I danni degli impianti petroliferi

Lucfan

Per chi non sa e per chi vuole ignorare quello che puo’ succedere con un centro Oli.
Riflettiamoci. Grazie Maria Rita.

Falconara: Sito inquinato di interesse nazionale

http://dorsogna.blogspot.com/2008/05/falconara-sito-inquinato-di-interesse.html

A Falconara, nelle Marche, esiste da molti anni una raffineria sputa-veleni dell’API (la sigla sta per anonima petroli italiana) che i cittadini stanno disperatamente cercando di far chiudere. La loro lotta ci riguarda da vicino, perche’ mentre noi abbiamo il lusso, chissa’ per quanto ancora, di poter prevenire malattie e distruzione, loro invece ce le hanno gia’ in casa e sono una sorta di finestra sul futuro per noi.

Oltre agli scoppi piu’ o meno potenti che si registrano periodicamente a causa di malfunzionamenti ed errori umani, come riportato nel post precendente, c’e’ anche il lento stillicidio dovuto all’emissione continua nell’aria e nel mare di sostanze tossiche. Un comitato cittadino ha documentato tutti i vari problemi che la citta’ ha dovuto affrontare negli ultimi anni. Riporto dal loro blog una serie di eventi, piu’ o meno devastanti ed offensivi alla dignita’ dell’uomo.

1999: Rogo alla raffineria - due morti. I Vigili del fuoco sottolineano che l’API fece di tutto per nascondere la notizia, sia verso di loro che verso la popolazione locale. Durante il processo contro l’API, venne fuori che l’API mantenne “comportamenti fuorvianti le indagini per almeno 15 giorni” e che hanno cercato in ogni modo di inquinare le prove e le attivita’ di indagine dell’autorita’ giudiziaria.

2003: Sversamento in mare di gasolio. L’API come prima, cerco’ di tenere la notizia nascosta

2004: Emissioni annue stimate di ossidi di azoto: 985 tonnellate. Quantita’ legali: 800 tonnellate . Stessa storia nel 2005. Gli ossidi di azoto causano problemi respiratori, edemi polmonari e pioggia acida. La regione Marche ha preferito tacere sulla questione, quando invece uno dei vincoli piu’ forti nel decreto di concessione era che questi limiti non fossero superati. Non contenti, a Falconara si prevede l’ulteriore costruzione di nuove centrali elettriche e di metano a due passi dalla popolazione. Per contro, una delle raffineria americane che non ha obbedito i limiti (la Valero) e’ stata multata per $236 milioni di dollari, con l’obbligo di spenderne altrettanti per abbassare ulteriormente le emissioni di inquinanti.

2005: Gruppi di incoscienti pescatori continuano ad andare in mare e a pescare vongole ed altro pesce malsano in zone in cui la pesca e’ VIETATA da una ordinanza del comune per emissioni tossiche continue da parte della raffineria. Non oso pensare che fine abbiano fatto le vongole tossiche.

2006: Sostanze tossiche riversate in mare hanno causato morte di pesci e granchi e puzza per vari giorni. Agglomerati e ciottoli petroliferi ritrovati in mare.

2007: Nuovo incendio alla raffineria

2007: Riversamento in mare di olio combustibile (un prodotto del petrolio) saturo di zolfo durante le operazioni di trasferimento dalla raffineria ad una petroliera, Si stimano circa 22 tonnellate di sostanze inquinanti riversate nel mare lungo 20 chilometri di costa. Questo olio combustibile e’ un cancerogeno e dannoso alla salute del mare. L’API stessa riferi’ nel suo rapporto di sicurezza che il limite massimo tollerabile per la salute del mare era di circa 10 tonnellate. Superare questo limite, secondo l’API avrebbe implicato “un danno ambientale rilevante sul quale intervenire con procedure d’urgenza”. Qui fuoriusci’ il doppio di quanto previsto. L’API non ha fatto niente.

2007: Consiglio comunale di Falconara chiuso per i cittadini e aperto per l’API!!! I membri del comitato cittadino (simile al nostro Comitato Natura Verde) sono stati mandati via dalle sale comunali, mentre l’API, responsabile del disastro e’ stata fatta restare. C’e stata una forte omerta’ da parte dell’API nel cercare di mantenere la notizia del riversamento in mare segreta, e nessuno dei consiglieri comunali e’ stato capace di pretendere spiegazioni all’API che RIFIUTO’ di annunciare le quantita’ precise di inquinanti riversati nel mare, impedendo di provvedere tempestivamente al recupero della zona.

2007: I cittadini chiedono la dichiarazione dello stato di emergenza locale, dopo il parere di vari biologi marini non di parte, e visto che il mare di Falconara e’ gia’ stato dichiarato “Sito inquinato di interesse nazionale ed Area ad Alto Rischio di Crisi Ambientale”. Richiesta negata.

A Falconara suonano le trombe allarme petrolifero quando ci sono dei problemi. A Falconara la gente vive ogni giorno con l’incubo che possa succedere qualcosa di grave. Vari tratti del loro mare sono chiusi alla balneazione, alla pesca. Mentre su wikipedia si afferma che la raffinieria di Falconara e’ una delle piu’ moderne ed avanzate dal punto di vista tecnologico,
il Ministero dell’Ambiente ha dichiarato il mare di Falconara un SITO INQUINATO DI INTERESSE NAZIONALE.

Cittadini di Falconara, da italiana, vi chiedo scusa e vorrei sinceramente poter far qualcosa di utile per contribuire alla vostra causa. Prima di spulciare il web (c’e’ tanto di piu’ di queste mie brevi righe online) non avevo idea di tutti questi soprusi, bugie, malafede, e tentativi di tenere tutto in silenzio, eppure ho vissuto per tanti anni a due passi da voi. E’ scandaloso che di queste cose non si parli a livello nazionale.

Cittadini d’Abruzzo: svegliamoci, l’ENI e le sue amiche vogliono fare di noi una nuova Falconara.

Fonti: Comitati Cittadini Marche, Global Project Marche

http://dorsogna.blogspot.com/2008/05/falconara-sito-inquinato-di-interesse.html


'I danni degli impianti petroliferi' ha ricevuto 4 commenti:
(il più recente in testa)

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    spapparo
    spapparo
    Domenica 11 Maggio 2008 ore 22:33 - Permalink

    spapparo-comitato natura verde sez. vasto

    Lorenzo, o meglio dire Lure’ di Piazzarossetti, utilizzare il video realizzato dagli amici dei centri sociali di Falconara e ANcona con lo scopo meschino di scaricare la tua irasull’amministrazione locale e’ vomitevole. Fratino, il sindaco di Ortona e’ destroide 100% seppur vero che non lo e’ Del TUco, favorevolissimo pure ai termovalorizzatori.
    Se vuoi fare discussioni evita di polemizzare alla cieca rendendo ancora piu’ sterile il discorso di quanto i vastesi siano gia’ capaci di farlo da soli. VUoi fare qualcosa per Vasto? Allora fatti dare da Lucfan la mia mail priovata e iniziamo a lavorare assieme.
    Meno internet, piu’ militanza.

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    lorenzo
    Mercoledì 7 Maggio 2008 ore 10:45 - Permalink

    avete notato l’appartenenza politica delle persone nei “titoli di coda”? tutti di sinistra, la stessa cosa che sta succedendo a vasto..anch’io lo ero, ma ora basta, la sinistra insieme agli ambientalisti svende il nostro territorio alle multinazionali peggio delle peggiori amministrazioni di destra, in cambio di qualche minima porzioncina di territorio da destinare a riserva e probabilmente di fondi pubblici..guardate che cosa sta succedendo a punta penna: si è istituita la riserva e poi vai con l’ampliamento del porto a favore probabilmente delle fox petroli; la sistemazione proprio davanti alla costa di un “mostro marino” (piattaforma); costruzione di due camping proprio al di sopra del costone di punta penna..dove sono allora i vari marra, i vari menna che appena 5 anni fa minacciavano d’incatenarsi agli scogli perchè contrari alla costruzione di due baracchette di legno (deturpano il paesaggio..gridavano), che poi i loro sodali (vedi cooperativa cogecstre) hanno “occupato” per difendere il fratino…
    P.S. domenica scorsa il “non vedente” stefano tagliogli ci ha gentilmente pregato di allontanarci dalle dune perchè disturbavamo la cova del suddetto uccello..per inciso, vi invito ad andare a visitare le dune di vasto marina, dove i fratini, numerosissimi peraltro, affogano in un mare di cemento..ma probabilmente sono fratini di serie B..

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    Davide1971
    Martedì 6 Maggio 2008 ore 22:46 - Permalink

    Oggi ho parlato con un mio conoscente di Gissi e mi ha detto che la piattaforma rimarra li’ almeno fino a Giugno.Con il petrolio a questi livelli sono alla disperata ricerca di idrocarburi.Parola d’ordine TRIVELLARE ! Il petrolio pare che ci sia veramente ,ma e’ pieno di impurita’ e quindi e’ molto costoso “purificarlo”.Poi mi ha detto che a Viggiano stanno estraendo molto ,ma molto piu’ petrolio di quello che dichiarano.Siccome e’ a partecipazione statale e’ “grasso che cola” quindi tutto “coperto”,addirittura mi ha detto che hanno beccato il filone che arriva in Libia .Poi a riguardo della turbogas di Gissi mi ha detto che tra un po’ faranno la prova di funzionamento della turbina e tra due mesi dovrebbe andare in funzione,anche se per terminare i lavori ci vogliono ancora un paio d’anni..Molte telefonate all’Ex-ministro Remo Gaspari per andarci a lavorare.Saludos

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    Lucfan
    Lucfan
    Martedì 6 Maggio 2008 ore 14:42 - Permalink

    Poi, in attesa che le intense attività di approfondimento ed investigazione sulle piattaforme diano i loro frutti, o quanto meno che si giunga al termine dei lavori di riparazione del “viadotto sottomarino”, ho fatto una ricerchina su “Vega Oil srl” che dovrebbe essere il partner di Petroceltic per le trivellazioni/estrazioni petrolifere relativamente al permesso di ricerca BR 268 Rg, quello al largo di Vasto (e non per lavori di riparazione ma per attività estrattive).

    Bene, o meglio malissimo, questo è quello che si trova:
    http://www.harbours.net/vega_oil2.html
    Hanno delle navi vecchissime, delle vere carcasse, che rischiano di fare guai da un momento all’altro. Qualche saggia guardia costiera ne ha già ordinato il disarmo.

    Qui da noi, le navi che si vedono di chi sono?
    Chissà se per saperlo è meglio comprare un telescopio…

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