Tu puoi fare qualcosa
Sul suo blog, la dott.ssa Maria Rita D’Orsogna promuove un’interessante iniziativa di contrasto alle varie forme di aggressione al territorio abruzzese perpetrate da parte delle multinazionali del petrolio e del gas.
Riporto il post integralmente poichè è un buon esempio della “partecipazione dal basso” che sempre piu’ spesso occorre mettere in campo per la tutela degli interessi dei cittadini e della natura.
Tu puoi fare qualcosa
http://dorsogna.blogspot.com/2008/04/tu-puoi-fare-qualcosa.html
Le quotazioni della Mediterreanean Oil and Gas (MOG) la ditta che sta trivellando ad Ortona e a San Vito, continuano a scendere e gli investitori sono arrabbiati. La mia non e’ una analisi scientifica, ma solo frutto di un piccolo sondaggio sui siti di discussione degli invesititori, dove si dice che questo investimento inizia a non essere piu tanto buono. Nel giro di un anno, il valore delle loro azioni e’ sceso da $180 a $90. La figura sopra mostra che il crollo e’ stato negli ultimi mesi. Chissa’ che non ci sia anche lo zampino della nostra lotta al centro petroli di Ortona, che la MOG intendeva usare come supporto logistico di terra.
Contribuiamo a fare scendere i prezzi di questa ditta, e diciamolo agli investitori che questa non e’ una scelta etica. Facciamogli capire alla MOG, alla Petroceltic a all’ENI che non siamo una zona a basso rischio politico, ma che invece gli daremo fil di ferro da torcere e che li andiamo a disturbare dove sono piu’ vulnerabili: nei profitti.
Scriviamo sui blog degli investitori. Io l’ho fatto, sia sul sito della London Stock Exchange che sul sito, molto piu’ popolato, della Interactive Investor di Londra. Mettero’ i link alla fine. Se ci sono solo io su questi siti, puo’ sembrare che io sia una qualche pazza esaltata, ma se siamo tanti, vedete che ci crederanno e che venderanno le azioni. Non sono una grande esperta di borsa, ma credo che la prima cosa a cui un investitore guardi e’ la certezza del guadagno, e il non volere immischiarsi in investimenti con cosi’ tante beghe attaccate.
A me non interessa niente delle quotazioni in borsa della MOG o della Petroceltic, o dell’ENI. Voglio solo che se ne vadano dal mio mare, e dalla mia terra, e visto che questo e’ uno dei pochi strumeni che abbiamo, dobbiamo usarlo. Se volete scrivere un testo e volete che io ve lo traduca in inglese, lo faro’ - basta che lo mettete nei comments.
Il sito della London Stock exchange e’ qui (grazie Fabrizia!) e si puo’ scrivere immediatamente. Il nick acquabella sono io.
Il sito della Interactive Investor e’ qui invece. Ci vogliono due giorni di attesa dalla registrazione alla possibilita’ di mettere un messaggio, ma con un po di pazienza ce la si fa.Crediamoci. Il nostro potere e’ nei numeri, dobbiamo usarlo. Non lasciatemi sola.
http://dorsogna.blogspot.com/2008/04/tu-puoi-fare-qualcosa.html
Mappa delle trivelle vastesi:
'Tu puoi fare qualcosa' ha ricevuto 24 commenti:
(il più recente in testa)





Martedì 29 Aprile 2008 ore 22:59 - Permalink
Maria Rita inizio subito con l’opera di convincimento di quanto sia pericoloso per l’ambiente le piattaforme che hanno installato a pochi metri dalla riva.Scusate ma cercano petrolio o gas? Io ho letto che se cercano il petrolio non e’ possibile estrarlo perche’ c’e’ un divieto dettato da una legge.Praticamente il concetto e’ che il Mare Adriatico e’ un mare chiuso,quindi in caso di incidente sono guai seri.La cosa che un po’ mi puzza e’ che appena hanno vietato l’inizio dei lavori per il centro oli di Ortona ,si sono presentati con i rospi.Quasi una ripicca,oppure erano gia’ programmati.Estrazione da terra e da mare ,ci hanno preso per il Texas .Scusa ma fermarli e’ quasi impossibile in quanto se prima al governo c’erano un drappello di ambientalisti,tra un mese saranno operativi ministri che provengono da classi sociali che hanno come obbiettivo una sola parola e cioe’ PROFITTO e DIVIDENDO.L’ambiente e’ un bene da tutelare per la loro abitazione costruita nei posti piu’ esclusivi ed incontaminati della penisola ,poco importera’ se qualche “morto di fame” (per loro) Abruzzese strilla come Don Chisciotte .Hanno il P.I.L. da rispettare e guadagni sicuri,quindi …all’arrembaggio.Stamattina anche il presidente della confindustria della provincia di Chieti ha tuonato sulla legge regionale 2 /2008 che a dir suo ingessa l’ammodernamento della provincia. E’ gia’ deciso ,gia’ pianificato.Tra un po’ ci daranno le noccioline per tenerci buoni ,spero che il petrolio non lo trovino cosi’ se ne vanno subito subito(ogni giorno e’ un costo!).Saludos
Martedì 29 Aprile 2008 ore 20:49 - Permalink
ma perche’ non parlare con gli inglesi che stanno sul nostro territorio? magari possono aiutarci a mettere su un sito web in inglese? ci ho pensato tante volte ad avere un blog in inglese, del tipo save the montepulciano o qualcosa di simile, ma non ho davvero tempo per curare un altro blog, oltre a quello che ho (e leggere e scovare le queste notizie che cerco di dire a tutti). Ma prima da noi cosa fanno? Ma che il giornalismo d’inchiesta lo dobbiamo fare noi? Vi rendete conto che l’Algeria e la Tunisia sono piu agguerrite di noi????
Tra la MOG e la Petroceltic e l’ENI i terreni interssati sono su TUTTO l’abruzzo (Sulmona, Vasto, Teramo, Ortona). Occorre mobilitare piu gente che possiamo. Io vengo in Italia a luglio
(date ancora da fissare) e voglio continuare l’opera di martellamento mediatico. Spero che possiate parlarne in via informale con la gente ‘normale’, e sensibilizzarli, parlate con i vicini di casa, che quella roba sputera’ veleni in mare checche ne dicano i petrolieri e che fra pochi anni il pesce sano ce lo scordiamo (a gela e a ragusa la pesca e’ scomparsa, o almeno cosi dicino alcuni miei amici di la).
E’ un processo lunghissimo, l’abruzzese medio e’ un po lento e letargico, ma se dalle realta’ locali di Ortona o Vasto ci trasformiamo in un movimento regionale, credo che possiamo essere ancora piu incisivi. Sono disponibile a qualsiasi idea e iniziativa. Grazie dello spazio.
PS: Vivo a Los Angeles da 10 anni quasi, ma sono rimasta abruzzese nel cuore…
Martedì 29 Aprile 2008 ore 09:42 - Permalink
dal forum di piazzarossetti (si parlava del fronte del no):
no, nn credo che lo sappia…
Martedì 29 Aprile 2008 ore 09:03 - Permalink
Ok, vogliamo pianificare qualcosa, perfetto. Io sono per il coinvolgimento di altre associazioni civiche, professionali, etc. Prima di ogni altra iniziativa bisogna informare i vastesi dei pericoli che si corrono.
Sinceramente, credo che la gente neanche sappia cos’è il Centro Oli.
Martedì 29 Aprile 2008 ore 08:55 - Permalink
ovviamente io lo sono..:)
Lunedì 28 Aprile 2008 ore 14:23 - Permalink
Ok ma il tempo stringe……
Pianifichiamo??? chie è disponibile????
Lunedì 28 Aprile 2008 ore 13:38 - Permalink
Immagino che nessuno di noi, rispondendo alle brillanti provocazioni di Cicco, voglia “estraniarsi” dalla lotta
..può essere utile per informare, per sensibilizzare i più indifferenti o solo diffidenti, ed anche a mettersi in discussione talvolta, che non fa mai male.. insomma ci si arricchisce, senza perdere di vista, ovviamente, la necessità di pianificare il da farsi 
Sabato 26 Aprile 2008 ore 20:01 - Permalink
SCEEE LUCFAN E SOLE MA da quando RISPONDETE Alle DOMANDe RETORIChe COME QUELLA DI CICCO!!????
Pianifichiamo piuttosto il da farsi. Questa volta chi si tira fuori è responsabile quanto i petrolieri. Noi tuti non dobbiamo pensare che c’è già qualcun’altro a protestare, ci vuole partecipazione comnque vada a finere
Sabato 26 Aprile 2008 ore 15:24 - Permalink
Esiste, tra gli altri, una categoria di “buoni investitori” inglesi che da anni ormai acquista vecchi ruderi in Abruzzo per ristrutturarli e rimetterli sul mercato come residenze per le vacanze o come strutture turistiche. Si tratta di un fenomeno partito dallo splendido borgo di Santo Stefano di Sessanio, ma che si sta pian piano consolidando in Abruzzo soprattutto da quando il mercato in Toscana ha raggiunto prezzi inaccessibili. Non per niente i lungimiranti amministratori toscani hanno da tempo negato le autorizzazioni ai colonizzatori del petrolio, puntando su tradizione, natura e qualità della vita.
Sabato 26 Aprile 2008 ore 13:15 - Permalink
Rob, ma ci mancherebbe. Le frustrazioni che si accumulano di solito portano a sfoghi di rabbia; riflettere, invece, puo’ servire a convogliarle in modo assai piu’ produttivo.
Cicco, secondo me “investitori buoni” nel territorio abruzzese che verrebbe compromesso da un centro oli ci sono già. E’ proprio per salvaguardare un marcatissimo indirizzo economico della zona che dobbiamo mandare via quelli cattivi. Si cerchino pure ulteriori opportunità imprenditoriali, ma che siano non distruttive o lesive delle risorse fondamentali quali salute, natura ed economia.
Abbiamo prima di tutto un problema di TUTELA, se dovessimo partire da zero, come se giocassimo a Simcity, allora dovremmo porci la questione che dici. Fortunatamente non è cosi’, la produzione rinomata di Montepulciano D’Abruzzo che viene esportata in tutto il mondo è uno dei tanti esempi.
Uno dei settori che puo’ aprire le porte a nuovi investitori (buoni) è il turismo, ma se non se ne vanno i petrolieri, chi vuoi che ci caschi?
Sabato 26 Aprile 2008 ore 12:42 - Permalink
Maria Rita ho una domanda: “cosa scriviamo nell’email??? Non possiamo boicottare l’energia o meglio non in maniera cosi diretta come lo è stato con il Mc Donald!!!! Come facciamo????!!!! Si forse un testo unico da mandare singolarmente è una buon idea ma cosa scrivere…….”
Per quanto riguarda l’attività dei Rospi che trivellano petrolio, quella pare non essere nel territorio di Vasto, ma nel Molise quindi oltre il danno pure la beffa. E poi no dimentichiamoci il parco potrebbe essere un segnale!!!
E’ vero è tutto frustrante ed umiliante ma guardiamo in chiave positiva: non siamo soli, abbiamo ancora sei mesi.
Sei mesi nei quali ci sarebbe da:
1 contattare altre associazioni
2 sommergere di email gli investitori con testo unico
3 Comunicati per sensibilizzare la popolazione sul parco nazionale
4 Organizzazione di una staffetta manifestazione su tutot il territori odel parco che poi è quello soggetto a trivellazzioni
Se ci diamo dei tempi da adesso, potrei fare parte del lavoro ma ho bisogno di almeno altre due persone disposte ad incontrarsi periodicamente e a sentirsi spesso su web o per tel.
Venerdì 25 Aprile 2008 ore 14:40 - Permalink
Visto che abbiamo capito come scoraggiare gli investitori “cattivi”, qualcuno ha un’idea di come attirare quelli buoni?
Venerdì 25 Aprile 2008 ore 09:42 - Permalink
Che dite se prepariamo un unico testo? Cosí da l’idea di ‘azione organizzata’…
Venerdì 25 Aprile 2008 ore 09:10 - Permalink
Certamente luca, non mi sono mai rassegnato a questo. E’ solo che ieri mi sono un attimo messo a pensare. Spero che nn me ne vogliate per questo
Venerdì 25 Aprile 2008 ore 01:21 - Permalink
mariari’, lascia stare, i vastesi sono piu’ concentrati a dirsi male a vicenda, a sfogare le ire contro l’amministrazione comunale perche’ non finanzia la Pro Vasto ( e perche’ mai dovrebbe, cari tifosi frustrati?), a ingiuriare la Cogecstre come fanno Spinelli e quel fascista di Cerulli, a minacciare di continuo il consigliere Marra (questo sempre gli ultras da tastiera), a fare i finti attivisti come 1manifesto dal suo blog inneggiando al V-Day di Grillo (avesse avuto almeno il coraggio di organizzarlo lui qui a Vasto, manco quello e’ riuscito a fare, che razza di fallito), a sproloquiare sulle dichiarazioni personali del consigliere Smargiassi ( salvo accorgersi dietro segnalazione di aver scambiato persona, vero Cobra?), a pipparsi mentalmente sul tracciato ferroviario, i piccioni a piazzarossetti, il sesso in macchina con i cartelli che inneggiano all’amore libero, il fratino, i casotti su area demaniale si/area demaniale no,insomma tutti argomenti di fondamentale vitalita’ per noi tutti.
il vastese e’ colui che sa, geneticamente predisposto alla conoscenza del tutto. Dall’ origine dei tempi egli domina la scienza, pertanto non ha il dovere di informarsi. Sa gia’ tutto cio’ ceh deve sapere all’ occorrenza. Conosce anche il finale di tutto il conoscibile, e’ demiurgo, quasi all’ onnipotenza.
Giovedì 24 Aprile 2008 ore 23:55 - Permalink
Qui in America? Scusa Maria Rita ma scrivi da Li’ ? Caspita. Ok ! Sommergiamoli di E-mail .P.S. da dove scrivi?
Giovedì 24 Aprile 2008 ore 21:53 - Permalink
Grazie Luca,
ho scovato una illustrazione dei permessi esplorativi, esistenti ed in via di approvazione, della Petroceltic, l’irlandese. Loro sono piu centrati su Vasto (tutta l’area attorno a Rospo Mare
e’ stata accordata a loro). Ho messo la schematica della Petroceltic nella lista sotto Trivelle Vastesi, sul mio blog. Si parla di piu di 2,000 km2 di attivita’ petrolifera. E poi si, l’Adriatico e’ basso, e in caso di fuoriuscita, ci sarebbe un disastro…
Bombardiamo gli investitori - speriamo che loro abbiano un cuore. Qui in America si usa molto fare cosi, e tanta battaglie sono partite dal basso. Sono battaglie lunghe, ma alla fine vittoriose.
Ricordo che ci fu una campagna fortissima contro Mc Donalds che usava uova di galline ingabbiate e che vivevano in condizioni spaventose: gli tagliavano il becco, avevano malattie etc. Ebbene, furono sommersi di email da parte di gente normale, e alla fine dopo vari mesi di bombardamento mediatico, annuciarono che avrebbero solo usato cage-free galline (non ingabbiate). Puo’ sembrara una sciocchezza, ma in questo caso e’ stata la gente a far cambiare tattica e modi a un colosso come Mc Donalds (ed altre ditte).
I due siti-discussione degli investitori che ho trovato sono della MOG - Mediterrean Oil and Gas, che invece hanno permessi ad Ortona e nel teramano/sulmona - appena trovo quelli per la Petroceltic ve li mando.
Vi prego di scrivere a questi siti - io da sola non posso fare niente e sembro solo una un po scema e che non c’ha niente da fare - se invece siamo tanti, ci crederanno.
Grazie!
Giovedì 24 Aprile 2008 ore 21:18 - Permalink
Maria Rita indica un modo anche per sfogare le frustrazioni. L’importante è non rassegnarsi e fare qualcosa.. seguire la sua proposta puo’ avere un effetto assai piu’ diretto rispetto al semplice scambio di riflessioni ambientaliste.
Giovedì 24 Aprile 2008 ore 19:39 - Permalink
Grazie RobDel79 .L’aria che tira a Roma e’ estremamente ” tossica” dal punto di vista ambientale.Ora che si piazzano al governo i nuovi deputati e neo senatori,avranno un bel da fare per difendere le lobby industriali ,bancarie,finanziarie ed energetiche.Anni di lotte andranno in “fumo” (letteralmente).Prepariamoci all’onda d’urto dei Media che ci bombarderanno con notizie catastrofiche se non si vareranno riforme per far partire la produzione di energia elettrica da centrali nucleari .Saludos
Giovedì 24 Aprile 2008 ore 19:14 - Permalink
Rospo mare 1 e due cercano petrolio, la galloway all’Acquabella è “destinata all’estrazione di idrocarburi e di gas naturale” come recita l’ordinanza della capitaneria di ortona…
Quanto alla frustrazione, è una sensazione che condivido con Spanish.
La mia condivisione va anche oltre e il post della d’orsogna mi ha fatto molto pensare.
Siamo di fronte ad una situazione che hanno ingarbugliato a sfavore (ovviamente) nostro che siamo contrari a piattaforme distanti pochi km dalla costa e al centro oli, siamo stati governati da chi ha anche dato il nulla osta alla trivellazione a largo di ortona. La regione ha concesso una sospensiva fino al 31/12/2008 e entro questo termine si dovrebbe perimetrare il parco della costa teatina e istituirlo. Solo il tal modo è possibile fermare la macchina. Nel frattempo a Roma è cambiata l’aria e abbiamo elementi che quanto a idee di tutela ambientale e salubrità dell’aria MMMHH… gia lo sapete..
Si, 6/7 mesi… Siamo sinceri, ragazzi. Cosa vi aspettate che facciano in 6/7 mesi? la Regione ha deciso a…marzo? siamo praticamente a maggio e avete avuto sentore di perimetrazioni? Una voce di corridoio che possa confortarci in tal senso?
Secondo voi, in questa fase della battaglia è lecito vacillare sulla convinzione che tutto possa risolversi per il meglio? Lo chiedo perché finora siamo in due…
Giovedì 24 Aprile 2008 ore 18:41 - Permalink
Siamo la loro plusvalenza in caso trovano facilmente l’oro nero.Ma scusate le piattaforme che si sono piazzate al largo di Punta D’Erce e S.Vito cercano il petrolio? Se la risposta e’ affermativa ,ho letto che nel mare Adriatico e’ vietato perche’ e’ un mare chiuso,quindi facilmente inquinabile in caso di fuoriuscita di greggio.E’ vero o no? Saludos !
Giovedì 24 Aprile 2008 ore 12:33 - Permalink
bella idea credo che la seguirò!!!!!!!
Giovedì 24 Aprile 2008 ore 12:25 - Permalink
sapere che la zona dove sono nata, e vive tutta la mia famiglia è considerata “zona a basso rischio politico”, cioè senza tutele adeguate, mi ferisce profondamente.
Perché la democrazia deve cedere alla legge del più forte?? E l’amore per la vita e la propria terra alla sete di denaro!?
Mi piacerebbe che la mia indignazione fosse condivisa da tutti gli abruzzesi, senza nessuna distinzione politica. Perdonate la retorica, ma mi piacerebbe che la mia/nostra frustrazione diventasse determinazione per non permettere la colonizzazione del NOSTRO mare!
Io posso fare qualcosa, vale la pena tentare.
Giovedì 24 Aprile 2008 ore 10:57 - Permalink
È una situazione talmente frustrante…