Punta Aderci on-line: natura e storia

MAC

Scusate l’ignoranza ma mi chiedevo se la riserva di Punta Aderci avesse un proprio sito ufficiale. Mi chiedevo se il sito  fosse questo e come mai da diversi anni il sito è sempre e solo in allestimento. Sapete chi gestisce il sito????

Sperando, in una risposta da parte dei responsabili (ammesso che il link si riferisca al sito ufficiale) propongo di raccogliere qui informazioni utili che potrebbero interessare il visitatore.

Comincio io, se sono impreciso correggete, ragà in storia non ho mai brillato…….

(Da Wikpedia)

Istituita nel 1998, la riserva si estende per 285 ettari dal porto di Vasto fino alla foce del fiume Sinello. Tra la tipica vegetazione delle coste sabbiose troviamo il ravastrello, l’Ammofila arenaria, la Calcetreppola marina, la Xantium italicum, la euforbia delle spiagge, il papavero giallo, il mirto, la salsola, il giglio di mare, il finocchio spinoso. Al largo della riserva, non mancano mai i delfini del genere Stenella, o il tursiope, oltre a diverse altre specie marine tipiche del Mar Adriatico. Avifauna : gli appassionati di birdwatching possono osservare, oltre al fratino simbolo della riserva, il fenicottero maggiore, l’airone cenerino, la nitticora, la sgarza ciuffetto, il tarabusino, la garzetta, il , la sterpazzola, tra i rapaci il gheppio, e la poiana.

PUNTA PENNA (la vecchia Buca e Penna luce)

Punta Penna non è interamente parte della riserva ma la sua importanza storica e l’eccezionale posizione donano fascino a tutta la zona. Oggi ciò che è maggiormente visibile è un porto con diversi insediamenti industriali, tutto qui vive in precario equilibrio, tutto a Punta Penna  sembra esser sull’orlo di un precipizio o di una svolta. Camminando o guidando lungo le strade di questa zona si ha l’impressione di abbadonare il presente o forse di viverne più intensamente le contardizioni. Il compromesso a Punta Penna non esiste, da un lato il passato con i suoi petrolchimici, le vecchie case popolari anni’70 ed industrie impattanti, dall’altro aree SIC, campeggi, piccoli ristoranti e la riserva di Punta Aderci.  Punta Penna rappresenta il fallimento di un vecchio modello di sviluppo e la speranza di saper far convivere attività produttive e Natura, un posto magico dove puoi rivivere il recente passato e predirre il futuro senza esser in grado di comprendere il presente.  Facendo questa premessa a mio avviso essenziale l’occhio si fà più furbo e recettivo pronto a recepire i diversi segnali che arrivano dalla natura e dal passato.

Posizione: (da punta penna foto blog) Su di una corona di giganteschi scogli prodotti da frammenti naturali che si elevano a picco sul mare, giace Punta Penna, poco a nord di Vasto, protesa nel medio Adriatico come una propaggine, in terreno fertile, ricca dì sorgenti d’acqua dolce e dotata di aria saluberrima. Domina i due seni di Lebba e di Lotta, in una superficie di circa 2 kmq, per poi digradare dolcemente fino allo scalo ferroviario del Porto di Vasto. Tale posizione marittima privilegiata non trova raffronti in nessuna parte d’Italia e, dal lato panoramico, è oltremodo attraente. Infatti, al di là della distesa del mare a levante, col profilo delle isole Tremiti, si scorge a nord e a sud, un lungo tratto di costa parimenti elevata come quella della Penna che strapiomba sul mare e dove nidificano uccelli marini. Completa la magnificenza della visione, a nord, l’estremità dell’attiguo seno della Lotta, ove si scorge lo scoglio Aderci noto anche come Erce, o Illice, di eccezionale mole, alla cui sommità un tempo si erigeva un turrito castello.

Storia: (da punta penna foto blog) La zona della “Penna”, infatti, ha grande importanza storica. Per concordi notizie di Plinio e Mela fu sede dell’importante città frentana di Buca, alla quale succedette quella di Pennaluce, in epoca medievale, anch’essa non più esistente. Come siano scomparse non è dato conoscere con esattezza. Forse furono le truppe Alemanne nel 1189, o quelle delle Crociate nel 1194, oppure le frequenti e devastanti intrusioni dei Goti, dei Saraceni, dei Longobardi, degli Ungari e Turchi a determinarne la completa distruzione. Le scarse e frammentarie notizie le attingiamo dai Cenobi vicini che avevano possedimenti. Ma è facile immaginare come, da siffatte incerte notizie, abbia avuto il faro e la Chiesa di S.Maria di Pennaluce origine una fioritura di leggende che rendono la zona avvolta da mistero e fascino suggestivo. È il caso di ricordare una leggenda per tutte: trafugata da pirati turchi la statua della Madonna della Penna, essa si ritrovò nel medesimo posto ove fu rapita, mentre la nave dei pirati affondò. La chiesetta qui costruita ne conserva l’immagine sacra che la gente marinara di Vasto venera con solenne processione la seconda domenica di maggio. tratto da www.guidabruzzo.it

PUNTA DELLA LOTTA

(da punta penna foto blog) è il promontorio subito a sud della spiaggia di Punta Penna, per capirci, quello dove si trovano i silos verdi della Puccioni oltre che il sito archeologico. L’estremità del promontorio, come a Punta Penna, è occupata da una fortezza, coeva a Pennaluce, anche se in continuità d’uso con un’altra meno ampia (sec. XII), racchiusa nel quarto decennio del Duecento dal nuovo recinto. Il sito, nel I sec. d.C., era occupato da un edificio, ancora da individuare, ma probabilmente interrato di sotto alla motte sulla quale sorge la struttura militare. Nella fase federiciana, accanto alla funzione militare, doveva coesistere quella fiscale: caserma di guarnigione e magazzino demaniale funzionale ai provvedimenti di natura finanziaria del sovrano svevo. Ad ogni modo, assieme alla fortezza posta sull’estremità nord del promontorio della Penna, costituiva un formidabile sistema di difesa del porto chiuso tra i due promontori. Inoltre, da Punta Penna si controlla un ampio tratto dell’Adriatico verso Sud, sino al Gargano, da Punta della Lotta verso Nord almeno sino ad Ortona. tratto da Parsifal coop

Punta Aderci

Al momento non dispongo di informazioni, oltre questo link non ho altro. Oltre alle bellezze naturali è interssante osservare sulla spiaggia della riserva i resti di una fossa comune creata a seguito di una pestilenza nel 18oo. Chiedo il vostro aiuto per fare di questo articolo una specie di rubrica su turistica

P.P.S. Ripeto sarebbe bello raccogliere informazioni dettagliate sulla riserva raccontare aneddoti e leggende, riappropiarci della storia e delle bellezze della nostra città, utilizzare questa parte di costa come attrazione turistica, ma allo stesso tempo è moralmente doveroso informare il visitatore del precario equilibrio della riserva e del comportamento che bisogna adottare. Ricordo a questo proposito che in riserva è proibito gettare rifiuti di ogni genere, bivaccare, cogliere fiori, condurre animali domestici e sopratutto accedervi con mezzi a motore.


'Punta Aderci on-line: natura e storia' ha ricevuto 26 commenti:
(il più recente in testa)

  1.  Add karma Subtract karma  0
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    fede64
    Martedì 13 Maggio 2008 ore 16:45 - Permalink

    Per Giusfra, per l’uso del terreno su cui insiste il casotto di Punta Penna, pare sia stato fatto un comodato d’uso gratuito, per il quale quindi il Comune di Vasto non ha mai dovuto pagare nulla. Spero di averti aiutato nella comprensione del quesito.
    In ogni caso, come lo stesso Dott. Desiati afferma : ” la linea demaniale lungo la nostra battigia è in costante movimento a causa delle correnti e dei fenomeni erosivi. Questo può comportare, negli anni, il costante e simultaneo arretramento o avanzamento (raramente) dei confini dei terreni di proprietà privata, senza che la cartografia venga adeguatamente modificata..”
    Saluti : Federica

  2.  Add karma Subtract karma  0
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    giusfra
    Domenica 11 Maggio 2008 ore 05:56 - Permalink

    Non per insistere, ma io ogni tanto ancora ci penso. Alla storia dei casotti, a punta Aderci.
    Della vicenda ho letto resoconti e precisazioni, botta e risposta, ma una cosa non riesco ancora a capire Anch’io ho qualche limite, ma Croce m’ha insegnato ad avere idee chiare e distinte. Sarà che per studi e consuetudine, non m’intendo d’urbanistica – …come del resto l’assessore Suriani – ma per qualche esperienza vissuta, mi chiedo: - va beh, che il Comune non sapesse che il sito fosse demaniale, nella burocrazia ci può stare (?), ma che qualcuno possa aver chiesto e ottenuto che gli venisse pagato un canone se il posto non era di sua documentata proprietà, com’e stato possibile? E se così, comunque, è stato: è storia questa di truffa e truffati e, per quel che ci riguarda, a farne le spese è stato il privato (è forse indagato?), il Comune (c’è qualche responsabilità?) o il cittadino, quello che paga tasse e addizionali?

  3.  Add karma Subtract karma  0
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    fede64
    Martedì 22 Aprile 2008 ore 14:58 - Permalink

    Appoggio in pieno le considerazioni di Davide. Pensate che questa estate, ho personalmente fotografato (ed inviato per mail) il solito gommone che, davanti alla spiaggia di P. Penna, a circa 100m (ma nemmeno) dalla riva, si divertiva a scorrazzare impunito in mezzo ai bagnanti. Dopo giorni di questo andirivieni (il gommone era sempre lo stesso, guidato dal “figo” di turno) ho pensato di scrivere chiedendo alla Capitaneria di Porto di intervenire.
    Naturalmente non si sono degnati di rispondermi, tanto meno di intervenire!…Alla faccia della sicurezza di cui tanto si parla in questi giorni…la musica cambia quando qualcuno si permette di pescare un paio di chili di vongole o di cozze. Allora sì che si interviene anche con multe salate…più dell’acqua del nostro amatissimo mare…
    Ma non siamo ridicoli!

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    Davide1971
    Venerdì 18 Aprile 2008 ore 22:23 - Permalink

    Ieri ho scritto che e’ come se avessero sparato alla Croce Rossa,questa sera lo ribadisco! Ma si puo’ essere piu’ ebeti,ma come fate parcheggiare cosi’ dalla sera alla mattina una piattaforma petrolifera a pochi metri dalla riva e non battete ciglio e poi rompete le scatole per due dico due casotti! Ma va la’ caro cdv o chi ne fa le veci,vi siete coperti di ridicolo.Poi fossero in cemento armato pure pure,sono di legno e non fissati al terreno in modo permanente,quindi in quattro e quattrotto si smontano ed e’ risolto il problema.Poi pure il modo come hanno scritto sui giornali e’ ridicolo.Ho letto”Dopo attente , scupolose, lunghe ,complesse estenuanti ricerche tramite le tecnologie piu’ raffinate,si e’ scoperto che i casotti autorizzati dal Comune non sono su un area privata ma sul demanio ecc.ecc. Io aggiungo…EMBE’? Dov’e’ il problema? Date dieci giorni di tempo per mettersi in regola e dopp soltant dopp potevate sequestrare i gazebi di legno.Cari marinai siete troppo RIGIDI o poco ELASTICI …fate voi .Saludos

  5.  Add karma Subtract karma  0
    RobDel79
    RobDel79
    Venerdì 18 Aprile 2008 ore 20:39 - Permalink

    Si, in effetti la notizia è un po di quelle inutili, messe su tanto per tappare uno spazio vuoto… oltretutto si tratta di casotti non di palazzi di sette piani, ma tant’è…

  6.  Add karma Subtract karma  0
    Cicco
    Cicco
    Venerdì 18 Aprile 2008 ore 17:27 - Permalink

    Dura lex sed lex.

    Viene voglia di sorridere; scusatemi, ma non riesco a capacitarmi che tutto questo can-can sia scaturito da un paio di gazebo come questi che indica Spanish. A me sembrano pure deliziosi.

    Chissà cosa leggeremo appena questi controlli iper-tecno-satellitari saranno estesi al resto della costa!

    Intanto quest’estate mi porto il gps in spiaggia e prima di piantare l’ombrellone faccio il punto nave; hai visto mai che mi becco una multa per occupazione abusiva.

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    Massimo Desiati
    Venerdì 18 Aprile 2008 ore 17:03 - Permalink

    Credo che circa la buona fede della Cogecstre non ci possano essere dubbi. Sia per quel che ricordo in ordine all’affidamento della gestione delle poche e scarne strutture insistenti nella Riserva, sia per quanto riguarda l’attenzione che essa pone nell’attendere ai propri compiti, secondo quanto mi consta nelle esperienze vissute in Regione. Certamente una più attenta lettura delle mappe e delle particelle catastali avrebbero evitato il problema ma può accadere che, a tal proposito, ci sia sia stata confusione. Non so se è questo il caso, poichè bisognerebbe “veder le carte”, ma resta il fatto che la linea demaniale lungo la nostra battigia è in costante movimento a causa delle correnti e dei fenomeni erosivi. E’ da tempo che non si demarca la nuova linea del confine demaniale. Questo può comportare, negli anni, il costante e simultaneo arretramento o avanzamento (raramente) dei confini dei terreni di proprietà privata, senza che la cartografia venga adeguatamente modificata. Resta il fatto che, anche se terreno demaniale, varrebbe la pena considerarlo pur sempre all’interno di una Riserva naturale, con le conseguenti misure di favore che ne renderebbero finalizzata la destinazione con autorizzazioni amministrative a monte .

  8.  Add karma Subtract karma  0
    Spanish
    Spanish
    Venerdì 18 Aprile 2008 ore 16:38 - Permalink

    Ma ci sono due sequestri, no? Ho si tratta solo di questo?

  9.  Add karma Subtract karma  0
    RobDel79
    RobDel79
    Venerdì 18 Aprile 2008 ore 14:05 - Permalink

    Ale, ti ringrazio per la precisazione. Purtroppo la stampa, come al solito, per semplificare ha fatto un macello.

    Oggi sono stato in Riserva, fin giu’ alla spiaggetta di Aderci. Oltre ad aver visto il trabocco in costruzione, alcuni pezzi di monorotaia e i pali, ho visto che si è formato uno stagnetto con tanto di ranocchie ai piedi del pendio.

    Interessante ma… è normale?

  10.  Add karma Subtract karma  0
    Cicco
    Cicco
    Giovedì 17 Aprile 2008 ore 18:39 - Permalink

    Non è che si capisca molto di questa vicenda per uno che sta fuori.

    Se sti “casotti”, in ipotesi, sono brutti, invadenti, usati per altri scopi, costruiti male, pitturati peggio, … che siano dentro o fuori la zona demaniale che differenza fa?
    Forse che se facessimo una colata di cemento a 10 cm al di qua della fascia demaniale, ci sentiremmo a posto?
    Se il problema è tutto qui, una banale questione di mappe, allora chiamiamo una bella gru e spostiamo sti’ cosi dove possono stare, e facciamola finita.

    Fateci capire qualcosa di più.

  11.  Add karma Subtract karma  0
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    Ale
    Giovedì 17 Aprile 2008 ore 18:14 - Permalink

    Rispondo a nome di Cogecstre per precisare che sulla questione del sequestro del casotto di Punta Penna la Cogecstre non ha alcuna responsabilità.
    il manufatto in questione è stato a noi affidato solo in gestione.
    La costruzione e le pratiche autorizzatorie sono di almeno tre anni precedenti.
    La responsabilità, quindi, non è nè di Cogecstre nè di questa amministrazione che sta invece provvedendo a risolvere in tempi brevi il disguido di lettura e confini delle particelle catastali.
    Saluti

  12.  Add karma Subtract karma  0
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    fox
    Giovedì 17 Aprile 2008 ore 15:35 - Permalink

    che cos’e’ sta storia di Punta aderci e dell’occupazione abusiva da parte della coop Cogecstre.
    che ne sapete?
    come mai i blog cittadini ritardano a dare la notizia? A parte il sito di trsp e quello di Cerulli che ha annunciato novita’ gli altri latitano. Cos’e’ si bucano certe notizie?

  13.  Add karma Subtract karma  0
    MAC
    MAC
    Giovedì 17 Aprile 2008 ore 12:32 - Permalink

    http://www.primadanoi.it/modules/bdnews/article.php?storyid=14867

    Spero che sia tutto smentito o messo a posto. Comunque se i casotti in legno sono quelli che penso io, ricordo che erano presenti prima che la riserva fosse affidata alla cogestre. Infatti mi smbra di ricordare che fossero gestiti dalla protezione civile.

  14.  Add karma Subtract karma  0
    MAC
    MAC
    Lunedì 14 Aprile 2008 ore 22:41 - Permalink

    Federica volevo chiederti se il campeggio libero in riserva è tollerato. Puo uno dormire in tenda senza ovviamente entrare in macchina e senza bivaccare??? E se non è tollerato si puo dormire nel nuovo parcheggio per sosta attrezzata????
    Sai dove è permesso a Vasto il campeggio libero??? Volevo continuare con questa piccola rubrica informativa….
    Grazie Ciao

  15.  Add karma Subtract karma  0
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    Davide1971
    Venerdì 11 Aprile 2008 ore 23:08 - Permalink

    Grande Cicco! Ora ne so sicuramente di piu’ e penso anche Fede64.Comunque Punta d’Erce e’ la piu’ probabile almeno secondo Gigi Murolo .Appena lo vedo gli dico di dirci la sua versione! Saludoooos

  16.  Add karma Subtract karma  0
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    advocatus
    Venerdì 11 Aprile 2008 ore 16:36 - Permalink

    Cicco hai trovato la soluzione…..se il porto va fatto perchè 50 anni fa lo aveva pensato Ciccarone…forse possiamo convincerli a non farlo perchè ne ‘800 Marchesani non lo nominò neppure…

  17.  Add karma Subtract karma  +1
    MAC
    MAC
    Venerdì 11 Aprile 2008 ore 13:03 - Permalink

    cicco sai qualcosa dei tunnel????
    Io avevo sentito parlare di un tunnel Castello Puntapenna ( ingresso pozzetto della chiesetta). E poi ti/ vi chiedo se avete informazoni della villa romana a largo di puntaPenna, molti sub la visitano sarebbe interessante cpirci di più!!!!!!
    dai Cicco erudiscici….

  18.  Add karma Subtract karma  +1
    Cicco
    Cicco
    Venerdì 11 Aprile 2008 ore 08:19 - Permalink

    In un altro forum vastese ci fu un’analoga discussione sulla corretta denominazione di questo luogo che ci è così caro.
    Ve ne riporto alcuni spezzoni e inviterei la cara e coraggiosa Federica a inserirne qualche passaggio nel futuro sito definitivo.

    Questa parte è del nostro concittadino Luigi marchesani, tratta da “Storia di Vasto”:

    ____________________
    Lungi dalla città di Vasto, per circa quattro miglia ed al di lei nord-est, alla latitudine di gradi 42, 9 minuti primi e 12 secondi, con longitudine di gradi 12, minuti primi 24, e 30 secondi dal meridiano di Parigi, giace la penisola della Penna, che rispettivamente alle adiacenti spiagge del sud-est e del nord-owest s’inoltra a mare per circa due miglia.
    Costeggiandosi da Vasto alla punta della Penna, e di là ad Erce, molti piccoli e grandetti seni miransi a sinistra, recinti qual di bassi, qual di torreggianti scogli, che la migliore delle Coralline, la più infesta a’ lombrici del corpo umano, alimentano.
    Postergato il seno della Meta, di cui farò parola altrove, quattro ve n’à de’ più ampii del nostro lido, collocati due di qua, e due di là della mentovata punta.
    Quel della fertile contrada Vignola, inrigata da frequenti ruscelli, offre grotte naturali nel fianco della pendice: l’uomo le à fornite d’imposte ed invertite a tugurii.
    Ne’ giardini, che l’adornano, trovaronsi vasi lagrimari, ed un frammento concavo di medaglione di creta cotta; vedesi nel fondo di quest’oggetto il basso rilievo di testa con chioma rimenata in dietro; poggia su ‘l di lei vertice il lembo convesso di Luna crescente.
    Indi si rappresenta il seno della Lebba, che lievemente restringendosi retrocede per due miglia e più in forma di più profonda valle.
    Un fiumicello nato nel tenimento nostro le solca il mezzo, e nella foce si allarga in guisa che il più esteso balzo non lo sorpassa; …

    Valicatasi la Lebba presso il mare, si monta alla stremità della penisola, allo spianato, ov’è la chiesolina di Madonna della Penna. Scogli colossali difendono dall’urto delle onde l’oriental corto lato della penisola, e parte ancora del di lei fianco settentrionale: dentato per interrotti ruderi di fabbrica e nella estensione di moltissimi passi è il meridional confine dello spianato, che indi declina alla Lebba: sono dessi questi ruderi le fondamenta di Pennaluce; …

    Dalla riquadrata regia torre della Penna al picciol promontorio di Collemartino, e da questo all’altro, ch’è maggiore, denominato Erce, stanno i due rimanenti seni, il primo men ampio del secondo; ma entrambi di acque profondissime, le quali placidamente sferzano un lido incantevole per petruzze di colori vivacissimi e diversi, per gusci di conchiglie numerosissimi, variati nella forma e ne’ colori, e per altre naturali bellezze.
    Si rieda or con la mente allo spianato della chiesolina, e qui la fantasia ci pinga le fabbriche, i cittadini, la Università di Pennaluce, di cui apprenderemo i fatti dal sunto delle antiche carte.
    ________________

    Questa che segue è invece un’analisi del bravo mio amico Laviniano:

    ________________
    Il secondo nome (DERCE) è da escludere totalmente, perché scaturito dall’ignoranza di alcuni giornalisti locali, che hanno frainteso il toponimo.

    Punta d’Erce è “accettabile” ? In alcune aree campane e salentine il teonimo Erce tramanda la memoria di Ercole, divinità che era molto venerata anche in Abruzzo, specie nelle zone vicine alle strade tratturali.

    Nel nostro caso, ci sono reperti di un presunto tempio ad Ercole sul promontorio di Punta Penna, ma non a Punta d’Erce. Perciò è da escludere il collegamento.

    Sul nome di questa località ho espresso il mio parere nel passato in alcune riviste.

    E’ meglio ricordare che i Frentani vivevano di solito in piccoli villaggi sparsi ed in pochi centri definibili “città”.

    A Punta Penna c’era un villaggio frentano, poi romano e medievale. Allora perché non ipotizzare il vicino promontorio di Punta d’Erce come luogo usato nell’antichità dagli abitanti di Punta Penna per l’estrema difesa, cinto da mura ? Tali luoghi fortificati erano denominati “arx” in epoca romana.
    Dal latino “arx” ci fu nel medioevo il passaggio linguistico nella forma “arce” e similari. Ne sono testimonianza numerosi toponimi di località italiane.

    L’intervento del dialetto dei parlanti ha poi modificato “Arce” in “Erce”.
    ________________

    Infine una mia personale interpretazione “a pelle”, senza alcuna base storica, che non ebbe molto successo in quella discussione e ne convenni:

    ________________
    Questo Laviniano; ma senza nulla togliere al suo acume storico, a me sembra un po’ troppo per una popolazione come la nostra, piuttosto modesta e all’epoca poco acculturata. Più semplicemente, azzarderei un’origine frutto di esclamazioni spontanee popolane, più avvezze ad indicare luoghi con dei riferimenti fisici o a immagini.
    Molti luoghi a Vasto hanno denominazioni di chiese, perchè c’era quella chiesa o quel santuario, oppure riferimenti geografici, ad es. la “selvotta” per indicare una zona boscosa o “buonanotte” a indicare un luogo tanto lontano da non riuscire ad andare e tornare in giornata.
    Per me può anche essere stata “la punta che si erge”; da qui la deformazione in Punta d’Erce.
    _______________

    Curiosità: su Google-Earth sono state inserite moltissime foto di Vasto e dintorni, anch’io lo fatto, ma su Punta D’Erce ce ne sono solo 4, di cui una bellissima e aerea di un certo Gettrip.

  19.  Add karma Subtract karma  +1
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    Davide1971
    Venerdì 11 Aprile 2008 ore 01:04 - Permalink

    Grazie della precisazione,ma se la verita’ storica dice che il suo nome e’ Punta D’Erce anche se l’ IGM dice Aderci ,qualcosa non quadra…Grazie lo stesso Fede64

  20.  Add karma Subtract karma  0
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    fede64
    Giovedì 10 Aprile 2008 ore 13:34 - Permalink

    Ciao Davide!
    Sulle mappe IGM (Istituto Geografico Militare) è riportato il nome del promontorio come Punta Aderci. Quando la Regione Abruzzo ha istituito la Riserva, ha ovviamente fatto riferimento alle mappe ufficiali IGM in cui viene riportato quel nome. Per evitare doppio nome e ulteriori disguidi, ci si è “adeguati” quindi alle mappe ufficiali. Ecco perché Punta Aderci e non Punta d’Erce.
    Ti ringrazio per la precisazione storica che pertanto è esatta.
    Saluti : Fede

  21.  Add karma Subtract karma  0
    Unregistered
    fede64
    Giovedì 10 Aprile 2008 ore 13:26 - Permalink

    Ciao Mac!Chiaro che il sito resterà on-line tutto l’anno! Ci stanno lavorando sodo con tutte le informazioni che possono essere utili, ma anche molto dettagliate per chi, (addetti ai lavori), vuole anche avere notizie di carattere prettamente scientifico/naturalistico .Ben vengano quindi le proposte, ti ringrazio a nome della Cogecstre per i tuoi preziosi suggerimenti.
    Ciao, Fede

  22.  Add karma Subtract karma  -1
    Unregistered
    Davide1971
    Mercoledì 9 Aprile 2008 ore 23:50 - Permalink

    Ho parlato con uno che e’ dentro “il palazzo” e mi ha detto che per la chiusura alle auto e’ ancora prematuro.Un ‘altro anno almeno…Saludos

  23.  Add karma Subtract karma  -1
    MAC
    MAC
    Mercoledì 9 Aprile 2008 ore 23:05 - Permalink

    A HHH MI CHIEDEVO è vera la storia dell mega-tunnel Castello Punta Penna??
    E cosa mi sapete dire della villa romana a largo di Vasto??? Spesso i sub ci vanno……..
    Vuoi vedè che abbiamo atlantide qui sotto e nessuno lo sa????

  24.  Add karma Subtract karma  +2
    MAC
    MAC
    Mercoledì 9 Aprile 2008 ore 23:01 - Permalink

    Grazie federica per la tua celerissima risposta, state facendo veramente tanto per la riserva. Oh che dici la riusciamo a chiudè alle macchine per stè estate???
    Spero che il nuovo sito resti on-line per tutto l’anno e che le nuove informazioni siano sempre più precise e disponibili. Che ne so potreste rendere noti i risultati sui censimenti fatti dalle varie università ecc.
    Oppure mettere webcam e registrare il meteo con la direzione dei venti cosi da permettere agli utenti di vedere quando è possibile surfare o quando è meglio noleggiare una canoa.
    La mia decisone di invitare tutti gli utenti di Vastesi.com nasce anche dalla mia esperienza di “turista”. Quelle poche volte che vado via in estate cerco sempre di fare trekking. Vi garantisco che raccogliere info su campeggi, possibilità di campeggio libero, orari di bus, treni, aerei è difficilissimo. Immaginatevi poi il casino di fare trekking all’estero le mappe dei sentieri quando le trovi sono sempre imprecise, i posti dove la gente per strada ti manda è sempre il localino all’ultima moda che hai a Vasto sotto casa tua…………..
    Vorrei aiutare un poveraccio come me che ha voglia di fare trekking in abruzzo e decide di iniziare o finire il suo viaggio da/a Vasto. Un posto ideale per camminare, fare provviste e godere del relax nel caso si decidesse di terminare qui il propprio trekking abruzzese.
    Per Davide consiglio la lettura di questo post: http://www.vastesi.com/blog/2007/05/01/punta-aderci-o-punta-derce/
    Che dici Davide aggiungiamo pure questa cosa nel calderone dlla rubrica? Cosa ne pensi dell’idea??

  25.  Add karma Subtract karma  +1
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    Davide1971
    Mercoledì 9 Aprile 2008 ore 22:41 - Permalink

    Ciao Fede64 voglio togliermi un dubbio,ma non si dice Punta D’Erce? L’esatta denominazione della riserva secondo gli storici si dice cosi.Erce che poi sta per Ercole ,quindi Punta d’Ercole…mi sai dire per favore dov’e’ la verita’.Se senti Gigi Murolo si dice D’Erce,poi dappertutto scrivono Aderci.Ci vogliamo mettere in sintonia? Se alla fine si scopre che e’ corretto Punta D’Erce si possono correggere le scritte ? Ciao da Davide

  26.  Add karma Subtract karma  0
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    fede64
    Mercoledì 9 Aprile 2008 ore 22:21 - Permalink

    Caro Mac, il sito ufficiale, risponde all’indirizzo http://www.puntaderci.it ed è stato ripreso in gestione dalla Cogecstre, nell’estate 2007. Abbiamo deciso di ristrutturarlo completamente, oltre che per migliorare la veste grafica anche per correggere le numerose inesattezze riguardanti i nomi scientifici della flora e della fauna. Grazie per i suggerimenti e ti anticipo che a breve, sicuramente prima dell’estate, il sito sarà di nuovo on-line. Saluti : Federica Finizio, per Cogecstre.

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