EmergenzAmbiente Abruzzo, Pescara 15 marzo 2008

EmergenzAmbiente Abruzzo, Pescara 15 marzo 2008

soleluna

foto13tn.jpg EmergenzAmbiente Abruzzo – Pescara, 15 marzo 2008
In Abruzzo è emergenza ambiente: l’hanno denunciato a Pescara migliaia di cittadini abruzzesi rappresentati da tantissime bandiere accomunate, fra l’altro, dall’assenza generale di qualsiasi colore politico.
Azzurra quella dell’Agesci, bianche quelle del WWF, gialle quelle di Legambiente, verde quella di Naturaverde, blu del comitato mare libero, e così via fino a formare un lunghissimo coordinamento, che vanta associazioni, comitati, pro-loco e movimenti spontanei di cittadini uniti insieme a formare una sola “grande” cittadinanza abruzzese finalmente attiva. I cittadini abruzzesi riprendono la parola, scendono in piazza e contestano lo “pseudo sviluppo” che i governatori ci hanno propinato e che, purtroppo, continuano a prospettarci per il futuro.
Tante le provenienze e soprattutto tante le motivazioni: da Teramo per la tutela del fiume Vomano, dalla piana di Navelli per la bonifica della discarica di rifiuti tossici più grande d’Europa, da Sulmona per la riconversione del sito militare di Monte San Cosimo, da Ortona per dire No al centro oli, da Vasto e dintorni per la tutela della costa teatina, da Penne contro la cementificazione dell’ Oasi della Lontra del WWF, da Pescara contro le polveri sottili di un cementificio diventato di fatto inceneritore di rifiuti tossici, e tante altre. Un corteo di cittadini che procedono lentamente, ma con una piacevole sensazione, quella di essere aumentati strada facendo, maturando la consapevolezza che la piccola-grande Regione di verde adesso ha soprattutto la rabbia per una gestione politica che nel tempo ha collezionato disastri ambientali, a danno dello splendido patrimonio che possiede e che, forse, può essere ancora salvato.

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'EmergenzAmbiente Abruzzo, Pescara 15 marzo 2008' ha ricevuto 52 commenti:
il più recente in testa

  1. Spanish
    Spanish
    lunedì 2 giugno 2008 ore 17:57 - Permalink al commento

    Penso sia un video promozionale o qualcosa del genere…datato, anche. Comunque, è la centrale di cui parlavamo.

    Saludos!

    [Rispondi]

  2. soleluna
    soleluna
    martedì 29 aprile 2008 ore 09:00 - Permalink al commento

    Follia pura! Io esprimo la massima solidarietà al Comitato Natura Verde, e sarò con loro a manifestare il 30 aprile.

    [Rispondi]

  3. Lucfan
    Lucfan
    lunedì 28 aprile 2008 ore 20:06 - Permalink al commento

    Grazie Rob, una cosa del genere, dopo qualche giorno di digiuno telematico, se non era per te non l’avrei saputa che a posteriori..
    E’ un fatto davvero eclatante, come è eclatante che non se ne parli.. ad eccezione del Comitato Natura Verde che (già da mercoledi 23) invita a manifestare a Ortona per il giorno del consiglio comunale, cioè il prossimo mercoledi 30 aprile alle ore 18.00.

    Che dire.. tentare anche la strada della minaccia di azioni legali per zittire il dissenso popolare per il centro oli di Ortona da prova evidente dello spessore di certi rappresentanti politici.
    Gli antefatti citati nell’articolo di primadanoi credo siano quelli di cui si parla su Abruzzo-No Triv.

    [Rispondi]

  4. Spanish
    Spanish
    lunedì 28 aprile 2008 ore 16:08 - Permalink al commento

    L’avevo letto…stanno alla frutta. Ricordiamoci nomi e cognomi di questi signori.

    [Rispondi]

  5. RobDel79
    RobDel79
    lunedì 28 aprile 2008 ore 15:41 - Permalink al commento

    Avete letto questo?

    Siamo impazziti del tutto

    [Rispondi]

  6. Cicco
    Cicco
    giovedì 17 aprile 2008 ore 15:23 - Permalink al commento

    Una persona che lavora da quelle parti, e a cui mi sono rivolto, mi dice che “dovrebbe” essere ancora in funzione, nonostante continuano i furti dei pannelli (che male sentire queste cose!).
    Io sospetto che funzioni ancora solo perchè se ci batte il sole comunque qualche ampère ci esce, ma da qui a pensare che funzioni in modo efficiente ce ne vuole.
    Se mancano pannelli, e dalla foto si vedono le aree vuote, vuol dire che l’efficienza del sistema è andato a farsi benedire, e il fatto che non li ripristinano vuol dire che non ci sono interessi economici a farlo.
    Figuriamoci, un impianto ad altissimo costo lasciato senza presidio, quanto vuoi che duri?

    Ora dobbiamo dircelo e darò un dispiacere a Mac che ce l’ha con la trignina; il fotovoltaico è un bel dire ma è anche un pessimo affare; secondo me, appena passa la sbornia, lo si dovrà ammettere.
    La stessa ENEL che lo promuove deve per forza scrivere che è ancora un prodotto molto costoso, nonostante i contributi statali per coloro che decidessero di dotarsene.
    Pensate che di tutta l’energia che arriva dal sole su un mq di pannello solare, se ne ricava all’incirca il 15%. E non pensiate che ci arrivi molto; si calcola 1 Kw per mq nelle migliori condizioni di irraggiamento.

    Se Mac volesse montarseli in casa gli occorre trovare almeno 20-25 mq di spazio +/- orizzontali per 3 KW; spendere qualcosa come 8-10.000 € + IVA e rientrare nei costi (vendendo energia surplus all’Enel) non prima di 15 anni, nonostante i contributi statali.
    La moglie sarà contenta di pulirseli a lucido una volta a settimana e i figli stare attenti con il pallone.
    Tra l’altro l’energia spesa per realizzare un pannello di 1 mq è tale che lo stesso pannelo ne dovrà produrre per 6 anni prima di saldare il debito (energia grigia).

    Sembrerà una sparata ma se leggete qualcosa di più tecnicamente oggettivo il sole non è poi questa grande speranza.

    Io credo molto più nel vento, con tutti i suoi inconvenienti estetici, che nelle altre fonti alternative. In fondo anche il vento non è altro che una prima trasformazione dell’energia solare.
    Ma in Italia non abbiamo molte zone sfruttabili e, …ti pareva…, quelle poche si trovano a sud; ma solo venti medio-deboli e fortemente incostanti.
    Spanish sa che in Spagna si sfrutta di più l’eolico, perchè tra le perturbazioni che arrivano dall’Atlantico non c’è la Spagna come c’è per noi ed è meglio esposta al nord, di conseguenza il vento è mediamente più forte e costante. Ancora meglio stanno nel centro e nord europa.

    Per adesso fermiamoci qui ma se interessa possiamo approfondire un po’ di più e capire meglio dove stiamo andando.

    [Rispondi]

  7. Cicco
    Cicco
    giovedì 17 aprile 2008 ore 11:15 - Permalink al commento

    Sono ancora fiducioso che qualcuno verifichi se quell’impianto fotovoltaico alla contrada Bufalara, sia ancora in funzione.

    [Rispondi]

  8. RobDel79
    RobDel79
    lunedì 14 aprile 2008 ore 22:53 - Permalink al commento

    Adesso penso che dovremmo tutti tenere gli occhi piu’ scacchiati di prima… Abbiamo un tizio in casa che non gli piace la ventricina di guilmi e che preferisce il gusto strutturato del Nero di Feudo e un tizio a roma che ve lo raccomando…

    [Rispondi]

  9. Lucfan
    Lucfan
    venerdì 11 aprile 2008 ore 12:10 - Permalink al commento

    Ma ieri al Ruzzi Del Turco ha parlato del centro OLI oltre al Nuovo Ospedale, “che si farà”?
    Qualcuno è andato a sentire?

    [Rispondi]

  10. Spanish
    Spanish
    venerdì 11 aprile 2008 ore 11:25 - Permalink al commento

    Veltroni

    Sci’, Walter, ho capito…però, avvisa pure Del Turco, no?! Se no quello, poverino, appoggia il Centro Oli…eh, se nessuno gli dice niente…così non si fa…e che è?!

    [Rispondi]

  11. Cicco
    Cicco
    martedì 8 aprile 2008 ore 09:22 - Permalink al commento

    Grazie Luca, per questo non la trovavo, avevo letto Cupello e mi sono cecato tra Montedorisio e dintorni, mentre in effetti sta alla Bufalara che a stento direi zona vastese.
    Ora rimane da appurare se è ancora in funzione; dalla foto satellitare noto la parte inferiore di destra come se fosse stata smantellata, ma forse lo scatto risale alla fase di montaggio dell’impianto.
    Se qualcuno si trovasse da quelle parti, provi a controllare lo stato generale. Se la centrale fosse stata chiusa si vedrebbe dalla catena arrugginita al cancello o dalle sterpaglie attorno.
    Poi allargando la visuale si nota che attorno all’impianto c’è praticamente una vasta area spianata; forse quell’impianto doveva servire come modulo prototipico e, se avesse funzionato bene, si sarebbe moltiplicato in serie su tutta l’area circostante. Chissà.
    Mac, tu che sei un propugnatore del fotovoltaico, e vuoi riempirci la bifernina, facci un salto, qualche foto e poi torniamo a parlarne qui.

    [Rispondi]

  12. Lucfan
    Lucfan
    venerdì 4 aprile 2008 ore 21:20 - Permalink al commento

    Davide è solo merito di..”san google”..
    :oops: :lol:

    [Rispondi]

  13. Unregistered
    Davide1971
    venerdì 4 aprile 2008 ore 20:45 - Permalink al commento

    Lucfan oggi hai superato te stesso.Hai fatto un gran bel lavoro!Molto professionale e non lo dico per piaggeria.Saludos

    [Rispondi]

  14. Lucfan
    Lucfan
    venerdì 4 aprile 2008 ore 19:13 - Permalink al commento


    Impianto Elio1 in contrada Bufalara a Cupello
    Attivo dal ‘93, si estende su 5 ettari di terreno con 22.000 pannelli solari di dimensione 50×70cm da 50W ciascuno per un totale di 1MW.
    A fare la moltipicazione viene 1,1 ma riportano tutti 1MW.

    Ecco la google map:


    Visualizzazione ingrandita della mappa

    Qui si parla degli impianti per le rinnovabili in abruzzo e del progetto “Strada dell’energia”:
    http://www.rinnovabili.it/sulla-strada-dellenergia

    [Rispondi]

  15. Spanish
    Spanish
    venerdì 4 aprile 2008 ore 17:32 - Permalink al commento

    Niente foto…è sparita. Chi sa, parlasse!

    PS: Questo è l’unico dato che ho trovato: Vasto(CH)1000 Kwp…ha senso?

    [Rispondi]

  16. Lucfan
    Lucfan
    venerdì 4 aprile 2008 ore 17:30 - Permalink al commento

    Cicco non avevo capito che ponevi la domanda perchè la stavi cercando..
    Secondo me sta a San Salvo.

    Ma devo informarmi meglio..

    [Rispondi]

  17. Spanish
    Spanish
    venerdì 4 aprile 2008 ore 17:14 - Permalink al commento

    Eh, Cicco, che vuoi che ti dica? Sono passati anni dalle mie scorribande per le campagne…I contadini saranno contenti, visto che nessuno più gli ruba ciliege, more, fave, pesche e marrocche. Almeno loro…

    Dai, mo cerco…

    [Rispondi]

  18. Cicco
    Cicco
    venerdì 4 aprile 2008 ore 17:03 - Permalink al commento

    Spanish, ma come è possibile che nessuno conosca questa centrale? Compresi i miei parenti indigeni.
    Io l’ho appreso per caso, trovandomi tra le mani il titolo di una tesi di laurea dell’Università di Ancona sulla gestione di una centrale fotovoltaica, e sono caduto dalla sedia leggendo che si trattava di una centrale presso Vasto (CH), e nemmeno tanto piccola.
    Poi ho fatto 2+2 e … vuoi vedere che il laureando autore è un concittadino? Se lo fosse, mi scarico quella tesi e la studio per bene.
    Ho provato anche con google-earth, ma è cercare l’ago nel pagliaio.

    [Rispondi]

  19. Unregistered
    advocatus
    venerdì 4 aprile 2008 ore 16:36 - Permalink al commento

    Oggi ho letto su “La voce” e “Qui” che al vinitatly è il Montepulciano d’Abruzzo il vino più premiato. Al cerasuolo 3 medaglie d’oro, 13 Gran Menzione nella categoria “rosati”. Tre medaglia anche per il già citato Montepulciano d’Abruzzo che porta a casa anche 46 Gran Menzione.

    “In tutto l’Abruzzo conquista 7 medaglie e 93 Gran Menzione”.

    Dovremmo rinunciare a tutto questo per 15 anni di petrolio??

    [Rispondi]

  20. Spanish
    Spanish
    venerdì 4 aprile 2008 ore 16:30 - Permalink al commento

    Cicco, io ho visto una foto, senza poter capire dov’è. Se la trovo, metto il link.

    Saludos!

    [Rispondi]

  21. Lucfan
    Lucfan
    venerdì 4 aprile 2008 ore 14:30 - Permalink al commento

    Per Cicco:
    http://www.primadanoi.it/modul.....ryid=14668
    Sui tetti dello stabilimento Maccaferri a Celano arrivano quasi a 1MW, sono iniziative da incentivare ancora di piu’ e da “imitare”.
    Bravi davvero perchè lo hanno già fatto anche a Ortona.

    [Rispondi]

  22. soleluna
    soleluna
    venerdì 4 aprile 2008 ore 13:03 - Permalink al commento

    Advocatus, domenica 6 aprile sarò a Verona in occasione del vinitaly 2008, non vi assicuro nulla, ma cercherò per quanto mi sarà possibile, di portarvi una testimonianza su come il mondo osserva e apprezza la produzione del vino proveniente della zona compresa tra San Salvo ed Ortona. Ci tengo a sottolinearlo: non lavoro nel settore e non voglio fare pubblicità a nessuno in particolare.. sono solo orgogliosa degli eccellenti risultati raggiunti, che rischiano, drammaticamente, di essere vanificati.

    [Rispondi]

  23. Unregistered
    advocatus
    venerdì 4 aprile 2008 ore 11:39 - Permalink al commento

    Come sempre capito qui con voi tra un imprevisto e l’altro….E come sempre sarò ermetico ed inadeguato. Spero di poter tornare con calma.

    Sul proverbio “chi m’abattezz’ m’è cumbare”, mio padre dice che è citato dagli opportunisti-voltagabbana. Non importa chi ti fa il favore o ti fa guadagnare qualcosa, basta che te lo fa. E poco importa se fino a pocotempo addietro il tuo referente era un altro, se il tuo attuale mecenate in relatà ti sta sullo stomaco…

    Per il tema principale io rispondo con un fatto. L’impresa agroalimentare “Del Casale” ha vinto un’altra medaglia d’ora al Vinitaly di Verona (tra le rassegne più prestigiose a livello mondiale forse la più prestigiosa).

    Ora le considerazioni sono almeno due.

    Pensate che con un mega Centro oli e un mega porto-parcheggio per navi cisterne a poche decine di km di distanza sarebbe stato possibile??

    Ma soprattuto è così improbabile che in tutta la provincia non ci siano altre imprese come la “nostra” “Del Casale”, altri vigneti che ci donano vini eccezionali?? Che io sappia proprio sui terreni dove dovrebbe insistere il Mostro ve ne sono.

    Forse dovremmo pubblicizzare le produzioni di qualità di questo nostro territorio.

    A presto

    [Rispondi]

  24. Cicco
    Cicco
    venerdì 4 aprile 2008 ore 09:24 - Permalink al commento

    Con l’occasione di questa discussione, in quale zona di Vasto si trova una centrale fotovoltaica da 1 MW? E’ regolarmente in funzione? Dovrebbe avere un’area di almeno 2 campi di calcio, quindi non proprio invisibile.

    [Rispondi]

  25. RobDel79
    RobDel79
    giovedì 3 aprile 2008 ore 23:55 - Permalink al commento

    Per la cronaca, adesso si vedono due piattaforme da punta penna. La solita davanti a noi e in piu un altra a largo verso San Vito-Ortona…

    Speriamo finiscano di fare ste prospezioni prima dell’inizio della stagione balneare sennò che bella cartolina che ci esce eh.

    [Rispondi]

  26. Lucfan
    Lucfan
    giovedì 3 aprile 2008 ore 23:44 - Permalink al commento

    Partiamo dallo slogan “Ovunque ma non qui”.
    In realtà ci sono studi e pareri di rigore scientifico che dicono che quell’impianto non andrebbe costruito da nessuna parte, al limite nel deserto..
    Addirittura gli americani le hanno messe fuorilegge e da piu’ di 30 anni in seguito a gravissimi incidenti e disastri ambientali.
    Già, perchè la melma che sta li’ sotto è di bassissima qualità e deve essere desulfurizzata e questo processo produce ingenti quantitativi giornalieri (migliaia di chili) di sostanze tossiche:

    308 kilogrammi di anidride solforosa (SO2)
    910 kilogrammi di nitrati (NOx)
    220 kilogrammi di ossido di carbonio (CO)
    3 kilogrammi di polveri fini (PM5, PM10 etc)
    6 kilogrammi di composti organici volatili (COV)
    2 kilogrammi di idrogeno solforato (H2S)
    (fonte: blog di Maria Rita D’Orsogna).

    Ora possiamo vederla come volete ma il motivo per cui, comunque, anche a quei prezzi, l’interesse è elevato, è che siamo dipendenti dal petrolio, potremmo dire tossico-dipendenti dal petrolio.
    E’ la nostra economia ed il nostro modello di sviluppo ad essere ancora profondamente incatenato alla risorsa petrolifera, dice bene spanish. Le proiezioni di aumento della richiesta di energia dovrebbero essere costruite su un diverso modello, quello che fra pochissimi anni dovremo per forza aver adottato per evitare di ridurci in totale schiavitù e dipedenza energetica dai fornitori di gas. E’ un auspicio.
    Intanto la comunità europea tenta di porsi come obiettivo per i prossimi anni l’incremento delle quote di energia da fonti rinnovabili che ciascun paese dovrebbe produrre rispetto al totale di quella che producono, fino ad un valore del 10-15%, se non ricordo male.
    In alcuni paesi la quota di energia pulita è già ben superiore a questi livelli target, in altri come il nostro stiamo, se ci arriviamo, nell’ordine di qualche (una?) unità percentuale. Cosa dovrebbero dire loro?

    Gran parte dell’energia, da noi, è infatti consumata dagli sprechi (sia a livello di piccola utenza sia a livello industrale o aziendale) e a causa di arretratezza tecnologica, inadeguatezza del modello edilizio, speculazioni nel mondo della distribuzione con l’egemonia della lobby dei trasportatori, insufficienza della rete ferroviaria, insufficiente politica di incentivazione alla produzione di energia rinnovabile sulla rete del gestore, chiusura a modelli innovativi etc, si pensi alla recente bocciatura del grande progetto fotovoltaico del nobel Rubbia, che poi ha avuto attuazione all’estero.

    In un contesto differente, immettere energia nella rete del gestore, potrebbe essere un business piu’ appetibile e permetterebbe la nascita di un nuovo settore lavorativo, quello della produzione di energia elettrica da parte di piccoli e medi produttori che investono su impianti fotovoltaici o eolici. Ma questo richiede un radicale cambiamento.
    Occorrebbe prima di tutto invertire la tendenza delle privatizzazioni, che per tutti i beni e servizi per i quali sono occorse, hanno portato ad un aumento dei prezzi e a un abbassamento della qualità. Ma è ancora possibile?
    Ecco come invece dovrebbe essere ed avrebbe potuto essere: gestione da parte dello stato della rete e delle grandi infrastrutture, compresi i grandi impianti, e cooperazione con il nuovo mercato fatto di piccoli e grandi produttori.
    Il beneficio sarebbe notevole sia in termini di aumento delle quote di energia rinnovabile sia da un punto di vista sociale.
    Le liberalizzazioni che abbiamo avuto in Italia nel settore energetico sono state vere e proprie aberrazioni e si sono rivelate solo molto dannose sia per le nostre tasche che per l’intero sistema economico, e sono destinate a mancare le potenziali prospettive di sviluppo e progresso delle fonti energetiche; quindi peggio di qualunque monopolio statale malgestito. E’ semplicemente logico che si senta parlare di nucleare.. invece di aprire gli occhi di fronte alla realtà.

    Abbiamo già sporcato tanto questo mondo e il petrolio sta finendo. Per prendere pure quel poco e cattivo che sta da noi e solo per qualche anno è da stupidi permettere che danneggino per sempre questo territorio e la vita di chiunque avesse mai a che fare con un sistema di simile spregio ambientale, ovunque lo si vada a mettere.

    Davide parlava delle piattaforme, vi invito a leggere questo interessante articolo sul blog di Maria Rita D’orsogna, sito ricchissimo di informazioni interessanti oltre che attendibili.

    » Il blog di Maria Rita D’Orsogna
    » Il blog del comitato Natura Verde
    » Tutti gli articoli sul centro oli

    [Rispondi]

  27. Unregistered
    Davide1971
    giovedì 3 aprile 2008 ore 18:42 - Permalink al commento

    Io penso che alla fine l’Eni il greggio lo estrae lo stesso,ma semplicemente forando anziche’ il terreno di Ortona e limitrofi,VIA MARE.Gia’ perche’ non e’ possibile che tre/ quattro giorni dopo il blocco per l’estrazione fatto dalla Regione,si siano presentati due piattaforme petrolifere,di cui una piazzata vicino Ortona.Il giacimento e’ proprio sotto Ortona da come si e’ capito e loro i furbetti che vogliono tutto e subito,hanno cambiato strategia.Sicuramente e’ piu’ costosa perche’ una piattaforma comporta piu’ rischi e scomodita’ logistiche,ma con l’oro nero a piu’ di cento dollari il barile,in questi tempi di magra sono soldi che valgono dieci volte tanto.Avere moneta cash subito permettera’ all’Eni di garantirsi ricavi record e quindi utili da favola e acquisizione di aziende che hanno i fondamentali buoni,ma con poca liquidita’.Un giacimento che vale una fortuna .Speriamo che l’ambiente non risenta di questo giacimento petrolifero a poche miglia da Ortona.Saluti

    [Rispondi]

  28. Spanish
    Spanish
    giovedì 3 aprile 2008 ore 15:55 - Permalink al commento

    Io insisto: si tratta di un problema di economia e sviluppo. Abbiamo bisogno di energia, certo, ma a che costo? Se dobbiamo perdere tot milioni di euro per sempre (i danni di un Centro Oli sono eterni…), per guadagnare meno per i prossimi 10 anni, io non vedo dove sia l’affare.

    Chi si oppone al Centro Oli non deve ‘pareggiare’ nessun conto. Un’impresa ha un progetto, il progetto viene bocciato. Punto.
    Se presentassero un altro progetto (di energia pulita, o turistico, o agricolo, o di quello che vogliono…) e questo venisse promosso, meglio per tutti, ma non è un problema dei cittadini.

    [Rispondi]

  29. MAC
    MAC
    giovedì 3 aprile 2008 ore 15:39 - Permalink al commento

    Per rispondere a Cicco……
    Dire energia rinnovabile, sviluppo ecocompatibile è oggi molto di moda, ma questo non significa solo produrre energia.
    Oggi la parola d’ordine dovrebbe essere RISPARMIO ENERGETICO che permetterebbe una buona resa delle fonti alternative.
    E’ verosimile che per l’energia pulita dovremmo apettare ancora un bel po (fusione nucleare, idrogeno ecc.) quindi una buona strategia sarebbe quella di una alimentazione ibrida cioè da una parte comdustibili fossili, in primis gas metano, dall’altra eolico e solare.
    Quindi la prima cosa da fare è riconvertire tutto: lampadine a basso consumo, lampioni con pannelli, case passive. Oggi in italia si costruisce ancora come negli anni 70 è anacronistico, costruiamo cose già vecchie ed inutili.
    Per rispondere alla domanda: Il problema del centro oli non è solo l’ecocopatibilità ma il fatto che in quella zone ci sono aziende che portano pane a casa, c’è una bella realtà PRODUTTIVA che permette sviluppo economico senza intaccare la qualità della vita, ANZI.
    Tengo a precisare di come a mio avviso non siano necessarie enormi centrali eoliche e fotovoltaiche enormi e semi-pubbliche ma una produzione energetica da privati: pannelli solari sui tetti, piccole pale eoliche al fianco delle belle masserie, mini-centrali solari ed eoliche per vari gruppi di industrie in aree industriali…………….
    Li dove questo non bastasse, si potrebbe pensare alla creazione di grandi centrali fotovoltaiche o eoliche in zone che lo consentono. Tanto per parlare di casa nostra mi piacerebbe una trignina ricca di centrali solari e pale eoliche in un contesto industriale costituito da aziende specializzate nel riciclo di materiali preziosi o nella produzione di tecnologie avanzate.
    Per quanto mi riguarda non capisco gli appelli alla fissione nucleare o chi si oppone con tutte le forze alle turbogas. Personalmente non sono mai stato contrario alla turbogas di Gissi o alle numerosissime pale eoliche di Castiglione che anzi regalano a quel bel posto ulteriore fascino.

    [Rispondi]

  30. Cicco
    Cicco
    giovedì 3 aprile 2008 ore 13:02 - Permalink al commento

    Praticamente, al di là degli slogan, è come mi sembrava di aver capito: chiudete e lasciate tutto lì. Non ho capito se si possa aggiungere “a meno che non siano effettivamente garantite le caratteristiche ambientali”, oppure è un no senza alternative.

    Mi rendo conto che il solo fare qualche domanda sui perchè di certe posizioni fa subito sospettare un avversario o un anti ecologista; non sono per niente tra questi, ma cerco di capire di più che posso e vedere dove gli argomenti sono concreti e dove c’è solo la sindrome di Nimby.

    Sulle rinnovabili c’è un ampio dibattito, non tanto sull’opportunità su cui sembrano tutti d’accordo, quanto sui costi e i tempi.
    Entro il 2020, il 20% del fabbisogno energetico europeo deve venire dal rinnovabile; entro il 2017 il fabbisogno di energia elettrica in Italia passerà dai 337 TWh del 2006 a 390/430 TWh (fonte TERNA).

    Se tutto va bene quel 20% di rinnovabile sosterrà appena l’icremento della domanda, il resto volente o nolente sarà prodotto allo stesso modo tradizionale, salvo …..

    Per dire di noi, il fabbisogno annuo procapite degli abbruzzesi nel 1963 era di 481 KWh e nel 2006 era 5290 KWh: un incremento del +1000%.
    I cugini molisani, nello stesso periodo sono passati da 224 a 4725, con un +2009%.
    Per avere un confronto, stesso periodo, in Veneto +317%. Lombardia +240%, Piemonte +178%.
    Questo per significare cha abbiamo bisogno di energia anche noi e a quanto pare con un rateo di crescita superiore a regioni più industrializzate, almeno fino ad oggi, e nonostante temperature più miti; quindi dovremmo poter fare la nostra parte, magari concentrandoci nel rinnovabile.

    Qui porrei la domanda: sarebbe possibile destinare la stessa area che avrebbe occupato la raffineria ad un centrale fotovoltaica? o individuare un’area per una centrale eolica? Insomma tanto da pareggiare il conto.
    Consideriamo che dal giacimento avrebbero estratto, tra olio e gas, l’equivalente di 60.000 Tep per anno, qualcosa come 42 mil. di euro considerando il barile a 150$.

    [Rispondi]

  31. soleluna
    soleluna
    giovedì 3 aprile 2008 ore 10:39 - Permalink al commento

    Bisognerebbe approfondire il problema prima di ritenere di poter riassumere tutto nell’ “ovunque ma non qui”, per quanto mi riguarda né qui né in Val D’Agri dove non sono mai stata in vita mia, ma dove ho scoperto che le persone continuano ad ammalarsi e ad emigrare al nord a dispetto di quella promessa crescita economica che il miraggio del petrolio aveva prodotto!
    L’ Alternativa c’è ed è quella perseguita dai nostri amministratori: tenere aperti i pozzi estrarre il petrolio per circa 15 anni e distruggere la più che fiorente economia locale, il turismo, per non parlare dei danni alla salute umana, all’ecosistema e via dicendo. E poi cosa rimane? Solo la tardiva esigenza di cominciare finalmente ad investire sull’energia delle fonti rinnovabili.
    Bella prospettiva, che dite?

    [Rispondi]

  32. Spanish
    Spanish
    giovedì 3 aprile 2008 ore 10:22 - Permalink al commento

    Se il problema ‘Centro Oli’ sta sollevando questo polverone è perché gli interessi in gioco non sono solo quelli dell’ENI. Per questo, Cicco, credo che il tuo discorso vada rovesciato.

    I dati sono stati presentati e avvallati da più organismi, quindi li prendo per buoni. Allora, secondo questi dati, l’agricoltura, il turismo, la salute di flora e fauna e la vita umana, saranno minacciate dal progetto dell’ENI.

    Quindi, non dobbiamo pensare a come l’ENI può sfruttare il nostro territorio senza costruire il Centro Oli. Ma a come non mettere in gioco la vita e la salute di chi vive nella zona. Se si trattasse del solito problemi di 4 verdichediconodinoatutto o di un “ovunquemanonqui”, la cosa sarebbe finita già da un pezzo. La posta in gioco è molto più alta e si tratta di risorse, ricchezza, sviluppo ed economia.

    [Rispondi]

  33. Cicco
    Cicco
    mercoledì 2 aprile 2008 ore 18:52 - Permalink al commento

    Confesso che non ho approfondito nei dettagli il problema; però rimanendo nei titoli mi pare che la vicenda si possa riassumere nel “ovunque, ma qui no”.
    Ho letto nel sito dell’ENI che si tratta di una serie di pozzi su un giacimento di circa 45 milioni di barili di greggio e una discreta sacca di gas; se ne estrarrebbero 1000 barili e 32.500 m3 al giorno.
    Ora sapendo tutti che il greggio e il gas non puoi metterli direttamente nei serbatoi e che più li trasporti lontano (evidentemente su gomma) meno diventa conveniente la loro estrazione, mi sembra di capire che l’unica alternativa che rimane è richiudere i pozzi e lasciare tutto lì sotto.
    Qualcuno sa dirmi se di alternative ce ne sono altre?

    [Rispondi]

  34. Spanish
    Spanish
    mercoledì 2 aprile 2008 ore 13:13 - Permalink al commento

    Per tornare al tema principale. Leggo su repubblica.it:

    Veltroni agli ambientalisti: “Più rinnovabili e ferrovie”.
    Energie rinnovabili per rottamare il petrolio, potenziare le infrastrutture a cominciare da ferrovie e acquedotti, raccolta differenziata e reati ambientali nel codice penale. “Ecco l’ambientalismo del fare del partito democratico”, descritto dal leader Walter Veltroni, che ha scritto una lettera alle associazioni ambientaliste in occasione della giornata del sole che si celebrerà lunedì 7 aprile.

    (il corsivo è mio, ndr).

    Poi leggo:

    Berlusconi: “Il nucleare sarà il sistema del futuro”.
    “Il nucleare sarà il sistema del futuro, anche perché i combustibili fossili, da cui oggi dipendiamo, finiranno“. Lo ha detto Silvio Berlusconi, parlando all’Ance.

    (il corsivo è mio anche in questo caso, ndr)

    Allora, ’sto Centro Oli, è anacronistico o no?!

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  35. Unregistered
    Davide1971
    sabato 22 marzo 2008 ore 00:04 - Permalink al commento

    Io penso che questo detto sia invece usato oggi quando un prodotto che deve essere venduto non viene messo in prelazione.Per spiegarmi meglio ” Chi prima arriva meglio alloggia”.Quindi “Chi mi battezza e’ Cumbare”.Questo mi e’ parso di intendere a questa affermazione….Saludos

    [Rispondi]

  36. soleluna
    soleluna
    venerdì 21 marzo 2008 ore 14:29 - Permalink al commento

    in attesa di indicazioni da parte dell’autore, direi che l’affascinante interpretazione di cicco e dei suoi 4 ultraottuagenari :) è senza dubbio corrispondente al vero significato del proverbio, e ne descrive straordinariamente le origini. Però, contestualizzando il detto popolare al tema dell’articolo, cercando di intuirne la “ratio” (per restare in tema di “advocatus” :) ), e considerando che manca l’avverbio “solo”, io l’interpreterei così:

    chi mi fa del bene ha tutta la mia stima e approvazione.

    [Rispondi]

  37. admin
    admin
    venerdì 21 marzo 2008 ore 13:45 - Permalink al commento

    Advocatus, quello generato è un interessante off topic, perchè non inserire un post sui detti vastesi, in modo da poterci spostare i commenti e proseguire la discussione?
    grazie..

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  38. Luca
    Luca
    venerdì 21 marzo 2008 ore 13:40 - Permalink al commento

    mmmhh… a me sfasciola di piu’ la versione di cicco…
    anche perchè (secondo me) lo spirito vastese, sarà anche pratico, ma di base è un po’ diffidente e non si scioglie facilmente al primo atto di benevolenza.. ergo.. “solo chi mi ha battezzato mi è compare”..

    [Rispondi]

  39. RobDel79
    RobDel79
    venerdì 21 marzo 2008 ore 13:35 - Permalink al commento

    No, cicco a me nn fa vergognare… infatti chiedevo come fa un proverbio a farti vergognare…

    [Rispondi]

  40. Spanish
    Spanish
    venerdì 21 marzo 2008 ore 12:34 - Permalink al commento

    Dico la mia, se mi permettete.

    Il detto in questione, almeno come l’ho sentito usare io, significa qualcosa del tipo: “chi mi fa del bene mi è amico”, si sottintende che ogni altro tipo di considerazione rimane fuori. Se inteso così, rimaniamo nello spirito assai pratico dei vastesi. Però se il ‘compare’ per ‘battezzarti’ fa qualcosa di moralmente sbagliato…

    [Rispondi]

  41. Cicco
    Cicco
    venerdì 21 marzo 2008 ore 11:35 - Permalink al commento

    In attesa che Advocat ci spieghi la sua, dò la mia interpretazione, verificata con almeno 4 ultraottuagenari.

    Lu “cumbàre” di battesimo corrisponde al “padrino di battesimo”; il battezzato diventa così il “figlioccio” del compare, o “cumparuzze”. I nomi non sono casuali.
    Nel significato rituale e nella tradizione antica, allora molto più vicini di quanto lo siano oggi, questo stava a significare una “estensione” della famiglia anagrafica, un apparentamento mediante il Sacramento del Battesimo. Il compare rappresentava la comunità cristiana, ne era l’elemento di collegamento. Egli veniva scelto dai genitori tra le persone più vicine alla famiglia e tra quelle che maggiormente si distinguevano per serietà e probità.
    Al compare derivavano doveri si assistenza e collaborazione nell’educazione del bimbo, tant’è che dal battesimo il compare sarà poi presente in tutte le cerimonie o eventi importanti della futura esistenza del bimbo. Spesso il compare, specialmente se artigiano o piccolo imprenditore, prendeva a mestiere il cumparuzzo avviandolo ad apprendere un’attività e a sostenersi.
    E ancora, il compare si esprimeva anche sulla sposa del cumparuzzo, quando i matrimoni venivano combinati.
    Appare evidente che il legame acquisito era fondato su una base di grande fiducia della famiglia verso il compare, di conseguenza il cumparuzzo poteva avere piena fiducia nel compare proprio perchè scelto dalla sua stessa famiglia.
    Il termine compare, per il suo intrinseco significato, poi si estese anche ai rapporti di amicizia e rispetto tra due persone, tanto da affermarsi l’abitudine di chiamere “Cumbà Nicole” quel Nicola, persona anziana, cui si voleva bene e si portava rispetto.

    Ora arriviamo al detto in discussione.
    Viene usato in situazioni dove una persona cerca in tutti i modi di affermarsi nei confronti di un’altra, come persona seria, meritevole di fiducia, a cui si può affidare denaro o incarichi delicati, che si dichiara onesta e conosciuta. Pensiamo ad un mercante che vuole venderti una partita d’olio o di grano.
    Se l’altra persona è invece diffidente e quindi dubita delle dichiarazioni dell’altra, ecco che viene fuori il detto “sole chi m’abbattezzeite m’è cumbàre”; cioè “mi fido solo di chi mi conosce e conosco da sempre e tu non puoi pretendere di entrare nelle mie confidenze come se fossi il mio compare”.

    L’equivalente potrebbe essere “mi fido solo di me stesso”.

    Secondo me è un detto del tutto coerente con le tradizioni e la saggezza popolare dei vecchi vastesi e non riesco a trovare alcun elemento offensivo.

    [Rispondi]

  42. Luca
    Luca
    venerdì 21 marzo 2008 ore 09:21 - Permalink al commento

    In effetti… sfugge anche a me il senso di questo detto..
    Avvoca’.. spiegaci dai
    :)

    [Rispondi]

  43. Cicco
    Cicco
    giovedì 20 marzo 2008 ore 17:38 - Permalink al commento

    Advocatus e Robdel79, non ho capito perchè quel detto vastese vi farebbe “vergognare” delle vostre origini.
    Quale sarebbe secondo voi il suo significato e in quali occasioni veniva pronunciato?

    [Rispondi]

  44. RobDel79
    RobDel79
    giovedì 20 marzo 2008 ore 14:13 - Permalink al commento

    Cavolo, un detto popolare ti fa vergognare di essere vastese? :-o

    [Rispondi]

  45. Unregistered
    advocatus
    giovedì 20 marzo 2008 ore 13:13 - Permalink al commento

    Mio padre mi ripete spesso, facendomi vergognare di essere vastese, un antico (ma credo sempre attuale) proverbio, patrimonio del sentimento popolare di noi vastesi:

    Chi m’abbattezè mé cumbare!!!!!!!!!!!!!!

    [Rispondi]

  46. Spanish
    Spanish
    martedì 18 marzo 2008 ore 10:42 - Permalink al commento

    No, no…nessuna ironia. La nostra regione, da sempre giudicata “amica del potere”, si sta muovendo. Da Giolitti in poi, passando per il fascismo e gli anni della DC, l’Abruzzo è sempre stato considerato un feudo sicuro di chi governava. Credo che sia la prima volta che la coscienza civica abruzzese si muove. Per me, dritti su questa strada!

    [Rispondi]

  47. soleluna
    soleluna
    martedì 18 marzo 2008 ore 08:39 - Permalink al commento

    Spanish, sbaglio o c’era dell’ironia? ;)

    [Rispondi]

  48. Lucfan
    Lucfan
    lunedì 17 marzo 2008 ore 22:49 - Permalink al commento

    Emergenze Ambiente, «6mila in piazza per salvare la natura»
    Le foto della manifestazione su primadanoi

    [Rispondi]

  49. Unregistered
    Advocatus
    lunedì 17 marzo 2008 ore 16:41 - Permalink al commento

    si però na foto a spapparo la potevi pure fare…

    [Rispondi]

  50. Spanish
    Spanish
    lunedì 17 marzo 2008 ore 10:12 - Permalink al commento

    Ah, come sono orgoglioso di essere abruzzese!

    [Rispondi]

  51. soleluna
    soleluna
    lunedì 17 marzo 2008 ore 08:44 - Permalink al commento

    qui il dossier completo:
    http://www.primadanoi.it/DOCUM.....zo2008.pdf

    [Rispondi]

  52. admin
    admin
    domenica 16 marzo 2008 ore 14:28 - Permalink al commento

    Soleluna, grazie del magnifico reportage.

    [Rispondi]


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