Gli emigranti vastesi
Sicuramente chi tanto o poco tempo fa ha dovuto abbandonare la propria citta, definitivamente o provvisoriamente, condivide molti dei principi ispiratori di questa iniziativa, che ormai da alcuni mesi stiamo portando avanti grazie alla partecipazione dei sempre piu’ numerosi lettori e collaboratori.
I racconti di vita vissuta sono preziosi tasselli nel mosaico delle memorie vastesi, altro tema a noi molto caro.
Saremo grati a tutti coloro che vorranno contribuire con le proprie o altrui testimonianze (anche inserendo nuovi articoli dato che tutti gli utenti iscritti possono farlo) o intervenendo con la semplice discussione.
E’ di qualche giorno fa la notizia dell’iniziativa del comune di Vasto a favore del finanziamento per la realizzazione di un monumento ad opera di uno scultore vastese da posizionare a Perth nei pressi del lago che porta il nome di Vasto.
Cosa ne pensate? Credete che ci sia la giusta sensibilità da parte di Vasto e dei vastesi verso la comunità di emigranti?
'Gli emigranti vastesi' ha ricevuto 14 commenti:
(il più recente in testa)



Martedì 8 Gennaio 2008 ore 12:23 - Permalink
approfitto della discussione per linkarvi un breve documentario di arcoiris.tv sugli abruzzesi emigrati in Germania. E’ fatto molto bene, a me è piaciuto sul serio.
PS: c’è da scaricare il visualizzatore dvx per il web.. una ficata perche dopo un po che guardi il filmato ti abbassa la luminosita della pagina web per facilitare la visione
Giovedì 3 Gennaio 2008 ore 17:07 - Permalink
Purtroppo caro shinesix, si cerca di mostrare sempre il lato bello, culturale e sociale delle cose, la verià è , come tu ben dici, che il comune di Perth ha finanziato all’Associazione Emigranti Abruzzesi a Perth 450.000,000 dollari… così è se vi pare signori e signore, Buon Anno a tutti anche a chi crede ancora alla fratellanza e ai gemellaggi.
Mercoledì 5 Dicembre 2007 ore 00:31 - Permalink
Ma siete così sicuri che dietro questo viaggio in Australia ci siano motivi religiosi?
Da come stanno muovendo le acque non mi sembra proprio.
Il comune di Perth ha stanziato una marea di denaro per questo grande teatrino, il comune di Vasto altri 10.000 euro.
Ma fatemi il piacere. Basta con queste storiestrappalacrime di emigranti da palinsensto televisivo a corto di idee che nemmeno Maria De Fillippi oserebbe tanto, pensiamo a noi alla nosra città al nostro futuro.
Caro sindaco ma dopo tutti i soldii che ha finanziato il comune di Perth, si informi caro sindaco, era necessari anche i nostri 10.000 euro???????????????
Tra l’altro ci saranno dietro il codazzo della Sacra Spina guarda caso anche rappresentanti del CRAM , in vacanza Valtour ormai da una vita… speriamo che chi partirà rimanga lì così staremo più tranquilli………..
Mercoledì 21 Novembre 2007 ore 23:33 - Permalink
Ho letto che il nostro sindaco e il presidente del consiglio comunale andranno con una delegazione di Vasto a Perth per portare la Sacra Spina .Mi immagino la curiosita’ dei Vastesi che sicuramente noteranno “un certo imbarazzo” .La laicita’ e ateismo in queste occasioni diventano problemi “spinosi”.
Lunedì 19 Novembre 2007 ore 14:23 - Permalink
Da “Il Messaggero” di oggi lunedi 19 novembre 07:
LA SACRA SPINA ESPOSTA A PERTH
VASTO - Il 10 gennaio prossimo la Sacra Spina, la venerata reliquia custodita nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Vasto, partirà alla volta di Perth, in West Australia, la città gemellata con il comune abruzzese dal 18 dicembre 1989. A guidare la delegazione, con il sindaco, Luciano Lapenna e il presidente del Consiglio Comunale, Giuseppe Forte, ci saranno il parroco monsignor Decio D’Angelo e molti vastesi. La comitiva arriverà a Perth nel pomeriggio dell’11 gennaio e la Sacra Spina verrà sistemata nella chiesa del Sacro Cuore, per rimanervi esposta cinque giorni. Il 13 gennaio, dopo la celebrazione di una messa, si terrà una processione animata da molti dei diecimila emigrati d’origine vastese. Nella stessa giornata è prevista l’inaugurazione del monumento all’emigrante abruzzese dello scultore vastese Di Spalatro, sistemato nell’area del Vasto Lake, un parco pubblico intitolato alla città abruzzese. Secondo la tradizione, la preziosa reliquia è una delle spine che cinsero il capo del Cristo sul Golgota, donata dai D’Avalos nei secoli scorsi alla città adriatica. Ogni anno, il venerdì che precede l’avvio della settimana santa, si tiene a Vasto un’intensa giornata di fede, con la Spina portata in processione per le strade del centro storico.
Sabato 17 Novembre 2007 ore 16:46 - Permalink
Appena parlo con mio zio Nik gli domando se lo conosce(abita vicino Perth).Poi faccio sapere sul blog.Ciao
Venerdì 16 Novembre 2007 ore 15:11 - Permalink
Benvenuto, Angelo. Spero che qualcuno ti possa aiutare. Comunque, su http://www.vastospa.it c’è una piccola lista dei vastesi nel mondo. Magari può aiutarti…
Saludos!
Venerdì 16 Novembre 2007 ore 12:00 - Permalink
cerco contatti col la verghetta antonio che abita a perth,sono un amico del fratello michele e mio figlio è stato a trovarlo in Australia nel 1995.Grazie
Lunedì 29 Ottobre 2007 ore 20:14 - Permalink
Storie di vita di Tina Altieri.Mamma,Giulia Pracilio,e papa’,Nicola Altieri,di Vasto,sono arrivati in Australia nel 1952.Io sono nata nel 1969 a Fremantle.Mio marito e’ di Singapore,ma parla in Italiano meglio di me,abbiamo fatto il viaggio di nozze a Vasto.Sono stata in Italia per la prima volta a 17 anni.Da piccola sognavo sempre di andare a Vasto e fin dalla prima volta mi sono sentita come se ci fossi sempre stata,e’ come una seconda casa per me.Ho solo un dispiacere:non parlo molto bene l’Italiano,per questo mi piacerebbe andare a Roma per un anno e lavorare la’.Quando ero piccola mamma mi raccontava della campagna,lei abitava vicino alla stazione,e cosi’ mi immaginavo Vasto.Invece io l’ho trovata grande e moderna.Ancora oggi ogni volta che torno ho l’impressione che la citta’ sia diventata piu’ grande.La prima volta mi ha molto emozionato l’abbraccio della mia famiglia che non avevo mai visto,ne’ mai immaginato.Ora con i miei cugini mi sento sempre per telefonoe, anche se sono nata in Australia,mi sento piu’ Italiana che Australiana.Come mai ho scelto la televisione?Fin da piccola volevo fare la giornalista,quando avevo 13 anni pensavo che volevo diventare una persona che stava in televisione o fare l’attrice.Ho studiato da giornalista e da presentatrice.Per avere successo ci vuole volonta’,ma anche tanta fortuna.Per me il momento fortunato e’ arrivato a 19 anni,ero reporter e dicevo sempre che volevo leggere il telegiornale,qualcuno aveva un raffreddore quel giorno e mi hanno chiamato a sostituire quella persona.Cosi’ sono diventata la piu’giovane presentatrice di telegiornale in Australia.Non ho finito l’universita’ perche’ una stazione radio mi ha offerto un posto di lavoro a 18 anni.Per un anno ho lavorato alla radio e poi ho cominciato alla televisione.A Perth avevano appena aperto una nuova stazione televisiva,il canale 10,cercavano persone,mi sono presentata e ho cominciato come reporter.Dopo sei mesi leggevo il telegiornale soltanto nei weekend.Poi ho cambiato stazione perche’ al Canale 9 c’era l’opportunita’ di leggere il telegiornale tutta la settimana.Dopo un po’ ho preso 5 mesi di aspettativa per andare a Singapore a cantare.Un amico di un amico cercava una cantante australiana,ho mandato due cassette e lui mi ha assunto.Cantavo nei night club,sulle navi da crociera e in discoteca.E’ stato un periodo bellissimo.Avevo 20 anni.Li’mi sono innamorata di mio marito.Poi sono tornata a Canale 9 a leggere il tigi’ alle sei.Essere una persona famosa e’ bello,ma ha anche molti lati negativi.Uno e’ che devo stare sempre molto attenta a quello che faccio,sia perche’ ho un immagine pubblica che non deve essere sminuita,sia perche’ rischio sempre di finire sui giornali.E poi in questo lavoro oggi sei famosa e domani no.Ma io lo prendo come un lavoro normale,so che ci sono 100,200 donne pronte a prendere il mio postoe che e’ un lavoro che non dura tutta la vita.Tanti mi chiedono e dopo che farai?Io penso che comunque ho un nome conosciuto per cui potro’ fare altri lavori.Gia’ adesso faccio lezioni agli studenti,scrivo su una rivista di viaggi,presento manifestazioni di beneficenza.Se viene qualcuno importante il governo mi chiede di fare la presentatrice.Sono un po’ come una ambasciatrice per loro.Ogni giorno mi dico che sono fortunata,mi piace quello che faccio,anche se so che posso perdere tutto da un momento all’altro.Per questo mi ripeto sempre “remember to smell the roses”,ricordati di annusare il profumo delle rose.Ossia apprezza al massimo cio’ che hai in questo momento.
Domenica 28 Ottobre 2007 ore 20:05 - Permalink
Vasto Place.Quasi quattromila vastesi si sono fermati in questo lembo del Western Australia.Fra Perth,Fremantle,Stirling,Cannington,Morley,Midland.La loro banbiera e’ piantata a Balcatta,Stirling,nord ovest di Perth.Una scritta bianca su fondo azzurro indica l’incrocio verso Vasto Place e quello che una volta si chiamava Vasto Club circolo abruzzese of W.A. Perth ,e’ la citta’ del vento.L’Oceano Indiano ribolle bianco e blu a una manciata di chilometri verso ovest.Dune alte come colline.Pini marittimi contorti verso terra,cespugli spazzolati dalle tempeste,esplosione di fiori sulla sabbia.Come una gigantografia della costa abruzzesecinquanta anni fa,prima delle ruspe e del cemento,prima dell’asfalto ai limiti del bagnasciuga.Come a Vasto a quei tempi.Qui alla domanda sei abruzzese ?Rispondono seri:no ,sono di Vasto.Colpa della tardiva unita’ nazionale,sostengono i sociologi wasp,che ha lasciato gli Italiani all’estero orfani di una Patria comune e cittadini soltantodella propria contrada.Cosi’ sono diventati australiani,americani,argentini,venezuelani,prima di diventare italiani,concludono.A Perth cio’ ha provocato la nascita di altri due club:”Molise e Abruzzo association”,a Cannington,e “Ferragosto Scernese”,ad Hamilton Hill.Loro,i vastesi e gli altri abruzzesi,lo chiamano AMORE per il proprio campanile.Quando sono arrivati,Perth era completamente diversa.Piccola e brutta.Oggi il cuore assomiglia ad una miniatura di Manhattan.Ma quando i negozi chiudono le strade diventano deserte,il cielo arancio e giallo.
Domenica 28 Ottobre 2007 ore 00:47 - Permalink
Storie di vita di Nicola Fiore. Mio nonno Nick Zinni era partito per l’Australia circa 74 anni fa e appena e’ arrivato si e’ perso.Non sapeva ne ‘ leggere ne’ scrivere .Non se ne e’ saputo piu’ nulla fino a quando non ha trovato qualcuno che sapeva scrivere e , finalmente,ha mandato sue notizie alla moglie.In venti anni le ha scritto due,tre volte.Io vivo in Australia da 48 anni,sono di Vasto,abitavamo alla Madonna delle Grazie.Sono arrivato qui a 4 anni con mamma,Maria, e mio fratello Fernando.Mio padre,Michele Fiore,e’ partito nel 1950,ha fatto le case per i “farmisti”(agricoltori) e poi si e’ fatto una casa a Waroona,un paesetto agricolo.Due,tre anni dopo ha fatto venire anche la mamma,mio fratello e me.Siamo andati ad abitare a Northbridge,nel quartiere eravamo tutti Italiani e Greci.Papa’ faceva il muratore e mamma stava a casa.Io e mio fratello lavoravamo con mio padre.A venti anni ho detto a mio padre:il “fabbricatore”non lo voglio fare piu’.E sono andato a vendere le macchine e ho cominciato a costruire appartamenti insieme a mio fratello.Dopo due anni ho comprato due negozi di macchine.Li ho tenuti per cinque,sei anni e poi li ho venduti e mi sono dedicato alla “nursery”,il vivaio.Ma prima di dedicarmi alla coltivazione delle piante ho incontrato mia moglie.E’ andata cosi’:davanti al negozio di macchine passava sempre una ragazza siciliana.Era molto bella.Appena l’ho vista ho detto:me la sposo.E cosi’ ho sposato Bruna,siciliana di Fremantle,originaria di Capo d’Orlando.Avevo 31 anni e mia moglie ne aveva 19.Alla mamma aveva detto che ne avevo 25.Mia suocera ha saputo soltanto dieci anni dopo che non era vero.Dunque coltivavo i fiori.Avevamo quattro negozi di fiori e 10 acri di terra per il vivaio.Poi un politico mi ha fatto una buona offerta e ho venduto tutto.Io ho avuto il vivaio per dodici anni.Lui e’ andato in fallimento.Quando ho venduto il vivaio sono tornato alle costruzioni e ho aperto un ristorante,il “Caffe’ Spiaggia”,dove ho cominciato a fare cucina italiana come la faceva mia nonna.Quello del locale a fianco,un messicano,mi ha detto che sarei fallito,invece e’ fallito lui e io ho ricomprato il suo locale.L’ho chiamato “il Pescatore”,perche’ servo tutti piatti di pesce.Perche’ cambio sempre?Perche’ mi piace sempre imparare cose nuove.Ma ora basta,mia moglie e’ ancora giovane e le devo dedicare piu’ tempo.Ho anche tre figli:Adamo di 21 anni,Adriano di 19 anni e Celeste di 17.Il primo e’ meccanico,il secondo fa l’universita’ e l’ultimafrequenta l’high school.Sono tornato in Italia per la prima volta 10 anni fa.Quando ho visto l’Abruzzo ho detto:ma perche’ vado in Malesia o a Hong Kong?E da allora non ci sono andato piu’ e ho cominciato a fare le vacanze in Italia.
Domenica 28 Ottobre 2007 ore 00:12 - Permalink
Storie di vita di Vittorio e Giuseppe Tana. Siamo arrivati in Australia nel 1957 per raggiungere papa’,Francesco Paolo Tana,che era partito nel 1952.Ci aveva raccontato che l’Australia era un paese pieno di pecore,le famose merinos,cosi’ quando siamo arrivati a Fremantle siamo rimasti delusi:per arrivare a Perth c’erano quattro,cinque chilometri,dove non si vedeva nulla.Eravamo ragazzi e ci siamo detti:”Ma tutte le pecore ando’ stanne?”.Perth era completamente diversa,una citta’ piccola e brutta.Noi venivamo da Vasto centro,Via Pampani.Papa’ aveva una falegnameria.Ne ha avuta un altra anche in Australia.Poi quando e’ andato in pensione e’ tornato in Italia.Adesso abita a Vasto con nostra sorella Ornella che era tornata a studiare in Italia e poi a Parigi e non e’ piu’ tornata in Australia perche’ si e’ fidanzata e sposata ed e’ rimasta a Vasto.La ditta Parker & Company e’ nata nel 1895,Vittorio ha cominciato a lavorarci nel 1960:”Nel 1984 l’abbiamo comprata”.Giovanni,invece,gestiva il negozio di papa’:”Facevamo arredamenti d’interni e vetrine.Si chiamava Histonium Furniture.Nel 1984 l’abbiamo venduto ad un altro vastese,Giovanni Cinquina,e anch’io ho cominciato a lavorare nel negozio Parker e Company.Poi,circa quattro anni fa abbiamo aperto un altro negozio che si chiama Zaccaria.”La ditta”,spiega Vittorio,all’inizio vendeva solo abiti inglesi e aveva molti clienti Inglesi.Negli anni 60 abbiamo cominciato a vendere abiti italiani,Zegna e Brioni e poi Versace e St.Andrews.Vendiamo solo abbigliamento da uomo,ma abbiamo tutto:uno puo’ entrare nudo ed uscire completamente vestito.Vittorio ha due figli:Christian,di 23 anni e Benjamin di 20.Giovanni ne ha tre:Paul di 30 anni,Denita di 28,Gabriel di 27,piu’ tre nipotini:Luise di 6 anni,Jane di 4 e Olivia di 1 anno.Giovanni e’ il presidente della casa d’Abruzzo a Perth.Il loro negozio di abbigliamento e’ famoso in tutta l’Australia.Hanno clienti che vengono a fare shopping anche da Singapore.Di recente Vittorio ha realizzato il sogno che coltivava da 40 anni:visitare una zona a quattromila chilometri da Perth:l’Arnhem Land,Aboriginal Land,nel Northern Territory dove non esistono strade e la natura e’ ancora incontaminata.Lui e sua moglie Deborah sono stati citati sulle pagine del”The West Australian Today”,come esempio di eleganza e di stile,una tradizione di famiglia,scrive il giornale,che anche i figli Christian e Ben tengono alta.
Sabato 27 Ottobre 2007 ore 23:31 - Permalink
Storie di vita di Giovanni Marinozzi. Sono di Vasto,e precisamente del Belvedere.Sono arrivato in Australia nel 1956,ho compiuto 20 anni sulla nave,il 1° giugno.Sono partito da Napoli con la nave Neptunia.Un cugino mi aveva fatto l’atto di richiamo.Facevo il sarto,ma sognavo di andare in Australia ,diventare miliardario e poi tornare in Italia.Tutti sogni che non si sono realizzati.Quando sono arrivato c’era la disoccupazione.All’inizio ho lavorato per un altro sarto.Se lui prendeva dieci sterline per un pantalone,a me ne dava tre e prendevo la disoccupazione.A Natale e’ tornato un amico che mi ha detto:perche’ non vai nel South Australia?Lui lavorava in un cantiere ,era manovale.Sono andato a Waiella,nel South Australia,ma avevo 20 anni e non mi toccava la paga intera.Allora l’amico mi ha suggerito di andare a lavorare ad Alice Spring,dove pagavano la paga intera anche se eri minorenne.Si lavorava nella costruzione delle ferrovie.Ma il mio amico non mi ha chiesto se sapevo usare il piccone e la pala.Ero sarto,avevo le mani delicate,la mia forza era poca,cosi’ dopo 15 giorni ho mollato.Sono tornato a Waiella come assistente saldatore in un cantiere navale e dopo nove mesi sono tornato a Perth con un po’ di moneta.Avevo un amico che lavorava ad Alice Spring a fare i marciapiedi.Mi ha proposto di lavorare per 5 sterline invece di sette e fare un lavoro meno pesante.Ma gli ho detto di no:faccio il lavoro forte.E questa volta ce l’ho fatta,ma la sera tornavo a casa con le mani piene di sangue.Poi sono andato a Darwin a fare una strada sempre con lo stesso amico.Nove mesi di lavoro.A Daly River dormivamo sotto le tende,caldo umido,pieno di coccodrilli.I canguri avevano capito dove erano gli spaghetti e si infilavano dentro la tenda per mangiarli.Poi sono tornato ad Alice Spring e mi sono messo a fare i marciapiedi per conto mio.Ho incontrato mia moglie Key a un party.E’ stato un colpo di fulmine.Siamo andati a sposarci a Vasto,dove ero tornato per lavorare,sono rimasto li’ per quasi due anni poi siamo tornati in Australia.Ho tre figli:Nicolas di 35 anni,Luisa di 32 e Kate di 28.Nipotini?Per il momento no.Per adesso ho solo i cani.
Sabato 27 Ottobre 2007 ore 20:10 - Permalink
Storia di vita di Francesco Tenaglia . Sono nato a Vasto nel 1929 e sono arrivato in Australia il primo gennaio 1956 con la nave Oceania.Una nave molto bella.Eravamo in venti in un camerone.Il viaggio e’ stato spendido perche’in Italia non avevamo mai avuto il tempo di stare insieme.Sulla nave si mangiava bene,si stava bene.Ero giovane:avevo 26 anni e quello e’ stato uno dei periodi piu’ belli della mia vita,pagherei un milione di dollari per tornare a quell’eta’.Arrivati a Fremantle,la sera poiche’ era la notte del Capodanno si vedevano un po’ di luci,sembrava bello.La mattina ,invece,era tutto diverso,mi e’ sembrato un po’ male.Poi ho visto come erano vestiti,la lingua non c’era,e’ stato brutto.In Italia lavoravo in campagna,ma non bastava per tutti.Ero solo io e sei sorelle.Sai com’e’ in Italia si fa la dote,ho lavorato per tutta la famiglia.Dopo che le donne si sono sposate ho detto:adesso sono libero posso fare la mia ventura.E ora sono contento di dove mi trovo.Quando sono arrivato avevo una sorella e un cognato gia’ in Australia,sono andato ad abitare con loro,a due chilometri dal centro di Perth.Ad High Gate,una contrada vicino North Perth.C’erano soltanto 300.000 abitanti a Perth a quei tempi.I palazzi piu’ alti erano di quattro piani,quelli caratteristici di mattoni rossi.Ho lavorato al primo building di dodici piani a Barrack street.Quando sono arrivato non si trovava lavoro.Per due o tre giorni sono andato a tagliare la legna che serviva per fare la calce per le costruzioni,ma poi nessuno veniva a prenderla:il padrone si e’ fatto male a un piede,avevamo una sega circolare rotta…Dormivamo sotto un telo,faceva caldo,c’erano le mosce.Si stava proprio male.Se si lavorava era all right,tutto a posto,ma cosi’…Abbiamo aspettato tre giorni e poi ho deciso di andarmene.Ho cominciato a camminare nel bosco seguendo le traccie del camion,dopo due ore sono arrivato sulla strada.Ho incontrato uno gardener,il giardiniere,era italiano doveva andare in una casa la ‘ vicino .Mi ha detto “se aspetti un’ora ti porto io in citta’”.Poi ho preso lavoro in una fabbrica di bottiglie ,era un lavoro provvisorio perche’ quando finiva l’estate non si vedeva piu’ una lira.Ho lavorato tre mesi e a maggio,con l’inverno,ho dovuto trovare un altro lavoro sulla strada,con il Main Road Department del governo.Ma la moneta era troppo poca:mi ero sposato e avevo appena avuto un bambino.Mi hanno detto che c’era una “mina”una miniera,dove avevano bisogno di lavoratori.Il posto era a piu’ di mille miglia a Nord Est di Perth,verso l’interno.Si andava con un aereo che veniva tre volte a settimana.Li guardava proprio male:il caldo era 50 gradi tutti i giorni.Le baracche erano con un po’ di cemento sotto,i muri di asbesto e il letto di lamiera.Le finestre non esistevano.Si doveva fare da mangiare da soli o andare alla mensa dove il mangiare era bruttissimo:lenticchie,fagioli,un po’ di pasta come c’era,ma non lo sapevano cucinare.La “mina” era di blu asbestos.l’amianto era come una lana.Era una montagna di circa mille metri a 11 miglia dal paese.Ci portavano con un bus a meta’ della montagna dove c’era uno spogliatoio.Ci dovevamo cambiare,metterci i pantaloni lunghi,scarpe con la punta di ferro e la luce con le batterie dietro la schiena.Prendevamo i trapani ad aria compressa e poi andavamo nelle gallerie e ognuno trovava il suo posto.Si lavorava al massimo in due.Si saliva da un pozzo.Era cosi’ caldo.Non c’era abbastanza aria.Per regola dovevano mettere i sacchi per l’aria,ma non c’erano.Dovevamo prendere le pillole del sale perche’ senno’ con il sudore perdavamo tutto il sale.Mio cognato e’ morto.Mio cugino e’ morto per l’asbesto dei polmoni.Io sono stato solo sette mesi.Ogni sei mesi avevamo diritto di fare due settimane di ferie.Ti pagavano loro il viaggio.Cosi’ quando sono andato in ferie ho detto non ci vado piu’ sopra la montagna.Mi sono fermato e poi ho cominciato a lavorare nelle costruzioni come operaio semplice.Poi come carpentiere in ferro.Poi ho fatto il “contrattore”ossia avevo una piccola impresa edile con un po’ di operai,fino alla pensione:Sono contento.Ho quattro figli,si sono tutti sposati,hanno studiato,hanno una posizione,hanno la loro casa.Sono tornato in Italia la prima volta dopo 12 anni,poi nell’82,nel ‘91 e nel ‘96.Dovevo tornare questa estate ma non se ne e’ fatto niente.