Petrolio e Vasto (I puntata)

MAC

La piattaforma super visibile a largo delle coste vastesi, il centro oli ad Ortona, il raddoppio del porto di Punta Penna….

Capita di chiedersi: “Ma Perchè vogliono costruire tutto qui???” Capita di pensare e pensare e poi improvvisamente la risposta.

L’Abruzzo, regione verde d’europa, rischia grosso, rischia di esser condannata ad un modello di sviluppo anacronistico con un impatto sull’ambiente e sulle attività del territorio devestante.

La piattaforma è un chiaro campanello d’allarme in una città votata al turismo di qualità, in una città che cresce in residenti e che aspira ad un ruolo di rilievo non solo nel settore turistico, ma anche in quello agricolo e culturale. Gli interessi di tutti i vastesi sono a rischio. Estrazione petrolifera significa meno turisti, meno agricoltura, meno prestigio per la città, più inquinamento …un piccolo incidente e addio alberghi, turismo e parchi…….

piattaforma

Cosa fare? Intanto si potrebbe aderire alla perimetrazione del parco nazionale e cercare di fare di Vasto il centro  turistico e naturalistico più importante della costa, successivamente le nostre amministrazione dovranno battersi a che nessuno mai possa fotografare questi tipi di mostri.

piattaforma

Agli albergatori e a chi si occupa di turismo chiederei: ” Combà ma voi ci verreste a fà le vacanze in un posto dove porti, industrie e piattaforme minacciano l’ambiente???”

Ecco una foto della piattaforma vista dalla parte più interna della riserva di Punta Aderci

piattaf-da-ris.JPG


'Petrolio e Vasto (I puntata)' ha ricevuto 50 commenti:
(il più recente in testa)

  1.  Add karma Subtract karma  0
    Cicco
    Cicco
    Lunedì 12 Maggio 2008 ore 00:41 - Permalink

    Mac, tra tutte le energie rinnovabili, dopo l’idraulica, quella che mi piace di più è appunto l’eolico.
    Affinchè dia un contributo sensibile, con tutti i limiti dovuti alla intermittenza e alla variabilità, occorre sfruttarla con impianti poderosi; torri di 80-100 metri e potenze di almeno 1 MW per ciascuna torre. Queste wind-farm sono possibili dove puoi disporre di vaste aree libere e venti mediamente di 10-12 m/sec. che spirino per almeno 4000 ore all’anno, cioè la metà dell’anno. Purtroppo queste non sono le condizioni italiane, e dove sono state realizzate centrali eoliche, queste lavorano ad un rendimento piuttosto bassino: girano per 2000 ore medie all’anno. Se ti giri, le abbiamo anche a Castiglione M.M.
    Quando le pubblicizzano dicono che soddisfano le esigeze di migliaia di famiglie, ma non aggiungono che questo avviene solo nei momenti in cui viene prodotta la potenza di picco; il che avviene solo per brevi periodi durante l’anno.
    Una torre da 1MW te la fornisce solo se il vento è intorno ai 10-12 m/sec., altrimenti è molto inferiore; ad esempio a 5 m/sec. è il 20-25% soltanto. Questo perchè la potenza della massa vento è funzione del quadrato della velocità: velocità doppia=potenza quadrupla.

    Come se non bastasse, abbiamo anche un’altra condizione negativa che è la nostra rete elettrica nazionale.
    Saprai che se produci energia elettrica devi utilizzarla, e quando ne hai in eccesso o la vendi a terzi o ci ripompi l’acqua dai bacini a valle verso quelli a monte. Tra i terzi ci sono anche certe voracissime industrie che proprio per ragioni di eccesso notturno, fanno andare la produzione anche di notte; tra l’altro a tariffe migliori. Pensa alle aziende siderurgiche. L’Enel sono anni che cerca di convincere mia moglie a fare le lavatrici la sera tardi, semplicemente per questa stessa ragione.
    Considera che le centrali termiche non puoi spegnerle e riaccenderle come la stufa di casa.

    Il limite che dicevo prima consiste nel fatto che le centrali eoliche possono inserire nella rete nazionale un tot di kW perchè se ne immettono di più possono provocare black-out molto gravi (è già successo in Germania).
    Questo limite è ad oggi di 5000 MW (10% dell’assorbimento massimo di picco della nazione negli ultimi 10 anni, pari a circa 52000 MW), cioè come dire 5000 torri da 1MW. Se le immagini sfalsate in 2 file a distanza di 200 mt una dall’altra, fanno circa 500 Km.
    Tanto per dare un’idea dei picchi, oggi 11/5 alle 21:15 abbiamo avuto un picco di assorbimento di 34000 MW.

    Ora facciamo qualche conto, anzi falli tu e verifica. Se queste 5000 torri girano alla potenza di picco per le 2000 ore medie all’anno, producono qualcosa come 5000×1000x2000= 10 miliardi di Kwh, cioè 10 TWh; nel 2006 in Italia abbiamo consumato circa 315 TWh, quindi quelle 5000 torri avrebbero dato un apporto di poco meno del 3% del totale.
    Ma attenzione, di tutta l’energia che si produce in Italia solo il 35% circa è quella elettrica, quindi i nostri 500 Km di torri, si fa per dire, produrrebbero qualcosa vicino all’ 1% del fabbisogno nazionale.
    Se ti fa piacere potrei aggiungere che questo apporto eolico avrebbe ridotto le emissioni gas-serra del 2% del totale che emettiamo in Italia.

    La domanda è questa: conviene realizzare, in idea, un autostrata larga 100 mt ai cui lati ci sono torri di 80 mt, come fossero paracarri, e lunga 500 Km, per ridurre del 2% (ma anche 3%) le emissioni di gas-serra? Si consideri che causa intermittenza il 2% dev’essere comunque assicurato da fonti tradizionali.

    Circa l’intermittenza e variabilità dell’eolico, faccio un’altra domanda: colleghereste le macchine di una sala operatoria esclusivamente ad una torre eolica? E gli ascensori, il microonde, il frigorifero, l’illuminazione, ….?

  2.  Add karma Subtract karma  0
    Unregistered
    mac
    Domenica 11 Maggio 2008 ore 17:20 - Permalink

    Concordo appieno con Cicco. Il catrame c’è da un pezzo e spero che la piattaforma abbia avuto la sola funzione manutentiva anche se i link di Luc fanno pensare e ci invitano a chiedere nuovi chiarimenti.
    Per la questione ecologica rispondo a Cicco: non è solo turismo e tanto meno non è solo utopia. In una regione come la nostra di soli 1300000 abitanti molti piccoli paesi potrebbero raggiungere in breve tempo l’indipendenza energetica con sole fonti alternative, inoltre potrebbero addirittura rivenderla traendone guadagno. Il numero esiguo dei residenti diventerebbe un vantaggio, un solo termovalorizzatore potrebbe risolvere il problema “munnezza” e sopratutto la raccolta differenziata potrebbe regalarci prezioso materiale da riciclare. L’Abruzzo, per come la vedo io, deve puntare alla tutela del territorio e pensare alla costituzione di un polo industriale del riciclo specializzato. Inoltre pannelli solari, pompe di calore e piccole pale eoliche private renderebbero meno onerose le bollette. D’altronde tu stesso nel tuo intervento hai detto che l’italia è ferma e probabilmente lo è perchè da 15 anni si continuano a proporre sempre le stesse cose, si continuano a fare sempre gli stessi programmi elettorali senza che nessuno si permetta di dire “A”. L’ambiente come già detto è risorsa, ovvero soldi ma tanti……
    Mi stupisce che questa realtà possa sfuggire alla generazione dei miei genitori, ancora alla ricerca di quel boom economico che li ha cresciuti e che cia ha condannato ad un debito pubblico pauroso.

  3.  Add karma Subtract karma  0
    Unregistered
    Davide1971
    Venerdì 9 Maggio 2008 ore 23:26 - Permalink

    Bel commento Cicco! Saludos

  4.  Add karma Subtract karma  0
    Cicco
    Cicco
    Venerdì 9 Maggio 2008 ore 18:56 - Permalink

    Questa che si chiude è stata per una settimana frustrante, per i dati economici che sono stato costretto a masticare e per le previsioni di cui ho dovuto prendere atto per questioni di lavoro.

    Quando parlo di pragmatismo, così rispondo alla cara Soleluna, mi riferisco al quel metodo di lavoro che consiste nell’avere ben chiaro l’obiettivo che si vuole raggiungere, studiare e approfondire le problematiche che si frappongono, e scegliere le soluzioni più concrete ed efficaci, considerando le priorità e l’urgenza. Un esempio: tagliare il piede in gangrena per salvare la gamba.

    Da dove proviene il mio malumore? Sono reduce da una visita presso un’azienda estera, concorrente di alcune aziende nazionali, che sta completando l’automazione di un intero reparto di produzione con macchine a controllo numerico; l’obiettivo che si prefigge è addirittura arrivare a turni di lavorazione senza presidio umano.
    La stessa azienda ha un magazzino scorte di oltre mezzo milione di m3 che in 3 anni ha completamente informatizzato, riducendo drasticamente il personale addetto.
    Parte delle risorse liberate sono state riconvertite in addetti ai servizi manutentivi degli impianti, altri riqualificati in altri settori produttivi e una parte non rimpiazzata dal turn-over.
    I vantaggi economici ottenuti sono andati in nuovi investimenti, conquista nuovi mercati, miglioramenti nelle condizioni di lavoro, migliori salari.

    Poi leggo che le tariffe dei servizi in Italia, nel periodo 1998-2006 (Unioncamere) sono aumentati del 40,7% ; il più alto della media europea. Nello stesso periodo i prezzi al consumo sono aumentati del 22,2%.
    Tariffe: rifiuti +49,6%; acqua potabile +44,6%; gas +37,8%; trasporti urbani 30,4% e bolletta luce + 28,7%.
    La media nazionale 2007 dei morosi sulle bollette elettricità è 9,7%; al Sud sale al 15,2%; per il riscaldamento stentano a pagare il 10,4% degli italiani, ma al Sud salgono al 20,9%.
    Il maledetto PIL si attesterebbe nel 2008 al 0,5%, ma al Mezzogiorno (e ti pareva) è solo lo 0,1%.

    In questi scenari ci si butta nelle infrastrutture, ma anche qui le note sono dolenti.
    Leggo ancora che nel 1980 la nostra rete autostradale era più estesa di quella francese e 3 volte più lunga di quella spagnola. Oggi la Francia ci supera del 65% e la Spagna del 75%.
    In 5 anni dal 2000, noi abbiamo realizzato 65 km di nuovi tronchi autostradali, la Francia 1.035 km e la Spagna 2.383.
    In tutta Italia ci sono 230 km di metropolitane; solo a Madrid ce ne sono 310, a Parigi 212 e a Londra 408.

    Ultima ciliegina la notizia che l’uscente Governo il 8/5/2008 a inviato una lettera ai Governatori di Lazio e Abbruzzo con la quale si dispone di aumentare addizionale IRPEF e aliquota IRAP per ripianare il disavanzo delle ASL e ospedali; se non lo fanno loro entro 30 giorni, provvederà il “commissario ad acta”.
    Il disavanzo maggiore è Abbruzzo con 232 mil €, Lazio con 125, Calabria 126, Piemonte 91, Puglia 49, (provate a fare la divisione pro capite per i residenti). Queste ultime 3 Regioni hanno ricevuto lo stesso la lettera ma potranno ripianare con mezzi propri se ci riescono.

    Tutti questi numeri (lo so che annoiano, sapeste a me) per dire quale quadro prospettico si trova davanti ciascuno dei 1.300.000 residenti abbruzzesi, i quali chiedono risposte e soluzioni ai loro problemi.
    Qui il dibattito si è acceso attorno al sacrosanto argomento ecologico, ma qualcuno sa indicarmi se ci sono persone che stanno riflettendo, ricercando, suggerendo soluzioni compatibili con il nostro ecosistema frentano?

    PS: molti dei vostri genitori avranno la mia età quindi dovrebbero ricordare all’incirca negli anni ‘70 quando si andava al mare con un boccetta d’olio d’oliva per pulire i piedini dei bambini che calpestavano placchette di catrame oleoso.

  5.  Add karma Subtract karma  0
    Lucfan
    Lucfan
    Giovedì 8 Maggio 2008 ore 10:41 - Permalink

    Piu’ per divertimento che altro ho inserito su googlemap le coordinate delle piattaforme che avevo riportato in precedenza dalle ordinanze:

    G.H. Galloway:
    Latitudine: 42°19’21’’,880 N
    Longitudine: 14°32’00’’,835 E


    Visualizzazione ingrandita della mappa

    D.R. Stewart:
    Latitudine: 42° 12’ 24’’,4 N
    Longitudine: 14° 40’ 31’’,5 E


    Visualizzazione ingrandita della mappa

  6.  Add karma Subtract karma  0
    soleluna
    soleluna
    Giovedì 8 Maggio 2008 ore 10:29 - Permalink

    ..come volevasi dimostrare!

  7.  Add karma Subtract karma  0
    Lucfan
    Lucfan
    Giovedì 8 Maggio 2008 ore 09:54 - Permalink

    Allarme catrame sulle coste di S. Vito Marina…
    ma è Bandiera Blu

    da Primadanoi.it

    SAN VITO CHIETINO. Catrame, forse greggio, sulla costa teatina. Sostanza giurano i residenti che è molto rara da quelle parti e che getta preoccupazioni serie anche perché al largo (circa 7 miglia) vi è una piattaforma petrolifera di recente installazione. Ieri l’Arta (Agenzia Regionale per la Tutela dell’Ambiente) era in loco per constatare l’evento. «Abbiamo presentato un esposto per segnalare i rinvenimenti», [..]
    » Leggi tutto l’articolo

  8.  Add karma Subtract karma  0
    soleluna
    soleluna
    Giovedì 8 Maggio 2008 ore 09:39 - Permalink

    Cicco, il mare di Rimini, lo sappiamo tutti, non brilla per la sua “limpidezza”, ma per la sua “gestione” turistica, a dimostrazione del fatto che, pur non avendo le bellezze della Sardegna (che tuttavia ha una sola bandiera blu), è stata capace di valorizzare bene il turismo.
    Vasto, potenzialmente, potrebbe far molto meglio di Rimini, ma è necessario continuare sulla strada delle bandiere blu e non su quella del petrolio.
    Le numerose bandiere blu dimostrano solo che molto si è fatto e molto si deve ancora fare, ma la strada intrapresa non deve essere cambiata ma migliorata.
    Su una cosa non siamo proprio d’accordo: il pragmatismo di cui parli rischia di portarci poco lontano dalla mediocrità, mentre l’Abruzzo può e deve cercare l’eccellenza.
    La stessa eccellenza che vastesi.com ha sempre valorizzato con orgoglio!

  9.  Add karma Subtract karma  0
    RobDel79
    RobDel79
    Giovedì 8 Maggio 2008 ore 08:45 - Permalink

    Stamattina leggevo che la ns. piattaforma stanotte se n’è andata

  10.  Add karma Subtract karma  +1
    Unregistered
    mac
    Mercoledì 7 Maggio 2008 ore 15:08 - Permalink

    Mi faccio e vi faccio solo una domanda che poi è quella fatta da Lucfan:
    Perchè sul centro c’è scritta una cosa e sui link forniti da Luc un’altra???
    Non credete che occorrerebbe saperne di più??
    Si era anche mandata una richiesta informale per ottenere delucidazioni, (scritta da Cicco ed inviata da me) ma nessuno, neppure la capitaneria di Vasto, ci ha mai risposto. E’ naturae chiedere ed esser informati, quindi perchè non far notare pubblicamente che i link recuperati da Lucfan dicono il contrario dell’intervista riportata sul giornale il Centro????

  11.  Add karma Subtract karma  0
    Lucfan
    Lucfan
    Mercoledì 7 Maggio 2008 ore 14:01 - Permalink

    Cicco, si sostiene un problema di informazione e trasparenza e non il fatto che ci siano le piattaforme.
    A quello che ci dicono manca la parte sostanziale, se è vero come sembra dalle ricerche che chiunque puo’ fare, che verranno a cercare il petrolio qui davanti abbiamo il diritto di saperlo e possibilmente prima che lo trovino.

    Semplice, no? ..credevo.

  12.  Add karma Subtract karma  0
    Cicco
    Cicco
    Mercoledì 7 Maggio 2008 ore 13:44 - Permalink

    Forse ci stiamo autosuggestionando con scenari di trame internazionali e connivenze tra compagnie petrolifere, politica e ora anche la Marina Militare.
    Fino ad oggi delle spiagge abbruzzesi ho sentito e letto solo a proprosito di minacciati disastri; non una parola o un rigo che pubblicizzasse l’aspetto turistico delle stesse zone.
    Non è escluso che questo clamore convinca qualche turista a fermarsi a Cervia (proprio stamattina in auto sentivo alla radio la voce di un bimbo che invitava ad andare in vacanza lì) o a continuare fino alle spiagge del Gargano.
    Intanto alla stessa radio sentivo che sono state attribuite le bandiere blù 2008, e le spiagge pulite sono aumentate rispetto al 2007, e mi ha colpito le 15 bandiere attribuite ad altrettante spiagge delle Marche.

    Poi mi è venuto il grillo di controllare le bandiere del 2007 e qui le ho trovate:

    http://www.feeitalia.org/img/bb2007/mappa_spiagge_07.pdf

    Non so voi, ma io vedo un sacco di palline tra Marche e Abbruzzo. D’accordo ci può sempre essere una connivenza tra le parti in causa, ma potrebbe anche non esserci.

    Sempre in tema di fatti turistico-ecologici, nella giurisdizione di Ravenna, proprio quella che tra le altre comprende le spiagge di Rimini Riccione Cesenatico Cervia Milano Marittima ecc., ci sono 27 piattaforme, 2 terminali per imbarco olii, 3 oleodotti immersi, 1 terminale ENEL per imbarco olii, 1 oleodotto ENEL.
    Scendiamo a Pescara; ci sono 10 piattaforme e 2 teste di pozzo.
    Ora Ortona; 6 piattaforme, tra cui le nostre 2.
    Senza contare le centinaia di migliaia di tonnellate di greggio che passano oltre l’orizzante verso le raffinerie dell’alto Adriatico.

    Quando rientro a Vasto sull’A14, saranno anni che vedo queste piattaforme non appena sbuco sulla costa a Rimini, e continuo a vederle fino a casa; ma non mi sono mai accorto del fuggi-fuggi dei villeggianti della zona. Anzi, quelle rare volte che mi convinco ad uscire sulla SS16, faccio diecine di chilometri prima di trovare un posto libero dove mangiare.

    Non discuto la prudenza che è doverosa in questi casi, così come è importante che i cittadini si facciano sentire attenti e vigili, ma piacerebbe anche un atteggiamento più consapevole e pragmatico.

    Luc, sono settimane che indico il sito della CdP di Ortona e finalmente ci hai guardato e così hai trovato le spiegazioni che cercavi. Ma vedo che sei ancora sospettoso.
    Proviamo ad aspettare la fine del mese di maggio, e vediamo se vanno via.

  13.  Add karma Subtract karma  0
    Lucfan
    Lucfan
    Mercoledì 7 Maggio 2008 ore 12:28 - Permalink

    Andate anche qui:
    http://www.rigzone.com/data/results.asp?Manager_ID=613

    Nella riga relativa alla nostra George H. Galloway si dice che lo status è “DRILLING”.

    Poi è strano che proprio sul sito della capitaneria di Porto di Ortona si dica testualmente:

    “Posizionamento della piattaforma semisommergibile denominata “G.H. GALLOWAY” destinata all’estrazione di idrocarburi e di gas naturale dal pozzo “Ombrina Mare 2””

    Quindi secondo me quella che sta davanti Aderci non è la Galloway, ma la D.R. Stewart, infatti nelle relative ordinanze pubblicate sul sito della capitaneria sono riportate le coordinate delle relative dislocazioni:

    G.H. Galloway:
    Latitudine: 42°19’21’’,880 N
    Longitudine: 14°32’00’’,835 E
    L’ordinanza recita che l’impianto è destinato all’estrazione di idrocarburi e di gas naturale dal pozzo “Ombrina Mare 2”

    D.R. Stewart:
    Latitudine: 42° 12’ 24’’,4 N
    Longitudine: 14° 40’ 31’’,5 E
    L’ordinanza recita che l’impianto eseguirà un intervento Side-track al pozzo SSM4 (Santo Stefano Mare)

    Che si siano sbagliati e volevano dire che la Galloway sta a San Vito e sta estraendo idrocarburi e a Vasto c’e’ la Stewart che sta facendo “side track” (ammesso che questo voglia dire i lavori di manutenzione di cui dice l’articolo).

    A vedere le latitudini e questa mappa…

    Eh, che trasparenza se scambiano pure la piattaforme, figuriamoci se ci dicono che stanno a fare.

  14.  Add karma Subtract karma  0
    RobDel79
    RobDel79
    Mercoledì 7 Maggio 2008 ore 12:13 - Permalink

    La mia riflessione è che prima di invocare San Domenico devi prima vedere la serpe…

    Mah cmq tutto è bene quello che etcetc…

  15.  Add karma Subtract karma  0
    Lucfan
    Lucfan
    Mercoledì 7 Maggio 2008 ore 12:12 - Permalink

    Scusate ma questa non è chiarezza, tu giochi denari e lo rispondono coppe.

    Abbiamo evidenza dei permessi assegnati a Petroceltic e le loro news sull’inizio delle attività nella nostra zona (internet è piena di annunci sui loro permessi al largo di Vasto e che hanno iniziato ad Aprile) e si continua a dire che fanno lavori di manutenzione.

    Va bene ammettiamo sia vero, ma come mai sul sito di Transocean, dove ci sono tutte le specifiche della piattaforma G.H. Galloway si riporta che “viene utilizzata per ottenere la massima profondità di perforazione fino a 25000 ft”?

    http://www.deepwater.com/fw/main/G_H_Galloway-47C17.html?LayoutID=17

    La trasparenza non è limitarsi a dire che non c’e’ nulla da temere perchè stanno facendo manutenzioni, ma spiegare cosa c’e’ di vero e cosa sanno di quello che si riporta su Petroceltic e Vega Oil, non possono non saperlo visto che ve ne è traccia ovunque in rete oltre che sui siti istituzionali, vedi ministero dello sviluppo economico.

  16.  Add karma Subtract karma  0
    Spanish
    Spanish
    Mercoledì 7 Maggio 2008 ore 12:04 - Permalink

    La mia riflessione è che tutto questo dimostra che la trasparenza è importante: se ci avessero detto questo prima…

    La seconda riflessione è che non si deve politicizzare il rischio ambientale, ma questa non è per noi (a buon intenditore…).

    L’ultima riflessione è ottimistica: è chiaro che la Società Civile abruzzese è sveglia e interessata. Finalmente!

    Saludos!

  17.  Add karma Subtract karma  0
    RobDel79
    RobDel79
    Mercoledì 7 Maggio 2008 ore 11:50 - Permalink

    Ok, ho copiato fedelmente dal Centro, ognuno ne tragga le sue riflessioni:

    In scadenza le piattaforme marine La prima va via tra dieci giorni

    VASTO. La presenza della piattaforma semisommergibile G.H. Galloway della Edison al largo della costa vastese dal 23 marzo, di fronte all’oasi di Punta Aderci, continua a destare curiosità e polemiche. E con lo stesso sospetto è guardata la piattaforma a sei miglia dalla costa tra San Vito e Ortona. «Ma le due strutture non arrecano danni all’ambiente, anzi lavorano per scongiurare future emergenze», assicura il comandante della Capitaneria di porto di Ortona, Giuseppe Famà. L’ufficiale annuncia che presto le “torri a mare” lasceranno l’Abruzzo.
    Il primo impianto ad andare via sarà quello di San Vito. «Fra dieci giorni, al massimo due settimane, la piattaforma avrà ultimato il suo lavoro», dice Famà. La struttura, gestita dalla multinazionale Transocean, sta eseguendo prove di estrazione di gas e ricerche su pozzi esistenti da 40 anni nel tratto di mare Adriatico in concessione alla Edison a dodici chilometri dalla costa.
    «Il lavoro degli ottanta operatori che sono sopra la struttura è monitorato costantemente dai ministeri dell’Ambiente, della Navigazione e dei Trasporti», assicura l’autorità marittima. La prossima settimana la capitaneria di porto porterà sulla piattaforma una delegazione dell’associazione “Mare vivo”, per mostrare la tecnologia, la professionalità e la sicurezza con cui lavorano i dipendenti Edison.
    L’impianto è alto una quindicina di metri ed è ancorato ai fondali. I rifornimenti di viveri e medicinali per il personale arrivano quotidianamente dal porto di Ortona e Punta Penna.
    La piattaforma Galloway è invece a sei chilometri da Punta Aderci (navigazione interdetta a un miglio dall’impianto). Vi lavorano sessanta tecnici fino al 30 maggio: sistemano ed eseguono lavori ai tubi sottomarini che conducono il gas nel pozzo Santo Stefano di Casalbordino, assicurando quindi maggiore tutela dell’ecosistema marino.
    «Altro che pericoli di inquinamento», sbuffa Famà, «il ruolo e la funzione della piattaforma è quello di evitare future emergenze. Gli operatori stanno esegendo lavori di manutenzione. Ogni particolare è del resto riportato nei dettagli sia sul sito della guardia costiera, sia su quello della Transocean. Le polemiche sorte attorno alla piattaforma sono assurde», insiste l’ufficiale rispondendo sia pure indirettamente anche all’ultima interrogazione presentata al sindaco di Vasto, Luciano Lapenna dai rappresentanti di Alleanza Nazionale. «Domande e interrogazioni non vanno fatte ai sindaci perché ciò che avviene in mare è disciplinato dal codice della navigazione e dal competente ministero», ricorda l’ufficiale. L’autorità marittima è a disposizione per qualsiasi chiarimento.
    Quello che la guardia costiera tiene a sottolineare e che nessuna delle due piattaforme al largo della costa chietina è pericolosa. «Comunque a giugno non ci saranno più con buona pace dei pescatori di cozze», conclude il comandante.

    Paola Calvano

  18.  Add karma Subtract karma  +1
    Unregistered
    Davide1971
    Venerdì 18 Aprile 2008 ore 00:47 - Permalink

    CIAO SPAPPARO CHE FAI? STAI BENE! QUALCHE VOLTA ANDIAMO A FARCI NOI UNA BIRRA!!!!! Mi piaceva quando scrivevi tutto in maiuscolo ! Spapparo hai visto che qua invece di sequestrare le piattaforme ,sequestrano i casotti della “CROCE ROSSA” ,sono caduti nel ridicolo.Questi qui non hanno il minimo buonsenso,fanno costruire degli stabilimenti che sembrano dei quartieri di LAS VEGAS sul demanio e poi sequestrano invece della trave ,come al solito la pagliuzza! Ops scusate ,come al solito,mi e’ successo di nuovo…dimenticavo che siamo in Italia.Saludos

  19.  Add karma Subtract karma  +1
    spapparo
    spapparo
    Giovedì 17 Aprile 2008 ore 22:34 - Permalink

    http://www.petroceltic.ie/content/italy_location.php

    A fondo pagina c’è la risposta a tutte le domande…………..

    Da notare come assieme a Piemonte e Sicilia siamo una sorta di colonia petrolifera in mano a multinazionali estere ( questi sono irlandesi, grandi amiconi in fatto di bevute di birra e ottimi compagni di serate in pub).

  20.  Add karma Subtract karma  0
    soleluna
    soleluna
    Giovedì 17 Aprile 2008 ore 13:18 - Permalink

    adesso ho capito (finalmente direte voi :) )..

  21.  Add karma Subtract karma  0
    Unregistered
    Davide1971
    Mercoledì 16 Aprile 2008 ore 22:17 - Permalink

    Admin ,il mio parere e’ favorevole .Agiamo! Saludos

  22.  Add karma Subtract karma  0
    Cicco
    Cicco
    Mercoledì 16 Aprile 2008 ore 14:29 - Permalink

    Soleluna, spieghiamoci meglio: quell’ordinanza la possiamo leggere interamente sul sito della Capitaneria di Porto di Ortona, assieme a tante altre.
    Il nostro Ufficio circondariale marittimo ha preso atto di questa ordinanza e credo non abbia altro da aggiungere se non la conferma.
    Ho proposto di contattare il TV Savarese perchè più vicino a noi e alle nostre vicende cittadine, piuttosto che scrivere a Ortona.
    Certo, se sei disposta a passarci direttamente, potresti anche chiedere direttamente informazioni all’ufficio.
    Conosco gli Ufficiali di Marina e so che sono persone brillanti e assolutamente a modo.

  23.  Add karma Subtract karma  0
    soleluna
    soleluna
    Mercoledì 16 Aprile 2008 ore 13:10 - Permalink

    Se, come ho capito, l’ente competente è l’Ufficio Circondariale Marittimo di Pescara, posso andarci io a consegnare una domanda formale di accesso alla concessione, e, se tutto va bene, a prelevarne poi una copia. Certo Cicco ha ragione: le formalità delle amministrazioni statali sono lunge e farraginose, se riusciamo ad avere qualche informazione in più per le vie brevi è meglio. Del resto, se chiediamo di accedere ad un atto amministrativo, dobbiamo quantomeno sapere con certezza gli estremi dell’atto al quale vogliamo accedere.

  24.  Add karma Subtract karma  0
    MAC
    MAC
    Martedì 15 Aprile 2008 ore 21:24 - Permalink

    fatto

  25.  Add karma Subtract karma  +1
    admin
    admin
    Martedì 15 Aprile 2008 ore 19:48 - Permalink

    L’admin del sito, oltre ai gravosi compiti tecnici, puo’ verificare l’adeguatezza dell’oggetto delle comunicazioni di questo tipo, verso istituzioni, associazioni o altre personalità, ogni volta che la nostra piazza virtuale porta con le discussioni un gruppo di cittadini a condividere un obiettivo sulle questioni piu’ sentite.

    In quei casi, anzichè chiedere di fatto all’admin di scrivere a tale ente per dire tale cosa, etc, si puo’ seguire una modalità piu’ snella e trasparente e, se vogliamo, piu’ autentica per l’invio di email di questo tipo, che suggerisco di seguire d’ora in avanti:

    Si solleva la necessità di inviare una comunicazione a nome del sito, quindi, la si condivide pubblicamente sul blog oppure inviandola all’indirizzo admin@vastesi.com (con cui fortunatamente siamo piu’ persone a poterla leggere e verificare) e, successivamente all’ok ricevuto, la si invia liberamente dal proprio account di posta mettendo in cc admin@vastesi.com.

    Allo scopo informo tutti gli interessati che possono farmi richiesta per l’attivazione di una casella di posta sul dominio @vastesi.com, che comunque sono disposto ad aprire a tutti i contributori identificabili anche senza che si accollino l’onere di inviare missive a proprio nome.. :D

    Ma veniamo al dunque.. tu Mac, la casella di posta su vastesi.com ce l’hai già, quindi puoi inviarla tu stesso anche subito; ho adattato la formula di Cicco, che ringrazio, con una piccola modifica in funzione di quello che ho appena spiegato.

    Egregio TV (CP) Ivan SAVARESE
    Comandante dell’ Ufficio Circondariale Marittimo di Vasto

    Le riporto la richiesta che emerge dalle pubbliche discussioni fra cittadini vastesi sul sito http://www.vastesi.com in merito alla presenza al largo della costa di Punta D’Erci di una piattaforma di ricerca idrocarburi.

    La preghiamo di volerci confermare che, come da nostre ricerche sui siti della Guardia Costiera nazionale, e specificamente della Capitaneria di Porto di Ortona, trattarsi della piattaforma D.R.Stewart oggetto della ordinanza N.10/08 del 18/03/08.

    La Sua gentile conferma, o una eventuale diversa rassicurante risposta, sarà molto apprezzata dalla cittadinanza che, come potrà ben comprendere, è legittimamente interessata a conoscere le ragioni di una simile e imponente presenza nelle acque antistanti le proprie ed amate spiagge.
    In ogni caso la Sua risposta sarà considerata informale e, con il Suo permesso, di impronta amichevole.

    Sono certo di poter contare sulla Sua cortesia e disponibilità, a conferma della professionalità e dei sentimenti di servizio delle Istituzione marinare del nostro Paese verso le Quali nutriamo profonda stima e apprezzamento.

    L’occasione mi è gradita per formularle i migliori auspici di buon lavoro.

    Nome Cognome
    Vastesi.com

  26.  Add karma Subtract karma  0
    MAC
    MAC
    Martedì 15 Aprile 2008 ore 18:12 - Permalink

    Perfetto Cicco aspettiamo la risposta dell’admin. Personalmente ti ringrazio. Mi hai risparmiato del tempo prezioso.

  27.  Add karma Subtract karma  0
    Cicco
    Cicco
    Martedì 15 Aprile 2008 ore 15:59 - Permalink

    Mac secondo me ha a che vedere con il gas e si tratta di “side track”, cioè… “Perforazione in una diversa direzione, da un punto meno profondo, di un foro già esistente. Questa operazione viene fatta se nel pozzo originario c’è un ostacolo insuperabile, per esempio una presa di batteria (*stuck pipe) non risolvibile, o se si vuole verificare un altro obiettivo senza dover perforare dalla superficie” (fonte ENI).
    Stanno facendo qualche sondaggio per verificare o mappare dei giacimenti, per cui tra meno di 60 gg se ne vanno.

    Sono convinto che si tratti della DR Stewart, ho anche controllato le foto della piattaforma e mi sembra proprio lei

    http://www.deepwater.com/fw/main/D_R_Stewart-49C17.html?LayoutID=17

    A questo punto si fa prima a mandare una mail all’Ufficio marittimo con una richiesta di conferma delle nostre ipotesi.
    La richiesta via L. 241/90 è formalmente corretta ma impiegherà molto tempo per la risposta ufficiale.

    La questione è cercare il mittente; anche qui penso che questo sito possa configurarsi come una libera associazione di cittadini vastesi, senza fini di lucro, con obiettivi culturali e di salvaguardia del territorio (più interesse di così).

    Egregio TV (CP) Ivan SAVARESE
    Comandante dell’ Ufficio Circondariale Marittimo di Vasto

    quale Amministratore del sito http://www.vastesi.com, di cui potrà visionare lo statuto ed assicurarsi delle finalità culturali dello stesso, Le riporto la richiesta che numerosi cittadini vastesi ci rivolgono in merito alla presenza al largo della costa di Punta D’Erci di una piattaforma di ricerca idrocarburi.

    La preghiamo di volerci confermare che, come da nostre ricerche sui siti della Guardia Costiera nazionale, e specificamente della Capitaneria di Porto di Ortona, trattarsi della piattaforma D.R.Stewart oggetto della ordinanza N.10/08 del 18/03/08.

    La Sua gentile conferma, o una eventuale diversa rassicurante risposta, sarà molto apprezzata dalla cittadinanza che, come potrà ben comprendere, è legittimamente interessata a conoscere le ragioni di una simile e imponente presenza nelle acque antistanti le proprie ed amate spiagge.
    In ogni caso la Sua risposta sarà considerata informale e, con il Suo permesso, di impronta amichevole.

    Sono certo di poter contare sulla Sua cortesia e disponibilità, a conferma della professionalità e dei sentimenti di servizio delle Istituzione marinare del nostro Paese verso le Quali nutriamo profonda stima e apprezzamento.

    L’occasione mi è gradite per formularle i migliori auspici di buon lavoro.

    MAC, adesso convinci Luca a mandarla a vasto@guardiacostiera.it-

  28.  Add karma Subtract karma  0
    MAC
    MAC
    Martedì 15 Aprile 2008 ore 14:18 - Permalink

    Soleluna se ci potessi allungare il modulo per la richiesta ci fai un grosso favore. Sai se dobbiamo consegnarlo di pesrsona inviarlo oppure se si puo fare tutto tramite mail???

  29.  Add karma Subtract karma  0
    MAC
    MAC
    Lunedì 14 Aprile 2008 ore 17:21 - Permalink

    grande cicco ma che tipo di pozzo gas o petrolio, la cosa cambia parecchio???

  30.  Add karma Subtract karma  0
    Cicco
    Cicco
    Lunedì 14 Aprile 2008 ore 15:54 - Permalink

    Come in una scatola cinese, noi facciamo parte della Direzione Marittima di Pescara, che sotto ha la Capitaneria di Porto di Ortona, che a sua volta ha l’Ufficio Circondariale marittimo di Vasto.
    Tutti e tre gli enti hanno un sito web dove pubblicano con una apprezzabile tempestività le Ordinanze.

    Ce ne sono diverse, anche recentissime, che riguardano piattaforme off-shore. Ma in nessuno dei tre siti c’è alcuna menzione della piattaforma che è comparsa di fronte alle nostre coste; almeno a giudicare dalle foto che gentilmente vengono mostrate.
    Ora non si capisce come si alteri l’angolazione e la distanza con un teleobiettivo, quindi non riesco ad inquadrare la posizione di questa piattaforma rispetto alla costa.
    Però ho trovato un’ordinanza di Ortona che parla di una piattaforma proprio perpendicolare a Casalbordino, a 2,5 Km dalla costa e a 3,1 km da punta d’Erce; è la più a Sud delle piattaforme della Direzione di Pescara.

    Vi riporto una frase dell’ordinanza:

    RENDE NOTO
    Che, dal 19 marzo 2008 e per la durata presunta di giorni 60 (sessanta) circa, la Società EDISON S.p.A. con sede in San Giovanni Teatino (CH) in Via Aterno n. 9 , eseguirà un intervento Side-track al pozzo SSM4 (Santo Stefano Mare),

    Latitudine: 42° 12’ 24’’,4 N;
    Longitudine: 014° 40’ 31’’,5 E;

    mediante il posizionamento dell’impianto di perforazione denominato “D.R. STEWART” di bandiera Marshall Islands di proprietà della società Transocean Sedco Forex.

    Ora se andate su google-earth e mettete in ricerca queste coordinate, ammarate proprio vicino ad un’altra struttura preesistente ma diversa di aspetto (infatti è un pozzo di estrazione), a giudicare dal fatto che hanno messo anche una foto che sicuramente risale a qualche mese fa’, considerato i tempi che impiegano a posizionare una foto quelli di google.

    Secondo me DR Steward è la nostra piattaforma e dovrebbe perforare per qualche controllo, per questo ha abbassato le zampe poggiandosi sul fondale e quella vicina è la struttura del pozzo SSM4.

    Consola il fatto che è per soli 60 gg. Staremo a vedere.

  31.  Add karma Subtract karma  0
    Redazione
    Redazione
    Lunedì 14 Aprile 2008 ore 15:51 - Permalink

    Abbiamo spedito una mail al Sindaco per saperne di più. Se ci risponderà, sarete i primi a saperlo.

  32.  Add karma Subtract karma  0
    Unregistered
    advocatus
    Lunedì 14 Aprile 2008 ore 14:54 - Permalink

    Vi abbandono ai vostri malumori di cittadini incompresi, io scappo in Irlanda a trovare una (s)cernese. Cosa c’è di melgio di una (s)cernese in Irlanda???

  33.  Add karma Subtract karma  0
    soleluna
    soleluna
    Lunedì 14 Aprile 2008 ore 14:27 - Permalink

    Si potrebbe fare una formale domanda di accesso agli atti amministrativi ai sensi dell’ art. 22 L. 241/90. L’istanza motivata deve essere rivolta all’amministrazione che ha rilasciato le autorizzazioni o che le detiene stabilmente. La motivazione potrebbe consistere nell’interesse diffuso, concreto e attuale, del rischio ambientale delle piattaforme. Moduli si trovano anche su google, o potrei comunque fornirne uno io.

  34.  Add karma Subtract karma  0
    MAC
    MAC
    Lunedì 14 Aprile 2008 ore 13:08 - Permalink

    Ok!!! Se siamo tutti d’accordo si potrebbe fare una richiesta formale all’ufficio circondariale, come vastesi.com.
    Dobbiamo sapere però coem va fatta e a chi va spedita, se c’è un modulo ecc. Qualcuno sa rispondere a queste domande??? Qualcuno puo passare al porto ed informarsi sulle modaltià per avere dei chiarimenti dall’ufficio circondariale???

  35.  Add karma Subtract karma  0
    Redazione
    Redazione
    Lunedì 14 Aprile 2008 ore 10:34 - Permalink

    Antonio C. (all rights reserved) ci invia altre foto (e si unisce alle preoccupazioni già espresse da altri utenti…) sul ‘mostro’ che si aggira dalle parti della Riserva Naturale di Punta Aderci.

    Saremo lieti di pubblicare altre foto, per capire e discutere se e quanto stiamo rischiando.

    Grazie a tutti.

    Aderci 1 Aderci 2 Aderci 3

  36.  Add karma Subtract karma  +2
    Free.zee E solla.zee
    Free.zee E solla.zee
    Domenica 13 Aprile 2008 ore 13:25 - Permalink

    Mostro di mare 2 Mostro di mare

    una volta il mio sguardo si perdeva….

  37.  Add karma Subtract karma  0
    Unregistered
    Davide1971
    Sabato 12 Aprile 2008 ore 00:29 - Permalink

    Ciao Cicco ,guarda che a Torino di Sangro c’e’ un immobiliare che ha in vendita un trabocco! Appena ci passo faccio una foto e la invio ad Admin.Saludos .

  38.  Add karma Subtract karma  0
    Cicco
    Cicco
    Venerdì 11 Aprile 2008 ore 16:28 - Permalink

    Mac quello che posso aggiungere è che l’Italia ha stabilito il limite di 12 miglia per le proprie acque territoriali e queste sono sotto la tutela della Marina Militare e delle Capitanerie di Porto.
    Se c’è una piattaforma, sia di perforazione o anche per diletto tipo isola artificiale per un rave in alto mare o una regata velica, entro le acque territoriali, queste hanno ricevuto una regolare autorizzazione dalle autorità competenti e tanto di ordinanza della Capitaneria per regolare la navigazione (loro non autorizzano le perforazioni).
    Chiedere cosa ci sta a fare quella piattaforma davanti a noi può essere un quesito rivolto al nostro Ufficio Circondariale Marittino, il quale dovrebbe essere tenuto a rispondere in base alla legge sulla trasparenza della pubblica amministrazione. Occorre però che chi chiede abbia un interesse diretto e soggettivo alla risposta.
    Quindi un’associazione di cittadini, o anche una testata giornalistica di informazione, senza arrivare alle istituzioni amministrative, hanno le caratteristiche per chiedere ed avere una risposta.

    Per farci un’idea delle competenze delle Capitanerie, c’è anche un’ordinanza dell’UCM che disciplina la navigazione attorno alla zona del braccio di ponente del porto di Punta Penna dove è stata autorizzata la ralizzazione di “una bilancia da pesca” (trabocco), con tanto di planimetria che prevede impianto di linea elettrica e idrica.
    Non c’entra niente con questa discussione, e nulla contro i legittimi e regolari concessionari si capisce, ma secondo voi se realizzassi un trullo con pietre e tegole acquistate al deposito laterizi di Petroro, e ci mettessi dentro aria condizionata e frigo bar, sarebbe ancora un trullo?
    Una volta i trabocchi erano un mezzo di sostentamento per pescatori talmente poveri che per realizzarli dovevano girare per la costa a recuperare legname abbandonato, per poi farne quelle meravigliose strutture che vediamo ancora adesso; spesso una vera sfida alle leggi della statica.
    Non so se negli anni a qualcuno è venuto in mente di scrivere una specifica per queste strutture, per preservarne almeno il carattere estetico, perchè non mi si venga a dire che oggi servono a mantenere una famiglia; non mi meraviglierei che tra qualche anno avremo “bilance da pesca” con soggiorno e angolo cottura vendute da immobiliarie.
    Intanto questa sembra avere una cabina di 5×6 metri e una bella veranda di 8 x 2,5 m. (desunti dalla planimetria dell’ordinanza, sc. 1:250 su foglio fmt A4).

    Per conto mio sarebbe tecnicamente più opportuna la definizione di:
    manufatto abitativo in legno marino trattato ad uso relax e tempo libero, ralizzato su piattaforma sostenuta da palafitte in legno e cemento di fondazione su rocce costiere o frangiflutti portuali, con possibilità svolgere hobby pesca con bilancia a verricello elettrico, ICI esente e antenna parabolica.
    Il trabocco è un’altra cosa, pergiove.

  39.  Add karma Subtract karma  0
    MAC
    MAC
    Venerdì 11 Aprile 2008 ore 13:30 - Permalink

    dimenticavo il link http://www.primadanoi.it/modules/bdnews/article.php?storyid=14792

  40.  Add karma Subtract karma  0
    MAC
    MAC
    Venerdì 11 Aprile 2008 ore 13:28 - Permalink

    Anche la confcommerccio tuona conntro le piattaforme i sindaci di diverse città protestano…..
    Il sindaco di Vasto si è mai pronunciato a riguardo? Sarebbe bello sapere cosa ne pensa!!! E gli albergatori?? Hanno deciso di ceder il passo agli interessi degli industriali e dell’ENI o ha voglia di battersi per una Vasto bella vivibile e turistica??? Gli albergatori si sono accorti della piataforma?? Si sono accorti che Vasto è a un bivio??? Sanno della proposta del Parco Nazionale???
    Dai coinvolgiamo più gente possibile qui si rischia, se dovesse andar storto qualcosa addio alberghi turismo e poi il Parco potrebbe aiutare a tutelare VAsto sfruttando al meglio le risorse.

  41.  Add karma Subtract karma  0
    Unregistered
    advocatus
    Domenica 6 Aprile 2008 ore 18:28 - Permalink

    Lorè…..il fatto che non sia votato non vuol dire che non possiamo votaro in futuro!!!!!!!!!

  42.  Add karma Subtract karma  0
    MAC
    MAC
    Domenica 6 Aprile 2008 ore 16:29 - Permalink

    Cicco allora per questa volta sei dei nostri???
    al piattaforma è troppo vicina alla costa! Cosa si può fare???

  43.  Add karma Subtract karma  0
    Cicco
    Cicco
    Domenica 6 Aprile 2008 ore 15:42 - Permalink

    Evidentemente mi sbagliavo, ci sono anche piattaforme per estrazione di greggio in Adriatico. Ho trovato ordinanze delle Capitanerie di Porto, da Ravenna a Pescara, che ne fanno menzione.
    Da questo sito di pescatori hobbysti se ne può fare una conta; proprio da qui ho letto che tra Vasto e Termoli ce ne sarebbero solo 3, ma quella che segnali tu Mac, dovrebbe essere una quarta non ancora censita.
    Cmq ho capito che la domanda va posta alla Capitaneria di Porto di Ortona che per questa nuova ospite dovrebbe emanare le disposizioni di traffico marittimo, o per fare prima all’Ufficio Circondariale Marittimo di Vasto (vasto@guardiacostiera.it).

    http://www.biggame.it/speciali/piattaforme/piattaforme-metanifere-01a.htm

    Ma se si visita il sito della Capitaneria di Ortona (http://www.guardiacostiera.it/capitanerieonline/ordinanze.cfm?id=73), l’ultima ordinanza in ordine temporale è del 21 marzo scorso, e riguarda la piattaforma “Galloway”. Fosse questa?

  44.  Add karma Subtract karma  0
    Unregistered
    Enzo
    Domenica 6 Aprile 2008 ore 15:10 - Permalink

    coi “rospi di mare” tirano fuori greggio..

  45.  Add karma Subtract karma  0
    MAC
    MAC
    Domenica 6 Aprile 2008 ore 14:40 - Permalink

    altro articolo interessante
    http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/%C2%ABGas-e-petrolio-nel-futuro-dell-Abruzzo%C2%BB/1946867

  46.  Add karma Subtract karma  0
    MAC
    MAC
    Domenica 6 Aprile 2008 ore 14:13 - Permalink

    Cicco speriamo sia come dici. comunque anche se fosse metano la piattaforma dovrebbe essere sistemata molto più a largo di quanto è ora!
    Al momento la si riesce a vedere addirittura dal tratto autostradale Val di Sangro-Vasto, la cosa più grave è che è stato fatto tutto all’insaputa dei cittadini. Che tu/ Voi sappiate, gli enti locali possono qualcosa per evitare la sistemazione della piattaforma praticamente a riva??
    P.S. L’articolo che desta preoccupazioni è su PrimaDaNoi
    ( http://www.primadanoi.it/modules/bdnews/article.php?storyid=14511 )

  47.  Add karma Subtract karma  0
    Cicco
    Cicco
    Domenica 6 Aprile 2008 ore 11:18 - Permalink

    Mac, forse mi sbaglio, ma che io sappia in Adriatico non sono permesse perforazioni off-shore per estrazione olii minerali, ma solo per gas naturali. Questo per il fatto che il nostro è un mare chiuso e dove una eventuale catastrofe in piattaforma con riversamento in mare avrebbe effetti moltiplicati rispetto ad altre aree marine.
    Proverò ad approfondire, ma se fosse petrolio quello che stanno cercando allora mi associo alle proteste.

    Torno a Vasto ogni estate, da sempre; l’ultima visita circa 2 mesi fa.

  48.  Add karma Subtract karma  0
    MAC
    MAC
    Domenica 6 Aprile 2008 ore 00:30 - Permalink

    Cicco, la novità è che queste cercano petrolio. Vediamo di capirci di più e poi questa è attaccata alla costa. Da quando non vai a Vasto???

  49.  Add karma Subtract karma  0
    Cicco
    Cicco
    Sabato 5 Aprile 2008 ore 23:33 - Permalink

    Mac, non so se una piattaforma sia poi questa minaccia. Ce n’è sempre stata qualcuna al largo delle nostre coste e non ho visto tutta questa tragedia. Anzi molti vastesi, audaci e attrezzati di mute e gommoni, andavano a cavare cozze dai piloni finchè non è stato proibito.
    Le piattaforme, che per la precisione in Adriatico sono metanifere e non petrolifere, hanno sistemi di sicurezza tali che se ci fosse pericolo speciali valvole immerse bloccano il tunnel di perforazione. Non ci sono notizie di catastrofi di inquinamenti da incidenti di piattaforme metanifere, mentre ce ne sono state per le petrolifere.
    Il vero potenziale pericolo sono le petroliere, quelle vecchie e monoscafo, che per fortuna da qualche anno sono state bandite dal Mediterraneo.
    Forse saprai che appena oltre il nostro orizzonte visivo marino c’è un intenso traffico di petroliere verso le raffinerie e pipeline di Trieste; qualcosa come più di 50 milioni di tonnellate all’anno che ci passano sotto il naso da alcuni decenni e centinaia di navi che lavano le cisterne nelle rotte di ritorno in barba ad ogni disposizione.

  50.  Add karma Subtract karma  0
    Unregistered
    lorenzo
    Sabato 5 Aprile 2008 ore 21:49 - Permalink

    tutto sacrosanto..c’è un piccolo errore però nella tua eccellente disamina: vasto e in generale l’abruzzo (a parte secondo me qualche piccola realtà) non è assolutamente votato al turismo di qualità..purtroppo..e questi sono i risultati.

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