Rospo mare. E’ già stato sversato petrolio in mare

redazione

Per ricordarci che le piattaforme, che ci dicono “operano solo per scongiurare future emergenze”, hanno invece già fatto danni (era il 2005), riportiamo l’articolo segnalato dall’amica Fabrizia, del coordinamento per la tutela della costa teatina.

da http://www.primonumero.it/attualita/primopiano/articolo.php?id=2047

Petrolio in mare, tanta paura
ma il pericolo è scampato

Rientra l’emergenza sulla piattaforma petrolifera dopo l’incidente di sabato. La chiazza oleosa è stata assorbita quasi del tutto durante le frenetiche operazioni coordinate dalla Capitaneria. E’ stato evitato il peggio, ma in porto restano i timori

di Monica Vignale

Nelle foto i mezzi al lavoro e la chiazza oleosa

Poteva essere un disastro ecologico, ma il peggio è stato scongiurato. L’emergenza al largo di Termoli, dove ieri (sabato 27 agosto) alcune centinaia di litri di petrolio sono finiti in mare, è rientrata. L’ultima domenica di agosto si presenta con un mare all’apparenza pulito, trasparente. A Campomarino sono stati addirittura avvistati i delfini, rassicurante simbolo di qualità ambientale.

Il problema però non è stato eliminato del tutto. La chiazza oleosa, quanto resta dello ’sversamento di idrocarburi’ in acqua dalla piattaforma petrolifera “Rospo Mare”, è arrivata a due miglia dalla costa, all’altezza di Vasto. Ha un colore sbiadito, quasi iridescente. Una consistenza è leggera, come quella di una pellicola. Ma ugualmente è poco rassicurante. Campeggia all’altezza del porto di Vasto, ma se la corrente cambia, presto potrebbe tornare in su e “sconfinare” di nuovo nelle acque molisane. In ogni caso di tratta di un quantitativo minimo. Il grosso della perdita, circa l’80%, è stato assorbito dalle “panne”, barriere galleggianti che riescono a risucchiare il petrolio come spugne.

La Capitaneria di porto con la motovedetta e due unità di supporto (il Med4 e lo Shark) e i mezzi antinquinamento “Favignana” e “Picchio” (il primo di Termoli, l’altro di Ortona) hanno lavorato tutta la notte per limitare il fenomeno di inquinamento ambientale. Il Comandante Luca Sancilio ha coordinato di persona le operazioni intorno alla piattaforma petrolifera della Edison gas, che estrae grezzo per le raffinerie di Genova e della Spagna. E, dopo una notte di lavoro frenetico, è abbastanza sicuro che il pericolo sia scampato. «Si correva un grosso rischio, c’era la possibilità che un congruo quantitativo di petrolio arrivasse a riva. Ma grazie alla tempestività e alla buona gestione dell’emergenza, oggi (domenica 28 agosto, ndr) possiamo stare tranquilli. La chiazza è ridotta al minimo e non costituisce più un allarme. I mezzi inoltre stanno ancora lavorando per emulsionare l’area».

Resta il mistero sulla quantità del petrolio fuoriuscito dalla tubatura che allaccia la piattaforma galleggiante al serbatoio della petroliera “Alba Marina”. Le fonti ufficiali sostengono che si tratti di 200 litri, al massimo 240. Secondo diverse persone che hanno partecipato alle operazioni di pulizia invece potrebbero essere all’incirca 500 litri. In porto si rincorrono voci discordanti, a conferma che è difficile – ormai impossibile - stabilire con precisione a quanto ammonti la perdita del greggio disperso nelle acque molisane.

Sulla paura invece, che ha attanagliato per diverse ore istituzioni, residenti e operatori portuali, non ci sono dubbi. La Capitaneria ci tiene a precisare che lo spiaggiamento del greggio è stato evitato, ma riconosce che l’intervento è stato delicato e che il pericolo era “elevato”. Si è temuto un grave danno per la flora e la fauna ittica, e sono state vissute ore di angoscia per le possibili conseguenze dell’incidente. «Anche perché – suggerisce qualcuno in porto – non si può escludere che possa capitare di nuovo».

Intanto, mentre si tira un sospiro di sollievo generale, i pescatori si preparano a uscire in mare dopo i quindici giorni di fermo biologico decretati dal Ministero delle Politiche Agricole. Stanotte (domenica) i pescherecci della flottiglia termolese potranno di nuovo calare le reti.

(Pubblicato il 28/08/2005)

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'Rospo mare. E’ già stato sversato petrolio in mare' ha ricevuto 31 commenti:
(il più recente in testa)

  1. Lucfan
    Lucfan
    Mercoledì 21 Maggio 2008 ore 15:27 - Permalink

    In attesa che venga raccolta la proposta ALTERNATIVA ieri segnalata, a proposito della diatriba sulla forma della comunicazione in fatto di rischi ambientali, vorrei segnalare un post (e relativo sondaggio) presente su questo blog, mi sembra molto in sintonia con quello che ieri dicevamo qui:

    Trabocchi trivella(n)ti
    Soprattutto a quelli lontani dal nostro amato paese, saranno magari sfuggite le polemiche degli ultimi tempi, inerenti le piattaforme a largo della nostra costa e quindi del presunto inquinamento conseguente (sia per così dire visivo, che proprio dal punto di vista materiale/fisico).

    Tutto nasce da un esposto del WWF che chiede di effettuare e rendere note al più presto, analisi sul materiale trovato nei pressi del Molo di San Vito e sulla spiaggia denominata "Turchino". Materiale che a prima vista sembrerebbe "catrame, forse greggio", e che preoccupa non poco per la recente installazione della piattaforma petrolifera, proprio a largo delle nostre coste. (la piattaforma, smobiliterà presumibilmente fra circa 15 giorni).

    Un riassunto molto più dettagliato di quanto successo lo trovate qui, con i vari aggiornamenti  delle dichiarazioni e degli avvenimenti giorno per giorno.
    Di certo non è un evento da poco, alla vigilia della stagione balneare.Dopo che vi sarete fatti un’idea, vi chiedo un parere. Le due posizioni prevalenti grossomodo sono le seguenti:

    1- "… modalità eccessivamente enfatica sia di rappresentazione che nel merito - la notizia diffusa dal Wwf rischia di rendere vani gli sforzi compiuti da anni dal Comune e dai cittadini sanvitesi per la tutela ambientale, di compromettere i brillanti risultati conseguiti in questo settore, di procurare un rilevante danno all’immagine del nostro paese e, soprattutto, di causare il tracollo dell’economia turistica locale proprio nel momento di apertura della stagione balneare … " (il Sindaco di San Vito)

    2- in realtà, questa "denuncia" è l’esatto opposto. Tenta di far aprire gli occhi su una realtà che rischia di distruggere, tutto quello che di bello la natura e gli anni hanno dato a questo paese. Aprire gli occhi significa cercare di fermare il proliferare di "pozzi di petrolio - centro Oli - perforazioni" ecc ecc .. pensate che divulgare questa battaglia possa fermare i turisti e l’economia di questo paese ?! Se nessuno provasse a fermare tutto questo, pensate che i turisti non si accorgerebbero ugualmente con i propri occhi di quello che li circonda?! E sarà proprio lì, che non verranno più, che saranno davvero "persi per sempre", perchè vedranno la noncuranza e l’abbandono, invece di vedere la "salvaguardia" di uno dei tratti di costa più belli d’Italia.

    Sondaggio:
    Secondo te, è più giusto alla vigilia della stagione estiva:

    a) Denunciare e approfondire il problema: divulgare rinvenimenti/sospetti e risultati delle analisi, per poi cercare di risolvere il problema alla radice, in modo da salvaguardare in maniera duratura la nostra costa.

    b) Non enfatizzare troppo una questione che in fin dei conti, è stata ingigantita e molto, (non dimenticando che la piattaforma andrà via a breve) e che porterà al crollo dell’economia estiva, unica vera risorsa di questo paese.

    Il sindaco di San Vito è uno di quelli che preferisce b.

    Ah, poi per rimanere in tema, vi propongo questo breve video.. macchie di catrame ne ho viste sempre anch’io in spiaggia e non che si possa dire siano naturali dato che in mare aperto non controlla nessuno le schifezze che si possono fare e che fanno, quindi non servono le piattaforme per osservarle..
    Ma scogli interamente NERI non li avevo mai visti, chiedo scusa agli operatori turistici…

  2. Unregistered
    mac
    Martedì 20 Maggio 2008 ore 20:30 - Permalink

    Si ok!!!! Ragà vi confesso che il mancato decollo del parco e la mancata apposizione delle sbarre a punta aderci mi sta demoralizzando. Se a questo ci aggiungiamo l’indifferenza nel quale è caduto il nostro ultimo appello…..
    Comunque, ok, discutiamo sull’eventuale richiesta da fare all’enel su pannelli FV!!! Ci possiamo unire al comitato natura verde???? Possiamo immaginare di impiantarli anche a Vasto??? Dove ??? Potremmo poporre una pianificazione in materia su tutta la costa!!!! Parliamone e cominciamo a pensare ad un CS da accostare a natura verde!!!
    Secondo voi dobbiamo invitare alla discussione anche i politici??? e altre aziende???

  3. Lucfan
    Lucfan
    Martedì 20 Maggio 2008 ore 19:03 - Permalink

    Mac ponderiamo certi termini, il “terrorismo” non lo sta facendo proprio nessuno.

    Per quello che dici potremmo rilanciare significativamente questo appello del comitato natura verde sul solare. Mi sembra una cosa validissima. Perchè non ti fai promotore di un comunicato da inviare ai diretti interessati? Se si racimolano un po’ di informazioni necessarie si puo’ fare.. che dici?

    «[..] Mandiamo delle e-mail all’ENEL, offriamo la disponibilità dei nostri terreni… »

    Penso che chi ne abbia l’opportunità potrebbe fare bei guadagni e promuovere energie pulite.

  4. Unregistered
    mac
    Martedì 20 Maggio 2008 ore 18:52 - Permalink

    Mi avete frainteso. Dico che per avere più presa, per essere più ascoltati non basta dire no, ma occorre dire vogliamo questo e quest’altro. Penso che avremmo pù riscontri di quelli ottenunuti con il “terrorismo” ci vuole una linea più costruttiva. Tipo no al centro oli si alla costruzioni di capannoni per la fiera di Vasto o Ortona. No al petrolio si all’eolico. Dire no a tutto come si sta facendo ultimamente, pure sulla turbogas c’è chi non è convinto e la vorrebbe fuori dalle pa…
    Ragà qunati hanno risposto al nostro appello?? Perchè no?? Ci sarà un motivo!!!!
    anche a me piacerebbe dire no e punto ma se poi nessuno ci ascolta tanto vale far capire che abbiamo un idea di questo territorio.

  5. Spanish
    Spanish
    Martedì 20 Maggio 2008 ore 17:33 - Permalink

    Mac, non capisco perchè mai bisogna trovare un’alternativa al Centro Oli.

    Se sei d’accordo sul fatto che farà danni economici e ambientali, l’alternativa è non costruirlo. Davvero non ti seguo…

  6. Lucfan
    Lucfan
    Martedì 20 Maggio 2008 ore 17:09 - Permalink

    Un’alternativa? una raffineria alternativa? :D
    Abbiamo scritto già quali sono le alternative e c’e’ poco da progettare. Hai letto? Non sei d’accordo? Fai pure le tue proposte ma non chiedere che per dire che non si vuole il centro oli si debbano per forza fare proposte. E’ inaccettabile.
    Tutto qui.

  7. Unregistered
    mac
    Martedì 20 Maggio 2008 ore 17:06 - Permalink

    Non vogliamo il centro oli?? Ok anche io ma la cosa più semplice è porgettare anche un alternativa e non limitarsi a dire no che è cosa semplice. Tutto qui

  8. Lucfan
    Lucfan
    Martedì 20 Maggio 2008 ore 16:28 - Permalink

    Concordo pienamente Spanish, non occorre nè nascondersi dietro mezzi termini per parlare dei rischi, nè accompagnare con proposte alternative la critica del modello petrolifero.
    L’alternativa è quello che in Abruzzo c’e’ già e che ora è seriamente a rischio.

  9. Spanish
    Spanish
    Martedì 20 Maggio 2008 ore 15:33 - Permalink

    Che io sappia, anche in Toscana stanno avendo o hanno avuto problemi con i petrolieri…

    Su allarme e informazione, se posso, dico la mia. Credo che sia utile per tutti informare sulla situazione e sui rischi reali. Il problema non è solo che la gente non sa cos’è il Centro Oli, ma anche che crede che le piattaforme siano ottime per pescare le cozze; che il rischio di una sciagura ambientale è lontanissimo; che non ci sono altri pericoli; che se lo fanno, sanno quello che fanno; che il petrolio porterà ricchezza (per chi?); che è un’oppurtunità di sviluppo…

    Allora a questa gente dobbiamo dire il Centro Oli è un pericolo per la nostra salute e per la nostra economia; il pericolo di danni ambientali per le trivellazioni è reale; non ci sono tecnologie che ci salveranno da un disastro nel caso in cui ci sia un incidente; non è un modello di sviluppo possibile perchè il petrolio finisce; gli abruzzesi non diventeranno tutti ricchi; non ci sarà più lavoro, ma meno…etc, etc.

    Tutto questo perchè è importante? perchè l’Abruzzo è (ancora) la regione verde d’Italia; perchè le nostre spiagge sono bellissime; perchè in mezz’ora puoi stare in montagna; perchè i nostri vini sono ottimi; la nostra gastronomia è originale e ottima; etc, etc…

    Insomma, suggerisco di rimarcare che è un attacco ad un’area particolarmente bella e interessante dal punto di vista ambientale e turistico. Attacco inutile, perchè non ci farà ricchi, anzi…

    Saludos!

    PS: proprio oggi QuiQuotidiano (organo sempre più politico e sempre meno d’informazione…) attaccava il tentativo di fermare il progetto di costruzione del porto turistico alla foce del Lebba. Il giornalista (?) di turno diceva che “da tempo, gli estremisti nostrani hanno dichiarato guerra senza quartiere alle attività produttive. Sostenitori accaniti della rendita – meglio se di posizione–, i nostri eroi hanno in uggia tutto ciò che costruisce lavoro e ricchezza“. Se questa è l’informazione che si fa…

  10. Unregistered
    advocatus
    Martedì 20 Maggio 2008 ore 12:54 - Permalink

    scusa mac ma gli abitanti delle cinque terre cosa propongono in alternativa ad industrie e poli petroliferi?? E l’Umbria non vive forse di turismo?? ed intere province toscane non vivono di turismo??
    Ed alcune zone del Friuli cosa sarebbero senza le loro vigne??

    Da una marsicovastese certi limiti non li accetto!!!!!!!!!!!!

    A presto

  11. Lucfan
    Lucfan
    Martedì 20 Maggio 2008 ore 12:36 - Permalink

    Ma fallo pure, ognuno è libero di esprimersi nella forma che vuole, per me è la sostanza che conta, non il quadretto…

  12. RobDel79
    RobDel79
    Martedì 20 Maggio 2008 ore 12:34 - Permalink

    Si io ho capito che l’intenzione è di informare, vogliamo la stessa cosa ma con metodi differenti. Non è che siamo parlando di un mare nel profondo sedere della Russia o in alaska.. stiamo parlando di una zona che finora, sempre che qualcuno non ci abbia già ripensato, è ancora meta turistica. Questo mi pare fuori ogni dubbio per adesso.

    Siamo d’accordo su questo?

    Se siamo d’accordo su questo anziché andare affiggendo manifesti “Benvenuti nella Costa Teatina” con sfondo scenari alla Ken il guerriero o Iraq dopo che saddam ha incendiato i pozzi, io cercherei di partorire un manifesto bellissimo che rappresenti gli aspetti attuali e stupendi della costa teatina poi andrei spiaggia spiaggia tra i turisti e i bagnanti come fanno le varie associazioni che fanno animazione, solo che invece di fargli ballare il ballo di Simone direi “il mare con cui vi siete bagnati, la sabbia che state calpestando e le scogliere che vedete sono soggette a questo, questo e questo rischio. Non lasciateci soli e forse rivedrete queste spiagge nelle stesse condizioni”.

    Si tratta di metodo, non ho mai messo in discussione lo scopo.

  13. Lucfan
    Lucfan
    Martedì 20 Maggio 2008 ore 11:04 - Permalink

    Non capisco perchè, secondo te, informare sugli impatti delle attività estrattive equivalga a presagire future catastrofi, “prospettandone la certezza”..
    Il movimento che sta prendendo piede in Abruzzo per scongiurare il pericolo di una raffineria e di tutti gli annessi e connessi non penso sia costituito da profeti di sventura cui piace fare allarmismo, poi ognuno puo’ avere la propria opinione..

    Mi spiace che pensi che porti addirittura “sfiga” parlarne, io rimango convinto che piu’ che di scongiuri oggi ci sia bisogno di estendere il piu’ possibile le consapevolezze sulla cosa, informando, discutendo ed anche partecipando alla mobilitazione collettiva sul territorio; il vero problema è che troppa gente in Abruzzo non sa nemmeno del centro oli, non tanto che ci sia chi sa ma non sia interessato alla questione… ma è solo il mio pensiero, la linea di vastesi.com la fanno i contributi di tutti.

  14. RobDel79
    RobDel79
    Martedì 20 Maggio 2008 ore 09:13 - Permalink

    Luca tu li chiami fiorellini, io la chiamo calma e sangue freddo. Non è controproducente esprimere opinioni sulla gravità della cose, lo è prospettare la certezza di gabbiani con le ali appesantite dal greggio e petroliere in fiamme.

    E’ ovviamente la mia opinione… vastesi.com potrà continuare su questa linea, pace… io continuerò a grattarmi ogni volta che leggo profezie di sventura

  15. Lucfan
    Lucfan
    Lunedì 19 Maggio 2008 ore 23:49 - Permalink

    Robbè, gli argomenti per sminuire i timori sono benvenuti, ma che sia controproducente esprimere le proprie opinioni sulla gravità della questione mi sembra una cosa molto discutibile.
    Dici che se ci mettiamo i fiorellini viene meglio? 8O

  16. RobDel79
    RobDel79
    Lunedì 19 Maggio 2008 ore 22:59 - Permalink

    Lucfan, l’argomento non lascia spazio a ottimismi facili io me ne rendo conto e non vorrei che sia passato un messaggio contrario. Io stesso mi ci sono messo di impegno a non cadere nello sconforto ma secondo me con questo modo di procedere fatto portare il tutto alle estreme conseguenze a questi gli diamo solo pretesti per dirci “esse’ vi’? Nghe vì nzi po fa niende”…

  17. Unregistered
    lorenzo
    Lunedì 19 Maggio 2008 ore 21:08 - Permalink

    ok..allora non sprechiamo il fiato caro mac..credo che ne avremo ancora molto da spendere visto che ultimamente è stato accantonato il problema dell’eolico in mare, del solare manco a parlarne, mentre invece monta la voglia di nucleare..credo che avremo molto da scrivere per i prossimi 5 anni..

  18. Unregistered
    Giancarlo Spadaccini
    Lunedì 19 Maggio 2008 ore 19:23 - Permalink

    La riserva naturale è e resterà una grande possibilità di sviluppo anche “economico”. Quando lo capiremo che conservare non significa ammazzare lo sviluppo?

  19. Lucfan
    Lucfan
    Lunedì 19 Maggio 2008 ore 18:53 - Permalink

    Spanish “ho rimarcato” provocatoriamente, ovviamente non era una critica per te, ma per chi ha ritenuto il tuo tono allarmistico..

    Abbiamo due problemi, uno è che puo’ succedere ancora quello che è già successo e non è detto che evitando il peggio anche una seconda volta non si accumulino danni ingenti, due che c’e’ molta diffidenza verso queste attività anche senza che capitino guai, dato che è impossibile monitorarne continuativamente ed in modo efficiente l’effettivo impatto sull’ecosistema che è direttamente esposto.

    Dal sito di Maria Rita D’Orsogna si riporta in riferimento alla situazione disastrosa ed irrecuperabile (nel vero senso della parola) di Priolo in Sicilia quello che riferisce in anonimato un operaio dello stabilimento petrolchimico (guardate il video sul post originale al minuto 7:00).

    Le acque di scarico con tutti i fluidi e i fanghi perforanti vanno direttamente al mare perche’ non ci sono impianti di trattamento. Le falde acquifere sono tutte contaminate. In un episodio finirono nel mare concentrazioni di mercurio cosi elevate che il mare divento’ rosso. Le concentrazioni di mercurio erano 20,000 superiori a cio’ che la legge consente.
    Gli strumenti di controllo sono taroccati.
    http://dorsogna.blogspot.com/2.....i-del.html

    Il fatto che per quanto già successo non si siano mai intrapresi pesanti provvedimenti giudiziari fa aumentare il leggittimo sospetto che ci si comporti così anche altrove, con probabilità maggiore proprio nei casi in cui l’entità dell’azione (dell’impianto o dell’attività correlata) è inferiore.

  20. Spanish
    Spanish
    Lunedì 19 Maggio 2008 ore 18:06 - Permalink

    ‘Anfatti, dico che non è allarmismo perchè il pericolo è reale…

  21. Lucfan
    Lucfan
    Lunedì 19 Maggio 2008 ore 16:59 - Permalink

    Gli allarmi o allarmismi come piace chiamarli a chi è contrario sono utili e servono ad aumentare la sensibilità su un problema.
    Il reale danno di queste piattaforme non è mai noto, se ci sono perdite di sostanze inquinanti non lo sa nessuno finche’ non vengono a galle grandissime macchie di petrolio.
    Sono allarmista? Si?
    e sti cavoli…

  22. Spanish
    Spanish
    Lunedì 19 Maggio 2008 ore 16:39 - Permalink

    Mi si fa notare che forse il tono del mio commento è un po’ allarmista…Siccome non volevo essere allarmista, vuol dire che non ho saputo spiegarmi.

    Cerco di rimediare. Senza fare gli allarmisti, ne tanto meno i ‘catastrofisti’, bisogna sottolineare quali sono i rischi di alcune attività e le conseguenze gravissime che avrebbe un incidente. È per avere un quadro chiaro e informato della situazione, mica per fare l’allarmista…

    Spero di essere riuscito nel mio intento.

    Saludos!

    PS: se vogliamo aprire un dibattito un po’ filosofico sul ruolo dell’uomo sulla terra, possiamo iniziare da qui o da qui

  23. Spanish
    Spanish
    Lunedì 19 Maggio 2008 ore 14:17 - Permalink

    Quoto in pieno Lucfan…Non vedo perchè si debba dare una alternativa al petrolio e minimizzare localmente i rischi dell’attività di trivellazione/estrazione.

    Per iniziare, se qualcosa produce un danno, bisogna eliminarlo a priori…non c’è e non ci puó essere una giustificazione economica, sociale, culturale o quello che vi pare all’inquinamento. Altrimenti, che parliamo a fa’?

    Secondo, finora nessuno ci ha spiegato bene e con dati e numeri certi quale sarebbero i pro e i contro economici del petrolio. Mi spiego meglio: se, mettiamo, il petrolio da lavoro a 50 persone e farà chiudere, che so, 5-6 aziende agricole, 4 hotel, 2 campeggi e 7 ristoranti (dico per dire…), l’alternativa non me la devo inventare: già c’è.

    Qui si torna al discorso centrale, cuore del problema secondo me: a quale progetto di sviluppo facciamo riferimento? Lí sta il problema. A Vasto, a Ortona e in tutta la regione dobbiamo scegliere una strada e percorrerla. Certo, non è una scelta radicale ed esclusiva, ma serve per dare priorità a questa o a quella attività. Se scegliamo, per esempio, il turismo e l’agricoltura come priorità, tutto ciò che minaccia il modello scelto va eliminato.

    Questo senza considerare che qui si tratta di sopravvivenza, non di sviluppo: la costruzione del Centro Oli e l’estrazione di petrolio va evitata non perchè danneggia l’economia (o non solo per questo), ma perchè danneggia la salute e la vita dei cittadini.

  24. Lucfan
    Lucfan
    Lunedì 19 Maggio 2008 ore 13:55 - Permalink

    Io Mac certe volte proprio non ti capisco, per dire che i rischi di questo tipo sono seri e ci sono bisogna per forza accompagnare il pensiero con proposte alternative al centro oli e al petrolio? Ma andiamo…

    Le finalità dell’articolo sono ben altre; va tenuta alta l’attenzione sui rischi delle piattaforme e delle attività estrattive, poichè gli incidenti ci sono già stati e a detta di qualcuno potrebbero verificarsi di nuovo. Il problema è nostro ma la sua gestione e la sua prevenzione no. Quindi le pubbliche opinioni sui timori che legittimamente abbiamo si possono esprimere senza considerazioni accessorie.

    In piu’ si trattandosi di Rospo mare la cosa non riguarda affatto solo il molise, quell’area è molto estesa ed arriva fino a punta penna.

  25. Unregistered
    Mac
    Lunedì 19 Maggio 2008 ore 12:20 - Permalink

    VAbbè lorenzo, tutto può capitare ma non esageriamo……..
    Sopratutto perchè le piattaforme su citate son in acque molisane, già ci sono da tempo e fino a mò non hanno recato problemi. Prendiamo consiglio dagli errori passati e cechiamo di non dare l’impressione che l’unico sviluppo possibile sia l’attività agreste. Vino e turismo sono importanti ma cosa proponi in alternativa al petrolio e al centro oli??? Alternativa che viva su mercato e ci trovi lavoro???

    P.S. Non è domanda retorica, la mia idea alternativa sapete quel’è…..

  26. RobDel79
    RobDel79
    Lunedì 19 Maggio 2008 ore 11:03 - Permalink

    Una bella toccatina di palle fa sempre bene

  27. Unregistered
    lorenzo
    Lunedì 19 Maggio 2008 ore 10:46 - Permalink

    “Poteva essere un disastro ecologico, ma il peggio è stato scongiurato”, così inizia l’articolo..per me è stato tutto solo rimandato..

  28. Cicco
    Cicco
    Venerdì 16 Maggio 2008 ore 17:44 - Permalink

    Gianni, è probabile tu faccia riferimento ad una mia nota con la quale ricordavo alcuni anni in cui si andava al mare con la boccetta dell’olio d’oliva.
    Se è così, puoi anche citarmi per nick, e sarebbe un modo normale per discutere.
    Comunque non volevo affatto dire che ci siamo abituati, ho solo riportato una notizia di cronaca di storia recente, come a dire il fatto non è nuovo; anzi, aggiungo che il problema durò due o tre estati, a mia memoria, e c’erano dei giorni in cui non si poteva neanche entrare in acqua, pena ricoprirsi di un velo oleoso che veniva via solo strofinandoti con la sabbia.
    Ora la situazione è nettamente ed evidentemente migliore, e testimonia che non c’è stata abitudine da parte della gente, semmai una reazione di protesta.

  29. Unregistered
    Vasto
    Venerdì 16 Maggio 2008 ore 08:59 - Permalink

    lottare, lottare sempre contro i … mostri ambientali

  30. Unregistered
    Luca
    Giovedì 15 Maggio 2008 ore 20:31 - Permalink

    Un saluto da Pescara città aperta, nella speranza che dalle vostre come dalle nostre parti le battaglie di civiltà possano concludersi tutte positivamente.
    C’è in ballo il futuro stesso dell’Abruzzo, o almeno dell’Abruzzo come lo conosciamo oggi.
    http://www.pescaracittaperta.blogspot.com

  31. Unregistered
    Gianni
    Giovedì 15 Maggio 2008 ore 17:35 - Permalink

    E’ uno skifo, se ne devono andare, purtroppo se ne parla solo quando ci sono chiazze visibili o quando il catrame arriva in spiaggia. E c’e’ pure chi si è abituato, dice che il catrame c’e’ sempre stato, anche quando lui era piccolo.. cioè: perchè ora devo smettere di fumare, quando ero piccolo mio padre in casa fumava…

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