EmergenzAmbiente Abruzzo, Pescara 15 marzo 2008


foto13tn.jpg EmergenzAmbiente Abruzzo – Pescara, 15 marzo 2008
In Abruzzo è emergenza ambiente: l’hanno denunciato a Pescara migliaia di cittadini abruzzesi rappresentati da tantissime bandiere accomunate, fra l’altro, dall’assenza generale di qualsiasi colore politico.
Azzurra quella dell’Agesci, bianche quelle del WWF, gialle quelle di Legambiente, verde quella di Naturaverde, blu del comitato mare libero, e così via fino a formare un lunghissimo coordinamento, che vanta associazioni, comitati, pro-loco e movimenti spontanei di cittadini uniti insieme a formare una sola “grande” cittadinanza abruzzese finalmente attiva. I cittadini abruzzesi riprendono la parola, scendono in piazza e contestano lo “pseudo sviluppo” che i governatori ci hanno propinato e che, purtroppo, continuano a prospettarci per il futuro.
Tante le provenienze e soprattutto tante le motivazioni: da Teramo per la tutela del fiume Vomano, dalla piana di Navelli per la bonifica della discarica di rifiuti tossici più grande d’Europa, da Sulmona per la riconversione del sito militare di Monte San Cosimo, da Ortona per dire No al centro oli, da Vasto e dintorni per la tutela della costa teatina, da Penne contro la cementificazione dell’ Oasi della Lontra del WWF, da Pescara contro le polveri sottili di un cementificio diventato di fatto inceneritore di rifiuti tossici, e tante altre. Un corteo di cittadini che procedono lentamente, ma con una piacevole sensazione, quella di essere aumentati strada facendo, maturando la consapevolezza che la piccola-grande Regione di verde adesso ha soprattutto la rabbia per una gestione politica che nel tempo ha collezionato disastri ambientali, a danno dello splendido patrimonio che possiede e che, forse, può essere ancora salvato.

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