Ti racconto una favola…
Tanti e tanti anni fa, gli animali decisero che dovevano fare qualcosa per affrontare i problemi del “nuovo mondo” e così organizzarono una scuola. Essi adottarono un curricolo di attività consistenti nel: 1) correre, 2) arrampicarsi, 3) nuotare, 4) volare. Perchè ne fosse reso più facile lo svolgimento, tutti gli animali parteciparono all’ insegnamento di tutte e quattro le materie.
L’ anatra era un’ alunna eccellente nel nuoto, migliore di fatto dello stesso istruttore e fece dei buoni passi in avanti nel volare, ma era una frana nella corsa. Dato che era così lenta in quest’ ultima materia, fù costretta ad andare al doposcuola e anche a saltare il nuoto per praticare la corsa. Questo finchè le sue zampe membranose si consumarono in malo modo e finì per diventare mediocre anche in nuoto. Ma la mediocrità a scuola la si accettava pure, sicchè nessuno se ne preoccupò tranne l’ anatra stessa.
Il coniglio fù dall’ inizio il primo della classe nella corsa, ma ebbe un crollo nervosa tanta fù la fatica che dovette porre nel nuotare.
Lo scoiattolo era bravissimo nell’ arrampicarsi, finchè non sviluppo una grande frustrazione nella classe di apprendimento del volo, dove il suo insegnante lo fece cominciare dal basso in alto, anzichè dalla cima dell’ albero in giù. Si becco pure, a causa della iperesercitazione, delle contrazioni muscolari e finì per avare un “buono” nell’ arrampicamento e un “discreto” nella corsa.
L’ aquila era un bambino-problema e si dovette sottoporla a severa disciplina. Nella classe di arrampicamento batteva tutti gli altri nel raggiungere la cima dell’ albero, ma insisteva nell’ usare il proprio modo di arrivarvi.
Alla fine dell’ anno, un’ anguilla anomala che poteva nuotare straordinariamente bene e un poco anche correre, arrampicarsi e volare ebbe la media più alta e, promossa, ebbe l’ onorifico incarico di tenere il discorso di commiato.
Dall’ “Apologo” di G.H. Reravis
Qual’ è la morale della favola secondo voi?!
'Ti racconto una favola…' ha ricevuto 3 commenti:
(il più recente in testa)
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Domenica 27 Aprile 2008 ore 17:13 - Permalink
LA MORALE E’ CHE NON IMPORTA SE TU SEI UN’ANATRA, UN CONIGLIO, UNO SCOIATTOLO,UN AQUILA O UN ANGUILLA L’IMPORTANtE E’ CHE NELLA VITA PER SOPEAVVIVERE TI ADATTI A FARE UN PO’ DI TUTTO.
Domenica 24 Febbraio 2008 ore 16:26 - Permalink
Nessuno può fare tutto bene, o meglio ci si può impegnare, ma sarebbe forse troppo. Ognuno deve dare il massimo di quello che può offrire, sia anch’esso un risultato mediocre, ma serve, potrebbe bastare. E’ anche vero il fatto che se si eccelle in un campo, non è detto che lo si faccia in “ogni” cosa della vita. Ma la scuola in tutto questo che ruolo ha? Educare a comprendere i limiti o a far sì che di limiti ce ne siano sempre di meno per noi?
Lunedì 18 Febbraio 2008 ore 16:45 - Permalink
Che non dobbiamo mangiare le anguille? Non era questo, farci passare la voglia di mangiare anguille, lo scopo del ‘Tamburo di latta’? Hmm…
Serio, credo che questa storia ci possa insegnare davvero qualcosa. Del resto, adesso va di moda l’idea che non esiste solo un’intelligenza, ma più di un tipo…a me piace. Ed è chiaro perchè…
Saludos!