Vasto per Ingrid

MAC

A volte Vasto da il meglio di se. Una iniziativa di solidarietà per la liberazione di Ingrid Betancourt promossa dal comune per mezzo del proprio sito. Potevo inserire un commento in clap, clap ma ho deciso di dare più spazio a questa iniziativa alla quale penso proprio di partecipare.  

“Sono passati 6 anni dalla cattura di Ingrid Betancourt. La candidata alla Presidenza della Repubblica Colombiana, tratta in ostaggio dai guerriglieri delle Farc, è stata sequestrata in Colombia per aver offerto alla popolazione una possibilità concreta di cambiamento. Ancora oggi si trova prigioniera nella giungla, in condizioni disumane. Le ultime notizie assicurano che Ingrid è malata e la sua vita è in pericolo……..”

P.S. Propongo anche iniziative di solidarietà per il Tibet magari appendendo bandiere tibetane ai balconi, cosa ne dite???


'Vasto per Ingrid' ha ricevuto 14 commenti:
(il più recente in testa)

  1. Unregistered
    Davide1971
    Giovedì 3 Luglio 2008 ore 00:38 - Permalink

    Betancourt LIBERA: grazie all’Esercito operazione impeccabile,dopo 6 anni ha riabbracciato la madre e i miei cari.Finalmente una bella notizia.Saludos

  2. Unregistered
    fra
    Giovedì 19 Giugno 2008 ore 23:31 - Permalink

    Dacia Maraini: Betancourt merita il Nobel, è donna di pace

    FIRMATE FIRMATE FIRMATE

    http://petizioni.liberacittadi.....betancourt

    Il Premio Nobel per la Pace a Ingrid Betancourt. Un riconoscimento dovuto. Un messaggio di speranza. Una campagna, quella lanciata dall’Unità, che registra ogni giorno importanti adesioni. Tra queste, quella di Dacia Maraini. «Ad una logica di violenza e di morte di cui i suoi aguzzini sono espressione - osserva la scrittrice - Ingrid Betancourt si è sempre opposta con un coraggio e una coerenza personale che da sole meritano il riconoscimento del Nobel per la Pace».

    Dacia Maraini racconta le sensazioni forti provate alla lettura delle lettere scritte da Ingrid Beancourt dalla sua prigionia: «Quelle lettere - dice - raccontano di una donna allo stremo delle forze, e al tempo stesso testimoniano di una donna che è sì prigioniera ma non si è piegata a divenire ’strumento’ dei suoi carcerieri».
    Perché assegnare il Premio Nobel per la Pace a Ingrid Betancourt?
    «Perché la sua vita, il suo impegno politico, la sua passione civile, la sua sofferenza, danno conto di una donna straordinaria che infastidisce i guerrieri. Ingrid Betancourt è una donna che ha pagato, sta pagando duramente le sue scelte di pace. È una donna scomoda, Ingrid, scomoda per coloro che vogliono e praticano la guerra, scomoda per le vecchie élite al potere. Con la sua sofferenza testimonia un coraggio, una determinazione, ed una incredibile lucidità che le condizioni disumane a cui è costretta dai suoi carcerieri non sono riuscite a cancellare.

    da

  3. RobDel79
    RobDel79
    Venerdì 11 Aprile 2008 ore 08:33 - Permalink

    Personalmente, questo scambio epistolare ha un po stufato.

    E’ stata alimentata una polemica sterile. Voglio dire… tutti conosciamo l’orientamento politico di QuiQuotidiano, davvero si pensava che con un paio di lettere QuiQuotidiano avrebbe rivisto la sua posizione? Ma se pure nella risposta di oggi a questa lettera è stata tagliata la parte che non gli interessava… è riuscito a rigirare la cosa come un’autocritica. E allora che ne parliamo a fa?

    E’ solo la mia opinione per carità… continuate a scrivere le Vs. lettere d’amore.

  4. Unregistered
    Nicola D'Adamo
    Giovedì 10 Aprile 2008 ore 15:32 - Permalink

    Inoltro anche a Voi la garbata lettera aperta di MARISA ULISSE, consigliera comunale del PD, in risposta a Tagliente che aveva commentato non positivamente l’iniziativa promossa dalla Festa della Donna 2008.

    Ecco il testo di Marisa ULISSE:

    Gent.mo Direttore di “QUI”

    A proposito delle mie /nostre “dimenticanze”(5500 ostaggi della guerriglia) di cui parlava nel suo articolo del 5 aprile, e del mio /nostro snobismo (…non avremmo avviato nessuna campagna umanitaria se invece di BETANCOURT si fosse chiamata Nessuno) vorrei precisare che :

    chiedere la liberazione della Betancourt - di una donna che ha lottato contro la corruzione definendola l’aids della Colombia; che ha denunciato l’enorme traffico d’armi, lo sfruttamento ambientale da parte delle multinazionali, le connivenze dei governi con i cartelli della droga, le mafie locali che hanno finanziato giornali e partiti politici; che ha sostenuto con forza una riforma agraria indispensabile per evitare che i campesinos colombiani cadessero nelle mani dei guerriglieri e dei narcotrafficanti e perchè non morissero di fame ; che ha avuto la presunzione di dialogare con la guerriglia e tentare una pacificazione della Colombia - significa chiedere il riconoscimento dei diritti umani per lei e per il suo popolo.

    La storia di Ingrid è strettamente legata alla storia della Colombia, paese con 23 milioni di poveri su una popolazione di 36 milioni.

    Ingrid Betancourt è diventata un simbolo in Colombia e nel mondo, (al pari di Aung San Suu Kyi per il popolo Birmano) per coloro che combattono la corruzione, la violenza,e l’ipocrisia di poteri oppressivi.

    So bene che insieme ad Ingrid Betancourt, ci sono 39 persone sequestrate con lo status di “prigionieri politici” e altre 700 persone sequestrate a scopo di estorsione , che la questione è estremamente complessa ( è su tutta la stampa mondiale e nell’e-mail dell’ambasciatore Italiano in Colombia, Antonio Tarelli. ) e che liberare la Betancourt non significa risolvere il problema della Colombia e della guerriglia,che è uno dei tanti problemi di questo martoriato paese.

    Sensibilizzare la nostra città alla campagna umanitaria per la liberazione della Betancourt significa stimolare l’ impegno sociale e civile della nostra comunità, e disegnare un orizzonte meno angusto al quotidiano travaglio delle vite e della politica.

    Ben vengano altre iniziative a difesa dei diritti umani.
    Purtroppo è lungo l’ elenco dei paesi in cui essi sono violati continuamente: nelle guerre dimenticate dei paesi africani, con l’infanzia negata ai bambini soldato (Congo, Birmania, Colombia); nei paesi in cui, nel 2008 ,si muore ancora di fame; in Birmania ed in Tibet ,da cui in questi giorni giunge una nuova dose di orrori.

    Ben vengano iniziative a difesa dei diritti umani da parte di cittadini, di associazioni, di partiti,di comunità religiose.
    La difesa dei diritti umani, è patrimonio di tutti, destra e sinistra, presupposto imprescindibile di un paese democratico come l’Italia.

    Le polemiche sterili non producono che bla-bla-bla mediatico,mentre era ed è intenzione mia e dell’Amministrazione Comunale contrastare l’indifferenza e manifestare la nostra solidarieta’ ad una donna e ad un popolo dalla storia travagliata e coraggiosa.

    Cordialmente Marisa Ulisse.

  5. Unregistered
    advocatus
    Lunedì 7 Aprile 2008 ore 14:31 - Permalink

    Qui quotidiano non è nuovo a queste risposte, a non pubblicare lettere. Tuttavia il loro obbiettivo principale è tentare senza successo di ridicolizzare tutto e tutti…..mi viene in mente un episodio della mia adolescenza: ero in scuola media, la Raffaele Paolucci, ed un supplente disse allo sveltarello di turno che predeva in giro tutti per futili motivi: “in realtà sei un insicuro, scherzi sugli altri per distogliere l’attenzione su di te ed i tuoi difetti…”.
    Ora io alla psicologia (troppo) spicciola non ho mai creduto, ma la vita non finisce mai di stupirmi….

  6. Redazione
    Redazione
    Lunedì 7 Aprile 2008 ore 13:48 - Permalink

    Pubblichiamo la risposta alla risposta.

    Egregio Direttore,
    evidentemente la capacità di comprendere il senso delle mie parole richiede molto impegno da parte di chi, non ha il tempo di fermarsi a riflettere…Innanzitutto non volevo politicizzare assoltamente la questione. Non volevo incensare l’Amministrazione o chi ha avuto l’iniziativa della petizione nella ns. città e tantomeno comprendo la Sua allusione quando scrive…: “all’amica Finizio…”. Qui l’ amicizia non c’entra. La politica nemmeno. Ho voluto solo esprimere il mio profondo sdegno per aver deriso, sul Suo giornale, un’ iniziativa che vuole dimostrare dal punto di vista umano, che si avvertono ancora moti dell’anima, sentimenti di solidarietà, condivisione..il senso della mia lettera era solo quello di sottolineare, che non bisognerebbe ridicolizzare nè tantomeno deridere un’ iniziativa che, peraltro, è la stessa condivisa da capi di stato…ecc.ecc..
    Vasto ha dimostrato di condividere una questione che riguarda il mondo intero! Significa, per la ns. (piccola) città aver dimostrato di “essere” nel mondo!
    Caro Direttore, ancora una volta, si è perso di vista l’obiettivo, cadendo nel pressapochismo, nel qualunquismo..ma, ancor più gravemente, nell’indifferenza.
    Personalmente sono convinta che sia possibile per un gruppo di persone che condivide un obiettivo raggiungere l’impossibile…
    Vivere di speranza non serve! “La speranza è un sogno fatto da svegli”, come scrisse il grande Aristotele…
    Un’ultima precisazione: è una iniziativa che “l’Amministrazione comunale ha rivolto a tutti i cittadini, ragazze/ragazzi della nostra città, a tutte partiti politici, associazioni, sindacati_…” dov’è in questo messaggio l’invito a bianchi, neri, rossi o….?

    Distinti saluti,

    Federica Finizio

  7. Oblomov il Pigro
    Oblomov il Pigro
    Sabato 5 Aprile 2008 ore 10:54 - Permalink

    Un classico, oserei dire, “berlusconiano”: si spara, partendo per la tangente, e poi si corregge il tiro…addirittura cambiando le argomentazioni. Hanno imparato presto. Meno male che “scripta manent”.

  8. Redazione
    Redazione
    Sabato 5 Aprile 2008 ore 09:21 - Permalink

    La risposta di Quiquotidiano alla lettera di Federica Finizio

  9. Unregistered
    Nicola D'Adamo
    Sabato 5 Aprile 2008 ore 08:45 - Permalink

    Sabato 5 aprile. Ho appena letto su QUI la risposta di Tagliente a Federica Finizio. L’ex presidente del Consiglio Regionale in quanto figura istituzionale sicuramente avrà firmato e promosso centinaia di appelli umanitari. Nessuno si è mai permesso di sottolineare che quelle azioni erano “per lo meno velleitarie” e avrebbero avuto scarsa efficacia. Su Betancourt si stanno mobilitando i governi, con in testa Sarkozy,
    le istituzioni, i giornali, le TV, la Croce Rossa internazionale e le associazioni di tutto il mondo. Nella festa dell’8 Marzo le donne impegnate in politica di Vasto hanno deciso di lanciare questa campagna anche nella nostra città, richiamando l’attenzione sui valori di pace e libertà e sulle ingiustizie in molte parti del mondo. Non è stata una bella iniziativa? Perchè non condividerla?
    …Per caso non la dovevano fare perchè Tagliente avrebbe avuto qualcosa da ridire????

  10. Oblomov il Pigro
    Oblomov il Pigro
    Venerdì 4 Aprile 2008 ore 17:24 - Permalink

    …azz…e pensare che credevo d’averla vinta io la palma d’oro per il cinismo.
    Vabbe’…

  11. RobDel79
    RobDel79
    Venerdì 4 Aprile 2008 ore 17:14 - Permalink

    Si, complimenti a QuiQuo(qua)tidiano, ha perso l’occasione di godersi il silenzio di quando non si ha nulla da dire.

  12. Spanish
    Spanish
    Venerdì 4 Aprile 2008 ore 16:43 - Permalink

    Riceviamo una lettera, in risposta a quest’articolo apparso su QuiQuotidiano.

    Egregio Direttore, Avv. Giuseppe Tagliente, scrivo ancora una volta al Suo giornale pur essendo consapevole di non ricevere risposta nè pubblicazione alla mia mail, come già successo in passato per altre questioni.
    E’ veramente penoso e inaccettabile ridicolizzare iniziative come quella della consigliera Marisa Ulisse che, con il suo impegno, ha cercato di coinvolgere l’opinione pubblica vastese per la campagna di liberazione della Betancourt. Nessuno si arroga la presunzione di essere il maggior fautore dell’esito positivo della questione riguardante la liberazione di Ingrid Betancourt.
    L’iniziativa è da considerarsi lodevole, anche perchè ha permesso di far conoscere a fondo la storia di Ingrid, ai giovani della nostra città, che hanno partecipato numerosi all’iniziativa dell’ 8 marzo u.s., organizzata al Centro Servizi Culturali. Coinvolgere i giovani e far conoscere loro quello che succede al di fuori del loro mondo, è un compito arduo e faticoso. Pochi si assumono l’onere/onore di essere educatore/informatore di un popolo di studenti che pare essere divenuto sordo..Non posso che biasimarLa, egregio Direttore, nel denigrare e minimizzare iniziative tese a richiamare il senso civico di noi cittadini. Adottare un comportamento da indifferenti, sposare l’immobilismo (”perchè intanto io da solo non risolvo il problema..!”), significa essere complici di coloro che tengono in ostaggio mogli e madri, mariti e padri, ma anche figli, strappati alle loro realtà quotidiane..

    Distinti saluti,
    Federica Finizio

  13. Oblomov il Pigro
    Oblomov il Pigro
    Giovedì 3 Aprile 2008 ore 17:12 - Permalink

    Non vorrei fare il solito disfattista, tutta la solidarietà possibile alla signora…però che ca§§o…andarsi a ficcare nella tana del lupo! E fatevele più tranquille ’ste campagne elettorali!

  14. Spanish
    Spanish
    Giovedì 3 Aprile 2008 ore 16:17 - Permalink

    Qui il comunicato che ci invia Nicola D’Adamo a nome della consigliera comunale Marisa Ulisse (PD).

    Liberate Ingrid Betancourt
    L’ambasciatore italiano in Colombia risponde: “Benvenuta l’iniziativa umanitaria del Comune di Vasto, cui va la gratitudine della madre di Ingrid, con cui ho parlato anche in questi giorni”.

    Partecipate anche voi cliccando sul sito del Comune.

    Sarebbero sempre più critiche le condizioni di Ingrid Betancourt, l’ex candidata presidenziale franco-colombiana nelle mani delle Farc. Secondo quanto affermato dalla radio colombiana, la donna, malata di epatite b e leishmaniosi, sta rifiutando cibo e medicine e ha urgente bisogno di trasfusioni di sangue. Intanto il governo francese, più degli altri, sta attivando canali diplomatici per la liberazione dell’ostaggio.
    L’Amministrazione Comunale di Vasto, in seguito all’incontro dell’ Otto Marzo, dedicato alle donne della cultura e della politica, ha dato avvio ad una campagna, anche da Vasto, di adesione per la liberazione della Betancourt, prigioniera delle Farc dal 23 febbraio 2003.

    “La situazione si è molto complicata nelle ultime settimane – afferma il Sindaco La penna – perché gli sforzi per la liberazione della Betancourt sono stati seriamente compromessi dall’operazione dell’esercito colombiano, che il mese scorso ha attaccato una base delle Farc in Ecuador, lo scontro diplomatico si è acuito, ma un accordo è ancora possibile”.

    Molti cittadini stanno aderendo all’iniziativa. Ogni giorno arrivano e-mail tramite il sito internet del Comune di Vasto alla segreteria del Sindaco del Comune di Vasto, alla F.I.C.I.B. (Federation Internationale des Comitès Ingrid Betancourt, che fa capo alla sorella Astrid) e all’ambasciatore italiano in Colombia Antonio Tarelli, perchè le inoltri alla famiglia Betancourt e sostengano le relazioni diplomatiche e le azioni umanitarie.

    La consigliera Marisa Ulisse ha contattato nelle settimane scorse l’ambasciatore italiano in Colombia Antonio Tarelli che ha prontamente risposto con la seguente lettera:

    Gent.ma Sig.ra Ulisse,
    La ringrazio per la cortese lettera che mi ha inviato il 25 marzo scorso e cerchero’ di rispondere ai Suoi quesiti.
    1. Negli ultimi anni sono giunte a questa Ambasciata (ed a me stesso dal 2006) varie manifestazionidi solidarietá con Ingrid Betancourt da parte di Comuni italiani ed anche da numerosi nostri concittadini, preoccupati per la sua sorte.

    Tutte le lettere o e-mail sono state trasmesse alla madre di Ingrid, Signora Yolanda Pulecio Betancourt,che ho accompagnato in febbraio in Italia. A Roma la signora e’ stata ricevuta dal Papa e da diverse personalita’ politiche e religiose, tra cui il Ministro degli Esteri,On.D’Alema, l’allora Sindaco di Roma,Veltroni, il Pres. della Camera On.Bertinotti, nonche’ il Vescovo di Loreto ed il Priore del Convento francescano di Assisi. Il movimento di solidarieta’ suscitato in Europa dalla triste vicenda di Ingrid B. é ben noto al Governo colombiano ed anche alle FARC, che la tengono prigioniera da sei anni nella selva .Le dichiarazioni di solidarieta’ con Ingrid B., costituiscono di certo un conforto per la famiglia Betancourt, e cioe’ per la madre residente a Bogota’ e per i due figli, il marito e la sorella residenti a Parigi, ma difficilmente possono esercitare un’efficace pressione sui sequestratori.

    2. Le FARC tengono tuttora nelle loro mani, in varie localita’ della selva equatoriale (estesa su oltre mezzo milione di km2) circa 700 persone, sequestrate da molti anni, quasi tutte a scopo di estorsione (il riscatto é infatti una delle fonti di finanziamento della guerriglia, insieme con i proventi del controllo di canali del narco-traffico).

    Diversa é invece la situazione di Ingrid e di altre 39 persone sequestrate, cui la guerriglia ha attribuito uno status di “prigionieri politici” , in quanto personalita’ politiche ovvero militari ed agenti di polizia.

    Questi ultimi potranno venire liberati solo dopo un “Accordo umanitario”, mediante lo scambio con un certo numero di guerriglieri detenuti nelle carceri colombiane.
    Le condizioni per tale accordo di scambio sono da anni tema di duro scontro fra le FARC, le cui richieste sono respinte dal Governo colombiano, il quale -a sua volta- ha posto altre condizioni, parimenti rifiutate dalla guerriglia.

    Tutto cio’ ha bloccato la situazione ormai da diversi anni, malgrado i tentativi di mediazione della Croce Rossa Internazionale (CICR) e di tre Paesi (Spagna,Francia e Svizzera), a suo tempo accettati come “facilitatori”.

    3. Anche il nostro Governo ha manifestato ripetutamente la propria disponibilitá a dare un contributo politico per facilitare un’intesa tra le due Parti e recentemente il Pres.francese Sarkozy (Ingrid B. e’ anche francese e quindi cittadina dell’U.E.) ha proposto di formare un “gruppo di Paesi amici”, europei (fra cui l’Italia) e latino-americani, per sbloccare l’attuale situazione di stallo. Il Governo colombiano appare finora contrario ad accettare tale proposta (anche per le recenti note divergenze con il Pres. venezuelano Chavez), ed ha invece dato mandato esclusivo alla Chiesa cattolica

    colombiana di sviluppare iniziative di mediazione.

    4. La questione é estremamente complessa e molti “attori” internazionali (fra cui, oltre a noi, alla Francia ed altri Paesi dell’U.E.) anche grandi Paesi vicini -come Brasile,Cile ed Argentina- si sforzano di trovare una via d’uscita all’attuale vicolo cieco, mentre si protrae la prigionia di Ingrid (e degli altri compagni di sventura) con gravi rischi per la sua incolumita’ e per le sue precarie condizioni di salute (come purtroppo

    risulta dalla recentissima testimonianza di una persona appena liberata, dopo una lunga prigionia nello stesso luogo di Ingrid ).

    Mentre la recente liberazione da parte delle FARC - su richiesta del Pres. Chavez - di sei sequestrati “politici” (tre donne e tre uomini, quasi tutti ex-parlamentari, come la stessa Ingrid) ha acceso una luce di speranza anche per gli altri ostaggi civili, non si possono far previsioni sui tempi dell’auspicata liberazione di Ingrid , forse proprio perche’ lei rappresenta una carta negoziale di grande importamza per le FARC, data la sua popolarita’ internazionale e l’impegno diretto del Presidente francese in suo favore.

    5. Cio’ non significa peraltro che convenga “tacere”: al contrario mi sembra benvenuta l’iniziativa umanitaria del Comune di Vasto, cui va la gratitudine della madre di Ingrid, con cui ho parlato anche in questi giorni. Spero che questa mia possa contribuire a chiarire i termini della difficile e penosa situazione, in cui versano Ingrid, gli altri ostaggi e tutti i loro familiari.

    Colgo l’occasione per inviare i migliori saluti a Lei ed agli altri rappresentanti del Comune di Vasto, promotori della “campagna per Ingrid Betancourt”.

    Con viva cordialita’

    Antonio Tarelli

    N.B. La presente e’ diretta, per opportuna conoscenza, al Min.Plen.Michele Giacomelli, Capo dell’Ufficio III della Dir.Gen.per i Paesi delle Americhe, Ministero degli Affari Esteri.

    L’amministrazione comunale di Vasto rivolge un appello alla città : “Chiediamo ai cittadini/e, ai ragazzi e le ragazze della nostra città , ai partiti politici, alle forze sindacali, alle associazioni, di aderire alla campagna umanitaria per la liberazione della Betancourt , perché i governi proseguano, senza indugio le trattative con le FARC , e si dia subito, assistenza medica a Ingrid Betancourt.

    Colleghiamoci con il sito del comune di Vasto in primo piano troveremo l’iniziativa “Vasto per Ingrid”. Basta mandare una e-mail per aderire alla campagna per la sua liberazione.

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