- .: A Vasto
Da un abruzzese per gli abruzzesi
Non so se conoscete la canzone “Abruzze mè”… Sarebbe la descrizione dell’Abruzzo di una volta fatta da un emigrante che, per quanto abbia girato, non ha mai trovato una terra pari alla nostra.
Ebbene, a distanza di tanti anni dai tempi dell’emigrazione, ieri sera ho realizzato una mia piccola idea e mi sono permesso di commentarla in versi (liberissimi) secondo la mia visione dell’Abruzzo odierno.
«Na casarelle nghi li pince tonne
na vignarelle addò lu vine nasce
Na funtanelle d’acqua viva ‘mbonne
la jerva fresche che la crapa pasce…»E’ passato tanto tempo ma ci abbiamo lavorato
per fare di quei ricordi uno schifo calcolato.
Sorgenti e fontanelle sono un’incognita assillante
chissà il gusto che sentirebbe quell’ovino brucante.«Na cuncarelle in cocce a na bardasce
na cullinette addò lu grane cresce
quest’è l’Abruzze addo l’amore nasce
e da lu core mè lu cante esce….»“Che immagine antiquata!” diranno nel Palazzo
“a noi di queste storie non ce ne frega un ca…”
per noi quella bardascia è una scoria da smaltire
coraggio puttanelle, sbrigatevi ad uscire!
Uscire sempre e comunque col miglior offerente
e prendendo per il culo l’uomo onesto e pezzente.
Poi, di quella collinetta ho solo un vago ricordo
e son convinto che piu vado avanti e piu’ me ne scordo;
la memoria lascia spazio a mattoni e betoniere
e dico tra me e me “nin ti scurdà coma ière!”.
Che mi dici, paroliere? “Addò l’amore nasce?”
Caro Artista, meglio che torni alla “crapa che pasce”
chè tanto qua di amore non n’è rimasta una traccia…
Tu pensala come vuoi ma io è meglio che taccia!«Lu monne so’ girate larghe e tonne
so fatte l’emigrante pe tant’anne
ma n’so putute ma’ truvà a lu monne
na terre chiù allegre e senz’affanne…»Fratè, si fatte bbone a girarti questo mondo
perchè come avrai capito è bello e rotondo;
lasciare questa casa ti è costato ma avevi
la speranza di far star bene le persone a cui tenevi.
Qua mi fai questo confronto ma a distanza di anni
Vedendo com’è l’andazzo lasceresti anche i panni
perché terra allegra è stata e questo tutti lo sanno
ma lo schifo che ne hanno fatto fa venire l’affanno…«Nghe te la vita è tutte n’atra cose
la gente è chiù curtese e genuine
lu ciele tè è chiù azzurre e luminose
lu mare chiù lucente e chiù turchine…»Ti vorrei dare ragione ma la musica è cambiata,
quella che dici a me pare una bella cacata…
ma non ti biasimo per questo e ora sono sincero
se cacassi come te sarei migliore davvero.
Vedi, sono tempi duri ed in nome del benessere
si fanno avanti ragni impegnati solo a tessere
trappole intricate per il proprio tornaconto
pulendo dalle erbacce il nostro viale del tramonto.
gli aggettivi che tu usi, “azzurre” e “luminose”
potrebbero far posto a ciminiere fumose
e quelli successivi, “lucente” e “turchine”
dipenderanno dalle voglie delle future officine.«Abruzze mè,
da la Majelle fine a la marine
sì proprie nu giardine doce e fine
na terre che nisciune po’ scurdà-a-a..
Abruzze mè,
quande lu sole spunte la matine
e veste di culure sti culline
tu sì nu paradise pe sunnà!
Abruzze mè!»Vedo che non desisti e questo ti fa onore,
seguissimo tutti il tuo esempio ritornerebbe il colore
su questa terra afflitta da tante magagne
e in cui si sentono solo lamentele e molte lagne.
Ma sai cosa ti dico? Che, cazzo, hai ragione!
Se ti lamenti troppo mi diventi un piagnone
mentre quello che ci serve è un gesto positivo,
un sussulto, una riscossa da questo torpore depressivo
Sii d’esempio a tanta gente, a chi ha voglia di fare
perchè quest’Abruzzo nostro torni terra per sognare!
'Da un abruzzese per gli abruzzesi' ha ricevuto 5 commenti:
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mercoledì 17 settembre 2008 ore 21:27 - Permalink al commento
http://it.youtube.com/watch?v=GRDuywK0bJE
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giovedì 17 gennaio 2008 ore 10:17 - Permalink al commento
Bello, bello…Se continua cosí, dovremo aggiungere la categoria ‘Poesia’!
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giovedì 17 gennaio 2008 ore 08:28 - Permalink al commento
Mi fa piacere che abbiate apprezzato, pensavo che mi mandaste a evacuare ^_^
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mercoledì 16 gennaio 2008 ore 15:43 - Permalink al commento
Per chi sta fuori Vasto e vorrebbe tanto tornarci, la canzone originale offre ancora molta sintonia emotiva con quello che si prova quando si è costretti a trascorrere forzatamente in mezzo al traffico diverse ore della giornata, quando ci si accorge che l’aria che si respira puzza da morire, quando vorresti comprare della frutta e della verdura che hanno il sapore che senti a Vasto e sai che non è possibile, quando vorresti farti una passeggiata in spiaggia (senza il disgusto per lo sporco che trovi o per il colore che ha l’acqua del mare) o peggio ancora d’estate quando vorresti farti un bagno o stare al mare senza impegnare almeno una mezza giornata fra andare, trovare parcheggio e tornare, quando avresti voglia di mangiare un brodetto e non puoi nemmeno preparartelo a casa, quando vorresti frequentare una piazza che ti permette di incontrare senz’altro qualcuno di conoscenza con cui chiacchierare e invece sei in un posto che non ha manco una piazza, quando il tempo libero a disposizione non è mai sufficiente per fare niente che non sia sotto casa o a casa, … potrei dilungarmi, ogni pensiero mi darebbe spunti, certo non tutti i posti sono cosi’ alienanti, ma qualcuno potrebbe aggiungere considerazioni ancora piu’ tragiche.
Ma d’altronde anche Rob ha ragione, se abbiamo a cuore la nostra regione e la nostra città dobbiamo tenere alta l’attenzione sui rischi che anche qui sono arrivati.
Il paragone dell’orso di MAC è particolarmente azzeccato, fa comprendere il valore delle risorse e le grosse difficoltà che ci sono in Abruzzo.
Comunque Rob, complimenti, quando indossi le vesti poetiche sai essere d’effetto con realismo e profondità oltre che con simpatia.
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mercoledì 16 gennaio 2008 ore 14:57 - Permalink al commento
Rob l’Abruzzo è ancora una terra di meraviglie.
Oggi che il petrolio è agli sgoccioli e l’aria nel mondo fa schifo noi possiamo vantare dei paradisi terrestri soprattutto se parliamo di montagne. Siamo ricchi di potenzialità non sfrutatte…..
Vento, Mare, Montagna,Sole e Neve… sono risorse che a partire da oggi potrebbero esser utilizzate e non per fare di questa terra un Villaggio turistico ma per creare energia.
E’ questo che mi fa rabbia, la vecchia concezione di sviluppo che la gente ha. I padri pensano ad un lavoro in fabbrica per i figli e non ad altro. Se si investisse sull’ambiente e sulla ricerca potremmo ambire a posizioni d’eccellenza in Europa e non solo, ne sono convinto.
L’Abruzzo, per come la vedo io, è un Orso in estinsione ma pur sempre un Orso e come tale ha bisogno del suo ambiente e dei suoi ritmi. Sta a noi difenderlo. nu paradise pe sunnà
Ad oggi io riesco a trovarmi ancora d’accordo con la canzone perchè la terra abruzzese è per me perla unica ed irripetibile, saranno le sue bellezze, i miei ricordi, le faccie amiche che mi seguona da una vita ma il mio prossimo viaggio sarà un viaggio di ritorno non so se il ravvicinarsi mi porterà ad allontanarmi ancora di più ma la mia metà ultima è sempre l’Abruzzo: “nu paradise per sunna”
Firmato un emigrante del 2008
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