- .: A Vasto
Abruzzesi, terroni simpatici.
Venerdì sera. Un amico mi invita ad una festa a casa di Roberta, una ragazza di Bari che ritorna nel Belpaese e vuole ‘festeggiare’ la sua partenza. Io vado: una festa è pur sempre una festa.
Se Roberta è italiana, la festa è piena zeppa di compatrioti, normale. Qualcuno canta ”O Sole mio’, altri ‘Bella ciao’ e poi si sfocia nei cori da stadio. Dal classico ‘Olelelé, olalá’ al più nuovo ‘popopo-popopo’ di tottiana memoria. Che ci vogliamo fa’? gli italiani sono così: in mancanza di mandolino, si canta quello che si può. Almeno, i tedeschi, austriaci, spagnoli, francesi, bulgari, etc, che stavano lí, si sono divertiti e hanno capito che il mito “pizza, pasta e mandolino” o la sua variante violenta “pizza, mafia e mandolino”, beh, come dire, non sono poi tanto ‘luoghi comuni’…
La festa andava avanti tranquillamente, fino a quando un tipo di Verona non decide di chiedermi di dove sono. “Abruzzese…”. Sempre rispondo così, poi, se richiesto, posso aggiungere “vastese”. Lui fa la faccia strana e mi sa che devo aver risposto con una faccia altrettanto strana, perché lui ha sentito il bisogno di giustificarsi.
Io pensavo: “Oh, guarda che mica stai a lo zoo…”. E lui, che forse qualche potere telepatico l’aveva pure, dice: “No, no, mica per niente…anzi io vivo con due ragazzi della provincia di Chieti”.
Per cortesia dico: “Ah, di dove?”
“Boh, di…di villa…villa…”
“Francavilla?”
“Bravo! Sí, sí…questo…L’altro è di un paesino…Montesilvano mi pare…”
Non faccio il saccente e rinuncio a spiegare a questo tipo cosa sono le province. Però lui fa il cortese.
“Bello, bello l’Abruzzo…la spiaggia, il vino, gli arrosticini…Oh, ma perché non li esportate?”, e qui gli sale un accento un po’ pugliese.
Io, diplomatico: “Naaa’…che venissero a mangiarli in Abruzzo”.
“Ah, ah…giusto, giusto. No, davvero, gente toga…forse suona un po’ male…ma devo dirti che gli abruzzesi sono terroni simpatici…”
-Qui vi lascio due possibili finali di questa storia. Ognuno decida quello che gli piace di più. Vi avviso, solo uno dei due è vero…-
Finale A
“Eh, si…il mare pulito, il vino, la buona cucina…siamo così…TERRONI SIMPATICI”, dico.
Il mio modo di calcare le parole ‘terroni simpatici’ deve aver suonato come un ruggito, perché il veronese si allontana, come un bambino allo zoo quando di colpo un leone ruggisce.
Scusate il paragone.
Finale B
Lo guardo negli occhi, poi abbasso un po’ lo sguardo fino alla punta del suo naso…Segue una scena violenta, come allo zoo, quando un bambino entra nella gabbia del leone.
Scusate il paragone.
'Abruzzesi, terroni simpatici.' ha ricevuto 15 commenti:
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sabato 4 febbraio 2012 ore 22:41 - Permalink al commento
Fare distinzioni regionali vuol dire di base avere poca cultura e un ignoranza predominante.
Sono un “terrone” ma non mi ritengo offeso come quando ad uno del nord si da ad esempio del “polentone”.
Siamo tutti uguali o meglio le persone cattive e buone ci sono sia al nord che al sud… non facciamo di tutta un erba un fascio.
In ogni caso oggi dobbiamo essere uniti più che mai perchè comunque siamo tutti Italiani… spero un giorno lo capisca anche gente come Bossi.
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venerdì 13 gennaio 2012 ore 19:09 - Permalink al commento
voglio dire a tutti i vastesi che per quanta riguarda il discorso del terrone che tali si è nel comportamento non nel luogo di nascita e che per me è bello ritenersi un terrone rispetto ad un trentino ma non posso accetare che mi si giudichi come un campano o un siciliano piuttosto che calabrese perchè la nostra storia e cultura è decisamente diversa!!!
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mercoledì 25 gennaio 2012 ore 10:38 - Permalink al commento »
@brasco 70, credo sia un errore assumere il discorso razzista: assumendolo, lo giustifichiamo. Fare distinzioni regionali, oggi, è inutile e anacronistico.
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martedì 18 maggio 2010 ore 22:50 - Permalink al commento
io non ciò nessun problema se 1 mi chiama terrone, secondo me non è un insulto….. quelli del sud cianno dei difetti e quelli del nord cen’hanno altri…però’, perciò, NON ESISTE che quelli del nord sono superiori di quelli del sud.comunque W gli abruzzesi.
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venerdì 3 febbraio 2012 ore 14:34 - Permalink al commento »
@anonimo, Io sono d’accordo con Spanish, quando dice a Brasco 70 che è inutile ed anacronistico fare distinzioni sulla base del luogo di nascita o di provenienza. Io aggiungo: pericoloso. Cioè si scende al loro livello. Anche se tu non sei razzista. Dici che chi è nato e vive a milano è nè superiore nè inferiore a chi è nato a palermo. Però dici che sono diversi. Ed è già un riconoscere parte del discroso dei razzisti.
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martedì 8 aprile 2008 ore 16:55 - Permalink al commento
Eh, vabbe’…allora insultiamoci allegramente…tanto…
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martedì 8 aprile 2008 ore 16:33 - Permalink al commento
Stiamo dicendo la stessa cosa…
Noi dobbiamo essere consapevoli del nostro valore che poi qualcuno ci chiami cafone o terrone cosa importa???
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martedì 8 aprile 2008 ore 15:47 - Permalink al commento
Se accetti che ti chiamino terrone, poi non t’infastidire di chi si vergogna di essere abruzzese.
Se un pugliese, un abruzzese, un campano, insomma uno del sud, mi chiama terrone, non m’arrabbio. Non ci faccio neanche caso. Ma che lo faccia uno del nord è diverso. Non c’entra niente con l’evoluzione della lingua…mi spiace che tu l’abbia accettato. Sicuro che poi t’incazzi se uno usa “nero” e non “persona di colore” (dove “almeno” si evidenzia una differenza fisica…).
Vabbuó, se non ci crediamo noi, poi non ci aspettiamo che lo facciano gli altri…
Saludos, terroncelli!
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martedì 8 aprile 2008 ore 15:28 - Permalink al commento
La lingua si evolve e nell’italia settentrionale la parola terrone è diventata di uso comune e non sempre è utilizzata in modo dispregiativo.
Sarà l’abitudine ma non mi infastidisce essere chiamato terrone o polentone a seconda delle persone che frequento.
Quello che invece mi infastadisce parecchio è il senso di inferiorità tutto abruzzese. Le nostre montagne, le nostre spiagge sono rispettivamente sempre troppo a nord o troppo a sud, sempre troppo sabbiose o troppo “basse”, il nostro vino non è come quelo toscano ed il nostro mare ed il nostro pesce non sono come quelli del tirreno. Le nostre tradizioni sono come quelle meridionali mameno oinvolgente, le nostre danze troppo complicate da ballare ( La pizzica invece è nà figata), i nostri canti troppo volgari e cafoni. Potrei continuare all’infinito, potrei portarvi ad esempio un mucchio di persone che parla con accento bolognese dopo solo un mese di università…..
L’abruzzese studia e lavora fuori regione perchè è figo e non per conoscere nuove realtà. Se i montanari abruzzesi si fanno il bagno a Rimini o nel Salento, senza aver mai visto la nostra costa, i marinai di regione vanno a sciare sulle alpi senza conoscere la qualità delle discese e degli impianti regionali.
Penso che sia il nostro complesso d’inferiorità a disturbarci, quell’esclamazione, Terroneeee!!!!, buttata inadeguatamente nei più svariati discorsi slatentizza l’idea poco fiera che abbiamo della nostra regione, è questo che ci offende, la nostra mancanza di fiducia nelle potenzialità di quella che è la regione più bella del mondo.
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martedì 8 aprile 2008 ore 10:30 - Permalink al commento
il ” terrone ” non è o non dovrebbe essere una caratterizzazione geografica ma un modo di essere, terrone nel senso dispregiativo è il maleducato.
… e in questo caso il terrone è stato il veronese…
in senso positivo il “terrone” potrebbe essere il contadino…
… e allora W la terra e tutti i contadini…
buona giornata
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martedì 8 aprile 2008 ore 09:58 - Permalink al commento
Eh, a volte basta un sorriso.
A volte un colpo di mazza da baseball sulle ginocchia. Così, tanto per sfatare il luogo comune. Che passi “terrone”, ma se qualcuno mi dicesse “simpatico” mi girerebbero di brutto! Ahahah..
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lunedì 7 aprile 2008 ore 17:49 - Permalink al commento
Spanish mi fai sempre venire i complessi d’inferiorità…..ma perchè non sono simpatico come te????
Vabbe al fatto che non sono simpatico cerco di supplire con altre doti, la simpatia ad esempio….
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lunedì 7 aprile 2008 ore 17:24 - Permalink al commento
Mac, il problema è che ‘terrone’, primo, fa riferimento ad una categoria che non esiste: non c’è nessuna categorizzazione degli italiani di questo tipo. Non identifica una provenienza, una cultura, una religione…
Secondo è dispregiativo. Non è una parola scelta a caso. Non è come dire “meridionale” (ammesso che l’Abruzzo stia al sud…) o “persona del sud”. È un termine inventato ed utilizzato per offendere.
Nel caso concreto, non credo che il tipo avesse voluto offendere. Però è chiaro che è stato tradito dalla sua ignoranza, dalla sua maleducazione e dall’abitudine di chiamare i suoi compatrioti del sud con un termine dispregiativo.
Non c’è bisogno di esempi ‘esteri’, credo…
PS: Cicco, coinvolgere altri non sarebbe stato male, ma a quel punto sarebbe sfociato in rissa: c’era gente di tutt’Italia…Però credo che la maggior parte fosse del Nord…Hmm…
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lunedì 7 aprile 2008 ore 17:07 - Permalink al commento
Vabbò, noi abruzzesi siamo terroni. E che male c’è????!!! Il mio professore mi ha presentato ad una paziente dicendo: “…. lui viene dalla Libia….” Io sorridendo ho pensato ” Cavolo, è vero adesso pure noi abbiamo il petrolio…..” Comunque Terrone o no io rimango sempre un cafone, in senso siloniano ovvio..
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lunedì 7 aprile 2008 ore 16:51 - Permalink al commento
Spanish prima del finale B avrei chiamato …”Robbè vieni un po’ qua; c’è sto’ tizio che dice che io che vengo dall’Abbruzzo sono un “terrone simpatico”, mo’ chiedigli cosa pensa di te che vieni da Bari”; … magari in coppia il festino veniva meglio.
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