Centro studi rossettiano: si torna a parlare di ritorno dell’università

Andrea Smargiassi

Ragazzi come promessomi dal sindaco stesso nel mese di settembre, si torna a parlare concretamente di ritorno di corsi di studio e formazione di livello universitario nella nostra città. Non posso che essere contento in tal senso; finalmente qualcosa si muove. Spero che sia il primo passo importante. Bisogna cominciare da questo..è già qualcosa di concreto e soprattutto realizzabile. E’ una occasione che non va sprecata…dobbiamo dimostrare che la nostra città ha tutte le carte in regola per ospitare e fare l’interesse dell’università… e allora sarà l’università stessa ad investire sempre più sulla città. Da questo partiamo per ottenere qualcosa di ancor più ambizioso…

Vi riporto un articolo comparso su piazzarossetti.it oggi 22/11/07

“Il Consiglio Comunale di Vasto, così come si legge nella convocazione dell’assise civica in programma per lunedì prossimo 26 novembre, tra i tanti argomenti che figurano nell’ordine del giorno dei lavori, si occuperà anche della istituzione nella nostra città di un Centro Internazionale di Studi Rossettiani. Un’idea che era stata lanciata in occasione della campagna elettorale amministrativa del 2005 dall’attuale sindaco, Luciano Lapenna, nel suo programma elettorale presentato agli elettori. Un’idea che, ora, potrebbe prendere forma e sostanza attraverso un aggancio molto importante con la Università degli Studi “Gabriele D’Annunzio”. Gabriele Rossetti ed i suoi figli sono al centro di ricerche e studi portati avanti in Italia, in Inghilterra ed in Francia nelle più prestigiose Università. Il Comune di Vasto, da quanto è dato sapere, come sede metterebbe a disposizione la casa natale di Gabriele Rossetti, sulla Loggia Ambling, e la ricca collezione di opere e manoscritti che in essa vi si conserva. A curare questo Centro Studi Internazionale potrebbe essere chiamato un docente universitario di Vasto, molto affermato a livello nazionale, quale il prof. Gianni Oliva, che sui Rossetti ha scritto già alcuni interessanti volumi. Va ricordato che il Comune di Vasto, da qualche mese, ha avviato anche una serie di contatti con le più prestigiose gallerie d’arte di Londra per organizzare nella nostra città, la prossima estate, una grande mostra sui Preraffaelliti che hanno avuto in Dante Gabriel Rossetti la più alta forma espressiva di quell’arte. Una mostra di risonanza internazionale che richiamerebbe in Vasto migliaia e migliaia di visitatori provenienti da tutto il mondo. Per la organizzazione, però, sono necessari tanti soldi. Contatti sono in corso con la Regione Abruzzo, la Provincia di Chieti, enti ed istituzioni varie per fare in modo che questa ghiotta opportunità si traduca in splendida realtà.”


'Centro studi rossettiano: si torna a parlare di ritorno dell’università' ha ricevuto 5 commenti:
(il più recente in testa)

  1. Andrea Smargiassi
    Andrea Smargiassi
    Martedì 27 Novembre 2007 ore 22:03 - Permalink

    Riporto l’articolo relativo all’approvazione, in seno al consiglio comunale, del centro studi Rossettiano, comparso su histonium.net oggi 27/11/2007.

    [Il sindaco di Vasto Luciano Lapenna, nel corso di una conferenza stampa, non ha nascosto una certa soddisfazione nel commentare i lavori del Consiglio comunale tenutosi nel pomeriggio di lunedì. Soprattutto per quanto riguarda il progetto, approvato all’unanimità, di dare vita al Centro Europeo di Studi Rossettiani che, nell’immediato, si occuperà dell’organizzazione di convegni e seminari di studi sulla figura di Gabriele Rossetti. Insieme al sindaco, nell’incontro con i giornalisti, c’erano il presidente del Consiglio comunale Giuseppe Forte, l’assessore alla Cultura Francesco Paolo D’Adamo ed il consigliere comunale Nicolangelo D’Adamo. ”Ringrazio il preside Nicolangelo D’Adamo che, prima del Consiglio, ha seguito sia tutto l’iter per dar vita al centro che i rapporti con le Università di Oxford, Birmingham e Caen - ha dichiarato Lapenna - e ringrazio l’intero Consiglio comunale che, votando all’unanimità il provvedimento, ne ha colto la sua importanza. Mi preme sottolineare che la nascita del Centro Europeo degli Studi Rossettiani era un impegno che questa Amministrazione aveva assunto in campagna elettorale”. Per il Centro preventivato un costo annuo di 100 mila euro. La sede sarà la Casa Rossetti dove lavoreranno due ricercatori, regolarmente contrattualizzati dal Comune. Il Centro nasce con il patrocinio scientifico dell’Università degli Studi ”Gabriele D’Annunzio” di Chieti-Pescara ed in particolare della Facoltà di Lettere e Filosofia, del Dipartimento di Studi Medievali e Moderni e dell’Asam (Archivio Scrittori Abruzzesi e Meridionali) e di Università Europee ed Americane (University of Oxford, University of Birmingham, Università di Caen-Basse Normandie e Yale University. Il direttore sarà il professor Gianni Oliva, Ordinario di letteratura Italiana nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università ”Gabriele D’Annunzio che stabilirà, unitamente al Comitato Scientifico, il programma annuale di attività. ”Tra i compiti del Centro - ha detto Nicolangelo D’Adamo - quello di creare a Vasto un archivio internazionale su ciò che è stato scritto sulla famiglia Rossetti e segnatamente su Dante Gabriel e sulla sorella Cristina. Bisognerà integrare il materiale librario ed archivistico già esistente nella biblioteca comunale di Vasto con l’acquisto di libri, microfilms e CD riguardanti la famiglia Rossetti con l’intento di realizzare un archivio di consultazione contenente tutto ciò che viene pubblicato nel mondo sui Rossetti in modo da costituire un punto nodale di raccordo degli studi sul settore del ”rossettismo” e dell’intero Decadentismo italiano ed europeo. E’ altresì evidente che il Centro avrà il compito di organizzare convegni di studio e seminari, corsi di aggiornamento sul tema dei Rossetti. Inoltre curerà i rapporti internazionali con Università Europee ed americane al fine di organizzare corsi di lingua italiana per stranieri. Corsi, all’inizio solo estivi, che potrebbero allargarsi anche ad altri periodi dell’anno”. Il Comitato scientifico di esperti sarà costituito dai seguenti professori:Silvia Fabrizio Costa (Università di Caen-Basse Normandie), Paolo De Ventura (Università di Birmingham), Giusepe Mazzotta (Università di Yale), John Woodhouse (Università di Oxford), Martin MacLaughlin (Università di Oxford), Raffaele Giglio (Università di Napoli - Federico II), Tobia R.Toscano (Università di Napoli - Federico II).]

  2. Unregistered
    Davide1971
    Lunedì 26 Novembre 2007 ore 00:28 - Permalink

    Ieri parlando con dei miei amici ci siamo resi conto che con gli stipendi attuali e’ veramente arduo far studiare i propri figli e se c’e’ di mezzo un mutuo,quasi impossibile.I nostri figli sono destinati a non poter frequentare l’Universita’!Magari la politica nostrana riuscisse a portare l’Universita’ a Vasto…Conoscendo come funziona l’Italia ,se non c’e’ uno sponsor politico veramente pesante e autorevole,non abbiamo molte possibilita’.Pero’ perche’ arrenderci,abbiamo un bacino di utenza di migliaia di utenti ,non si sa mai.Saludos

  3. MAC
    MAC
    Domenica 25 Novembre 2007 ore 16:42 - Permalink

    Lasciamo perdere Mussi, personaggio, incompetente ed inaffidabile!
    Il percosrso per avere l’università è lungo ma almeno con il centro studi rossetiano , si comincia ad investire sulla cultura! Mussi non credo avrà vita lunga…….

  4. Unregistered
    Davide1971
    Domenica 25 Novembre 2007 ore 16:23 - Permalink

    Sabato ho letto un commento di Tagliente su Quiquotidiano ,mi e’ parso di capire che in questi tempi di magra(come per gli ospedali)non se ne parla …L’Universita’ a Vasto e zone limitrofe e’ una chimera! Parola di Mussi.

  5. Andrea Smargiassi
    Andrea Smargiassi
    Giovedì 22 Novembre 2007 ore 19:08 - Permalink

    Vi riporto, vista la citazione, anche quanto mi fu detto dal sindaco nell’incontro avvenuto a settembre e già pubblicato su questo blog come commento ad un articolo proposto da mac, anche perché in questi giorni si torna finalmente a parlare di qualcosa di concreto per il nuovo ospedale e le due cose potrebbero in futuro intrecciarsi a tutto vantaggio per la città (speriamo finalmente nella lungimiranza dell’amministrazione comunale, qualcosa di rarissimo nelle precedenti gestioni):

    “Sono stato direttamente a parlare con il sindaco la settimana scorsa: come sapete a Vasto era attivo il diploma universitario per interpreti e traduttori. Con la riforma universitaria e la scomparsa dei diplomi, l’università è stata sottratta alla nostra città così come nelle altre sedi (Lanciano, Torre De’Passeri per quanto riguarda la D’Annunzio). In realtà l’università ha preso la palla al balzo per tagliare queste sedi in quanto, almeno per quanto riguarda Vasto su cui ho dati certi, esiste tuttora un debito di 2 milioni di euro e, difatti, il comune è attualmente moroso nei confronti dell’università. Lo status attuale è quindi non di completa interruzione ma di “sospensione dei rapporti” tra comune e D’Annunzio e questo lascia tuttavia aperte alcune porte. Saldare il debito in tempi brevi è impossibile tuttavia può essere avviata una nuova cooperazione. Stando alle parole del sindaco, pare essere a buon punto la possibilità di avere in città un corso di studi internazionali di indirizzo umanistico. Questo rientrerebbe anche nel piano di programmazione della D’Annunzio, che al momento della rielezione del prof. Cuccurullo a Magnfico Rettore, si esprimeva in termini di “internazionalizzazione della D’Annunzio”.
    Bisogna partire da questo. Grandi campus o facoltà per ora solo solo utopie in realtà come Vasto e quindi anche Lanciano. Certo che puntare in alto non è cattiva cosa: anch’io ho suggerito al sindaco la possibilità futura di riconvertire il vecchio ospedale a campus universitario evitando così la speculazione dei privati, magari realizzando finalmente il parcheggio a Fosso Angrella (unico vero possibile sbarramento all’ingresso e all’accesso esagerato di auto al centro storico sull’esempio di altre città turistiche). Tuttavia prima di parlare di campus è necessario partire a piccoli passi; è necessario che l’università cominci ad investire sul territorio e ad avere “ritorni” soddisfacenti. La città potrà solo avere benefici da questo, ma dovrà essere in grado di saper sfruttare tutte le occasioni di sviluppo, compreso mettere strutture a disposizione sia per i corsi sia per il movimento culturale che ne deriverà, compresa la possibilità di far decollare il turismo congressuale. Bisogna indurre l’università ad investire sul territorio e poi vedrete che anche alcuni sogni a lungo potranno diventare realtà.”

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