Nuovo nosocomio vastese

Andrea Smargiassi

Un altro primo passo importante è stato fatto… Finalmente la ASL ha a disposizione i terreni per iniziare l’iter che porterà alla costruzione del nuovo ospedale di Vasto. La notizia è, per noi tutti ed in particolar modo per chi come me lavora nel campo, fantastica. I tempi sono ovviamente lunghi, ma la strada è spianata. Dopo un lungo e tormentato iter che noi tutti conosciamo, si è giunti ad una conclusione. Io ero fra gli scettici, non tanto sulla localizzazione quanto sulla totale mancanza di servizi nella zona. Ne parlai anche con il sindaco cercando di forzare sul punto della realizzazione della variante alla ss16 che risolverebbe il problema. L’ospedale dovrà essere facilmente accessibile e fruibile tanto dalla città che dalla ss16 e quindi dal comprensorio. Attualmente non esiste niente che possa permettere una reale credibilità e quindi un futuro sviluppo al nosocomio vastese. La variante si rende una necessità e soprattutto voglio sollecitare gli amministratori a premere sugli enti competenti (Regione, provincia, anas) affinché comincino ad indirizzare finanziamenti e progetti, in tema di viabilità, sulla nostra area sempre penalizzata sotto quel punto di vista rispetto alle priorità dell’area pescarese. La realizzazione dell’ospedale e della viabilità a suo servizio dovranno avvenire necessariamente parallelamente. Da parte sua l’amministrazione comunale deve ora non farsi prendere impreparata e cominciare a stilare un nuovo prg (come da molto tempo vado predicando) che ponga da una parte ordine e sviluppo alla città (non il caos delle norme tecniche d’attuazione) e dall’altra pianifichi uno sviluppo secondo criteri moderni ed attrezzati della città verso l’ospedale e che pianifichi accessibilità e future espansioni dello stesso. Che niente niente Kurosawa (buonanima) c’aveva visto veramente bene?….

Vi riporto l’articolo (modificato) comparso su histonium.net nella giornata di ieri:

“In municipio, nella sala consiliare ‘Giuseppe Vennitti’, è stata apposta la firma al contratto di cessione. Presenti, tra gli altri, il sindaco Luciano di Vasto, Luciano Lapenna, ed il direttore generale della Asl, Michele Caporossi. Per la cessione dei terreni la Asl pagherà al Comune la somma complessiva di 1.312.500 euro (nel ‘99 per circa due miliardi delle vecchie lire il Comune acquisto quei terreni dalla proprietà della ex Società Italiana Ventro oggi Pilkington). ”Per la nostra città e per tutto il nostro territorio è un giorno importante - ha dichiarato il sindaco Lapenna - a conferma che la realizzazione del nuovo ospedale rappresenta per il Comune, per la Regione e per l’azienda sanitaria una vera priorità. Approfitto della circostanza per ringraziare il Consiglio comunale, la Giunta ed i tecnici comunali che, in questi ultimi mesi si sono adoperati per arrivare alla firma. E’ nostra intenzione - ha aggiunto il sindaco - di istituire, in tempi ragionevolmente brevi, un ufficio preposto a seguire tutto l’iter relativo alla costruzione del nuovo ospedale”. […] La nuova struttura ospedaliera costerà, secondo gli iniziali progetti, 95 milioni di euro. Di questi, grazie anche all’art. 20 della Legge 67/88, ai contributi regionali concessi nel 2003 ed ai fondi aids della Legge 135/90 sono già previsti e disponibili 51.927.675,79 euro. ”Il nuovo ospedale di Vasto - ha sottolineato il manager della Asl Caporossi - avrà una disponibilità di 280 posti letto. Si tratta di un’opera di valenza strategica per la Regione Abruzzo e per l’intero versante di confine aprutino-molisano in quanto, previsto in prossimità del casello autostradale di Vasto Sud-Montenero di Bisaccia, è destinato a svolgere il ruolo di presidio specializzato per la riduzione del ritardo evitabile in eventi di emergenza-urgenza cardiovascolare, neurologica e traumatologica, oltre che costituire una risposta assistenziale non più rinviabile per un bacino di utenza di oltre centomila abitanti, oggi costretti a recarsi presso i poli ospedalieri di Pescara-Chieti o di Foggia”. Caporossi non ha voluto parlare di tempi. ”Non faccio previsioni come è stato fatto in passato - ha detto -. Al momento il segnale che diamo, insieme al Comune e alla Regione, è che iniziamo un percorso importante per la realizzazione di una struttura che, quando sarà pronta, dovrà essere moderna e all’avanguardia con i tempi.”

Vi riporto infine la discussione avvenuta con il sindaco nel mese di settembre sul tema:

“…ho accennato alla questione dell’ospedale di Vasto: il sindaco mi ha detto che la questione sembra giungere finalmente ad una conclusione. Il nuovo ospedale non sembra più essere solo sulla carta. La mia preoccupazione principale riguarda la totale assenza di servizi in zona, ma nel momento in cui il nosocomio comincerà ad essere edificato, necessariamente provincia e regione dovranno fare la loro parte per finanziare i collegamenti viari. Fortunatamente esiste già il progetto della variante alla strada statale 16 che permetterà un collegamento rapido con Vasto e con l’attuale ss16 in località Buonanotte. Inizialmente forse sarà realizzato solo il tratto s.Antonio Abate-Ospedale-ss16 Buonanotte. L’importante è che questa opera, pur costosa, sia realizzata parallelamente al nuovo nosocomio altrimenti avere l’ospedale con lo stato attuale dei servizi viari sarà solo controproducente per la città e per la corretta funzionalità del sistema sanitario locale.”

Speriamo bene…


'Nuovo nosocomio vastese' ha ricevuto 9 commenti:
(il più recente in testa)

  1. Andrea Smargiassi
    Andrea Smargiassi
    Giovedì 29 Maggio 2008 ore 23:33 - Permalink

    Anche se l’argomento è un pò datato, riporto, la lettera che il sindaco Lapenna ha scritto al manager Caporossi sulla questione del nuovo nosocomio vastese.

    ”Gentile Direttore, sembra ormai certo il finanziamento della costruzione del nuovo ospedale di Vasto in località Pozzitello. Tale importante traguardo rappresenta il risultato di anni di lavoro e di ostinata volontà degli amministratori del territorio, della sinergia raggiunta tra i vari livelli istituzionali e certamente anche del suo personale impegno. L’intero territorio del Vastese e la Città da me amministrata trarranno grandi giovamenti sotto più punti di vista dalla realizzazione del nuovo nosocomio.
    Le scelte fin qui operate con lungimiranza ci metteranno di fronte ad altre da compiere altrettanto importanti e strategiche. La Città del Vasto si troverà, con lo spostamento della sede ospedaliera, a confrontarsi con la conseguente necessaria ridefinizione del ruolo urbano di quella attuale e dell’area urbana circostante. Questo tema rappresenta una straordinaria occasione di evoluzione urbana da valorizzare nell’interesse delle istituzioni interessate e certamente dei cittadini vastesi. Occorre, a mio avviso, affrontare per tempo l’argomento al fine di potere concertare strategie e condividere scelte fondamentali sia tra le amministrazioni che con i cittadini della città del Vasto e del territorio. Occorre da oggi avere un obiettivo, costruire un progetto. Il tema in oggetto merita grande attenzione ed il lavoro necessario ad affrontarlo sarà impegnativo ma sono confortato dal sicuro contributo di tutti gli attori interessati. Le comunico la mia più grande disponibilità al confronto ed in attesa di conoscere le sue idee sull’argomento resto in attesa di sue comunicazioni”.

  2. Spanish
    Spanish
    Lunedì 26 Novembre 2007 ore 18:07 - Permalink

    Ovviamente ci vuole coraggio e ci vuole una leadership forte, che possa prendere decisioni di amplio respiro. Dalla caduta della DC, viviamo un ‘carpe diem politico’ che ci danneggia: è impossibile avere un disegno troppo ambizioso perchè devi pensare a non cadere, a non attirare le ire dell’uno o dell’altro alleato…

    Detto cosí, ovviamente, sembra che qui si rimpiange il “partito unico” e invece no…Ció che dobbiamo rimpiangere sono politici seri e lungimiranti che sappiano dove finisce l’interesse di partito e dove inizia il bene comune; una Società Civile attenta, pronta ad impegnarsi per il futuro della città e capace di usare il suo voto per punire o premiare; imprenditori che capiscano che non vivono e lavorano in una dimensione parallela: il bene della comunità è anche il loro.

    Capisco che a livello nazionale quello che dico sembra utopico, ma Vasto e il vastese sono realtà più piccole e più gestibili, in cui le priorità sono abbastanza chiare e si può fare poca filosofia…

    Tutto questo per dire che ci vuole qualcuno con grandi idee e con il coraggio di dire: “Ci proviamo…”. Ma dagli anni ‘70 ad oggi, qual è stato il progetto, l’idea o la meta che ha guidato l’azione dei nostri amministratori? La pagnotta, cioé essere rieletti…e in alcuni casi non c’è voluto molto: è bastato non fare niente!

    Saludos!

  3. Andrea Smargiassi
    Andrea Smargiassi
    Lunedì 26 Novembre 2007 ore 17:13 - Permalink

    E’ proprio così spanish, a Vasto manca un vero grande progetto per il futuro. E’ stato fatto solo una volta, durante la gestione Notaro negli anni 70 e figli di quel progetto sono sotto gli occhi di tutti ancora ancora oggi, come il progetto del nuovo ospedale, la stazione ferroviaria, la variante alla ss16. Si è provato a fare qualcosa in grande solo allora con una pianificazione territoriale lungimirante. Peccato che successive amministrazioni siano state fallimentari su quel punto, tuttavia qualcosa è rimasto ed è ancora in grado di fare compiere passi a Vasto dopo ben 30 anni. Ecco a cosa penso io.
    Inoltre voglio aggiungere a quanto detto da mac che comunque un prg nuovo e lungimirante, non vuol dire solo aree edificabili subito, ma vuol dire anche tutto ciò che lui elenca comprese aree verdi e criteri di edificabilità.
    Inoltre un prg serio stabilisce tempi e modi per l’edificabilità di aree a destinazione residenziale, in maniera tale da evitare “macchie di leopardo” e permettere espansioni a fasce successive e contigue. La tempistica e le modalità vanno enunciate nel prg altrimenti avremo di nuovo quello che abbiamo avuto, con quartieri satelliti, sovrabbondanza di appartamenti rispetto alla richiesta e carenza di servizi di urbanizzazione (rete fognaria, strade, illuminazione ecc).
    Infine, con la realizzazione della variante, appoggio totalmente l’idea della dismissione dell’attuale fatiscente sp181 e sua conversione a pista ciclabile e/o affidata a mezzi pubblici elettrici suburbani. Impensabile sfruttare quella strada ora quando sarà attivo il nuovo ospedale (immaginate una ambulanza in corsa…rischia di cappottarsi per i burroni).

  4. MAC
    MAC
    Lunedì 26 Novembre 2007 ore 15:00 - Permalink

    Chi dice il contrario??? Ho detto solo che mi pare difficile pensare oggi ad un PRG saggio, visto lo schifo che c’è e c’è stato! Un altra preoccupazione è quella di uno sviluppo della zona ospedale simile a quello di Termoli. Verosimilmente anche a Vasto succederà lo stesso.
    Cpomunque questo è il mio piano di sviluppo:
    1) variante alla ss16
    2) PRG che permetta la costruzione di piccole abitazioni ( Il mio sogno sarebbe quello di creare un quartiere sperimentale: Tutte case “passive”, cioè che producono energia senza consumarla)
    3) Ospedale fornito di pannelli solari e accorgimenti per guadagnare luce ecc.
    4) parchi numerosi ed estesi attorno al nosocomio e non solo
    5) Nuovo casello autostradale nella zona dell’ospedale
    6) Tramvie e pista ciclabile sull’attuale strada (quella vecchia) di collegamento Vasto- San Salvo che dovrà esser interdetta al traffico

    Comunque, anche se il mio sogno si realizasse bisogna tener in considerazione la crisi del mercato immobiliare di Vasto. Ad oggi pensare ad ulteriori aree edificabili equivale ad un suicidio.
    http://www.piazzarossetti.it/n.....colo=13581

  5. Spanish
    Spanish
    Lunedì 26 Novembre 2007 ore 13:54 - Permalink

    Io sono d’accordo con Andrea. Anche perchè non vedo né essenziale né pregiudiziale una unione Vasto-San Salvo. Bisogna pensare ad un grande piano di sviluppo e dare indicazioni per una crescita ordinata e ottimale della città.

    Per fare ciò però ci vuole un progetto per Vasto. Ed è, mi sembra, proprio quello che manca oggi.

  6. Andrea Smargiassi
    Andrea Smargiassi
    Lunedì 26 Novembre 2007 ore 13:27 - Permalink

    Ancora una volta non riusciamo a capirci. Pensi veramente che l’ospedale approvato oggi domani si realizza?
    Ci vorranno molti anni ancora e allora perché non cominciare a pensare una pianificazione che guardi un pò più lontano? Siamo alle solite, pensare ad un prg che serva per i prossimi 2-3 anni…così si creano i caos e poi le varianti e le modifiche fioccano (non vi è bastato quanto abbiamo visto finora?). E’ chiaro che se lo fai a breve scadenza gli interessi “dei capoccia” avranno il sopravvento. In tutte le realtà in cui si è riusciti a fare il salto di qualità è perché si è guardato avanti. E’ inutile girarsi intorno e starsi a lamentare su ogni cosa; l’ospedale ormai si farà lì: invece di starsene a guardare passivi e lamentosi, io penso che si debba cominciare a pensare come renderlo fruibile e come sfruttare l’occasione per competere con le altre aree regionali. Se poi questo è utopistico vorrà dire che pensare in grande per la nostra area sarà solo e sempre impossibile ed è inutile continuare a parlarne. Torno a ripetere..un pò di lungimiranza e uscire dal provincialismo!!

  7. MAC
    MAC
    Sabato 24 Novembre 2007 ore 17:08 - Permalink

    Adesso stai facendi tu dell’utopia!
    Il nuovo Prg seguirà gli interessi dei nuovi capoccia, pensare di poter unire due città è oggi impensabile dto che la crescita della popolazione non lo permette!
    Siamo ancora pochi

  8. Andrea Smargiassi
    Andrea Smargiassi
    Venerdì 23 Novembre 2007 ore 22:40 - Permalink

    Quando faccio riferimenti a criteri moderni ed attrezzati, mi riferisco proprio a questo. Naturalmente pensare a quartieri dormitoi di 5 piani per palazzo, non vuol di certo dire moderno ed attrezzato.
    Il progetto del nuovo ospedale esiste già da tempo ed il numero di posti letto non è deciso dalla ASL, ma dal piano regionale di risanamento del debito. Purtroppo siamo in un periodo di magra dal punto di vista della economia sanitaria. attualmente pensare a strutture più grandi e con reparti superattrezzati è solo utopia. Tuttavia la nuova struttura sarà pensata per possibili future espansioni quando i tempi saranno migliori, cosa che è assolutamente impensabile nella attuale.
    Il piano sanitario nazionale 2006-2008 accompagnato dal piano sanitario regionale, prevedono per il risanamento tuttavia la suddivisione delle competenze fra gli ospedali territoriali con la possibilità di investire sulle specializzazioni di reparto.
    L’attuale gestione asl è intenzionata ad investire sul nosocomio vastese: arriveranno anche le specializzazioni soprattutto nella gestione delle emergenze cardiovascolari oggi presenti solo a chieti e pescara. E’ un obiettivo dichiarato dal manager Caporossi, e verrà fatto a Vasto ovviamente solo in una struttura adeguata.
    Quindi il vantaggio del nuovo ospedale sarà anche nella possibilità di avere una struttura moderna ed adeguata alle nuove esigenze sanitarie.(compresa possibilità di avere un eliporto al servizio…oggi per portare pazienti in eliambulanza, si devono trasferire fino allo stadio dove si può atterrare); per non parlare di un pronto soccorso adeguato e moderno, necessario per una città che ha il pronto soccorso più intasato d’Abruzzo dopo quello di Pescara (dati dichiarati dalle asl questa estate).
    Quindi sicuramente avere una nuova struttura porterà indubbi vantaggi.
    Un nuovo piano regolatore generale è necessario proprio per evitare dormitoi, ma creare una edificabilità studiata e mirata per unire le due città, ripeto secondo criteri moderni e conformi al territorio (una edificabilità pesante in quelle aree non passerebbe comunque il placet regionale). Inoltre perchè quando si parla di prg tutti hanno paura: il prg è lo strumento necessario ad una città per svilupparsi, le linee guida non soltanto in campo edilizio; senza di esso c’è il caos… naturalmente anche con esso può esserci, ma dipende da chi lo stila e con quali interessi viene stilato. Se ciò che guiderà la costituzione del nuovo prg sarà solo l’interesse della città..non potremo che averne indubbi vantaggi per un futuro vicino e lontano (lungimiranza!!!)

  9. MAC
    MAC
    Venerdì 23 Novembre 2007 ore 20:52 - Permalink

    Sono scettico! Questo ospedale prima o poi si farà! Ma come?? l’interrogativo che pongo è sempre lo stesso: vogliamo sviluppare il territorio solo cementificando????
    Il nuovo ospedale avvicinerà S.salvo e Vasto ma con palazzi di 5 piani ad ogni angolo di strada??
    I progetti del nuovo nosocomio sono moderni ed ecocompatibili?? e i nuovi piani regolatori porteranno ad un ulteriore devastazione??
    Scusatemi ma dopo quello che ha subito Vasto mi sembra assurdo non porre questo interrogativo!
    Inoltre, lasciando da parte l’ecocompatibilità, quanti e quali nuovi servizi offrirà il “nuovo” “mega” ospedale??
    I posti letto rimarranno gli stessi e non credo che arriveranno nuovi reparti!
    Non era meglio investire in servizi e tenersi la struttura attuale????
    P.s. Ne approfitto per ricodarvi di come oggi la mamma che p’artorisce a Vasto non può far crio- conservare le cellule staminali (cordone ombelicale) del figlio.

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