L’istituzione delle Riserve Naturali della Costa Teatina non si tocca!

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L’istituzione delle Riserve Naturali della Costa Teatina non si tocca!

Una nota della segreteria provinciale e di quella locale di Rifondazione Comunista
Da Alessadro Feragalli, segretario provinciale di Rifondazione Comunista, e da Marco Marra, segretario del Circolo PRC “Sante Petrocelli” di Vasto, riceviamo e pubblichiamo:

“Le dichiarazioni del Presidente Regionale di Confindustria sulla richiesta di verificare la legittimità costituzionale della legge che istituisce il sistema delle aree protette della costa teatina non stanno in piedi.
E’ proprio sui principi di uguaglianza e di libertà di iniziative economiche che le dichiarazioni del Sig. Marrollo cadono in contraddizione.
Ricordiamo a Confindustria che la Regione Abruzzo deve valorizzare la specificità del proprio territorio e da questo può trarne nuove forme di sviluppo, come il Turismo Ecosostenibile che solo le Riserve Regionali e i Parchi possono concretizzare.
Se i progetti di investimento sul territorio abruzzese sono solo di natura industriale e di estrazione di inerti e apertura di cave, allora il territorio costiero verrebbe compromesso a tal punto da ledere “la libertà” di “iniziare a investire economicamente” sul turismo ecosostenibile.
Ricordiamo a chi è abituato a ragionare per “profitto”, come Confindustria, di aprire le proprie prospettive di crescita del territorio. Basterebbe guardare i dati economici di quei territorio, in Italia e all’Estero, che hanno investito sulla riqualificazione delle proprie risorse naturali.
E ricordiamo anche a tutta la classe politica che amministra la Provincia di Chieti e la Regione Abruzzo, di continuare verso la tutela del nostro Territorio uscendo anche dalle contraddizioni di sviluppo ancora presenti in provincia di Chieti: ci riferiamo in particolare alla creazione del Centro Oli a Ortona e alla indisturbata attività in mare del “rospo” (piattaforma mobile), a pochissimi chilometri dalla costa vastese, che sta trivellando in modo itinerante, i nostri fondali alla ricerca di gas.
Lo sviluppo, qualunque siano le scelte politiche, deve avere coerenza con le caratteristiche del territorio.


'L’istituzione delle Riserve Naturali della Costa Teatina non si tocca!' ha ricevuto 7 commenti:
(il più recente in testa)

  1.  Add karma Subtract karma  0
    Lucfan
    Lucfan
    Sabato 3 Maggio 2008 ore 14:39 - Permalink

    E va bene, vediamo queste ordinanze.

    Mi sembra che in tutto le ordinanze del comp.mare di ortona siano 2:

    Una si riferisce al Posizionamento della piattaforma semisommergibile denominata “G.H. GALLOWAY” destinata all’estrazione di idrocarburi e di gas naturale dal pozzo “Ombrina Mare 2”

    L’altra, che dovrebbe riguardare anche Vasto, riporta all’interno:

    1. Piattaforma ROSPO MARE C: LAT. 42° 14’ 06’’ N – LONG. 014° 55’ 15’’ E
    Altezza s.l.m. 19,5 mt
    L’impianto fa parte di un campo costituito da 3 piattaforme ed il greggio prodotto viene periodicamente prelevato in loco a mezzo navi cisterna;

    “Estrazione di idrocarburi” e “Il greggio prodotto”….

    Ma come, c’e’ l’evidenza dei permessi di “perforazione” alla Petroceltic proprio nella zona antistante Vasto e mo’ esce fuori la storia di un “viadotto” sottomarino da riparare?
    E su quelli che dicono? Che fanno negano quello che c’e’ scritto nelle loro ordinanze?

    Ora dobbiamo scoprire anche a cosa serve il “viadotto”, cosa trasporta, gas, petrolio o se consenta di andare in macchina in croazia…
    Scusa la battuta provocatoria, ma se mi dicessero che è in corso una riparazione di un impianto del genere (io ne ignoravo l’esistenza, non so voi..) a me verrebbe in mente di chiedere, oltre che tipo di impianto sia a cosa serva e dove sia allacciato, anche e soprattutto che tipo di rottura ci sia stata e se abbia comportato una fuoriuscita di idrocarburi in mare…
    Non so se siano questioni che vengono in mente solo a me in qualità di rompixxx …

    Quanto al termovalorizzatore discussioni ed approfondimenti saranno inevitabili.
    Intanto questo è un bel commento alla notizia del turco, credo colga qualche aspetto pratico interessante, sta sulla stessa pagina già segnalata:

    Dopo 3 anni di immobilismo totale il presidente della regione vuole addirittura strafare: 3 termovalorizzatori in una regione che ha un terzo degli abitanti di Roma mi sembra una cosa tutta da ridere.

    Tuttavia bisogna anche opporsi al popolo che dice di no ad ogni cosa (i nimbi, acronimo di “non nel mio cortile”, tradotto in italiano), quindi si faccia il termovalorizzatore a Teramo perchè la discarica di Atri, da quanto mi dicono, è al collasso.
    Se servirà, se ne faranno altri, ma a mio avviso la priorità è il rigassificatore nella Val Peligna.
    Detto ciò, credo che in parallelo vada fatta una grande campagna per la raccolta differenziata, ma non a chiacchiere: l’unico modo per farla funzionare è incentivare chi la fa e multare pesantemente chi non la fa, altrimenti siamo ridicoli. Non venitemi a dire che è solo l’Italiano che non fa nulla se non gli tocchi il portafogli, in Svizzera fanno la raccolta porta a porta e distribuiscono gratuitamente dei sacchetti trasparenti, uno per ogni genere di rifiuto: se beccano una bottiglia di vetro nel sacchetto dei rifiuti organici ti fanno nero….

    Saluti, Lorenzo

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    marcomarra76
    Sabato 3 Maggio 2008 ore 13:06 - Permalink

    Ciao a Tutti, la capitaneria di porto di Ortona è per eccellenza l’ente preposto. A tal punto che l’informazione che questo ente ci da (ma senza che l’abbia messo per iscritto), vi dico la verità, non mi convince per niente. A furia di prendere mazzate sui denti, sono sempre più scettico e forse è sempre meglio dubitare quando si tratta di ambiente e di interessi economici.
    Intanto visto che l’impazienza è tanta (e avete ragione) vi comunico quello che so dalla capitaneria.
    La piattaforma a largo di vasto/casalbordino e al largo di ortona è funzionale alla riparazione di un viadotto sottomarino. Quindi niente estrazioni, ne di gas ne di petrolio e a breve dovrebbe andar via… ci credete? Le precisazioni di Cicco sembrano dare ragione a questa tesi…io, dal canto mio, continuo a dubitare e a indagare.
    Continuate anche voi, come già dimostrate di fare.

    Vista la Vostra preziosa attenzione al territorio, vi lancio anche l’invito a sviluppare una campagna di sensibilizzazione sulle nuove dichiarazioni di Del Turco sulla “sua” esigenza di inceneritori nel vastese. Forse, tra tutto ciò che capita sul nostro territorio/mare, questo è il “rospo” più difficile da ingoiare.
    A presto, Marco Marra

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    Cicco
    Cicco
    Venerdì 2 Maggio 2008 ore 21:13 - Permalink

    Scusate, ma non capisco tutti questi dubbi.

    Provate ad andare sul sito della Capitaneria di Porto di Ortona e cliccate su “ordinanze”.
    Ci troverete le ordinanze che riguardano tutte le piattaforme lungo la costa di giurisdizione, che include pure Vasto; tra queste quelle di cui probabilmente discutiamo, basta controllare con le coordinate geografiche.
    Queste ordinanze riportano puntualmente nelle premesse una lunga serie di autorizzazioni e pareri dei diversi Enti statali che si sono espressi.

    Troverete le licenze e il nome delle compagnie al lavoro e il loro indirizzo sociale.
    Grosso modo corrisponde al cartellone che possiamo leggere all’ingresso dei cantieri terrestri.

    Una delle due più vicine a noi, è scritto che deve garantire una dotazione a terra di materiali e sostanze in caso di fuoriuscita di petrolio, l’altra no; per cui si può assumere che l’una cerchi petrolio e l’altra gas o comunque faccia lavori che non hanno a che fare con il petrolio.

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    Lucfan
    Lucfan
    Venerdì 2 Maggio 2008 ore 20:40 - Permalink

    Ciao Marco, sulle piattaforme ben venga lo studio approfondito da parte tua, ma penso sia normale che la gente, dopo un po’ che vede queste piattaforme muoversi, voglia sapere e credo ne abbia diritto.

    Sarà banale, ma mi chiedo, il Comune di Vasto non dovrebbe conoscere esattamente la situazione?

    E’ da un po’ che si vede il rospo, si è spostato già 2-3 volte.
    La prima volta stava molto piu’ a sud di oggi e si vedeva anche dal centro abitato di Vasto, in direzione est.
    Credo fosse piu’ di un mese fa.
    Oggi, nella fascia di mare che va dal punto in cui è apparso la prima volta a dove si trova ora, ho visto che ci sono (ferme) 3 navi ad una certa distanza una dall’altra, uguali a quella ormeggiata nei pressi del rospo.

    Ora, visto il silenzio delle istituzioni locali, è lecito sospettare che queste compagnie ricevano i permessi per le ricerche in mare direttamente dallo stato e che probabilmente le comunità locali non vengono nemmeno interpellate? ..spero proprio di sbagliarmi..
    Tu dicevi di “enti preposti”, se ci dici quali sono, forse puoi aiutarci a comprendere la complessità del problema.

    Ad oggi non sappiamo ancora cosa faccia con esattezza il rospo (anche se “Rospo Mare and Ombrino Mare oil fields” fa pensare piu’ al petrolio), ma mi chiedo se, in qualità di rappresentanti dell’amministrazione comunale, non sia possibile rivolgersi direttamente a loro, petroceltic, presso gli uffici di roma (tel e mail), per sapere che tipo di attività stiano facendo.

    Comunque sia ti ringrazio per le informazioni che condividi.

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    marcomarra76
    Venerdì 2 Maggio 2008 ore 18:19 - Permalink

    Sulla questione termovalorizzatori, del turco si muove in controtendenza al piano regionale rifiuti che il consiglio regionale ha approvato non molto tempo fa.
    In quel piano si parla di un solo temovalorizzatore, sufficente a coprire tutto il territorio abbruzzese una volta avviata la raccolta differenziata così come viene posta nel piano (con una percentuale di reciclaggio pari al 65 %). Oggi Del Turco si rimangia tutto, scredita il lavoro del suo assessore Caramanico e se ne frega della democrazia del consiglio regionale. E’ una dichiarazione che fa incazzare parecchio ed disarmante, visto che addirittura se ne frega della politica che si stava portando avanti in maggioranza.
    Vorrei anche rispondere a Mac su uno dei suoi ultimi commenti…Per quanto riguarda lo “studio” sul rospo, sto avendo informazioni ancora molto contraddittorie dagli enti preposti e la cosa ci dovrebbe far preoccupare… sto continuando nella ricerca. Condividendo che è nel mio compito informare la cittadinanza (e non i miei pochi elettori) su quello che sta succedendo in mare, studiare e recepire informazioni è indispensabile altrimenti rischiamo di mettere su un castello di carta. Semplicemente non è il mio modo di lavorare.
    Saluti, Marco Marra

  6.  Add karma Subtract karma  0
    Unregistered
    Mac
    Venerdì 2 Maggio 2008 ore 09:47 - Permalink

    Nell’articolo indicato da Lucfan, Del Turco prima parla di zone interne e poi di costa.
    Non ho pregiudizi nei confronti dei termovalorizzzatori però tre sembrano eccessivi in una regione dove la raccolta differenziata non è ancora al 35% limite fissato dalla legge. Per quanto riguarda il Comunicato stampa di Rifondazione fa paura sapere che qui si possa mettere in dubbio l’istituzione del parco e non solo la sua perimetrazione.

  7.  Add karma Subtract karma  0
    Lucfan
    Lucfan
    Mercoledì 30 Aprile 2008 ore 20:22 - Permalink

    Già, “leggiamo”.. ma purtroppo leggiamo anche questo

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