Attenzione, caduta frame
Nell’ambito della comunicazione di massa, col termine “frame” intendiamo quelle “cornici interpretative” che ci permettono di interpretare correttamente un messaggio. Distinguiamo tre macro cornici: quella della fiction, quella informativa e quella pubblicitaria. Inserire un messaggio, un’immagine nel proprio frame, significa avere la possibilità di valutare correttamente quel messaggio e quella immagine. Ad un primo sguardo non sembra un’operazione difficile: ciascuno di noi sa riconoscere agevolmente un “contesto”. Nessuno di noi si scandalizza nel vedere la sequenza di un omicidio, nel contesto di un film western; ma in un diverso contesto, magari in quello informativo, in un tg, lo stesso messaggio assume un valore diverso. Ma tutti noi sappiamo distinguere un film dal telegiornale. In questo caso le cornici interpretative sono chiare ed evidenti. Però non è sempre così. L’emittente può avere interesse a confondere i frame, a far passare – che so - un messaggio pubblicitario per messaggio informativo, e questo può avvenire proprio manipolando le cornici. Un esempio: quando a Mosca aprì il primo Mc Donalds i tg di tutto il mondo diedero la notizia e commentarono l’evento. Niente di strano. Ma lo spettatore che avesse seguito tutti i tg avrebbe notato una cosa davvero singolare. Il servizio con cui si dava la notizia era sempre lo stesso…cosa che magari, in uno stesso paese, si può anche riscontrare, magari tra reti e tg collegati. Ma lo stesso servizio da una rete americana e una francese uno non se l’aspetterebbe proprio. La stranezza è presto spiegata: il servizio, uguale per tutti, era stato commissionato dalla stessa Mc Donalds alla società che si occupa della sua pubblicità, con l’accortezza di dargli un “taglio giornalistico”. Così il “servizio” era stato mandato ai maggiori tg e “spacciato” per notizia. In questo modo lo spettatore percepiva il messaggio in un contesto sbagliato (o meglio, in un contesto deliberatamente falsato) e non poteva interpretarlo correttamente. Infatti, davanti ad una pubblicità (quando questa è riconoscibile) possiamo assumere un atteggiamento attento, magari sospettoso… comunque, sapendo che è una pubblicità, in noi scatta sempre una certa diffidenza. Per “abbattere” questa diffidenza, l’emittente del messaggio fa passare il messaggio pubblicitario confondendo i frame, cercando di confondere lo spettatore sull’interpretazione del messaggio per superare le barriere psicologiche che si alzano in caso di pubblicità evidente. Un po’ lo stesso meccanismo di quella che veniva definita “pubblicità occulta” (in quel caso vengono confusi i frame pubblicitari e della “fiction”).
Oggi la situazione s’è complicata. La tecnica della manipolazione dei frame è ampiamente utilizzata, non solo in tv, ma anche da moltissime aziende che - dovendo pubblicizzare il proprio prodotto - inventano di tutto per far passare la propria pubblicità per tutt’altro. Chiaramente è un’operazione LEGALE e per qualcuno perfino legittima, ciò non toglie che sempre di INGANNO si tratta. Di esempi ce ne sarebbero molti, anche - ahimè - nei nostri piccoli centri. Un classico esempio, nel quale ormai non cade più nessuno, è quello del “premio”. Infatti vi potrebbe arrivare una telefonata (anche se ormai questa tecnica è ampiamente superata) che vi avvisa che, fortunati fortunelli, avete vinto un bel premio…che so…una fotocamera digitale, da ritirare presso tale hotel alla tal ora. Voi, furbetti che non siete altro, annusate la bufala e dite “sì, grazie”, ma poi non andate. Perché ormai il trucchetto è vecchio e non ci casca più nessuno. Ma se vi arrivasse a casa una proposta di lavoro? Be’…ci sarebbe da riflettere. Anche se uno subodora la sola, che costa? Ci si prova… Tack! Scatta l’operazione pubblicitaria. Vi mostrano un prodotto (a voi e un cospicuo gruppo di aspiranti), con la scusa che con quello dovete lavorare, ve ne cantano le lodi, ve lo fanno apprezzare…insomma fanno pubblicità. Alla fine, però, magari non superate la selezione e tornate a casa. Pazienza, magari la prossima volta. Intanto hanno pubblicizzato il prodotto.
Per capirci, se vi avessero telefonato per dirvi che c’era un meraviglioso prodotto da mostrarvi ed eventualmente acquistare voi che avreste risposto? “Grazie, signora…non ho tempo”. Ma se vi propongono l’eventualità di un lavoro…be’..la cosa cambia e succede che non solo vi sottoponete volontariamente alla pubblicità, ma addirittura andate voi da lei, non lei da voi, loro non si devono nemmeno scomodare a venire da voi. E se abiti a 40 km dalla sede aziendale, un po’ ti girano le scatole, diciamocelo. Come capire se c’è la fregatura? Basta tenere a mente semplici considerazioni:
1- nessuno regala niente;
2- non si paga per ottenere un lavoro;
3- diffidare da chi vi elogia senza motivo: un colloquio di lavoro nel quale non dovete spiccicare una parola, ma dice tutto l’esaminatore e alla fine vi dice pure che siete la persona che cercavano…è perlomeno sospetto;
4- diffidare da condizioni di lavoro eccessivamente allettanti, quali grandi guadagni, minimo sforzo;
5- Iniziare qualsiasi tipo di attività, solo dopo la firma di un regolare contratto. Periodi di prova o “allenamento” devono essere inquadrati a norma di legge.
Insomma, detto tra noi, le tecniche di manipolazione sono sempre nuove e non sempre facilmente riconoscibili, perfino dagli addetti ai lavori. Quello che possiamo fare è solo valutare attentamente quello che ci viene proposto e come. Ricordando che non sempre appare la scritta “pubblicità”.
'Attenzione, caduta frame' ha ricevuto 1 commento:
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Venerdì 30 Novembre 2007 ore 18:50 - Permalink al commento
Eh Oblomov… lettura molto interessante.
Purtroppo viviamo in un periodo di totale sofisticazione della realtà ad opera dei media.
Se e’ vera questa notizia allora vuol dire che siamo proprio alla frutta… da questo punto non si torna indietro.
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