…ca parlà jè arta liggjire…
Stando lontani da Vasto i ricordi sono sempre migliori della realtà. Tutte le volte che questo mi viene in mente non posso fare a meno di pensare ad una persona che è sempre stata e sarà per me il simbolo della città e di tutto ciò che per me rappresenta. Con lui ho conosciuto i vicoli di Santa Maria, con lui ho imparato, per quel poco che posso sapere, il dialetto, stando con lui infine ho potuto capire che non esistono persone completamente buone o cattive. Lui non era certo un santo, aveva una serie incredibile di difetti e probabilmente tutte le caratteristiche che fanno di un cittadino vastese il “vastese medio”. Ma sicuramente una cosa non gli mancava ed era l’incredibile capacità di tirare avanti in mezzo a problemi e tegole cadute. E’ questa probabilmente la cosa che più mi manca di lui. Se né andato perché non riusciva più a bere un bicchiere d’acqua tutto d’un fiato, e questo credo non abbia sorpreso nessuno. Ho voluto dedicargli questa lettera perchè so che da dove si trova non la leggerà mai e perché dopotutto parlà jè arta liggijre…
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Martedì 22 Maggio 2007 ore 13:49 - Permalink
Bellissimo ricordo.
Mi piacerebbe sapere di chi si tratti, ma capisco che forse tu tenga alla riservatezza.
Grazie per averlo voluto scrivere qui.
Martedì 22 Maggio 2007 ore 09:06 - Permalink
Condivido questi pensieri. L’essere di poche parole era una qualità a differenza di oggi…