Raccolta differenziata, un idea in più….
Presto la raccolta differenziata arriverà e costerà tanti soldi…..
Il costo della NECESSARIA operazione sarà di 700000 euro; la Pulchra, la società che se ne occuperà. I “cervelloni” che ci amministrano hanno pensato a riunioni di quartiere per spiegarci come fare la raccolta differenziata, ma come al solito non sembrano aver pensato al cittadino. Infatti, NOI cosa ci guadagniamo?? Ovviamente inquineremo di meno, risparmieremo come Comune e faremo del bene alla Natura ma siamo sicuri che tutto questo potrà essere un incentivo sufficiente??
Chiariamoci subito, non faccio polemica con l’amministarzione che pare si stia impegnando per dotare Vasto di una efficiente sistema di raccolta differenziata, quello che dico è che la raccolta differenziata non funziona se non si incentivano i cittadini, quegli stessi cittadini che dovranno fare del lavoro in più: separare l’umido dal secco, la plastica dal vetro e barattolame ecc.
Propongo così di dotare ogni utente di un sacchetto o un bidoncino munito di personale codice a barre che potrà consentire di controllare il giusto riempimento dello stesso e sopratutto renderà premiabile il cittadino che differenzia. Infatti a seconda della quantita di rifiuti differenziati il cittadino potrebbe godere di sgravi fiscali sull’imposte dei rifiuti, sgravi che potrebbero esser ancora più consistenti qualora il cittadino decidesse di portare egli stesso i rifiuti presso il ” centro raccolta”. In questo modo, sono certo, la raccolta differenziata raggiungerebbe un picco altissimo……
Numerosi e diverse le iniziative di questo genere in tutta Italia: Roma, Chieti, bene hanno fatto a Trichiana(BL), ancora meglio a Rimini, in altri comuni hanno pensato anche ad agevolazioni per le aziende vedi Rovato e altri…….
'Raccolta differenziata, un idea in più….' ha ricevuto 17 commenti:
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Venerdì 29 Febbraio 2008 ore 23:44 - Permalink
Ciao Spanish,ciao Lucfan,ciao Mac e tutti gli amici del blog.Allora caro Spanish io vado sempre in giro per la Val di Sangro e di colpo alcuni comuni (Torino di Sangro,Paglieta,Altino,Casoli,Atessa) si sono finalmente decisi a fare la raccolta differenziata.La voce del popolo lo sai che dice?Che tutto poi va a finire a Cerratina ,ma separatamente…Ma ti rendi conto?A che cosa serve differenziare se poi non hanno le strutture per recuperare quanto raccolto? E’ una presa per il c… se e’ vero.Io andrei in comune e prenderei il Sindaco per il cravattino,perche’ uno ci crede, perde tempo per separare i rifiuti e poi ,buttano tutto li… INSIEME!Vergogna se e’ vero.Vasto deve partire al piu’ presto con la raccolta differenziata ,ma dall’inizio alla fine perche’ senno’ tanto vale buttare tutto insieme.Saludos
Venerdì 29 Febbraio 2008 ore 17:10 - Permalink
Eh, eh…dicevo ‘litigare’ per dire…sapete che sono contento quando la discussione si anima: vuol dire che c’è un interesse…
Comunque, quando parlo di risparmi, mi riferisco a risparmi di lungo periodo e soprattutto in termini di spese che non si faranno. Che succederà tra 10-15 anni se non parte da subito una raccolta differenziata coscienziosa e funzionale? ci saranno enormi danni ambientali che ricadranno sui vastesi anche in termini economici. In questo senso, anche nel malaugurato caso in cui la raccolta differenziata non sia a costo zero, ci sarà un risparmio per il cittadino.
Saludos!
Giovedì 28 Febbraio 2008 ore 16:45 - Permalink
Ma nessuno sta litigando. Forse si c’e’ un problema di comunicazione, anche se mi sembra abbastanza chiaro che propendiamo per 2 metodi diversi.
Tiriamo fuori dalla discussione le questioni condivise o fuorvianti:
- La necessità dell’informazione per educare e sensibilizzare alle necessità della tutela ambientale è una cosa che ho premesso sin dall’inizio. E’ ovvia e necessaria, mi stupisce che non sia già partita una pesante campagna informativa a livello nazionale visti i guai di Napoli.
- Il comune non puo’ mescolare tutto altrimenti stiamo parlando di una cosa finta. Di casi del genere puo’ darsi che ve ne siano, ma qui stiamo parlando di cio’ che si appresta a fare il comune di Vasto, è evidente che speriamo e contiamo sia cosa seria.
Quanto alla tracciabilità del rifiuto, c’e’ da osservare che puo’ anche diventare una questione di privacy, per cui il complesso sistema di tracciabilità oltre che dispendioso e discutibilmente efficiente (poichè ha una forte impronta tecnologica ed è fra le prime esperienze) potrebbe anche risultare non attuabile.
Il punto è che non sono d’accordo proprio sul dire “chi ricicla paga meno”, sarebbe meglio dire “da oggi tutti dobbiamo differenziare i nostri scarti, ce lo chiede l’ambiente in cui viviamo”.
Inoltre non credo che raccogliere la differenziata costi meno per il comune, costa senz’altro di piu’, quindi il comune non risparmia se il cittadino fa il suo dovere, semmai puo’ mettere ad usufrutto per l’abbattimento della tassa sui rifiuti (e sulla raccolta differenziata) gli eventuali ricavi che è in grado di fare se prende piede il già citato mercato del materiale riciclato. A quel punto va da se che si possono vendere i propri scarti differenziati anche privatamente, un tanto al chilo per carta, plastica, vetro e forse altro. Quello si che sarebbe un bell’incentivo e sgraverebbe il comune!!
Giovedì 28 Febbraio 2008 ore 16:16 - Permalink
Su, su, ragazzi…non litighiamo. Credo ci sia un problema di comunicazione e mi spiego subito.
Allora…Certo, senza una cultura della raccolta differenziata, cioè senza educazione e pubblicità, non andiamo da nessuna parte. Ma non perché non ci sono altri modi ma perché, affinché la raccolta funzioni, il primo e fondamentale gesto deve compierlo il cittadino. Diciamo che la ’scomodità’ della raccolta differenziata ricade sul cittadino, quindi dev’essere convinto che quello che sta facendo serva ed è utile.
Ed infatti una della motivazione della tracciabilità garantita dal codice a barra è far saper al cittadino che in ogni momento può individuare dov’è la sua immondizia. Quante volte vi hanno detto che la raccolta differenziate è inutile perché poi il comune mischia tutto? Con la tracciabilità il problema si risolve.
Quindi, essenziale l’educazione e la participazione convinta del cittadino.
Detto questo veniamo al ‘premio’. Io non lo chiamerei premio (qui credo ci sia l’errore). Cioè, nessuno va dal cittadino e gli dice: siccome hai fatto il tuo dovere, ti premio. No, non è questo.
Il cittadino che ricicla paga meno perché la sua raccolta costa meno grazie alle risorse che il comune, direttamente o indirettamente, risparmia perché il cittadino ha fatto il suo dovere. Insomma, se è vero che è un dovere del cittadino fare la raccolta differenziata, è anche vero che è un diritto del cittadino partecipare alla ridistribuzione del risparmio della comunità attraverso la riduzione proporzionale della tassa sull’immondizia
Spero di aver chiarito come la penso.
Saludos!
Giovedì 28 Febbraio 2008 ore 15:57 - Permalink
secondo me l’importante è non perdere mai di vista il “nocciolo della questione”: FARE LA DIFFERENZIATA è condizione essenziale per discutere di tutto ciò che ne consegue.
passi innanzitutto il messaggio che “differenziare” non è più un’opzione ma un dovere, e passi poi l’idea che un premio per i più meritevoli ha valore sociale nella misura in cui la collettività lo abbia già riconosciuto culturalmente come dovere.
Mi sembra un buon compromesso..
Giovedì 28 Febbraio 2008 ore 15:50 - Permalink
Ma no, non innervosirti…
E’ chiaro che ne parleremo anche a voce, sono solo scettico sulla logica della premialità… non è quella la strada, secondo me la strada è quella di formare la coscienza ambientalista del cittadino, ma con un percorso legislativo che sostenga una precisa linea di condotta. E’ ormai necessario e indispensabile per l’ambiente e quindi, ovviamente, utile a tutti
Giovedì 28 Febbraio 2008 ore 15:29 - Permalink
La riserva senza macchine è pur sempre un guadagno per il turismo, per la conservazione stessa e per chi la frequenta. Però vabbè di queste cose parliamone a voce dimmi pittosto perchè non ti piace la proposta è solo nà cosa etica o pensi sia d’intralcio a tenere pulita la città e a differenziare di più.
P.S. Ripeto sulla morale ecc. dobbiamo parlarene a voce che mi stai facendo innervosire!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
P.P.S Ah dimenticavo tutto questo dibattere tra noi è la dimostrazione della pluralità di Vastesi.com
Giovedì 28 Febbraio 2008 ore 15:20 - Permalink
Mac mi stupisce che tu faccia questi discorsi sugli obblighi morali che devono invece lasciare spazio alla morale individuale…. ma come? dopo aver proposto di bloccare l’accesso alle auto alla riserva perchè il senso comune del rispetto di quell’area non c’e’ vogliamo ancora parlare di morale soggettiva?
Sui rifiuti non si puo’ avere una propria morale, occorre che vi siano delle leggi e che vengano rispettate.
Giovedì 28 Febbraio 2008 ore 15:12 - Permalink
Si ma se all’utile aggiungi il dilettevole…….
Io non vedo qual’è il problema anzi a Vasto solo così si può differenziare…… Sono certo che l’attuale raccoltta troverebbe maggiori consensi…
E poi il risultato deve essere tangibile da tutti non solo da chi amministra la cosa pubblica.
Ad es. che si risparmino soldi per investire su un ponte sul mare può interessare qualcuno ma no tutti, il risparmio individuale invece interessa tutti ricchi e poveri. Inoltre in un italia sempre meno ricca come si può pensare di togliere alla gente l’opportunità di risparmiare???
Ti prego non parlare di obbligo morale ognuno ha la sua morale, ognuno i suoi obblighi. Il risparmio invece è lo stesso per tutti.
Mannnnnnaggia!!!
Non vedo l’ora di incontrarti per poter parlare di cose “filosofiche” questa idea che hai degli obblighi morali non me l’aspettavo. Ciao da un relativista evoluzionista e mò ti metto anche i punti esclamativi terroristici!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Giovedì 28 Febbraio 2008 ore 15:04 - Permalink
perdonatemi, ma anche io ho paura che il messaggio educativo del “premio” sia sbagliato in sè: io faccio la differenziata perchè è mio dovere inderogabile, non perchè esercito una scelta che mi fa eventualmente risparmiare.
Giovedì 28 Febbraio 2008 ore 14:43 - Permalink
Mac, non credo di aver frainteso, forse sono io che vengo frainteso:
riciclare non deve essere un’opzione ma un dovere per tutti. Molto semplice.
Io lo faccio da anni, ma dove vivo non è ancora obbligatorio. Spero lo diventi presto.
Giovedì 28 Febbraio 2008 ore 14:20 - Permalink
Allora, Lucfan ha frainteso…..
Il controllare come si ricicla è una procedura che viene fatta in tutti i centri di raccolta ed il punire chi la fa male è lo stesso un azione doverosa insita in ogni tipo di raccolta differenziata. La novità che volevamo aggiungere non è quella di punire, cosa che potrebbe generare l’effetto temuto da Lucfan, ma quella di premiare chi fa bene la raccolta con una detassazione del 30% massimo.
Quindi chi non ricla paga come oggi, chi ricicla paga meno. In questo modo i Furbi sarebbero i corretti, quelli che meritano. Altro discorso, poi, è quello della cultura che va dalla raccolta a non buttare le cicche di sigarette a terra a fare compostaggio ecc.(1 filtro di sigaretta ci mette 200 anni a biodegradarsi). Per quanto riguarda il mercato del riciclo queto non c’è o meglio non è a buoni livelli, ma spero che in futuro aziende per il riclico specializzato e aziende che investano su energia alternativa pulita possano trovare ospitalità nella Valle del trigno, seondo me destinata a diventare un seconda val di sangro specializzata nella tecnologia di sviluppo sostenibile. Faccio un esempio, in germania ricavano platino dalle marmitte, in percntuali addirittura maggiori che nell’estrazione.
Il riciclo e la munnezza sono ricchezza ed in un modo ormai impostato tutto sul guadagno è cosa essenziale far passar questo messaggio. Tutti possiamo guadagnare dai rifiuti da chi recicla all’imprenditore che si fa un impero, all’operaio specializzato e all’ingegnere che lavorano in azienda. Ovvio facciamo un passo alla volta creiamo un capitale, differenziamo e facciamolo bene, investiamo in energia pulita ed il vastese e la valle del trigno potranno avere solo vantaggi. Cominciamo con il premiare chi differenzia se si parte premiando “gli svelti” non avrebbero motivo di esistere, anzi srebbero i primi a differenziare.
Giovedì 28 Febbraio 2008 ore 13:37 - Permalink
Non è un discorso di gloria, ma di rispetto per l’ambiente, ergo di dovere civico, secondo me.
E’ chiaro che il comune puo’ e deve guadagnare per ammortizzare la spesa, ma si deve far passare verso il cittadino un senso del dovere e non di convenienza.
Quanto alle azioni furbesche mi riferivo agli abusi che vi sarebbero se passasse la logica del piu’ butti e piu’ paghi: aumenterebbero le discariche abusive.
Se invece si pagasse il materiale differenziato (ma dovrebbe esserci un mercato di tale materiale sostenuto da leggi a favore dell’utilizzo di materiale riciclato in luogo di quello di nuova produzione, li’ si incentivando con sgravi fiscali le industrie interessate) si arriverebbe, forse, come in alcuni paesi, a fenomeni estremi di caccia alla plastica, vetro e carta… fenomeni estremi che pero’ male non farebbero all’ambiente, forse andrebbero analizzati altri aspetti al contorno.. ma è una situazione come dicevo molto avveniristica.
Si parta con una pesante campagna informativa per educare e sensibilizzare al rispetto (dovuto) per l’ambiente. RICICLARE SIGNIFICA PRODURRE MENO RIFIUTI ED INQUINARE DI MENO.
Giovedì 28 Febbraio 2008 ore 12:41 - Permalink
Vienna (se non ricordo male) guadagna sui rifiuti. Perché Vasto non può?
Anche se una città pulita e verde è già ricchezza, mi sembra chiaro che riciclare per la gloria non funziona: i rifiuti separati devono servire al comune per far soldi. Magari non arricchirsi, ma almeno per ammortizzare un po’ la spesa.
Stesso discorso per il cittadino: non gli possiamo chiedere di riciclare per la gloria. Da lì, l’idea, già sperimentata, del codice a barra. Se tutto funziona, al cittadino non conviene buttare l’immondizia da un’altra parte perché così pagherà una tassa dell’immondizia più alta. L’ammontare della tassa dovrà essere inversamente proporzionato alla quantità di rifiuti che ricicli…
PS: anche in questo caso, come in altri, non capisco dove sia la difficoltà: si studia un caso che funziona e lo si adatta a Vasto…non bisogna inventa’ niente. Siamo così bravi a importare stupidaggine, non possiamo importare ‘na cosa buona?!
Giovedì 28 Febbraio 2008 ore 11:29 - Permalink
Così pero’ c’e’ il solito rischio di comportamenti furbeschi tipo ‘vado a buttare l’immondizia da qualche altra parte cosi’ non pago’..
Io penso che si debba cambiare cultura in modo piuttosto radicale e, purtroppo, almeno all’inizio non vedo molte soluzioni per affrontare i costi elevati, sta al comune individuare le opportunità economiche derivanti dai materiali riciclati per non salassare i cittadini, cosa che reputo piu’ che fattibile. Carta e vetro di nuova produzione hanno costi tali da poter beneficiare della logica di riciclaggio e se vi fossero le opportune leggi si creerebbe un mercato anche per la produzione di materiali plastici (fogli di pet, bottiglie, plexiglass, etc) frutto della lavorazione della plastica differenziata. Con l’umido si puo’ fare il compost (oggi lo si acquista) il comune potrebbe venderlo agli agricoltori, oppure dotando questi della minima tecnologia per fabbricarselo, potrebbero essere loro stessi a recuperare una parte dei rifiuti umidi differenziati e pronti per il compostaggio.
Tutto questo penso che potrebbe ripagare (almeno per una parte) i costi della raccolta differenziata, ma occorre una seria fase legislativa altrimenti non ne usciamo, avremo solo i casi idilliaci nei piccoli comuni, mentre servono i grandi numeri.
Giovedì 28 Febbraio 2008 ore 10:37 - Permalink
Diciamo la verità, noi stavamo preparando una nostra proposta. Questa è la bozza sulla quale stavamo lavorando.
Mercoledì 27 Febbraio 2008 ore 20:57 - Permalink
Penso che differenziare debba essere prima di tutto un “dovere”.
Chi non lo fa deve essere consapevole delle sanzioni cui va incontro.
Detto questo ben venga incentivare quei casi industriali che non hanno a disposizione strumenti e modi per differenziare, dovrebbe essere un aiuto a dotarsi di cio’ che serve a differenziare i grandi volumi di scarto di materiale e rifiuti vari.
Per incentivare il cittadino occorrerebbe prima che vi sia un mercato del materiale differenziato, almeno dovrebbe esserci per il comune: se cosi’ fosse si potrebbero pagare i resi di vetro, la plastica e la carta riciclata. Cosi’ funzionerebbe pur arrivando forse a situazioni estreme tipo, non vedere piu’ bottigliette sparse in giro per strada, ne cartoni o materiale da imballaggio dispersi dove capita o anche solamente nei bidoni della spazzatura, situazione comunque drammatica perchè destinati a bruciare in discarica o altrove. Un po’ troppo avveniristico pero’..
Se pensiamo che ogni pezzo di plastica che buttiamo nel nostro secchio della spazzatura puo’ essere diossina per l’ambiente capiamo perchè differenziare debba essere percepito ormai come un “dovere” e in quanto tale… non necessariamente remunerato.
Informazione si, quella ci vuole, e tanta…