Comunicato stampa AN su piattaforma petrolifera
COMUNICATO SU INTERROGAZIONE PIATTAFORMA ESTRAZIONE PETROLIO
E’ stata presentata, questa mattina, dai Consiglieri Comunali di Alleanza Nazionale per il Popolo della Libertà, Lorenzo Russo e Dario Ciancaglini, una interrogazione urgente al Sindaco di Vasto, per sapere maggiori informazioni riguardo la piattaforma di estrazione del petrolio situata di fronte la riserva di Punta D’Erce.
Nei giorni scorsi, infatti, non molto a largo dalla spiaggia di Punta Penna,in mare, sono state posizionate quattro torri atte ad estrarre petrolio.
Nell’interrogazione si chiede per quanto tempo la piattaforma stazionerà lì,e se sono state prese le dovute cautele visto anche l’imminente arrivo della stagione estiva e,contestualmente,dei turisti sulle spiagge,oltre, naturalmente, che degli stessi Vastesi.
Alleanza Nazionale per il Popolo della Libertà – Vasto
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Martedì 6 Maggio 2008 ore 16:46 - Permalink
Se qualcuno è interessato domenica 18 maggio, alle 10, nella sala consiliare del Comune di Pescara si terrà un convegno a sostegno della legge regionale contro il Centro PetrOli. Sono invitati i sindaci della costa teatina, politici, rappresentanti delle associazioni di categoria e cittadini.
http://bp1.blogger.com/_2no_H9nQXpg/SBuG7oFCZgI/AAAAAAAAAHQ/WuOnVinxqM8/s1600-h/scansione0033.jpg
Lunedì 5 Maggio 2008 ore 17:21 - Permalink
Lo sviluppo sostenibile non è solo parco e agricoltura ma anche altro. L’abruzzo è la regione più ventosa d’italia e con sole per gran parte dell’anno anche quelle sono risorse. Poi diverse sono le attività industriali che potrebbero esser intraprese, intendo quelle relative al riciclo e quale zona migliore della valle del trigno. Realtà nelle quali le fonti alternative hanno concesso sviluppo e posti di lavoro ci sono. Una in particolare è già realtà: Güssing in Austria.
Spesso si commette l’errore di pensare all’ eco-sostenibile come ad una sorta di attività da fricchettoni in realtà l’industria in questo modello potrebbe svolger un ruolo da protagonista.
http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/ambiente/paese-emissioni-zero/paese-emissioni-zero/paese-emissioni-zero.html
Domenica 4 Maggio 2008 ore 18:01 - Permalink
Il secondo link non funziona eppure l’ho digitato esatto,comunque ho trovato quest’altro http://www.snamretegas.it/it/media/comunicati_stampa/2008/04/media_comunicati_stampa_d… spero funzioni. P.S. il sito della Snam si trova subito…
Domenica 4 Maggio 2008 ore 17:46 - Permalink
Mattei nel 1953 fece costruire alle porte di Milano una cittadella denominata METANOPOLI (forse Mattei leggeva Topolino) che tuttora esiste… http://vitaminar.blogspot.com/2007/11/metanopoli.html e quest’altro link http://archiviostorico.corriere.it/1998/giugno/10/Sfratti_congelati_Metanopoli_co_2_98061051 …. misa’ che il grigio lo vogliono esportare anche in Abruzzo! Saludos
Domenica 4 Maggio 2008 ore 17:01 - Permalink
Ho letto il commento di Marco M.M. e non sono molto contento quando parla di demagogia di Marra e Smargiassi.Il comunicato di A.N. e’ una presa di posizione logica se consideriamo che sono all’opposizione.La nostra Nazione ha un bisogno di prodotti petroliferi incessante.Quando qualche mese fa c’e’ stato lo sciopero dei trasportatori mi sono reso conto che senza benzina e diesel in solo tre(sic!) giorni l’Italia e’ in ginocchio.Non funziona piu’,ogni lavoro viene interessato da tale evento.Che nei nostri territori in profondita’ ci siano discrete quantita’ di idrocarburi e’ noto da decenni,basta vedere i tanti “piloni” disseminati in mare (tanto cari a chi va per cozze) .Sicuramente hanno visto che ci sono buone possibilita’ che ci sia anche petrolio ,ma fino a 60 dollari al barile non conviene estrarlo.E’ piu’ la spesa che l’impresa! Hanno aspettato che il petrolio arrivasse a cento dollari e li e’ scattato l’ordine tassativo”ESTRARRE” al piu’ presto quanto piu’ idrocarburi possibile nel piu’ breve tempo possibile.L’Eni non e’ una societa’ qualsiasi,e’ una delle societa’ piu’ grandi d’Italia,una delle aziende che e’ da anni sempre in attivo e che ha i soldi veramente.Vi ricordate quando qualche anno fa D’Alema dichiaro’ che in Italia c’erano( ci sono ancora) i pidocchiosi del capitalismo? Be’ l’Eni non fa parte di questa categoria.Ha tutte le carte in regola perche’ le leggi le fanno scrivere dai loro legali e poi le fanno approvare pari pari dalle camere .Perche’ ad esempio non hanno portato la benzina e diesel nella grande distribuzione? In altri paesi si fa da anni,in Italia no.Perche’ abbiamo i prezzi costantemente piu’ alti degli altri paesi(a parte qualche rara eccezzione).Lo Stato protegge l’Eni perche’ e’ un sistema per incamerare tanto “denaro fresco” .Sappiamo infatti che l’Eni e in parte ancora statale ,quindi …La demagogia di cui accusava i consiglieri di Rifondazione e’ in questo caso non veritiera.Infatti alla sinistra nostrana ,si possono fare tanti “appunti”,ma non che siano stati da sempre una spina al fianco di tutte le amministrazioni riguardo ai problemi legati all’ambiente .Poi in consiglio comunale sono due/tre ,non hanno i numeri per fare il bello e il cattivo tempo.I Comuni non possono fare nulla per evitare che l’Eni cerchi il gas ,le autorizzazioni le hanno .Il Comune poteva fare una precisazione,una conferenza stampa,poteva spiegare meglio quello che sta accadendo a pochi passi da Punta D’Erce,spero si attivi al piu’ presto.Grazie Soleluna ,ho fatto una piccola ricerca su Mattei http://cronologia.leonardo.it/storia/tabello/tabe1652.htm e’ da leggere! La nostra economia con l’arrivo di qualche industria componentistica o comunque non legata alla chimica ,puo’ camminare anche senza le trivelle ad un miglio dalla costa.Per noi le piattaforme sono solo un danno,che in caso di rotture o guasti possono far sparire quel po’ di turismo che abbiamo.Anche se non possono fare niente i Comuni interessati possono muovere l’opinione pubblica e creare consenso per le prossime elezioni comunali.Se si mostrano troppo “tiepidi” daranno la sensazione che accettano tale invasione di campo(in questo caso mare) e quindi pagheranno in termini di voti.Addirittura potrebbe beneficiarne proprio Rifondazione o partiti che difendono a spada tratta l’ambiente vastese.L’agricoltura e’ ormai tenuta in piedi dallo stato con le flebo,perche’ non e’ competitiva.A Vasto Prospero ha preso i voti perche’ se rientrava alla Regione,qualche finanziamento a vario titolo per l’agricoltura arrivava sicuro.Oggi ho fatto un giro in bike per Vasto e Vasto marina, ho visto persone fare foto del nostro mare .Difendiamolo(il mare) dagli “attacchi” di aziende che hanno i loro responsabili a centinaia di chilometri e hanno davanti monitor con l’andamento azionario e i premi che riceveranno se trovano il petrolio.Perche’ non facciamo una petizione o un comunicato da inviare ai giornali ? Le persone aderiranno certamente perche’ Vasto non diventi Viggiano! Saludos P.S. L’economia e’ un gran bel …rebus .
Domenica 4 Maggio 2008 ore 14:00 - Permalink
La nostra economia sarà pure “bucolica” ma sta crescendo visibilmente, e basterebbe essere più presenti sul territorio per capirlo, ma mi rendo conto che non a tutti è possibile. Perciò, visto che dobbiamo proprio dare i numeri
, è bene sapere che in tema di royalties la convenzione urbanistica con il comune di Ortona, parla di 21,7 milioni di Euro che l’Eni pagherebbe in 18 anni. Si tratta di una cifra nemmeno lontanamente paragonabile all’attuale fatturato della produzione vinicola della zona.
Tuttavia non tutto può essere spiegato con i numeri, e per sapere come si ridurrà probabilmente l’economia locale è necessario vedere cosa è accaduto in Val D’Agri, e ascoltare cosa dicono gli abitanti della zona:
«Ci avevano detto che l’Eni avrebbe portato sviluppo», raccontano i residenti, «e noi ci avevamo creduto». Ma adesso, invece, il paese si sta spopolando: «vanno via i giovani e non solo…si portano via tutta la famiglia». In 15 anni si calcola una perdita di un quarto della popolazione e si racconta di «aziende smembrate per far passare l’oleodotto», «aria irrespirabile», «paura per la salute».
«Ora dobbiamo solo scappare da qui», dice un altro pensionato che non ha più la forza per gridare la sua rabbia, «siamo partiti con la valigia di cartone e siamo ridotti così per colpa dei nostri politici…»
E poi la crisi del settore viti-vinicolo: «nessuno vuole più la nostra uva e il nostro vino», assicurano gli agricoltori. «A casa ho 15-20 quintali di vino che nessuno vuole» perché ormai il paese è conosciuto per la presenza dello stabilimento dell’ Eni più che per la sua tradizione agricola.
E poi ancora sull’inquinamento: «non esiste un monitoraggio, non esistono dati se non quelli che fornisce l’Eni, ovvero il controllato stesso ci dice che è tutto ok, e fornisce sempre gli stessi».
La gente è scontenta, le classi delle scuole del paese si dimezzano nonostante al Comune siano arrivati 3 milioni di royalty. Ma da queste parti hanno imparato sulla loro pelle che i soldi non danno la serenità.”
(fonte: http://www.peacelink.it/ecologia/a/25409.html http://www.peacelink.it/ecologia/a/25838.html )
Domenica 4 Maggio 2008 ore 10:22 - Permalink
Chi forse sta facendo demagogia, sono proprio i due Consiglieri Comunali di Rifondazione, Marra e Smariassi,che invece di dire, anzi, di scrivere queste cose nei blog, potrebbero benissimo riferirle in Consiglio Comunale, se non fosse che probabilmente qualcuno gli ha messo il veto.
AN , va ammesso, è stato l’unico partito politico ad interessarsi del problema “rospo mare” e non per demagogia, caro Marra e Smargiassi!
La demagogia la fate voi che qui alzate la cresta e fate gli “old communist” e in Consiglio Comunale, entrate con la coda tra le gambe.
Questo è un problema serio che andava assolutamente sollevato visto l’inquietante silenzio dell’Amministrazione Comunale che da due anni a questa parte “sta studiando” i problemi di Vasto…quando avete finito, avvisateci che vi interroghiamo!
Ma va là!
Un saluto a tutti!
Marco di Michele Marisi
Sabato 3 Maggio 2008 ore 23:34 - Permalink
I numeri in assoluto non dicono niente se non confrontati con altri per rendersi conto di dove ci si trova. Lo stesso vale per gli aggettivi si può affermare che l’agricoltura è il meglio che abbiamo, ma molto diverso è il suo effettivo potenziale se dietro ha altre dieci possibilità tra cui scegliere o se ne ha solo un’altra.
L’agricoltura da sola non basta, e nemmeno se accoppiata al turismo stagionale come il nostro; illudersi è un errore, tanto più tragico quanto più si rinuncia a cercare ulteriori possibilità.
Siamo 1,3 milioni di residenti e credo non si accontentino di fare tutta la vita i mezzadri, le guardie campestri o i camerieri e cuochi.
Prediamo l’Emilia Romagna e confrontiamoci per capire se abbiamo o non possibilità concrete di competere sul mercato, ovviamente con le dovute proporzioni.
Prendo i dati ISTAT ufficiali sull’agricoltura, che comprende anche il forestale e l’allevamento zootecnico. Osserviamo l’andamento dall’82, al 2000, passando attraverso il 1990.
Prendo a riferimento l’area media in ettari delle aziende agricole e zootecniche:
Abbruzzo …………………………1982…………….1990…………..2000
..a conduz. famigliare……………3,66……………..3,96……………4,28
..con salariati……………………….4,18……………..3,43……………4,40
Emilia Romagna
..a conduz. famigliare……………8,37……………..9,47………….. 12,00
..con salariati…………………….10,26……………11,36………….101,26
Entrambe le regioni hanno ridotto pesantemente il numero delle aziende, ma mentre da noi non è cambiato lo scenario, in ER c’è stato un forte accorpamento di aziende che fondendosi hanno costituito una potente struttura produttiva.
Qui dobbiamo capirci una volta per tutte: amo la mia Regione e vorrei vederla sempre più bella e più salubre, ma temo che ci stiamo facendo troppe illusionie e quando leggo “sviluppo compatibile” mi chiedo se quel compatibile si riferisca alle aspettative di 1,3 milioni di residenti che vorrebbero rimanere tali.
Il petrolifero è la peggiore delle alternative, e sono d’accordo, ma c’è veramente qualcuno che sta pensando ad altro?
Sabato 3 Maggio 2008 ore 13:57 - Permalink
Cicco i tuoi numeri sono sempre interessanti, come tutte le cose che sostieni. Davide, però, ci fornisce lo spunto per parlare di Enrico Mattei, un ex partigiano “bianco” appartenente all’area politica della democrazia cristiana, fondatore dell’ENI.
Mattei ebbe una grande intuizione, quella di fare con i paesi produttori di petrolio degli accordi paritetici, che prevedevano la gestione congiunta delle riserve petrolifere e che riservavano il 50% alla compagnia straniera e il 50% allo stato produttore. Si trattava di un sistema ovviamente destabilizzante per il sistema petrolifero mondiale del 1957, basato prevalentemente su rapporti colonialistici.
Mattei aveva prefigurato un’ Europa energeticamente gestita dagli Stati e non dalle Compagnie private, così da poter abbattere i costi e stabilire con i paesi produttori africani, rapporti privilegiati.
E’ appena il caso di ricordare che Kennedy aveva scelto proprio Enrico Mattei come interlocutore privilegiato.
Mattei venne ucciso con un attentato, accertato dalla Procura di Pavia, la quale ha indicato come mandanti personaggi di potere dell’epoca. Con la sua morte, finì inesorabilmente anche il suo progetto: fare dell’Italia una potenza petrolifera aperta nella trattativa al rapporto paritetico con i grandi paesi produttori, e attivare col supporto di questo disegno economico, una politica di pace che riscattasse i paesi produttori dall’asservimento a potenze esterne, soprattutto anglo-americane.
Un’operazione di pace importante, che però, purtroppo, morì con Mattei e con la sua lungimiranza, e non impedì al sistema di restare basato su rapporti colonialistici.
..è anche per questo che ho sempre creduto, e continuo a credere, che le royalties più basse sono e più vanno bene per gonfiare i dividendi e per mantenere saldi al loro posto gli amministratori delegati pluri condannati.
http://www.mastermatteimedioriente.it/pdf/livigniintervista.pdf
http://it.youtube.com/watch?v=6-CCTtoSE2U&feature=related
Sabato 3 Maggio 2008 ore 12:40 - Permalink
Cicco sto leggendo un articolo che tratta proprio questi temi.
Ne ripolto alcuni stralci, sono pareri importanti proprio sulle “vocazioni” della nostra regione:
Non dimentichiamoci della discarica di Bussi, per decenni la Montedison ha interrato veleni in quella che doveva e poteva essere una splendida oasi naturale, a valle delle sorgenti del fiume Pescara e nel cuore verde della regione, fra i due parchi naturali della maiella e del gran sasso. Un danno che non potrà mai essere sanato e che costerà tantissimo ancora e chissa’ quanto per tutte le generazioni future.
Purtoppo sono questi i grandi capitoli della storia industriale abruzzese.
Sabato 3 Maggio 2008 ore 11:16 - Permalink
Cicco, in fatto di royalties italiane, trovo piu’ appropriata l’analisi di Davide.
Non capisco perchè tu voglia calare la questione in un ambito regionale facendo raffronti con le altre regioni su produttività industriale, consumi energetici o altro, si parlava di royalties “italiane” per le estrazioni petrolifere e compagnia bella.
Poi non condivido per niente il fatto che tu dica che in Abruzzo non abbiamo molto da offrire come risorse naturali, a parte il turismo e agricoltura…
Ma stai scherzando?
Sono proprio quelli gli ambiti del corretto modello sviluppo della nostra regione.
Abbiamo un’agricoltura, che sarà anche difficile come dici tu, ma che fa conoscere ed apprezzare i nostri prodotti in tutto il mondo.
Cita pure i dati negativi sulla produttività industriale, infatti è in altri settori che siamo o potremmo essere centro d’eccellenza.
Abbiamo detto tante volte del vitivinicolo, proprio quello che sarebbe piu’ a rischio con gli impianti eni.. pensi siamo abbastanza competitivi? Vogliamo parlare della produzione di olio d’oliva? Mi dirai che non siamo primi in Italia, ma nel nord il nostro olio lo comprano a peso d’oro. E la frutta? Le pricoche di san salvo alla corte di Inghilterra? Volendo si va avanti per terra e per mare…
Abbiamo ben 3 parchi naturali di rilevanza internazionale, le nostre montagne sono invidiate dalle regioni che hanno la pianura per gli insediamenti industriali.
Siamo fra le poche regioni italiane che potrebbero puntare al turismo tutto l’anno e tu mi vieni a parlare di produzione industriale in calo????
Bisogna investire senza pregiudicare le risorse piu’ preziose, che non sono nè il gas nè qualche piccola sacchetta di petrolio melmoso, la cui estrazione darebbe loro una piccola voce addizionale di ricavi (in un bilancio cui afferiscono i proventi di impianti disseminati in tutto il mondo) ed a noi solo DANNI INCOMMENSURABILI E PERMANENTI oltre a qualche posto di lavoro tanto rivendicato dai nostri sindacalisti locali.
E’ sulle altre risorse che bisogna avere il maggior indirizzo, la vocazione abruzzese non è l’industria.
Sabato 3 Maggio 2008 ore 09:40 - Permalink
Soleluna, perché noi rispetto a molte altre nazioni abbiamo un regime fiscale molto pesante, un iter burocratico ossessivo, un numero di autorizzazioni ridicolo, una vivacità delle popolazioni superiore ad altre località e tutto questo rappresenta una barriera all’ingresso di investitori; per convincerli occorre rendere più appetibile e accettabile il rischio.
Dalla Banca d’Italia, in un rapporto sull’economia delle Regioni del 2005, sui dati del quinquennio precedente, si poteva leggere:
“….. Nei servizi privati, dalla metà degli anni novanta, la crescita della produttività è stata pressoché nulla in Italia, a fronte di un aumento medio annuo dello 0,7 per cento nell’area dell’euro e del 3,2 negli Stati Uniti. In molte attività del terziario barriere all’entrata e vincoli regolamentari frenano l’innovazione e il conseguimento di una maggiore efficienza, generano rendite che accrescono i costi delle imprese e danneggiano i consumatori. Nel confronto europeo l’Italia risulta fra i paesi con una regolamentazione più stringente in tutti i servizi professionali. Nel settore del commercio al dettaglio molte Regioni hanno adottato disposizioni volte a limitare lo sviluppo delle grandi strutture di vendita. La presenza di restrizioni allo sviluppo della grande distribuzione contribuisce a spiegare le differenze territoriali nel livello dei margini commerciali e della produttività nel settore distributivo; si riflette sui prezzi pagati dai consumatori.
Nell’industria la produttività si è ridotta in tutte le aree territoriali nell’ultimo quinquennio, con una flessione di eguale intensità nel Mezzogiorno e al Centro nord. Il mutato contesto tecnologico e la crescente integrazione internazionale hanno contribuito ad aggravarne gli effetti. La capacità di competere nei settori più avanzati è indebolita dalla limitata dimensione delle imprese, che ostacola l’impiego delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione e l’attività innovativa. Nei settori tradizionali la concorrenza dei paesi emergenti ha colpito in maniera particolare i distretti industriali del Nord Est e del Centro specializzati in queste produzioni e le aree del Mezzogiorno dove negli anni novanta si erano sviluppate forme analoghe d’industrializzazione leggera. Le difficoltà competitive della nostra industria si sono riflesse in una perdita delle quote di mercato delle esportazioni italiane….”
Inoltre in Abbruzzo non abbiamo molto da offrire come risorse naturali, a parte il turismo e una non facile agricoltura, e quel poco è proprio nel sottosuolo.
Aggiungi che la nostra regione è per il 65% montagna e 35% collina; pianura 0% (dati su Comuni d’Italia). Paradossalmente siamo una regione orograficamente poco adatta a grandi insediamenti industriali (forse qualcuno lo ritiene persino un vantaggio) e quando ci riusciamo lo facciamo a costi superiori in termini di infrastrutture collegate.
Per fare un confronto con la Puglia, quasi il doppio di estensione dell’Abbruzzo e il triplo di popolazione, ha solo 1,5% di montagne e più del 50% di pianura; non a caso ha un tessuto industriale molto importante, ma anche una buona industria turistica e agricola per via della pianura.
Il consumo di energia elettrica è un dato indicativo importante per capire quello che succede nelle diverse Regioni. Io spesso li guardo e confronto i nostri dati con Marche e Puglia.
Le Marche ci somigliano di più, hanno una popolazione appena superiore a noi (1,5 mil vs 1,3 mil), e il territorio è quasi uguale (9.694 Kmq vs 10.798 Kmq).
Prendiamo i dati consuntivati, fonte TERNA, tra 2005 e 2006.
L’Abbruzzo ha consumato in totale +1,3% rispetto al 2005; Marche +3,4%; Puglia +2,2%.
Per l’industria, A. –0,5%; M. +1,3%; P. +1,5%.
Per Energia (estrazione, trasformazione…), A. –0,6%; M. +0,2% (di cui +4,8 per estrattiva); P. +2,3%.
Per Terziario (comprende trasporti, comunicazioni, alberghi bar ristoranti, banche, commercio, illuminazione pubblica, amministrazione pubblica):
A. +4,2%; M. +8,1%; P. +7,5%.
Adesso dovremmo trarne qualche conclusione, ma mi sono approfittato troppo della tua attenzione e i numeri sono sempre un po’ pesanti da digerire; potremo parlarne in futuro.
Sabato 3 Maggio 2008 ore 00:54 - Permalink
Ciao Soleluna io penso che siano molto basse perche’ L’Agip prima era totalmente statale e quindi lo Stato ha fatto in modo che incamerasse il piu’ possibile.Il maggior esponente dell’Eni se non erro fu Enrico Mattei,(correggetemi se sbaglio).Addirittura lui si vantava di aver eluso duemila leggi.Non trovarono il petrolio,ma si arricchirono con il gas.Il polesine ne era pieno,che fare …vendere il gas nostro ad un prezzo inferiore? Ma stiamo scherzando? A prezzo di mercato e ci mancherebbe.Saludos
Sabato 3 Maggio 2008 ore 00:43 - Permalink
Cicco sarà come dici, ma perchè in Italia le royalties sono le più basse al mondo?
Venerdì 2 Maggio 2008 ore 23:09 - Permalink
Capisco che quando si tratta di petrolio e derivati le preoccupazioni si moltiplicano e così ci sembrano eccezionali fatti assolutamente normali quando letti in altri contesti.
Quando una nazione vuole attrarre investimenti esteri generalmente offre agli investitori particolari condizioni di favore, sia sul piano fiscale che sulle royalties, come nel caso appunto dell’industria estrattiva.
Le nostre industrie che negli ultimi anni, a frotte, stanno producendo all’estero hanno ottenuto equivalenti vantaggi dalle nazioni riceventi; buon’ultima la Fiat che in base ad accordi con la Serbia sta per cquistare lo stabilimento Zastava a Kragujevac.
Il fatto che il Ministro dello Sviluppo serbo offra particolari condizioni di convenienza all’AD Marchionne, non significa che il popolo serbo sia fatto di minorati ignoranti.
Poi si può discutere se era o meno il caso di offrire licenze di estrazione in prossimità di coste turistiche, ma questo è un altro problema.
Venerdì 2 Maggio 2008 ore 10:08 - Permalink
Bene ha fatto A.N che sia propagandistica o meno la loro è un uscita utile anche se non soddisfacente. Rifondazione dal canto suo “studia”, Marra e Smargiassi scusate, ma come amministratori eletti non avreste il dovere di riferire ai vostri elettori cosa succede??? Al lavoro se succede qualcosa si informa il capo……
Qui non è stato fatto e la maggioranza tace. Se poi volete unire le forze ci si potrebbe dividere il da farsi, perchè non discuterne???? Non capisco perchè il presidente della confindustria puo dire la sua un giorno si e l’altro pure e noi no…..
Mercoledì 30 Aprile 2008 ore 14:30 - Permalink
Quanto a cosa estraggono, non ne ho ancora la certezza, ma tutto quello che leggo fa pensare di piu’ al petrolio:
Sempre da Italy - Operations and New Permit Application Update nella press release del sito di Petroceltic si dice qualcosa su come e quando si è avuto il permesso:
Qui ci sono le istanze di permesso del ministero dello sviluppo economico (pag.11)
Ma allora è stato Bersani?
Chi investiga e sta approfondendo per conto delle istituzioni, al limite puo’ chiamarli e chiedere a loro, FORSE.
PETROCELTIC ELSA SRL
Italian Office
Via Paola n. 24 int. 7
00186 Rome
Italy
T: +39 06 68808324
F: +39 06 68213236
E: italy@petroceltic.ie
Mercoledì 30 Aprile 2008 ore 14:19 - Permalink
Sapete perchè queste attività sono molto attraenti? Sul sito della petroceltic c’e’ scritto:
http://www.petroceltic.ie/content/article_47.php
Comunque per i seguenti motivi:
- il fatto che siano localizzate in un paese UE produttore di petrolio
- la situazione regolatoria italiana ed il relativo regime fiscale sono considerati eccellenti (!!!)
- il fatto che vi siano in prossimità dei siti di estrazione anche gli impianti di raffineria (che penso siano quelli che l’ENI avrà garantito, vedi centro oli).
TUTTE COSE DI CUI POSSIAMO ESSERE ORGOGLIOSI COME ITALIANI.
E come possono farsi sfuggire un’opportunità cosi succulenta?
Anche la situazione regolatoria italiana è definita ECCELLENTE, cioè in Italia ci sono meno regole o mancano del tutto, quindi si puo’ andare e sfruttare come ci trovasse in un paese in via di sviluppo.
Uno stralcio dal Petroceltic interim report 2007:
Che dire poi di come gioiscano per il fatto che qui in Italia di royalties non si paga praticamente NIENTE:
Mercoledì 30 Aprile 2008 ore 13:50 - Permalink
B.R. 268 Rg
e
B.R 269 G.C.
Cercate su google.
purtroppo l’articolo è accessibile solo agli abbonati e pare stia solo su questo sito.
Chi ha dimestichezza con l’inglese si legga questo:
http://www.cygamenergyinc.com/Permits/Italy/br-268-rg.html
Davvero molto interessante e preoccupante.
Mercoledì 30 Aprile 2008 ore 12:20 - Permalink
scusate ma sto lavorando e no mi sono concesse distrazioni dal lavoro. due precisazioni al volo.
Il comunicato di AN è propagandistico e dimostra che non se ne sono interessati sino alle vostre giuste osservazioni, visto che non sanno neanche di che piattaforma parlano. Il Rospo estrae Gas e non Petrolio, come scrivono nel comunicato.
Insieme ad altre associazioni ambientaliste della costa teatina ci stiamo muovendo per andare al centro del problema. Chi ha autorizzato le trivellazioni.
Vi allarmo con altre informazioni… il rospo è mobile e a breve si sposterà per estrarre altro gas sempre nelle vicinanze, le conseguenze di tutte queste trivellazioni ci devono preoccupare e vi garantisco che non stiamo con le mani in mano.
Saluti, Marco Marra
Mercoledì 30 Aprile 2008 ore 11:56 - Permalink
Fabio sbagli a vedere le mie richieste rivolte a te personalmente, sono inviti aperti pubblicamente a tutti.
L’attività di approfondimento che state facendo e gli inviti che hai fatto a incontrarsi, ripeto, sono piu’ che apprezzabili, ma il comune non si è ancora pronunciato.
Mercoledì 30 Aprile 2008 ore 11:56 - Permalink
Ciao Fabio,
concordo con Lucfan: se l’amministrazione avesse dato una spiegazione ai cittadini, come credo sia giusto, l’interrogazione di AN non avrebbe senso. Certo, loro lo fanno per ragioni politiche, ma l’occasione l’ha data una mancanza (grave) del sindaco e del suo staff. Anche perchè, fosse qualcosa che non si vede…ma stiamo a parla’ di una mostro che si vede a km di distanza, tutti i giornali ne hanno parlato, la gente ne parla al bar…ci voleva tanto a fare un comunicato stampa? è n’autogoal…
Concordo con Lucfan anche sul “fare”…aggiungerei che mi sembra il momento di un’azione civica coordinata. Bisognerebbe riuscire a riunire le associazioni e i cittadini contrari al progetto petrolifero sotto un’unica sigla…ovviamente, svincolata dalla lotta di potere tra partiti.
Saludos!
Mercoledì 30 Aprile 2008 ore 11:52 - Permalink
Caro Luca,
Innanzi tutto non è vero che tutti gli amministratori non fanno nulla, se ti dico che stiamo studiando l’argomento(parlo del mio partito) vuol dire che qualcosa si tenta di fare.
Per prassi preferiamo sempre uscire pubblicamente quando si hanno le idee chiare e si è a conoscenza di tutta la situazione, ma questo è opinabile, e magari hai ragione tu meglio denunciare senza conoscere come effetivamente stanno le cose e le leggi vigenti.
Che A.n. abbia fatto l’interrogazione la ritengo anch’io una questione positiva, ma mi sembra alquanto strano e dubbio.
Poi per quanto riguarda la mia partecipazione a quella o a quell’altra manifestazione, mi sembra al quanto scorretto, non sai quanto tempo sottraggo alla mia quotidianita’, al mio lavoro, per l’impegno politico. Se ogni tanto sono assente ti prego di perdonarmi.
Saluti Fabio.
Mercoledì 30 Aprile 2008 ore 11:10 - Permalink
Caro Fabio, lo abbiamo scritto anche qui che scrivere su un blog non basta, infatti ci sono anche manifestazioni a cui si dovrebbe/potrebbe partecipare. Quanto alle interrogazioni, sarà anche vero che servono a scopo propagandistico, ma a questo punto credo siano necessarie.
Non è che siccome la situazione richiede uno studio approfondito delle norme esistenti si possa avallare il silenzio degli amministratori che nulla fanno mentre la cittadinanza si chiede chi ha autorizzato quegli impianti, perche’ li hanno autorizzati se gli studiosi dicono che sono dannosi, perchè se ci sono rischi di incidenti rilevanti?
Perchè non avete fatto una interrogazione voi per far si che i nostri rappresentanti prendano una posizione chiara a riguardo?
Quello che la gente non vuole è la mancanza di trasparenza, se poi c’e’ anche l’ignoranza del “chissa se è lecito farlo” è ancora peggio…
Un’amministrazione non puo’ ignorare, nè fare finta di niente o autorizzare senza coinvolgere i cittadini.
Invece oggi tocca ai cittadini, come dice bene maria rita, fare anche il giornalismo di inchiesta.
Molto apprezzabili le proposte di vedersi e discuterne sia da parte tua che di lino, per le quali vi ringrazio e spero ci si possa incontrare presto, il fatto è che molti di noi non stanno a Vasto e riflettere su un blog serve anche a superare questo problema.
Sulla questione specifica delle piattaforma credo sia prima di tutto necessario un atto di informazione ufficiale da parte delle istituzioni locali. E’ ormai improrogabile, fare finta di niente fa precipitare la considerazione che la gente ha dei rappresentanti politici.
Spero ci si possa incontrare quanto prima, ma teniano conto che oggi per chi è in zona c’e’ già un’occasione per “fare”, si manifesta ad Ortona alle ore 18.
Mercoledì 30 Aprile 2008 ore 10:49 - Permalink
Cari amici di Vastesi.com
Alleanza nazionale fara’ questa interrogazione a puro scopo propagandistico,
questo è chiaro inquanto con un interrogazione non si risolve nessun problema.
Come partito da tempo stiamo lavorando a tutta la questione petrolifera abruzzese non ancora usciamo pubblicamente perchè c’è molto da studiare a livello di normative (ci sono coni d’ombra che semprerebbero permettere l’estarzione) e non ancora arriviamo a capo di una soluzione possibile.
I fronti aperti sono molti, tutto parte dal centro oli di ortaona passando dai comunicati di Marrollo (presidente della confindustria abruzzese che fa comunicati a favore del porto, del centro olii, contro il parco nazionale della costa Teatina e addirittura contro la riserva), dal raddoppio del porto di Vasto (votato da A.N.) al l’ampliamento della fox petroil (che solo una reale volonta’ politica potrebbe scongiurare)
Io penso che scrivere soltanto su i blog non basti più; è ora di unire le forze ed anche trasversalmente (sarei davvero felice se anche an si impegnasse seriamente su questi fronti). Io propongo per tanto di vederci, sedersi ad un tavolino confrontare le conoscenze reciproche e tracciare un’ azione collettiva.
La mia mail è smargios@libero.it vi prego di contattarmi è passare all’azione.
Un saluto Fabio smargiassi
Martedì 29 Aprile 2008 ore 20:43 - Permalink
Maria Rita sono d’accordo, è per questo che è auspicabile che il comune si pronunci su tutta la questione, centro oli compreso. Invece a Vasto sembra che questo non importi: se non mettevano il rospo non ci sarebbe stata nessuna interrogazione.. sembra quasi che gli dobbiamo un merito, che fortuna che abbiamo avuto.
Ho trovato un articolo molto interessante che riporta, come hai già fatto tu sul tuo blog per gli incidenti alle piattaforme, vari esempi dei possibili effetti nefasti e catastrofici delle attività di estrazione petrolifera ed in generale indotti dalle economie petrolifere:
I costi reali del petrolio
Poi dato che si dice che l’esperienza insegna o almeno dovrebbe, scaricatevi questo bel pdf. Il comune dica se è quello il futuro di questa zona.
Martedì 29 Aprile 2008 ore 20:22 - Permalink
http://www.petroceltic.ie/content/uploads/070410_italy_map.pdf
google: petroceltic rospo mare
dite ad an e a tutte le altre forze poltiche che questo comunicato e’ troppo poco. Devono fare di piu’. Gli investitori stranieri sanno le intenzioni della petroceltic, perche’ e’ tutto online. Come fanno a non saperle loro? Le so io che abito dall’altra parte del mondo! Quelle piattaforme sono li per restarci e porteranno solo malattie e distruzione. In altre parti del mondo sarebbe illegale.
Questo da un comunicato della Petroceltic (irlandese e che opera a Vasto):
The fiscal and political climate in Italy is much easier than in Algeria and most of the blocks
benefit from access to underutilised infrastructure.
Martedì 29 Aprile 2008 ore 12:48 - Permalink
Egregi Consiglieri Russo e Ciancaglini,
ma qual è la Vs. posizione sull’allargamento del Porto di Punta Penna??
E quella del Vs. partito??
Grazie
Lunedì 28 Aprile 2008 ore 22:38 - Permalink
E’ un’azione rilevante visto che l’amministrazione finora non ha mai avuto da dire alcunchè nè su queste installazioni, nè sui grandi progetti delle zone limitrofe, al contrario di altri comuni della zona.

Eccovi il rospo ‘catturato’ venerdi.
Lunedì 28 Aprile 2008 ore 16:23 - Permalink
Va beh… meglio tardi che mai
Lunedì 28 Aprile 2008 ore 16:05 - Permalink
Vabbé, l’amministrazione mica si fa le interrogazioni…quello che è mancata, come sempre, è stata la comunicazione. Si faceva un comunicato stampa e si diceva al cittadino cos’è il mostro, che fa, perché, quanto tempo rimarrà, etc…non è che ci voleva molto, no?
Lunedì 28 Aprile 2008 ore 15:32 - Permalink
Quindi, prima di AN nessuno dell’amministrazione comunale si è mai posto il problema?
Lunedì 28 Aprile 2008 ore 14:05 - Permalink
Un bell applauso. Bravi speriamo rispondano presto visto che a noi nessuno ha risposto…..
Lunedì 28 Aprile 2008 ore 14:01 - Permalink
Ed io che pensavo che AN non esistesse più!! eh, eh…Bravi, meglio tardi che mai…
PS: mi sa che l’annosa questione ‘Punta d’Erce’ Vs ‘Punta Aderci’ sta assumendo una chiara coscienza politica…