La perimetrazione in ambito locale del Parco Nazionale della Costa Teatina. Un appello ai partiti.

Vastesi.com

Segue il comunicato stampa emesso stamattina dall’associazione civica Porta Nuova per il quale siamo tra i firmatari.

La perimetrazione in ambito locale del Parco Nazionale della Costa Teatina. Un appello ai partiti.

1. Siamo giunti ormai, a Vasto come negli altri comuni interessati, alla vigilia dell’ultimo passo, quello decisivo, per la costituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina: l’individuazione del perimetro, la cosiddetta perimetrazione.
La legge(1) stabilisce che i parchi nazionali siano delimitati “sentita la Regione”. E la Regione Abruzzo una sua proposta l’ha formulata: il Parco Nazionale dovrebbe interessare tutta la fascia costiera compresa tra il tracciato dell’autostrada A14 e il mare; ma ha altresì ritenuto di lasciare la decisione ultima ai Comuni. Il Comune di Vasto, a seguito di una risoluzione approvata nel Consiglio Comunale dello scorso 7 Marzo, si è impegnato a decidere, per la parte compresa nel suo territorio, solo dopo aver consultato la popolazione.
A questo passo l’opinione pubblica, e lo stesso ceto politico locale, rischiano di giungere completamente impreparati. La pubblica opinione per essere stata, nei sette anni dall’istituzione del Parco ad oggi(2), scarsamente informata; il ceto politico locale, per non averci mai creduto veramente.

2. Ci spieghiamo meglio. A Vasto, e lungo la costa teatina, esistono già 5 Riserve Regionali, denominate nell’insieme come Sistema delle Aree Protette della Costa Teatina(3). Esso riguarda una parte della fascia costiera, importante ma localizzata; e lascia impregiudicato tutto il resto. Ecco, un parco nazionale è qualcosa di profondamente diverso.
La legge italiana prevede per un parco nazionale l’istituzione di un Ente Parco, l’approvazione di un Piano del parco, di un Regolamento del parco, di un Piano economico e sociale; inoltre la possibilità di accedere ai fondi speciali statali ed europei, etc… Con l’istituzione di un parco nazionale non si perimetra in Italia semplicemente uno spazio geografico o un territorio. Si fa qualcosa di molto diverso e di molto più complesso e impegnativo: si individua e si regola un intero ambito locale all’interno di un progetto di interesse nazionale che lo riguarda nel suo insieme. Esso, proprio per questo, non è né può essere un progetto di sola conservazione, ma oltre che di conservazione, anche un progetto economico e sociale, insomma un progetto di sviluppo compatibile. In un parco nazionale la contrapposizione tra sviluppo e difesa dell’ambiente perde di senso. Nelle parole di uno dei maggiori esperti del settore: “L’istituzione di un parco naturale è un progetto locale. È una relazione che si stabilisce tra società locale e società nazionale sullo sfondo, appunto, di un progetto locale: una immagine dell’evoluzione dell’economia locale […] Gli obiettivi della conservazione e dello sviluppo locale saranno raggiunti soltanto se l’intero sistema di regolazione del territorio del parco sarà coerentemente orientato al loro raggiungimento(4).
Ma questo è esattamente il contrario di quanto localmente si è fatto per decenni, e si continua a fare tuttora. Se una logica c’è stata nello sviluppo che dal dopoguerra ha interessato l’intera fascia costiera, essa è stata quella di ritenere che, in definitiva, tutto sia compatibile con tutto. La massima possibile incoerenza. Questa non è più accettabile.

3. Il Parco Nazionale, certamente, pone dei vincoli. Ma può rappresentare per il nostro territorio una straordinaria opportunità, posto che la si sappia cogliere: vale a dire che si faccia presto, e che ci si creda per davvero. Altrimenti, se dovesse essere recepito per così dire a metà, potrebbe anche trasformarsi in un pericolo, aggravando la confusione e l’attuale paradossale convivenza degli opposti. Per questo la sua istituzione dovrebbe segnare un cambiamento di prospettiva nella percezione dei valori e delle esigenze di regolazione del nostro territorio, a cominciare dal ceto politico. Non sappiamo fino a che punto i partiti politici locali se ne rendano conto.
In ogni caso crediamo sia necessario che essi si pronunzino prima che si tengano i previsti incontri con la popolazione, così da giungere ad una pubblica discussione la più ampia e consapevole possibile.
E’ quanto chiediamo loro in considerazione del bene comune della città.

Vasto, 5 Aprile 2008

Associazione civica “Porta Nuova” – Vasto
ARCI Provinciale – Chieti
Il cineocchio – Vasto
Lega Ambiente – Vasto
Libera Associazione Barbarica – Vasto
Società Operaia di Mutuo Soccorso – Vasto
Vastesi.com
WWF Provinciale – Chieti

Note
(1) L’art. 8 della Legge 394/91 (Legge quadro sulle aree protette).
(2) Ad opera dell’art. 8, comma 3, Legge 23 marzo 2001, n. 93 “Disposizioni in campo ambientale“.
(3) Istituito dalla Legge Regionale 30 Marzo 2007, n° 5 “Disposizioni urgenti per la tutela e la valorizzazione della Costa Teatina”.
(4) Antonio Calafati, Conservazione e sviluppo locale nei parchi naturali: un’agenda di ricerca, Università degli Studi di Ancona – Dipartimento di Economia, Quaderni di Ricerca n. 173 - Settembre 2002.


'La perimetrazione in ambito locale del Parco Nazionale della Costa Teatina. Un appello ai partiti.' ha ricevuto 5 commenti:
(il più recente in testa)

  1.  Add karma Subtract karma  +1
    MAC
    MAC
    Martedì 8 Aprile 2008 ore 16:27 - Permalink

    Andy….
    Creazione di un ente parco con direttore e presidente e uffici, tutto finanziato da comunità europea, stato e regioni. Guardia parco, gurdia forestiera,sbarre li dove necessario.
    Niente giardinieri o altro si tratterebbe di un parco nazionale che garantirebbe tutela di flora e fauna. I giardini ed i parchi sono altra cosa…
    Il comune non entrerebbe a far parte della gestione del parco, che sarebbe un ente a parte. Gli operai e gli impiegati comunali si potrebbero occupare del traffico cittadino, degli spazi verdi cittadini già esistenti, ma nei punti di maggior valore ambientale la gestione sarebbe interamente a carico del parco. Nell’area del parco, poi, non sarebbero possibili NUOVI insediamenti industriali “pesanti” ( quelli che ci sono ce li teniamo….), inoltre ci sarebbero più freni alla speculazione edilizia.
    Un parco non significa solo più turismo, agricoltura biologica, agriturismi, camping e agenzie di servizi turistici ma tanto altro.
    Il parco potrebbe essere l’occasione da parte del comune per avviare contatti con diverse università interesste a valutazioni ambientali, potrebbe essere d’aiuto a convertire le nostre industria spingendo verso la produzione di materiale high tech. Il freno alla speculazione edilizia, incentiverebbe l’edilizia ecocompatbile. Inoltre renderebbe improrogabile la costruzione della variante per la SS16 con tutti i vantaggi che se ne trarranno.
    Il parco è un opportunità perchè non toglie nulla a quello che già abbiamo, anzi lo tutela. Inoltre ci sarebbero diverse entrate e agevolaioni fiscali oltre che ad incentivi previsti per legge.

    http://www.sulpm.info/sulpm/polizie_provinciali/leggi/legge%20quadro%20sulle%20aree%20protette.doc

    Insomma, il parco non è un ostacolo allo sviluppo, anzi è vero il contrario. la speculazione edilizia commista a presunta attività di ricilaggio, i progetti impattanti quali petrolchimici e porti senza scalo merci ferroviario finirebbero per danneggiare l’attività dell’agrioltura, del commercio e del turismo. Se poi oltre ai vantaggi economici parliamo di qualità della vita ecco che la costiituzione del parco diviene prioritaria.

  2.  Add karma Subtract karma  +1
    Spanish
    Spanish
    Martedì 8 Aprile 2008 ore 15:58 - Permalink

    Andy, fai un minestrone incredibile…mischi presunti problemi di personale del comune di Vasto, Punta Aderci, parcheggi e Parco Nazionale.

    Vediamo di fare chiarezza. Quando si instaurerà (speriamo presto) il Parco Nazionale della Costa Teatina, la pulizia, manutenzione, controlli, etc. saranno affidati presumibilmente ad un ente parco. Come succede in tutti i parchi nazionali, per quello sono nazionali e non comunali. Quindi, detto chiaramente, il comune si toglie il peso di dover pulire e mantenere l’area protetta.

    Soldi…beh, se si chiama nazionale, penso io, che arriveranno soldi anche da Roma. Quindi, più soldi di quelli che abbiamo oggi.

    I problemi di personale del comune, se ci sono, non li dobbiamo certo risolvere noi. Ovviamente, i giardinieri del comune, come non puliscono oggi Punta Aderci, non lo faranno domani.

    I parcheggi. Per me, ma parlo a titolo personale, è un falso problema e comunque non vedo la necessità di farli dentro l’area protetta. Altrimenti, che protezione sarebbe?

    Spero di aver contribuito…

    Saludos!

    PS: comunque, sí, credo che sui limiti e confini hai capito male…

  3.  Add karma Subtract karma  +1
    Unregistered
    andy
    Martedì 8 Aprile 2008 ore 13:06 - Permalink

    Ho capito bene??? Un parco e fascia di rispetto dall’attuale tracciato autostradale fino al mare ??? Da S. Lorenzo fino a S. Salvo marina. Dall’autostrada fino al mare??. Spiegatemi bene. Vorrei aver capito male. E quali saranno questi limiti che l’ente parco dovrebbe imporre?? Poi lasciatemi fare pure qualche considerazione sul progetto di salvaguardia del tracciato ferroviario per farne un percorso ciclabile, riserva ecc ecc. Pur riconoscendo ed auspicabile la nobiltà di quanto proposto, vorrei poi sapere chi dovrebbe occuparsi della manutenzione continua delle aree verdi, delle attrezzature e della sorveglianza degli stessi?? Ed a quali costi?? Gli operai comunali?? (mi viene un pò da ridere….) Sapete quale è il rapporto tra operai comunali (giardinieri, muratori elettricisti ecc) e dirigenti ed impiegati?? Ve lo lascio un pò immaginare….Vorrei solo che qualcuno dei lettori si faccia un giretto per i vari parchi o semplici giardini cittadini per vedere lo stato in cui sono le aree verdi. Vogliamo parlare dei parcheggi (ancora chiusi) ed aree verdi connesse a Casarza e S. Nicola?? E non per la cattiva volontà dei giardinieri o dell’ufficio servizi, sia chiaro, ma per lo scarsissimo numero degli addetti a questo importante settore, vero e proprio biglietto da visita per il nostro turista? Vogliamo parlare della già riserva di punta d’erce?? nonostante la gestione pur volenterosa della Cogestre non mi sembra davvero il caso di poter parlare ancora di riserva…. Per come la intendo io ovviamente. E mi fermo qui. E’ Meglio. E la stessa fine farà pure il costruendo (spero) parco o riserva della costa teatina. Non vorrei fosse davvero un altro pegno da pagare agli ambientalisti nostrani… che qualche buona proposta pure ogni tanto la fanno. Però vorrei che alle belle proposte ed intenzioni facciano sempre seguito i “manuali operativi” per il funzionamento delle stesse. Grazie per l’attenzione.

  4.  Add karma Subtract karma  +1
    Spanish
    Spanish
    Lunedì 7 Aprile 2008 ore 12:39 - Permalink

    Non saprei…Però credo nel ruolo e nella forza della Società Civile. Possono fare i furbi una volta, due…pure tre. Ma si fa presto a perdere la fiducia della cittadinanza.

    Dai, facciamo gli ottimismi. Del resto, l’attezione alla Società Civile sta crescendo, mi pare.

    Saludos!

  5.  Add karma Subtract karma  +1
    Unregistered
    advocatus
    Lunedì 7 Aprile 2008 ore 12:04 - Permalink

    Mi da molto fastidio fare il pessimista, ma alle volte mi vedo costretto, addirittura, ad esserlo. Scommetto che i “previsti incontri con la popolazione” saranno del tutto simili alla farsa sull’allargamento del porto.
    Questa volta però porto la camera…

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