Stazione ferroviaria…che vergogna
Ancora una volta dobbiamo leggere dell’inesorabile declino della stazione ferroviaria… E pensare che quando fu realizzata gli elogi e le prospettive che i “politicanti” di allora descrivevano sembravano senza fine: “è la stazione di un intero comprensorio, nata al servizio del vastese e dell’alto Molise isernino al servizio di oltre 150000 abitanti”; “creando una unica stazione tra Vasto e San Salvo si eleverà il livello e si sfuggirà alla soppressione”….non c’è che dire i propositi erano entusiasmanti, ma ahimè l’impoverimento è arrivato lo stesso. La colpa di chi è: sicuramente di chi si è addormentato e non ha difeso a spada tratta la nostra stazione. Il periodo dei protettori politici locali, delle garanzie calate da chi un nome l’aveva è finito e gli avvoltoi si sono avventati. Le cattive finanze delle FFSS ed il menefreghismo regionale per il nostro territorio, da penalizzare sempre e comunque in luogo della centralità pescarese, hanno fatto in modo che dapprima diminuissero i treni, poi si sopprimesse il posto di polizia ferroviaria ed infine che anche lo scalo merci sia in prossimità di trasferimento. Ma come non serviamo 150000 persone? La nostra costa non è fra le più gettonate d’Abruzzo? Non siamo o non vogliamo diventare una delle città turistiche d’Abruzzo più importanti? E allora perchè avete lasciato che accadesse tutto questo?
I timidi tentativi di Boschetti e Marchese di difendere la stazione sono apprezzabili, ma devono avere un seguito, devono essere proseguiti. Il sindaco Lapenna non ha intenzione di intervenire in merito? Dovrebbe farlo al più presto e dovrebbe raccogliere anche l’appoggio di tutti quei comuni che non possono essere penalizzati dal depauperamento della nostra stazione dal vastese all’alto molise. Bisogna farsi sentire….e invece che mi tocca leggere oggi? Che la linee urbane degli autobus riducono le corse verso la stazione. Ma allora davvero non capite l’importanza che la nostra stazione può avere per lo sviluppo del territorio in senso turistico e commerciale?
Purtroppo avevo ragione a non gioire quando l’arretramento della ferrovia in quei maledetti tunnel della costa abruzzese avrebbero portato ad una riduzione dei tempi di percorrenza….la prima cosa che pensai: avranno presto una scusa per ignorare del tutto la nostra stazione…e così è stato. La regione Molise ha fatto quadrato intorno allo scalo termolese, unico scalo ferroviario della regione. In teoria la nostra stazione sarebbe ancora più importante per bacino d’utenza di quella termolese….che dire siamo così sfortunati ad essere in Abruzzo che ha occhi solo per Pescara? Sono volutamente ironico…
'Stazione ferroviaria…che vergogna' ha ricevuto 6 commenti:
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Lunedì 21 Gennaio 2008 ore 20:38 - Permalink
Ma guarda che nn parliamo due lingue molto diverse. Infatti sottolineo il fatto che le infrastrutture già ci sono e bisogna valorizzare ciò che abbiamo per poter valorizzare e sostenere le imprese che attualmente abbiamo. E’ naturale che una crescita di quelle farà da traino per nuovi investimenti, ma l’obiettivo dev’essere non far morire ciò che abbiamo. Che poi trenitalia stia facendo una operazione di tagli è chiaro; il rammarico è che non siamo riusciti nel passato a far sviluppare ciò che in potenza doveva diventare importante. Perfettamente d’accordo poi con lo sviluppo del nostro territorio, sono anni che predico di guardare al comprensorio nella sua interezza come fonte di sviluppo per la nostra città. La città del Vasto deve porsi come traino e favorire il sostentamento del comprensorio dalla costa alle zone più interne, dal Sangro ai comuni del basso e medio molise trignino. Purtroppo hai sicuramente ragione a dire che c’è poca attenzione e protezione da parte di una provincia troppo decentrata.
Per rispondere a spapparo, il riferimento alle 150000 persone è in quello per cui la stazione era stata concepita e cioè servire non solo il vastese “abruzzese”, ma anche i territori del basso molise trignino fino all’alto molise isernino e per il medio ed alto Sangro. Era stata concepita, come in effetti per un periodo ha funzionato, anche per permettere l’accesso alla linea adriatica per Agnone, Trivento, Montenero, fino ad Isernia, oltre che per Vasto, Atessa ed il vastese. Doveva in teoria essere la stazione più importante del basso abruzzo, visto che dopo Pescara c’è il nulla.
Lunedì 21 Gennaio 2008 ore 13:59 - Permalink
Andrea a me non sfuggono le granadi imprese che sono presenti sul territorio. Ma evidentemente per un semi-privato qual’è treniitalia Vasto non conviene. Questa non è una mia supposizione è un dato di fatto. Non sono d’accordo neanche quando dici che le infrastrutture devono precedere l’arrivo dell’impresa perchè cosi si arrivano a concepire le cattedrali del deserto quali porto e ospedale. A mio avviso serve fare un passo alla volta. Prima di tutto vedere quello che non va nel Vastese, incentivare l’impresa e buttarsi su un qualcosa che si possa vendere.
Secondo salvagurdare le imprese che già ci sono recuperando le infrastrutture pesenti e rendendole più agevoli. Quindi gl isforzi andrebbero indirizzati a fare di vasto uno snodo per il traffico dell’entroterra recuperando le starde e l’accesso alla stazione.
Solo dopo che le aziende saranno cresciute e solo quando arriveranno nuovi investimenti potranno ripartire il discorso del porto e dele immense super strade a Vasto. Paradossalmente la priorità di Vasto ad oggi è l’entroterra che dovrebbe crescere e fare della nostra città un punto di riferimento. Se pensiamo al Vastese come ad un insieme di tribù distinte e separate il risultato è di progettare tutto ed il contrario di tutto ed in città ne abbiamo una marea di esempi. In questo senso Vasto accusa il non essere un centro di richiamo: niente Università, niente servizi di un certo livello, poche importanti industrie ,qualche piccola ipresa che non si consorzia ecc.
Ci vorrebbe una visione integrale del territorio che aih me una provincia dislocata di fatto a Pescara non può avere.
Domenica 20 Gennaio 2008 ore 23:51 - Permalink
Ma come non serviamo 150000 persone?
No, il comprensorio vastese e’ di 93.000.
Non siamo o non vogliamo diventare una delle città turistiche d’Abruzzo più importanti?
Alle volte ho anche io gli stessi dubbi.
E allora perchè avete lasciato che accadesse tutto questo?
Perche’ sono impegnati a farsi abbagliare dalla Modimar.
Il sindaco Lapenna non ha intenzione di intervenire in merito?
Non lo so, ma pare che Marchese quantomeno si sia risentito.
Ma allora davvero non capite l’importanza che la nostra stazione può avere per lo sviluppo del territorio in senso turistico e commerciale?
Se poi ci si mette il circuito delle piste ciclabili sai quantio turisti con la bicicletta che diretamente coi regionali potrebbero scendere…….
Domenica 20 Gennaio 2008 ore 20:00 - Permalink
MAC l’ultimo tuo pensiero non mi trova perfettamente d’accordo, semplicemente perchè è sicuramente vero quello che dici, ma purtroppo è anche vero il contrario: le imprese si fanno dove ci sono infrastrutture altrimenti col cavolo ci vengono a buttare soldi. Ma in questo caso il bello è che l’infrastruttura c’è e noi la lasciamo impoverire. Inoltre non è vero che svendiamo il territorio e diventiamo dormitorio: sono state fatte da tempo delle scelte strategiche (anni 70) come la sistemazione della nostra area industriale a piana Sant’Angelo. Non bisogna pensare in termini di chiusura entro i confini cittadini, ma dobbiamo pensare al nostro territorio nella sua interezza e nel nostro territorio (nella sua interezza) ci sono grandi imprese (Sevel, Pilkinton), c’è un porto, c’è un ospedale, ci sono strutture ricettive, luoghi turistici, ci sarà presto spero un autoporto, una diga e c’è una stazione. Mancano alcune infrastrutture viarie, ma a questo si dovrà ovviare (variante alla ss16). E’ dalla valorizzazione di ciò che abbiamo che si devono attirare imprese e sviluppo e non dal loro abbandono sperando che le imprese cadano dal cielo…ecco perchè torno a ripetere sempre lo stesso: serietà nella programmazione territoriale e nella lungimiranza.
Domenica 20 Gennaio 2008 ore 17:11 - Permalink
Guardate come si adatta con pochissime variazioni alla situazione ITALIA. La nostra Nazione e’ stata condannata dal mercato.L’Italia e’ in difficolta’ e’ non ha interesse a tenere a Vasto uno scalo che disperde energie.Non e’ il peso politico (ormai inesistente)ma la realta’ economica a indurre un cambiamento di rotta.Il ITALIA quante persone ci sono (Pochi se pensiamo a quanta manodopera sta entrando)e soprattutto quante imprese? Pochissime se rapportate a Germania o addirittura alla Spagna. E’ vero siamo la SESTA potenza mondiale ma l’ITALIA diventa sempre piu’ una Nazione dormitorio che SVENDE il suo territorio a progetti ASSURDI come quello del TERMOVALORIZZATORE di BRESCIA. Da tempo avevo segnalato il rischio alla NAZIONE dove la NAZIONE non serve piu’ perche’ il mercato(LA CINA) ha detto la sua …..Mac scusami ma la struttura del post si presta ….SALUDOS
Domenica 20 Gennaio 2008 ore 12:44 - Permalink
No non sono d’accordo affatto!
La nostra stazione è stata condannata dal mercato. Treniitalia è in difficoltà e non ha interesse a tenere a vasto uno scalo che dispoerde le energie. Non è il peso politico ma la raltà economica a indurre un cambiamento di rotta. Nel vastese quante persone ci sono e sopratutto quante imprese??
Pochissime se rapporatte a termoli o addirittura a Lanciano
E’ vero siamo la sesta città abruzzese ma Vasto diventa sempre più una città dormitorio che svende il suo territorio a porti e progetti assurdi come quello attuale del nosocomio in culonia.
Da tempo avevo segnalato il rischio stazione in un paese dove la stazione non serve più perchè il mercato ha detto la sua che bisogno c’è di fare un porto???
Si facesse impresa e si aiutasse a farla fare con incentivi e sopratutto sicurezza e poi solo poi si può pensare a infrastrutture che dovranno esser fatte sopratutto nel entroterra perchè vasto dipende dal vastese e qui pochi l’hanno capito