piazza (ad ovale su un lato) puo’ suggerire un anfiteatro, cosi’ come a Lucca, a Pollenzo o ad Assisi. Tuttavia, tale somiglianza di un ovale con un ipotetico teatro o anfiteatro deve essere avverato con gli scavi, a parer mio, tale situazione rimane una semplice ipotesi.

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    Advocatus
    Giovedì 13 Marzo 2008 ore 17:29 - Permalink

    si narra che un gruppo di allora studenti presso il liceo scientifico mattioli fecero un progetto……

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    MAC
    Domenica 6 Gennaio 2008 ore 09:56 - Permalink

    E’ stato fatto uno scavo simile anche a Lanciano, potremmo prenderlo ad esempio

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    pablito
    Sabato 3 Novembre 2007 ore 10:59 - Permalink

    Quello che non ho mai capito è: ma sti turchi erano tanto invincibili?? Tipo marines o trupe scelte israeliane??
    Per tornare allla domanda di Luca, non non mi sembra troppo invasivo. Abbiamo esempi nella vicina San salvo, in una sala a pian terreno di palazzo d’avalos ed all’arena delle Grazie.
    Rilancio: Sarebbe troppo demolire la suddetta arena e cercare di bonificare l’area, anche se ormai ingenti danni sono stati fatti??
    A presto.

    PS: Io ho una bella foto dei miei nonni, sereni vecchietti, “aricagnati” e sorridenti nella passeggiata panoramica di via adriatica che ora non c’è più. Non si potrebbe ripristinare???

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    Spanish
    Spanish
    Lunedì 14 Maggio 2007 ore 14:41 - Permalink

    Io non ho mai messo in dubbio l’esistenza dell’anfiteatro e recuperarlo sarebbe fantastico.

    Ci vorrebbe un investimento piuttosto importante, ma ricordo che anni fa vidi un progetto ‘amatoriale’…chissà…

    A me non sembra una cattiva idea!

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    Lucfan
    Lucfan
    Sabato 12 Maggio 2007 ore 16:01 - Permalink

    Vi sembrerebbe troppo invasivo un progetto di scavo dell’attuale piazza,
    verifica della possibiltà di far tornare alla luce una parte significativa della struttura sottostante la piazza purchè all’interno del perimetro attuale (senza che si vadano a ledere le fondamenta degli edifici esistenti e quindi a dovuta distanza da essi)
    e in caso positivo, restauro ed accessibilità al piano sottostante, lastricatura dell’attuale pavimentazione con parziale utilizzo di vetro, in modo da rendere visibile anche dalla piazza le strutture sottostanti?

    Non so… si dovrebbe vedere prima cosa si trova e se è apprezzabile, limitandosi a scavare solo nella zona centrale, con tecniche sofisticate e poco invasive, per estendersi man mano con la dovuta precauzione verso le zone perimetrali, senza avvicinarsi troppo agli edifici.

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