Comunicato Confesercenti

redazione

Riceviamo da Confesercenti il seguente comunicato:

SULLA RISOLUZIONE APPROVATA IN CONSIGLIO COMUNALE LO SCORSO 6 NOVEMBRE PER L’ABROGAZIONE, DA PARTE DELLA REGIONE ABRUZZO, DEI “PROVVEDIMENTI VERGOGNA” SUL COMMERCIO (08/11/2007)

La Confesercenti di Vasto esprime soddisfazione per la Risoluzione approvata in Consiglio Comunale lo scorso 6 novembre, sottoscritta e votata dai Consiglieri Comunali di maggioranza e opposizione.

Una presa di posizione importante che, si inserisce nell’angusto dibattito di questi giorni apertosi a livello regionale e locale, sulla “deregulation” della grande distribuzione e degli orari di vendita delle attività commerciali.

Un segnale chiaro, rivolto ad amministratori e classe politica a livello regionale che và nella direzione dell’abrogazione delle norme approvate, ed un invito a tornare al dialogo con le Associazioni di Categoria.

La Confesercenti ribadisce l’importanza del rispetto delle regole e delle leggi, del confronto chiaro, trasparente e propositivo che, deve avvenire, attraverso la concertazione ed il ruolo delle PMI e delle Associazioni di Categoria e, riconoscendo, il valore dal punto di vista economico, sociale e culturale che hanno le imprese del terziario, patrimonio di questo territorio e di tutta la regione.

Intanto, continua lo stato di agitazione degli operatori di Confesercenti, fino a quando non si vedranno abrogati i vergognosi provvedimenti.

Oggi, ci sarà una fitta delegazione all’assemblea di protesta prevista a Chieti, presso la sala del Consiglio Provinciale e, martedì a L’Aquila, al Palazzo dell’Emiciclo, quando si terrà il Consiglio Regionale.

Il Presidente
Confesercenti Vasto
Franco Menna

Il Direttore
Confesercenti Vasto
Elio Fiorito


'Comunicato Confesercenti' ha ricevuto 10 commenti:
(il più recente in testa)

  1. Unregistered
    Davide1971
    Mercoledì 19 Dicembre 2007 ore 22:41 - Permalink

    Da Quiquotidiano comunicato Confcommercio.La Confcommercio abruzzese chiede un “rimpasto in Regione”,per restituire “nuove energia e slancio ad una compagine che al momento sembra essersi arenata”.Un appello in tal senso e’ stato lanciato oggi,in conferenza stampa,da Ezio Ardizzi,presidente dell’associazione di categoria.Ardizzi ha spiegato che si tratta di una richiesta avanzata”senza alcuna strumentalizzazione”,dettata dalla necessita’ di “tutelare un settore che ha sofferto la totale mancanza di concertazione,ed ha subito l’attuazione di provvedimenti deleteri per l’intero comparto a causa dell’assenza di dialogo”.Durissimo il giudizio espresso dall’associazione di categoria nei confronti della Regione.”Ormai si trova all’epilogo,i conti non tornano,e si fa fatica persino a redigere il bilancio”-sostiene la Confcommercio.E poi ancora: ” I settori produttivi sono stati abbandonati al loro destino,con una decurtazione progressiva delle risorse regionali,la concertazione e’ rimasta sulla carta,le parti sociali vengono convocate solo per ratificare quanto gia’ deciso in campo politico e con la liberalizzazione selvaggia della grande distribuzione e degli orari dei negozi si sta dando al commercio il COLPO MORTALE”.Saludos

  2. Unregistered
    Davide1971
    Martedì 20 Novembre 2007 ore 22:10 - Permalink

    La nostra citta’ ,la nostra regione ha delle potenzialita’ enormi,pero’ molti ragazzi /e anche con un una laurea ,non hanno la possibilita’ di iniziare un’attivita’ in proprio.Troppe le responsabilita’!Oggi in T.V. ho visto che in Molise per 30 posti alla Regione come Co.Co.Pro. hanno risposto in 2000 e addirittura sono stati estratti a sorte…Perche?Oggi chi vuole aprire non uno studio o un laboratorio o una Farmacia ,ma un venditore di ortaggi deve produrre una trentina di certificati tra questi anche uno antimafia.Esempio io a Vasto ci sono nato,i miei nonni erano di Vasto,e cosi’ via indieto nel tempo,ma se voglio aprire un negozio divento uno sconosciuto.Io nella mia vita lavorativa ho avuto una partita I.V.A.,non lo auguro a nessuno…Poi se si hanno “Santi”in Paradiso…e’ diverso!Io ho fatto questa semplicissima equazione e cioe’ se si vuole lavorare in pace in proprio bisogna obbligatoriamente avere incarichi politici o almeno un referente pesante nel palazzo.Punto!

  3. Spanish
    Spanish
    Martedì 20 Novembre 2007 ore 12:58 - Permalink

    Non mi trovi d’accordo…Ci sono moltissimi esempi di giovani imprenditori che hanno avuto un discreto successo e di più di imprenditori che vivono grazie alla loro attività.

    In riferimento al comunicato, non vedo come la liberalizzazione degli orari possa portare alla morte del piccolo commercio, considerando anche che la crisi del classico negozio di quartiere c’è già.

    Infine, vediamo quando iniziamo ad aprire i settori del commercio iper-protetti…

    Saludos!

  4. Unregistered
    Davide1971
    Domenica 18 Novembre 2007 ore 18:39 - Permalink

    Vedi il quesito che rivolgo ai Signori che rappresentano gli esercenti (politici di mestiere),quale giovane e non ,se ha un po’ di “sale in zucca” ,con tutte queste normative puo’ pensare di aprire una qualsiasi attivita’ anche se si devono vendere dei semplici ortaggi?O e’ uno che sa il fatto suo ,o uno che non ha veramente nulla da perdere o e’ uno che non si rende conto che sta giocando con il fuoco!E’ molto piu’ comodo impararsi a tornire un pezzettino di ferro,farlo bene,uscire con un diplomino e…passare dalla Adecco o Worknet e aspettare.Con le leggi che ci sono facilmente verra’ chiamato e se si fa i fatti suoi (no sindacato e malattia fino al contratto indeterminato)verra’ assunto .Il problema sorge quando sul mercato c’e’ poca domanda di tornitori(esempio)e se ti occorre un idraulico,un elettricista,ecc. non lo trovi !Con tutte le leggi ,gli obblighi,i costi che ha avere una partita I.V.A. e soprattutti i rischi anche penali che si corrono per un semplice venditore di …ortaggi ,non si tratta come dici tu che non si possa scegliere,ma di semplice coerenza o Costi -Benefici.Ti sei chiesto perche’ un po’alla volta l’Italia si stia trasformando in una S.R.L. o in P.S.C.R.L. E’ un modo di pararsi il sedere in caso di fallimento,ma lo sai quante persone hanno tutto ,ma sulla carta non hanno un centesimo intestato.Addirittura immobili intestati a terzi o scritture private a go-go.I motivi sono nella differenza abissale che c’e’ tra essere un semplice operaio e essere un semplice venditore .Tante persone che oggi hanno attivita’ commerciali il piu’ delle volte sono scarsamente informati sulle normative che si accavallano quasi giorno per giorno e solo qualche persona veramente scaltra riesce a dribblare indenni da leggi che sono state scritte dai gruppi di potere (I.P.E.R.)che finanziano le campagne elettorali!Per farla breve una persona che decide di aprire un negozio ,non ha vita facile.Studiamo come rendere piu’ snella e meno rischioso dal punto di vista penale ,e forse si formera una nuova classe imprenditoriale .Un operaio ,(lo sono anch’io)avra’ pochi denari in tasca ,ma la notte dorme piu’ tranquillo!

  5. Lucfan
    Lucfan
    Domenica 18 Novembre 2007 ore 11:09 - Permalink

    Davide, quello si chiama “rischio imprenditoriale” ed è normale che esista per traguardare gli obiettivi che si possono pianificare, seppur senza garanzie.
    Ovviamente in fabbrica dovrebbe invece valere un principio di tutela e di garanzie, ma solo in un mondo ideale purtroppo, poichè invece si rischia moltissimo proprio li’, dalla salute alla continuità lavorativa: sfruttati con bassissimi livelli salariali delle volte si paga con malattie, invalidità o addirittura con la vita.

    Non credo convenga di piu’, forse semplicemente non si puo’ scegliere.

  6. Unregistered
    Davide1971
    Domenica 18 Novembre 2007 ore 00:34 - Permalink

    Oggi chi intraprende una qualsiasi attivita’commerciale o e’ uno che sa il fatto suo oppure e uno stolto- E’ molto piu’ semplice fare l’operaio in fabbrica senza problemi.Tutele sindacali,ferie pagate,tfr.,malattia finta ,tredicesima,ecc.Prima di aprire un attivita’ commerciale informatevi,state giocando con “il fuoco”.

  7. Lucfan
    Lucfan
    Sabato 17 Novembre 2007 ore 20:49 - Permalink

    Davide, lascia perdere Grillo… è molto meglio Luttazzi!

  8. Unregistered
    Davide1971
    Sabato 17 Novembre 2007 ore 17:29 - Permalink

    Ho letto l’articolo sul sito di Beppe Grillo Prove di colpo di Stato del 16 Novembre .E’ molto inquietante che tante persone scrivano piu’ o meno le stesse cose e cioe’ che alla fine i commercianti per vivere devono difendersi non tanto dalla malavita ma dalle istituzioni.

  9. Unregistered
    Davide1971
    Sabato 17 Novembre 2007 ore 17:21 - Permalink

    Vi segnalo questo link http://www.beppegrillo.it/2007.....2007-11-16 ,riguardo ai commercianti… Forse c’e’ del vero?

  10. Unregistered
    MAC
    Sabato 10 Novembre 2007 ore 21:11 - Permalink

    Peccato che proteggere i piccoli commercianti e i prodotti di qualità dalla sempre più agguerrita grande distribuzione che tutto omologa ed appiattisce non sia accompagnata dalla tutela del teritorio e dell’ambiente che è la più importante risorsa per piccoli e medi commercianti!
    Scusate ,ma l’off topic mi è uscito spontaneo! La politica vastese continua ad essere quella di 50 anni fa prima diciamo si al porto commerciale e poi no alla grande distribuzione! Complimenti a tutti

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