Punta Penna: Botte piena e moglie ubriaca?
Approfittando dello spazio che il comune di Vasto mette a disposizione sul web ho scritto al Sindaco per esser informato circa i futuri progetti riguardanti l’area di Punta Penna.
Nel mio messaggio esprimevo preoccupazioni inerenti la continuità territoriale del nascituro Parco Nazionale. Il nuovo Porto Commerciale infatti interromperà il Parco che arriverà a Punta Aderci per poi riprendere da Vignola fino a San Salvo! Chiedevo al Sindaco una documentazione relativa alle future vie di comunicazione e alla tanto agogniata delocalizzaione!
Il sindaco dimostrando una grande diponibilità ha risposto! (Cosa già inusuale per i precedenti Sindaci; questo va riconosciuto!)
Il sindaco nella sua risposta rivendica, da prima, i passi in avanti fatti da questa amministrazione in campo ambientale: la tutela delle aree dismesse dell’ex tracciato ferroviario, sulle quali non si può costruire; l’approvazione del PAN; e l’avvio delle negoziazioni per la creazione del Parco Nazionale della Costa Teatina.
Sulla questione del Porto che divide il futuro Parco, il sindaco dice sostanzialemente che i porti di Ortona e Vasto esistono da anni, molto prima della legge istitutiva del Parco Nazionale, e in questo senso non cambierebbe nulla.
Tra non molto, comunque, il comune dovrebbe organizzare un incontro pubblico con i tecnici che hanno redatto la proposta del piano regolatore! Spero di poter partecipare e spero per allora di avere qualche elemento in più per poter giudicar meglio l’operato altrui.
Al momento rinnovo il mio scetticismo per quanto riguarda il PRP. Con un porto commerciale in quella posizione, infatti, sarà difficile sostenere ancora l’esigenza di una variante alla SS16, anzi arriveranno soldi per collegare meglio il porto alla rete ferroviaria e alle strade già esistenti! Cosi costruendo, le nuove ferrovie e super-strade andranno ad incidere pesantemente sul già precario equilibrio degli habitat naturali (per giunta protetti) presenti nella Riserva Naturale e nella zona di Punta Penna.
Insomma, se le esigenze economiche verranno anteposte ai temi di tutela ambientale, il pasticcio sarà fatto e ad una incompiuta area commerciale aggiungeremo un incompiuto Parco Nazionale!
'Punta Penna: Botte piena e moglie ubriaca?' ha ricevuto 10 commenti:
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Domenica 2 Dicembre 2007 ore 13:33 - Permalink
Abbiamo contattato anche l’Associazione Porta Nuova. Giovedì dovrebbe esserci una conferenza stampa per fare il punto della situazione. Qualcuno può andarci?
Venerdì 30 Novembre 2007 ore 15:34 - Permalink
La confusione aumenta: ora vogliono fare un corridoio Lisbona kiev passamdo per l’abruzzo!
Secondo voi avrà di ruoli il porto di Vasto??? Secondo me no!?!
http://www.piazzarossetti.it/n.....colo=13706
Mercoledì 28 Novembre 2007 ore 17:07 - Permalink
Queste sarebbero domande da girare a chi di dovere semmai dovessero fare sta fantomatica assemblea per spiegare a noi comuni mortali la scelta fatta,,,
Mercoledì 28 Novembre 2007 ore 16:57 - Permalink
Si! Punta Penna non sarà inclusa nel parco, ma quali saranno i risvolti ambientali sul parco?!
Per la legge i confini saranno ben precisi, ma saranno dei confini anche per flora e fauna?
Se si disperderà petrolio (tanto per fare un esempio) questo sarà un problema solo di Punta Penna o pure del Parco???
Una volta fatto il porto ci sarano le condizioni per pensare ad una tutela del territorio tipica di un paco NAzionale???
Mercoledì 28 Novembre 2007 ore 16:07 - Permalink
Sí, Mac…ma Punta Penna non è un parco…Adesso, forse, possiamo spiegare alcuni ritardi cronici su Punta Aderci e sulla costa.
Mercoledì 28 Novembre 2007 ore 15:12 - Permalink
Questo è quanto riporta la legge per i parchi nazionali!!!! Speriamo sia utile per ragionare un po sul da farsi
http://www.parks.it/Federparch.....hor%20art8
Salvo quanto previsto dal comma 5, nei parchi sono vietate le attività e le opere che possono compromettere la salvaguardia del paesaggio e degli ambienti naturali tutelati con particolare riguardo alla flora e alla fauna protette e ai rispettivi habitat. In particolare sono vietati:
a) la cattura, l’uccisione, il danneggiamento, il disturbo delle specie animali; la raccolta ed il danneggiamento delle specie vegetali, salvo nei territori in cui sono consentite le attività agro-silvo-pastorali, non ché l’introduzione di specie estranee, vegetali o animali, che possano alterare l’equilibrio naturale
b) l’apertura e l’esercizio di cave, di miniere e di discariche, nonché l’asportazione di minerali
c) la modificazione del regime delle acque;
d) lo svolgimento di attività pubblicitarie al di fuori dei centri urbani, non autorizzate dall’Ente parco;
e) l’introduzione e l’impiego di qualsiasi mezzo di distruzione o di alte razione dei cicli biogeochimici;
f) l’introduzione, da parte di privati, di armi, esplosivi e qualsiasi mezzo distruttivo o di cattura, se non autorizzati;
g) l’uso di fuochi all’aperto;
h) il sorvolo di velivoli non autorizzati, salvo quanto definito dalle leggi sulla disciplina del volo.
Sabato 24 Novembre 2007 ore 00:38 - Permalink
Non sapevo bene dove metterlo…Comunque, qui c’è un articolo sulla protezione della Costa Teatina.
“Unire Francavilla a San Salvo…”, magari!
Saludos!
PS: signor Sindaco, mi permetta, ma credo che a queste notizie si dovrebbe fare più pubblicità…
Giovedì 22 Novembre 2007 ore 13:46 - Permalink
Caro cafone rosso,
il problema è che non è che non sappiano….è che non vogliono!
Loro che ci guadagnano puntando sul turismo?? Niente!!!
Hanno tutti 60 anni che gliene frega se tra 15 anni o meno vasto diventa uno schifo, e la gente si ammlerà di tumore o dovrà emigrare per lavorare??
loro vogliono solo fare due soldi per comrparsi la macchina che han sempre sognato o per mantenere una nuova givane amante……
Sulla delocalizzazione dici bene…..è un segreto di pulcinella..che tutte le industrie sognano di chiudere in Italia ed aprre dove produrre costa meno, perchè non c’è una costituzione costata lacrime e sangue e giuste leggi fruto di anni di lotte di classe e non, che ci han portato spesso sull’orlo di una guerra civile ed anch’esse costate tanti lutti e dolore………E poi loro non dicono che le industrie non chiuderanno grazie al nuovo porto!!!!!!!!! (sarebbe una tesi artificiosamente sostenibile!!)
Loro dicono che nuove industrie apriranno nel vastese e nel sangro grazie all’allargamento………………Sarei proprio curioso di sapere su quali basi sostengono questo e come sperano che la gente ci creda!!!
O veramente credono che a Vasto siamo tutti drogati che si accontentato di un lavoreto da schiavi, dell’aperitvuccio, della macchinia e della partita la domenica???
Mercoledì 21 Novembre 2007 ore 10:54 - Permalink
Mi sa che inizia l’azione di comunicazione promessa…Però non per informare, ma per convincere!
Mercoledì 21 Novembre 2007 ore 01:00 - Permalink
Il problema, e che la miopia dei nostri politici e nel non capire che attualmente la tutela ambientale rappresenta l”unico e sicura risorsa economica. Le industrie possono sempre delocalizzare, ma l’ambiente rimane.