L’ARCI sul Porto: “Strategia della tensione”
Pubblichiamo il seguente comunicato pervenutoci dall’ARCI.
STRATEGIA DELLA TENSIONE
Sull’ampliamento del porto di Vasto c’è tanto da dire, ma partiamo dal passato recente…
Circa dodici anni fa il Coasiv presentò un progetto di ampliamento analogo all’attuale. Anche allora calarono in città dei brillanti progettisti che con particolari “effetti speciali” tentarono di abbagliare la città: la ditta si chiamava PROGER, anch’essa puntava sulla “strategia della tensione”: “BADATE CITTADINI, L’UNICA SALVEZZA PER IL VASTESE E’ IL PORTO! SE NON SI AMPLIA VEDRETE, LA PILKINGTON, LA SEVEL, LA DENSO ANDRANNO VIA E MIGLIAIA DI PERSONE RIMARANNO DISOCCUPATE…”
Sappiamo bene come è andata a finire: il Ministero dei Lavori Pubblici bocciò il progetto perché considerato sovradimensionato rispetto al contesto economico, e perché in concorrenza con altre strutture limitrofe, in modo particolare con Manfredonia. Vi fu anche un’interpellanza Parlamentare a proposito.
Comunque il porto non si ampliò, sono passati dodici anni la Pilkington, la Sevel e la Denso sono rimaste al loro posto, in qualche modo hanno affrontato la recessione senza bisogno del Porto ma con la ricerca e la qualità, riuscendo così a continuare ad imporsi sul mercato senza avventurarsi in assurde guerre sulla competitività economica lì dove le imprese occidentali sono destinate sempre alla sconfitta, dato il basso costo del lavoro in Asia e nell’Europa dell’Est. “La strategia della tensione” è sempre la stessa: anche la nuova ditta di progettazione MODIMAR sta usando la stessa tecnica, ovvero terrorizzare la comunità con il rischio della perdita di posti di lavoro. Tutto ciò per scipparle porzioni di territorio a favore di cementificazioni esagerate in mare.
Con una semplice presentazione in “power point” e con una brillante e lunga relazione del giovane ingegnere PAOLO CONTINI, la Modimar ha convinto 24 consiglieri della bontà di un progetto che fino al giorno prima nemmeno conoscevano.
Riportiamo alcuni passaggi del lungo consiglio comunale.
Alla domanda: “CI SONO RISCHI DI EROSIONE A SUD DEL BACINO PORTUALE?” la risposta: “CERTAMENTE NO! L’ORDINE DEI GEOLOGI DELL’UNIVERSITA’ DI CHIETI HA GARANTITO CHE NON VI SARANNO PROBLEMI, ANCHE PERCHE’ QUEL TIPO DI COSTA PER PROPRIA CONFORMAZIONE E’ DESTINATA AD ERODERSI IN OGNI CASO”. Per l’appunto, proprio per questo motivo, invece, altri geologi sempre dell’Università di Chieti e che prossimamente inviteremo in città, affermano che per evitare di accelerare l’erosione sarebbe molto meglio lasciare stare le cose così come stanno.
Alla domanda: “MA QUALI SARANNO LE RICADUTE OCCUPAZIONALI?” la risposta: “NOI NON POSSIAMO GARANTIRE IL SUCCESSO DI UN PORTO COMMERCIALE, E’ IL MERCATO CHE LO DETERMINA, UNA COSA E’ CERTA: SE VOGLIAMO COMPETERE DOBBIAMO ATTREZZARCI A COMBATTERE LA CONCORRENZA DI PORTI LIMITROFI QUALI ORTONA, TERMOLI E MANFREDONIA, CHE SI SONO GIA’ ATTREZZATI…” In parole povere: intanto trasformiamo Punta Penna in un cantiere che può durare anche 10 anni e avventuriamoci in una guerra commerciale fratricida con comunità locali in una sorta di derby calcistico e poi vediamo se qualcuno è disposto a venire qui a commercializzare qualcosa. “NOI DOBBIAMO DIVENTARE IL CASELLO DELLE AUTOSTRADE DEL MARE…”: bella prospettiva diventare un incrocio di traffici altrui, uno snodo, una zona di servizi e non una zona che vive e si sviluppa partendo dalle proprie peculiarità ambientali e tradizionali.
L’ampliamento del porto comporta rischi enormi per il turismo del territorio e ciò si evince chiaramente dalla Legge 28 gennaio 1994, n.84, RIORDINO DELLA LEGISLAZIONE IN MATERIA PORTUALE, che all’art. 4 recita testualmente “comma 3. I porti o le specifiche aree portuali di cui alle categoria II (categoria I sono solo quelli militari), classi I, II, III (Vasto é di classe II), hanno le seguenti funzioni: a) commerciale; b) industriale e petrolifera; c) di servizio passeggeri; d) peschereccia; e) turistica da diporto.
comma 4. Le caratteristiche dimensionali, tipologiche e funzionali dei porti di cui alla categoria II, classi I, II, III e l’appartenenza di ogni scalo alle classi medesime sono determinate, sentite le autorità portuali o laddove non istituite, le autorità marittime, con decreto del Ministero dei Trasporti e della Navigazione, con particolare riferimento all’attuale e potenziale bacino di utenza internazionale o nazionale, tenendo conto dei seguenti criteri:
a) entità del traffico globale e delle rispettive componenti;
b) capacità operativa degli scali derivante dalle caratteristiche funzionali e dalle condizioni di sicurezza rispetto ai rischi ambientali degli impianti e delle attrezzature, sia per l’imbarco e lo sbarco dei passeggeri sia per il carico, lo scarico, la manutenzione e il deposito delle merci nonché delle attrezzature e dei servizi idonei al rifornimento, alla manutenzione, alla riparazione ed alla assistenza in genere delle navi e delle imbarcazioni;
c) livello ed efficienza dei servizi di collegamento con l’entroterra.” […]
“comma 6. La revisione delle caratteristiche dimensionali, tipologiche e funzionali di cui al comma 4; nonché della classificazione dei singoli scali, avviene su iniziativa delle autorità portuali o, laddove non istituite, delle autorità marittime, delle Regioni o del Ministro dei trasporti e della navigazione.”
In poche parole l’ente locale non ha alcun potere nelle decisioni relative alla tipologia del porto stesso; essa viene determinata dai sistemi di sicurezza, dai fondali, dalla sicurezza delle navi stesse, dall’indotto che sviluppa, quindi è falso dire che le petroliere non entreranno, le petroliere entreranno sicuramente se qualcuno in zona, ma anche altrove, avrà bisogno di commercializzare petrolio. Se il porto sarà idoneo, tale imprenditore avrà tutto il diritto di chiedere l’utilizzo delle banchine come chiunque altro imprenditore, è chiaro che quest’eventualità comporterà rischi per tutta l’economia turistica della zona, vanificando quanto di buono si è costruito negli ultimi anni. BASTERÀ UN SOLO INCIDENTE A METTERE IN GINOCCHIO TUTTI GLI OPERATORI DEL TURISMO E DELLA PESCA, CON LA CONSEGUENTE PERDITA, IN QUEL CASO, DI MIGLIAIA DI REDDITI CHE IN UN MODO O NELL’ALTRO VENGONO GARANTITI DAL TURISMO E DALLA PESCA A VASTO.
Noi siamo assolutamente contrari all’ampliamento del Porto di Punta Penna, pur non essendo contrari al trasporto per mare, riteniamo che tale servizio deve essere svolto da località, che purtroppo per loro non hanno altre risorse, come per esempio Manfredonia. Cosa è successo a Manfredonia 15 anni fa? Allora era ancora in esercizio l’ENICHEM con circa 3.000 posti di lavoro, che pretese l’ampliamento del porto in modo da scongiurare rischi di chiusura. Ebbene, l’ampliamento del porto di Manfredonia non ha impedito all’ENICHEM di chiudere senza porsi alcuna remora nel momento in cui ha registrato un calo eccessivo di mercato, lasciando un territorio devastato senza alcuna altra risorsa: il prolungamento del molo ha fatto letteralmente sparire decine di spiagge, spiaggette e calette escludendo di fatto Manfredonia da tutti i benefici del Parco Nazionale del Gargano.
Se noi ampliamo il porto devastando quello che rimane della nostra costa e il mercato di Sevel e Pilkington calano, le stesse non si porranno alcun problema a lasciare il territorio, lasciando Vasto senza alcuna alternativa, perché è chiaro che se il porto verrà ampliato nella misura in cui è stato esposto, il suo successo potrà essere determinato solo da un nuovo sviluppo industriale della zona in evidente contrasto con lo sviluppo turistico del territorio.
TURISMO E INDUSTRIA NON POSSONO CONVIVERE IN RIVA AL MARE, non a caso la Sevel e la Pilkington son dislocate all’interno.
Vasto ha una grande opportunità per il futuro, tutti sanno che è in itinere l’istituzione del PARCO NAZIONALE DELLA COSTA TEATINA e Vasto deve ambire con tutte le sue forze a diventare sede amministrativa del Parco, ne ha pieno diritto perché detiene la parte più estesa di costa e la meglio conservata. Ciò comporterebbe l’apertura di uffici di ogni genere con creazione di posti di lavoro. Inoltre è evidente che non può essere concesso tutto allo stesso territorio: se a Vasto verranno destinati 145.200.000 euro per l’ampliamento del porto, è evidente che a quel punto la sede amministrativa del Parco verrà destinata ad altri.
Noi siamo contrari soprattutto al prolungamento del molo che affaccia sulla Spiaggia di Punta Penna di 750 metri verso sud: l’impatto che ciò potrà avere sulla costa a sud non è assolutamente prevedibile, potrebbe riguardare anche la spiaggia di Vasto Marina, basta vedere cosa ha comportato il prolungamento di 300 metri dello stesso molo, fatto nell’88, quando gran parte della scogliera si è insabbiata, così come è evidente l’erosione sotto il “villaggio Ciancaglini” al punto che attraverso il progetto Sicora si sono investiti diversi milioni di euro in barriere frangiflutti proprio lì sotto.
Siamo anche noi sensibili ai problemi della sicurezza del porto soprattutto per i pescatori, ma la sicurezza la si può ottenere senza prolungare il molo: visto che si è deciso di eliminare il mercato del pesce, si può ricavare in quell’area la darsena per i pescatori.
INOLTRE CI CHIEDIAMO: PERCHE’ IL PORTO PESCHERECCIO NEL NUOVO PROGETTO E’ ESPOSTO PIU’ O MENO ALLE STESSE INTEMPERIE DELL’ATTUALE SITUAZIONE, CONSERVANDO COSI’ TUTTI I RISCHI DEL PASSATO, MENTRE QUELLO TURISTICO E’ COLLOCATO IN POSIZIONE SICURA, CONTINUANDO COSI’ A PERPETUARE UNA SORTA DI INGIUSTIZIA SOCIALE CON PIU’ ATTENZIONE A CHI SI DIVERTE RISPETTO A CHI LAVORA?
Per quanto riguarda il porto turistico, riteniamo che vada delocalizzata la Fox Petroli con la creazione di un porto canale lungo il Torrente Lebba. Se ci si mette in giro a cercare 145.200.000 euro per devastare la costa, perché invece non cercano gli stessi finanziamenti per riqualificare la costa ed allo stesso tempo cogliere anche l’obbiettivo della messa in sicurezza del porto? Si tratta solo di avere una linea politica in tale senso… Possibile che i soldi si trovano sempre quando c’è da devastare e non si trovano mai quando c’è da riqualificare e valorizzare?.
Noi comunque vogliamo sperare che il Ministero dei Trasporti non voglia concedere 145.200.000 euro per l’ampliamento di una struttura che dovrebbe entrare in concorrenza con strutture limitrofe a 20 km verso sud (Termoli) e a 40 Km verso nord (Ortona). Ciò sarebbe un’assurda jattura, proprio in un momento in cui si piange miseria da tutte le parti.
Ultima curiosità per i più attenti: il brillante e giovane ingegnere PAOLO CONTINI della Modimar che ha illustrato il progetto è anche consulente tecnico del progetto SICORA che si occupa di ripascimento e posa di barriere frangiflutti per combattere l’erosione… Si prospetta molto lavoro per questo brillante giovane ingegnere, in quanto si trova all’interno di una favolosa “filiera” fatta di prolungamento di moli, accelerazione dei fenomeni erosivi della costa, messa in atto di misure (ripascimenti, barriere frangiflutti) per combattere l’erosione.
Il caro Contini, “approdando” sul territorio vastese mentre tutti i nostri migliori cervelli sono obbligati a realizzarsi altrove, ha fatto davvero TOMBOLA!!!
VASTO 20.11.07
ARCI VASTO
'L’ARCI sul Porto: “Strategia della tensione”' ha ricevuto 15 commenti:
(il più recente in testa)
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Venerdì 30 Novembre 2007 ore 15:23 - Permalink
Spapparo come al solito fai l’impulsivo! Questa non è una critica è un modo per ringraziarti!
Io non voglio solo i nomi, io vorrei la disponibilità di uno di questi tecnici per vedere cosa fare e come agire! Non importa avere dei professoroni mi basta uno che abbia un certo tipo di qualifica!
I progetti vanno fatti valutando la situazione da più fronti e l’amministrazione non l’ha fatto!
Proverò a contattare uno di questi nomi o qualcun’altro, anche se sarei solo e senza documentazione! Quindi anche qui l’aiuto del’Arci non sarebbe inutile, comunque sarebbe bello sapere se un certo tipo di porto ed un certo tipo di imfrastrutture possano integrarsi con il Parco!
Vi lascio ricordandovi che l’Arci auspicando ad una delocalizzazione, parlava di rete ferroviaria per collegare la Val sinello al porto! Secomdo voi avevano in mente già qualcosa?
Giovedì 29 Novembre 2007 ore 17:42 - Permalink
mi sono dimenticato di:
TRIESTE
CAGLIARI
Giovedì 29 Novembre 2007 ore 17:38 - Permalink
Quello che bisogna fare, allora, è dimostrare che un rischio di danneggiamento c’è! Come??
Chiamando dei professionisti e degli esperti.
Mac giustamente vuole degli esperti, e allora diamogli gli esperti:
FRANCESCO PIRONE,
PROFESSORE ORDINARIO AL DIPARTIMENTO DI BIOLOGIA-UNIVERSITA’ DELL’ AQUILA
FRANCESCO SASSO,
CATTEDRA DI GEOLOGIA - UNIVERSITA’ DI CHIETI
MICHELE CELENZA,
STUDIOSO E RICERCATORE-INSEGNANTE PRESSO ISTITUTO COMMERCIALE DI VASTO
X ADVOCATUS:
Eccerto che c’è il rischio di avere banchine deserteo quantomeno inappropiatamente giganti rispetto a reali esigenze. Un piccolo elenco per rinfrescarci la memoria:
GIOIA TAURO ( 3 KM DI PORTO CON MENO DI 350 ADDETTI)
MANFREDONIA ( UN MOLO LUNGHISSIMO MA LA ENICHEM E’ ANDATA VIA)
GELA ( ALTRO DISTRETTO CHIMICO CHE STA ANDANDO ABBANDONATO DOPO 20 ANNI DI ATTIVITA’)
TARANTO ( DISTRETTO PETROLCHIMICO CON LA ILVA PRONTA A FARE I BAGAGLI DA TRE ANNI)
GAETA ( PORTO IN ATTIVITA’ FIORENTE, MA SOVRADIMENSIONATO STRUTTURALMENTE RISPETTO AL CARICO CHE ARRIVA)
PISA ( LA VICINANZA CON LA SPEZIA NE RIDUCE NOTEVOLMENTE I CARICHI DESTINATI A TOSCANA E UMBRIA)
CIVITAVECCHIA ( I CARICHI PER LA CAPITALE ARRIVANO MOLTO DI PIU’ VIA AEREA CHE VIE MARE, RIMANE FIORENTE MA IL DISCORSO E’ LO STESSO CHE PER GAETA E PISA)
Le aree portuali che invece tirano sempre rimangono piu’ o meno sempre le stesse, vale a dire:
GENOVA
LA SPEZIA
NAPOLI
ANCONA
RAVENNA
VENEZIA
BARI
PALERMO
REGGIO CALABRIA
Giovedì 29 Novembre 2007 ore 12:37 - Permalink
Oh finalmente!!!!!!!!!!! Quindi non sono solo!!!!!!!!!!!!!! Ok ora possiamo fare sul serio!!!
Abbiamo ragione un po’ tutti.
a) La proposta di lucfan è talmente logica e di facile realizzazione che chiedo: Come mai non ancora ha avuto riscontro?? L’unica risposta che posso darmi è che nessun politico di Vasto frequenta questo sito. Mah, sarà!
b) Cafonerosso ha ragione. Ma ve l’immaginate 170 milioni di € per il parco costa teatina….???? Ne verrebbe fuori una cosa stupenda…..e forse unica al mondo!
c) Hanno ragione Mac e Spanish. Han fatto bene i conti o il nuovo eventuale porto sarà la solita cattedrale nel deserto?? E le banchine rimarranno deserte???
Ad esempio tra i tanti tentativi grossolani e goffi di sostenere l’urgenza dell’ampliamento si è anche detto che ci saranno nuovi approdi turistici e nuove possibilità per i pescatori.
Peccato che l’abruzzo sia pieno di porti turistici, peccato che ne faranno pure uno alla Lebba (due o tre miglia da punta penna, o meno??). Insoma ci sono barche che muoiono dalla voglia di attraccare a Punta Penna??
Quanto poi alla pesca……..A quanto mi risulta il lavoro di pescatori è un lavoro durissimo, che spesso non ripaga con guadagni soddisfacenti. Io so che gli armatori faticano a trovare gente “da imbarcare”. Il settore pesca è uno di quei lavori “che gli italiani non vogliono più fare”, come si dice di solito.
Vogliamo poi parlare dell’ipersfruttamento del Mare Adriatico?? I nostri politici non sanno che da anni c’è il cosidetto fermo-pesca??
Fanno finta di non sapere che ogni nuovo armatore che mette su attività a Vasto non è visto di buon occhio dai colleghi e alle volte la situazione è pure tesa????
Già me li immagino…cento pescherecci, ognuno che vende un merluzzo e due cicale…….
Spanish e Mac han ragione anche per la questione della “lotta”. La normativa vigente consente ai cittadini di presentare memorie, esposti ed osservazioni sui progetti di opere pubbliche. Sì insomma i cittadini possono dire la loro. E noi lo faremo.
Mercoledì 28 Novembre 2007 ore 18:33 - Permalink
Sono d’accordo sulla necessità di discutere e d’invitare chiunque abbia conoscenze più tecniche ad aiutarci a capire. Non dimentichiamo che il progetto dev’essere ancora studiato e approvato da varie istituzioni e deve avere ancora l’ok sull’impatto ambientale. Ribadisco quello che ho detto in altre occasioni: i nostri politici sono stati ciechi e hanno perso (un ‘altra) occasione per dimostrare di essere nuovi e di voler coinvolgere la cittadinanza nella gestione della cosa pubblica.
Detto questo, presentare la tutela della costa e il futuro Parco della Costa Teatina come un mero progetto di salvaguarda della natura non è solo uno sbaglio al livello di comunicazione, ma è anche una menzogna: non credo che ci sia stato qualcuno che abbia mai pensato al Parco, o alla Riserva di Punta Aderci, come ad una riserva senza fini turistici.
Quello che dice Mac è vero: forse il Parco non darebbe i risultati economici del Porto. Ma anche qui si fa un errore di calcolo che ben evidenzia l’Arci. Il porto, e le eventuali imprese che nasceranno intorno al porto, ad un certo punto si stabilizzano: quindi la crescita magari sarà più rapida, ma non per forza maggiore. In secondo luogo, il porto mina nel breve e nel lungo periodo l’economia legata la turismo. Quindi se da una parte guadagniamo rapidamente qualcosa, dall’altra perdiamo (di più?) e per un periodo più lungo. Forse anche per sempre. Se questi benedetti fondi (che purtroppo senza ampliamento non verranno…) fossero destinati al Parco, avremmo una risorsa praticamente infinita e potremmo, finalmente, puntare su un turismo di qualità.
Cercheremo la collaborazione di chi ne sa più di noi…
Saludos!
Mercoledì 28 Novembre 2007 ore 17:41 - Permalink
Cafone Rosso
lo sviluppo economico che caratterizza un Parco Nazionale è di gran lunga inferiore allo sviluppo commerciale ed economico di un porto.
Il Parco Nazionale D’Abbruzzo, Lazio e Molise paga anno dopo anno le scelte di tutela! Le piste da sci, in termini economici, sono molto più convenienti! (vedi Roccaraso ed i mondiali di sci)
Il settore terziario nel parco più antico d’Italia è ridotto all’osso ed il turismo è un turismo di 3 giorni, al massimo si arriva ad una settimana a Ferragosto.
Quello però che altre montagne ed altre regioni non hano è una tutela ambientale che perdura da quasi un secolo (dal 1922). Specie autoctone quali l’orso marsicano, stambecchi e lupi sono l’orgoglio della regione e hanno permesso all’Abruzzo di presentarsi come guida per la costituzione del circuito Appenninico.
Insomma, il primo parco nazionale d’italia (per cronologia e visitatori) è povero e lo sviluppo economico è purtroppo fermo da decenni, ma la tutela funziona e le flora e fauna godono tutto sommato di buona salute!
Quindi come puoi capire la decisione non può essere tra economia portuale ed economia naturale, ma tra Tutela e non tutela, tra buona e cattiva qualità dell’aria e della vita.
Se poi si dimostra di poter avere un buon porto ed un ottimo parco ben venga
Ma bisogna dimostrarlo con progetti e documentazioni di esperti, non con supposizioni del primo pinco pallino qualsiasi
Mercoledì 28 Novembre 2007 ore 16:57 - Permalink
Ciao mac,
non sono d’accordo in una parte della tua analisi, perchè proteggere fauna, flora, e qindi il territorio, significa anche dare adito ad uno sviluppo economico. E penso che ciò sia molto importante: il parco nazionale d’abruzzo porta 2 mln di visitatori l’anno e quei piccoli paesi campano alla grande unendo tutela del territorio e sviluppo economico.
Non capisco in cosa tu veda uno sproloquio delirante. Non penso che ci voglia un’esperto per capire che se il porto andasse in porto (scusda il gioco di parole) significherebbe un’ incremento di tir all’interno della riserva, di navi, di materiali altamente inquinanti, una parte del progetto pprevede la realizzazione di silos per il commercio di materiale liquido (non certo acqua minerale). Poi si può discutere con esperti su quanto ciò possa deteriorare la costa nel tempo. Invece io penso che la strategia migliore sia proprio quella di dimostrare che abbandonare quella che tu chaimi tutela del territorio significa arrecare un danno economico alla città.
Quello dell’economia è l’unico linguaggio che questa gente capisce.
Secondo me dovremmo iniziare a creare un movimento o un comitato che chieda delle cose concrete faccio degli es:
1)delocalizzazione dell’area industriale
2)no all’ampliamento del porto
3)investimenti perchè le risrve diventino realmente tali
Immagina se i 170 mln del porto fossero investiti per la realizzazione dell’intera riserva della costa teatina cosa si potrebbe fare creando infarstrutture sostenibili, studi e ripopolamento di fauna e vegetazione autoctona, sentieri per il trekking e via dicendo.
Poi nessuno di nega la possibilità di prendere contatti con l’arci, prc, wwf, associazione portanuva per dare suggerimenti o tentare di capire cosa hanno intenzione di fare.
Mercoledì 28 Novembre 2007 ore 16:31 - Permalink
Adesso voglio parlare senza auto-censurarmi!
Qui c’è chi il porto lo vuole e chi non lo vuole!
Chi lo vuole è unito, chi non lo vuole NO!
Le posizioni dell’ARCI, PORTANUOVA E DI RIFONDAZIONE COMUNISTA sono posizoioni di poche decine di persone che non sembrano neppure voler condividere questa lotta con altri !
Inoltre, quello che più è grave è che ne il Consiglio comunale ne le associazioni suddette hanno mai chiesto valutazioni di professionisti!
Sono stati chiamati in causa ingegneri ( in conflitto d’interesse) e poi?
Quanti Geologi? e soprattutto quanti esperti di Scienze Naturali?
Tutta la discussione sta vertendo su tematiche di SVILUPPO. L’Arci pensa che lo SVILUPPO NATURALE non possa convivere con lo SVILUPPO indusrtriale e commerciale. Del prete, dice di poter promuovere sia TURISMO NATURALE che SVILUPPO COMMERCIALE!
Più che dibattito mi sembra uno sproloquio delirante!
A mio modo di vedere questa lotta non è una lotta per lo SVILUPPO della città. E’, in primis. la lotta per la TUTELA DEL TERRITORIO: paesaggi, tradizioni, ma soptratutto HABITAT NATURALI. Il nuovo parco nazionale dovrà tutelare flora e fauna! E’ inaccettabile parlare di Parco come sinonimo di turismo o occupazione, parliamone come TUTELA di animali, piante, inquinamento, qualità della vita ecc.
Dobbiamo dare risalto alla problematica della TUTELA!
Del Prete, nella sua lettera, dice che se il porto avesse messo a rischio il territorio nessuno avrebbe mai pensato di votare in maniera favorevole!
Quello che bisogna fare, allora, è dimostrare che un rischio di danneggiamento c’è! Come??
Chiamando dei professionisti e degli esperti. Saranno questi ad esprime i vantaggi e gli svantaggi, le evetuali soluzioni ecocompatibili e gli eventuali NO!
Promuovere o Bocciare una progetto solo per interessi e supposizioni è sbagliato! E’ quello che è stato fatto, ma è sbagliato!
Vastesi.com come blog e gruppo di cittadini dovrebbe DA SUBITO, per mezzo di C.S., invitare i cittadini e gli esperti ad una discussione prima sul Blog e poi in Piazza!
Ho in mente già delle piccole regole da adottare nella discussione: esporre obbligatoriamente come Nick Nome e cognome e per i “tecnici” anche il titolo di studio e relativa esperienza.
N.B. Per tecnici intendo ingegneri edili o (bio-edili???), geologi e professionisti in scienze naturali.
Mercoledì 28 Novembre 2007 ore 14:17 - Permalink
Caro spanish,
secondo me i vastesi che non hanno preso posizione è perchè non hanno idea su cosa prendere posizione. E’ ovio (come direbbe qualcuno) che se tu al vastese gli sbandieri ipotetiche prospettive occupazionali senza dirgli che queste prospettive comportano che non puoi farti piu’ il bagno a punta penna l’estate, il vastese prende per buone quelle.
Qua ci voleva, ma si è gia detto e ridetto, UNA INFORMAZIONE COMPLETA, CORRETTA e IMPARZIALE CHE DICESSE “I FATTI SONO QUESTI: 1)… 2)… 3)… I PRO SONO QUESTI: 1)… 2)… 3)… I CONTRO SONO QUESTI: 1)… 2)… 3)…” EBBASTA, PORCA MISERIA
Invece TUTTI d’accordo tranne il solito rombachijune comunistaradicalecontrolosviluppocontroilprogressocontroilbenesserechepensasoloaglialberi-ista.
Va beh, il rischio che si corre è riparlare delle stesse cose.
Mercoledì 28 Novembre 2007 ore 13:33 - Permalink
Benvenuto Nessuno,
abbiamo pubblicato molto sull’ampliamento del Porto: questo comunicato dell’Arci, i comunicati di Porta Nuova (1-2), di Massimo Desiati, la risposta del vicesindaco all’Arci, abbiamo contattato il sindaco e abbiamo pubblicato le considerazioni personali di Mac, Robdel79 e mie. Questo senza considerare i vari commenti…Insomma, abbiamo cercato di dare voce a tutti.
Tornando al problema vero. Anch’io penso che in qualche modo questo sia un progetto più grande delle liti maggioranza-opposizione e, ad essere sincero, è quello che più mi spaventa. Non credo di esagerare nel dire che l’ampliamento del porto è l’unica scelta di largo periodo fatta a Vasto negli ultimi 20 anni e può marcare il futuro della città per sempre. In negativo, penso io.
Ma a parte le considerazioni personali, i metodi usati sono tipici di una politica che credevamo appartenere al passato: loro decidono, tu subisci. Nessun dibattito, informazione scarsa e deficiente e nessuna risposta alle tante domande.
Infine, sono preoccupato dalla passività dei vastesi: significa che sono d’accordo o che sono rassegnati? Non lo so…
Un suggerimento a coloro che si oppongono a questo progetto, se posso…l’unione! Meglio organizzare un’unica azione di opposizione che disperdere energie cercando fughe solitarie.
Anche noi, vastesi.com, forse è il caso che ci si metta all’opera!
Mercoledì 28 Novembre 2007 ore 13:05 - Permalink
Non mi sembra che solo l’arci L’Arci (e soltanto lei) ci ha informati che il consiglio comunale è pervenuto ad una decisione in merito all’esito di un’unica assise pubblica.
Mi sembra che anche portanuova e rifondazione con i suoi comunicati ed anche il cosigliere del prc in assise abbia sottolineato tali aspetti.
Ma il punto non è questo il punto è che c’è mancanza di democrazia nella città ed anche all’interno dell’amministarzione tutta. Tanto è vero che i sempre attentissimi consiglieri di oppossizioni tanto attenti al metodo ed alla formalità amministartiva hanno approvato senza problemi.
Qualcosa c’è sotto ed’è tanto grave perchè una decisione del genere è una scelta ben precisa sullo sviluppo della città: no al turismo sostenibile, si all’industria; no alle riserve naturali si alcemento e l’inquinamento. La cosa ancora più meschina e che questi signori continuino ad asserire che il raddoppio del porto non esclude lo sviluppo sostenibile. Questo per me è follia anzi è una vera e propria presa per i fondelli.
Ma sono convinto che la battaglia non finisce quì e che arci, portanuova rifondazione e wwf stiano solo affilando le armi.
Aspettiamo gli sviluppi
Lunedì 26 Novembre 2007 ore 12:38 - Permalink
Ho letto il citato intervento del Sig. Del Prete sull’allargamento del porto.
E vi confesso che sono deluso. Deluso e confuso. Parafrasando in libertà
Carmen Consoli.
Egli ha risposto con una non-risposta di pasoliniana memoria.
Analizza (ma forse non è il vocabolo più adatto) solamente un profilo delle tante perplessità
sollevate dall’Arci. Ed a mio avviso quello che. paradossalmente, forse è il più marginale.
Nell’intervento si sostiene che l’Arci “boccia l’ampliamento del porto”.
L’Arci ha fatto molto di più!!!
L’Arci ha bocciato il metodo. La forma oltre che la sostanza. La forma che in democrazia E’ la sostanza.
Che la questione “ampliare il porto sì o no??????” non sia di poco conto credo sia difficile negarlo. Solo uno sprovveduto potrebbe sostenerlo.
L’Arci (e soltanto lei) ci ha informati che il consiglio comunale è pervenuto ad una decisione in merito all’esito di un’unica assise pubblica.
Vale solo la pena di ricordare che quelche settimana fa il consiglio comunale ha preso atto del disagio di alcuni cittadini, vessati da camion che vanno in giro per Vasto a gridare di mega offerte ad una velocità che crea problemi di circolazione ed augurano “buon tumore! a tutti!!!!
E cosa ha fatto il consiglio?? E’ pervenuto subito ad una decisione?? No, se non ricordo male.
Se mal non ricordo ha rinviato ad altra seduta la difficile soluzione, affidando all’Ing. Sabatini il compito di individuare la strategia migliore per venire incontro alle esigenze di esigenti cittadini.
Ora francamente gli ormai famosi camion sono indigesti anche per me, i miei timpani, i miei polmoni e chi rimane vittima dei miei ritardi.
E credo che tanta solerzia dovrebbe essere norma metodologica per questa Amministrazione Comunale.
Insomma……..Se fossimo in un bar la domanda sarebbe: “Ma perchè il porto è meno importante di due furgoni che girano per Vasto?”
Nella risposta-non-risposta non si controbatte ad un’ “accusa”, sicuramente non di poco conto, mossa dall’Arci: “forse nella seduta in questione vi è stata una discussione-fiume??Forse la seduta è durata un’intera giornata?? Forse sono stati ascoltati ed interrogati con domande pertinenti titolati Ingegneri, consulenti di chiara fama, Renzo Piano, professoroni universitari, geologi in odor di nobel, esperti terzi rispetto “all’impresa”, rappresentanti della Marineria di Vasto, semplici cittadini??”
“forse sono stati visionati plastici, faldoni di progetti e plenimetrie? Forse si son citati esempi di analoghi interventi e dei relativi risultati positivi??”
L’Arci dice di no. Dice che è stato ascoltato solo un giovane ingegnere (l’Arci non chiarisce però in che veste è stato ascoltato). Il quale si è limitato ad una presentazione power point ed ad una lunga relazione.
L’unica, a quanto leggo, domanda posta all’Ingegnere riguardava il rischio di erosione. E la risposta è stata: vabbè tanto comunque quella zona è soggetta ad erosione…….Il ragionamento non fa una piega!!!!!!!!!!!!!
Mi ricorda mio nonno che rispondeva, a chi lo invitava a moderare il proprio consumo di vino,: “tanto prima o poi mi devo morire!!”
Ma l’Arci va oltre, non finisce mai di stupirci!!!
L’Arci ci chiarisce che l’Ing. Contini è anche consulente del progetto SICORA che si occupa di, udite udite, “ripascimento e posa di barriere frangiflutti per combattere l’erosione”.
Beh forse una qualche delucidazione in merito il cittadino la meritava. Una risposta-non-risposta in merito era il caso di fornirla!!!!
Invece si è preferito parlare esclusivamente delll’annoso dilemma “progresso o tutela dell’ambiente? Qui sta il problema!!!” (che in altre zone del pianeta han già brillantemente risolto!!) e dell’infinito derby Turismo vs Industrie.
Poi si passa a questioni che non credo riguardino l’allargamento del porto e sulle quali, tuttavia, avrei da dire. Non dico nulla per non fare il gioco di chi risponde non rispondendo!!!!
Giovedì 22 Novembre 2007 ore 15:48 - Permalink
Riporto la risposta dell’assesore Del Prete, cosí come pubblicata da piazzarossetti.it.
Saludos!
Giovedì 22 Novembre 2007 ore 14:22 - Permalink
Rivolgo una richiesta ai nostri politici:
Sarebbe giusto ed utile condividere con tutta la cittadinanza la presentazione powerpoint (citata nel comunicato ARCI) illustrata dall’ing. Contini nel consiglio comunale.
Visto che si parla di “spiegare” “informare” e “convincere” la cittadinanza, se qualcuno animato da buon senso e serietà volesse dare seguito a tale richiesta, saremo disponibili a farlo offrendo l’adeguato spazio sul nostro sito, se questo non fosse possibile per impedimenti di natura legale o di altro tipo saremmo grati a chi volesse spiegarceli.
Grazie
Giovedì 22 Novembre 2007 ore 13:10 - Permalink
Quello che è successo è molto grave. Il consiglio comunale (nota iniziali minuscole!) ha deciso sulla base della sola “illustrazione” dell’Ing. CONTINI. E’ come se un giudice fondasse la propria decisione esclusivamente sulla relazione del CONSULENTE TECNICO DI PARTE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ogni ulteriore commento è superfluo. Mi sento come Nanni Moretti nel “Caimano”, nella scena dove lui, Silvio Orlando e la Trinca sono in macchina. Non posso fare a meno di chiedermi: “Ma c’è bisogno di dirle certe cose?? Di spiegarle?? Chi ha voluto capire ha capito?? Ma chi ha capito dov’è???”.
Certo se nella nostra stupenda città ci fosse vera informazione. Se i gornalisti facessero i giornalisti, invece di costringere associazioni culturali e normali cittadini ad informare…..