Petrolio a Punta Aderci
Pare sia arrivata la conferma: a largo di Punta Aderci c’è petrolio.
Che posso dire? sono preoccupato, molto preoccupato. Spero che i nostri politici sia all’altezza della situazione. Anche se, chi visse sperando…scusate il francesismo, ma non riesco proprio a rallegrarmi della scoperta del petrolio. Non so perchè…
In ogni caso, spero ci sia piena trasparenza e dialogo con le forze sociali. Che ci spieghino il come, il dove, il perchè, il chi, il quando, con che soldi, per i guadagni di chi, etc…Signor Sindaco, per favore, non sprechiamo anche quest’occasione.
Riporto l’articolo da primadanoi.it
C’è Petrolio. Nuova scoperta a largo di Punta Aderci
C’e’ il petrolio al largo della spiaggia di Punta Penna, a Vasto (Chieti). Lo conferma un
comunicato della Mog, Mediterranean oil and gas, società londinese specializzata nella ricerca dell’oro nero, che ha sede anche a Roma.Una bella notizia per la società che sta conducendo i lavori da alcuni mesi. Una cattiva notizia per chi dovrà rassegnarsi all’idea che la costa sia diventata zona da spremere per ricavarci petrolio. Da tempo ormai sono visibili due piattaforme una al largo di San Vito ed una visibile da Vasto entrambe riconducibili alla stessa ricerca. Un giacimento che dai primi rilevamenti sembrerebbe imponente.
La notizia è arrivata proprio dalla Mog che ha spiegato i risultati ottenuti delle trivellazioni eseguite tramite la piattaforma Ombrina Mare 2 dinanzi alla spiaggia di Punta Penna, nella riserva naturale di Punta Aderci.
Il petrolio c’e’ e l’obiettivo della societa’ di Londra e’ arrivare agli stessi livelli del pozzo gemello, denominato Ombrina Mare 1, ovvero 400 barili di greggio al giorno.
«E’ un momento molto entusiasmante per la compagnia – ha commentato Sergio Morandi, amministratore delegato della Mog - e il coronamento di un duro lavoro».La societa’ ha adesso in programma test di produzione approssimativamente nelle 2- 3 settimane successive al completamento di un pozzo orizzontale.
Il tutto dovrebbe avvenire entro i primi giorni di giugno.
Il programma per l’Ombrina Mare 2, infatti, adesso prevede: l’esecuzione di test per il recupero di campioni di fluidi per analizzare le caratteristiche del petrolio presente nel pozzo, la creazione di un buco orizzontale, portare a termine un test di produzione completo attraverso il pozzo orizzontale.Poi bisognerà proseguire con la valutazione del potenziale di flussi di produzione ottenibili attraverso il suddetto pozzo orizzontale come e’ stato fatto nei casi di Rospo Mare e Val d’Agri.
Le riserve certificate per Ombrina 1 sono 5 milioni di barili.
Per Ombrina 2 la societa’ stima tra i 23 e 60 milioni di barili.
Solo da pochi anni l’Abruzzo si è scoperto essere depositario dell’oro nero dopo che nel 2001 a pochi chilometri di distanza si è scoperto un altro giacimento in territorio ortonese denominato Miglianico 1 da parte dell’Eni. Proprio in quella zona la società costruirà un centro oli, già avversato dalla popolazione residente perché ritenuto in contrasto con la vocazione naturale di colture e turismo.Resta ora da capire quale tipo di impatto sulla vita sociale abruzzese avrà questa ennesima scoperta in mare, se cioè il greggio sarà lavorato in Abruzzo o prenderà il largo direttamente senza passare da uno dei nostri porti.
PS: evitiamo battute su invasioni statunitense, ok? la cosa è più seria…
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- » Comunicato stampa AN su piattaforma petrolifera
'Petrolio a Punta Aderci' ha ricevuto 29 commenti:
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Lunedì 7 Luglio 2008 ore 10:04 - Permalink al commento
Vi segnalo quest’articolo.
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Lunedì 26 Maggio 2008 ore 09:46 - Permalink al commento
Non siamo gli unici a pensare che la classe politica locale dovrebbe parlare.
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Domenica 25 Maggio 2008 ore 11:51 - Permalink al commento
Davide, non è tanto questione di “ostacolare” ma piuttosto di far sentire la propria presenza, stimolare i politici a prendere posizione, quello che non ancora accade a Vasto. In tal senso forse potremmo insistere con delle lettere aperte su tutta la questione abruzzese, non tanto sulla notizia del petrolio a punta penna che ha assunto le connotazioni di un gossip.
Fortunatamente altrove ci sono amministrazioni che hanno preso posizioni molto nette, vedi Francavilla, e in tutta la regione stanno aumentando di consistenza i movimenti e le associazioni che si prefiggono di presidiare letteralmente il territorio, è anche grazie a loro, se non soprattutto, che la regione ha dovuto promulgare la sospensione, quella tanto controversa, ai lavori per il centro oli & co.
Quanto al resto, agli andazzi che si stanno profilando, non scopriamo niente di nuovo, è evidente che ci fosse da aspettarselo.. gli esiti elettorali sono quelli che sono e probabilmente il peggio deve ancora arrivare, basta guardare cosa sta accadendo a Napoli.
Cosa possiamo fare? Benissimo anche il passa parola, non si finisce mai di scoprire gente che purtroppo è allo scuro di tutto; ma occorre partecipare attivamente nelle forme e nei luoghi che ognuno puo’ permettersi.
Ci sono già vari appuntamenti programmati, serve partecipare numerosi.
Quanto alle petizioni, ti ricordo quella già aperta da tempo sul centro oli, non disperdiamo l’attenzione, tutte le questioni sono collegate allo stesso progetto:
http://www.ipetitions.com/petition/noraffineria/
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Sabato 24 Maggio 2008 ore 21:37 - Permalink al commento
Oggi a Fossacesia parlando con una cliente che ha un attivita’ ristorativa ad un tiro di schioppo dalla piattaforma gli ho detto che e’ stato certificato un quantitativo di petrolio a 2000 metri di profondita’ pari a 20.000.000 di barili quindi il pericolo incombente per l’ambiente intorno all’Ombrina 1 .Lei mi ha risposto “Non lo permetteremo!” . Ma come si fa ad ostacolare l’estrazione e ad impedire ad aziende multinazionali di fare il loro lavoro? Io dico che questi sono coperti a tutti i livelli e soprattutto adesso che al governo ci sono i liberali ed esponenti del mondo industriale e petrolifero.Ma hai visto caro Luc che quando io dicevo cosi’ pour parle’ che in qualche cassetto c’erano gia’ belli e pronti i progetti di nuovi siti nucleari,questi veramente adesso vogliono mettere mano a questa fonte energetica ? Ti ricordi quando dicevo “inizieranno con il lavaggio dei cervelli?” (gia’ sono all’opera !) e’ tutto previsto,e’ tutto gia’ pianificato.Qualche giorno fa ho fatto il pieno in un distributore di Atessa e parlando con il gestore ,gli ho detto del centro oli e delle piattaforme.Questo signore se ne esce con questo commento”Ecco perche’ poi il gasolio costa molto di piu’,per questa gente che non permette di far aprire questi siti!”. A tale affermazione ho chiuso il discorso ,perche’ mi sono reso conto del muro che aveva eretto verso i miei confronti.Va be’ …era un benzinaio,quindi lui vive letteralmente con la vendita dei prodotti “incriminati”.Il punto e’ che 20 milioni di barili e passa sono veramente un pozzo di soldi.Questi poi non e’ che hanno un legale hanno interi studi legali,questi hanno non semplici “conoscenze”,ma referenti ministeriali ,interi pezzi della nostra industria e capitali pressocche’ illimitati.Il gruppo Eni e’ (se non sbaglio) la prima azienda nazionale.Avete visto che due giorni dopo che Del Turco ha firmato per il blocco via terra,questi sono arrivati via mare? C’e’ una regia ben oliata(per rimanere in tema)e se hanno deciso di trivellare ed estrarre,questi …lo faranno.Io da parte mia sto informando con notizie di prima mano le persone con cui interagisco e creare una opinione(naturalmente contro le piattaforme),ma poi…Lucfan vogliamo partire con una petizione,una raccolta di firme,comunicati a tutte le agenzie di stampa dimmi hai qualche idea? Saludos
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Sabato 24 Maggio 2008 ore 20:15 - Permalink al commento
Ben detto lucfan. Luc ha perfettamente ragione, il petrolio non sarà della regione o dei comuni ma sarà gestito da chi trova e costruisce il pozzo. I soldi non arriveranno nelle casse comunali ma in quelle della regione e non è detto che saranno assegnati a Vasto.
L’Agricoltura al palo scomparirebbe e potremmo dire addio al turismo che è l’attività maggiormente cresciuta in questi ultimi 10 anni. Petroliere, raddoppio dei porti e pozzi a poca distanza della costa riusciranno a dare al massimo 200 posti di lavoro e i posti di responsabilità saranno affidati tutti a stranieri. Nel contempo si perderanno migliaia di posti di lavoro tra turismo agricoltura e terziario. Pensate che il terziario e l’università possano arrivare in una città che oltre a non offrire turismo, non offrirà neppure servizi perchè sempre più povera??? Bello sedersi al bar e sparare numeri omettendo delle analisi oggettive…… Partiamo da un punto imprescindibile lo sviluppo di Vasto è cresciuto, rispetto all’italia Vasto e l’abruzzo sono cresciute, arrivando per divesri anni ad essere la regione con maggior % di crescita. La politica dei parchi stava pagando, non siamo più il paese che ha abbondonato Cicco, siamo una cittadina ambiziosa e ve lo dice un sito creato da gente che spesso visita e vive in altri posti del mondo. Mi rifiuto di entrare nella logica che città come Vasto c’è ne sono a migliaia. Beh se Vasto è stata citata dalla stampa estera. se gli inglesi comprano casa sulla costa e tra le nostre montagne ci sarà pure un perchè, ci sarà pure una particolarità!!!
La natura è la nostra risorsa tanto più perchè le altre regioni e nazioni la stanno distruggendo. E’ un prodotto che presto rivenderemo a peso d’oro, forse non noi ma i nostri figli sicuramente.
E poi non c’è il proverbio che dice “prima di tutto la salute”? Bene con il petrolio tra tumori, BPCO, Asma infantile e malformazioni neonatali potremmo dire addio alla Vasto che viene cantata dalle canzonette….
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Sabato 24 Maggio 2008 ore 12:25 - Permalink al commento
Davide che esistano delle difficoltà nella società odierna è un dato di fatto, potremmo aggiungerne anche altre alle elenco che fai, potremmo parlare di quanti giovani sono andati via da vasto e dall’abruzzo per campare, ma ancora una volta dobbiamo stare attenti a non andare fuori tema.
Stiamo parlando del fatto che l’indirizzo petrolifero non serve a migliorare le condizioni di nessuno qui, i benefici sono lontani da noi e dalla nostra regione, checchè se ne dica in giro, basta guardare alle esperienze catastrofiche della basilicata o della sicilia. Servirà a distruggere quel po che ancora c’e’ e che costituisce il vero patrimonio regionale. E stiamo anche dicendo che le persone qui hanno poca sensibilità al problema, per disinformazione, disinteresse o altro ancora.
Infatti alla notizia che sta circolando, che secondo me viene offerta con superficialità ed in modo avventato, seguono persino esternazioni di ignorante entusiasmo da parte della gente comune: questo è il vero problema.
Non occorre essere ambientalisti per aprire gli occhi di fronte ai danni che avremo se questi progetti andranno in porto, basta un po’ di buon senso e di informazione.
E’ infatti puro “realismo” dire che il centro oli ammazzerà l’economia regionale che tu dici essere già in difficolta, ma, se lo fanno, vedrai dopo…
Poi dire che, realisticamente parlando, gli interessi prevarrano, dovrebbe servire ad alzare l’attenzione, non a rassegnarsi. Ma scusa quali sono gli interessi?
In generale gli Interessi, con la i maiuscola, non sono mica quelli dei pochi che faranno ricavi o quelli di chi amministra la regione, sono quelli della collettività, sono i nostri interessi, i miei, i tuoi, quelli di tutti gli abruzzesi che con questa barbarie non avranno alcun beneficio.
Il punto, vedi, è che se ne puo’ pure parlare solo per scambiare opinioni, pour parle’, come si stesse facendo salotto, dicendo che il prezzo del petrolio aumenta o che non si arriva a fine mese, oppure si puo’ cercare di approfondire, informare, sensibilizzare e stimolare opinioni e prese di posizione da parte della collettività su una questione cosi’ importante che incombe sul nostro futuro.
Stiamo dicendo che non è chiaro perchè si dica del petrolio a punta penna se pochi giorni fa ci dicevano che stavano manutenendo un gasdotto, stiamo dicendo che queste piattaforme nelle loro attività arrecano danni all’ecosistema, che esistono prove ed esperienze passate che ce lo insegnano, stiamo dicendo che a san vito forse ci sono già i segni tangibili dell’inquinamento, stiamo dicendo che ci avevano detto che la piattaforma di san vito se ne sarebbe andata per prima e invece sta ancora li’, stiamo dicendo che nel resto del mondo queste cose vanno diversamente, stiamo dicendo che qui ci sono politici scellerati a cui non importa nulla della tutela del territorio, che credono di poter immolare una intera regione per racimolare un po’ di soldi con cui sanare il passivo determinato dalle loro incapacità e ai quali non importa proprio nulla che si farà uno sfacelo irreversibile per estrarre pochi barili di melma che chiamano petrolio.
Parliamo pure delle auto a metano o della turbogas o del nucleare, parliamo di quello che vi pare, ma non buttiamola a casciara, perchè qui la gente ha bisogno di sapere a cosa va incontro, non di ascoltare le favole.
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Sabato 24 Maggio 2008 ore 02:15 - Permalink al commento
SCUSATE DOVEVO RIVEDERE, MA STASERA HO PROBLEMI COL COMPUTER, OLTRE CHE COL SONNO..VA BE’
comunque voglio augurarvi la buona notte dedicando a voi e a quanti non mollano o non hanno mollato queta poesia di Costantinos Kavafis ( forse oggi in particolare tornano alla mente due grandi uomini che non si sono rassegnati..fino alla fine..Giovanni Falcone e Paolo Borsellino..questa poesia è anche per loro)
TERMOPILI
Onore a quanti in vita
si ergono a difesa di Termopili.
Mai che dal dovere essi recedano,
in ogni circostanza giusti e retti,
agendo con pità con tenerezza,
generosi se ricchi, generosi
ugualmente quanto possono se poveri,
conforme ai loro mezzi sempre sovvenendo
e sempre veritieri ma senz’astio
verso coloro che mentiscono.
E un onore più grande gli è dovuto
se prevedono e ( molti lo prevedono)
che spunterà da ultimo un Efialte
e che i Medi finiranno per passare.
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Venerdì 23 Maggio 2008 ore 22:47 - Permalink al commento
Cicco e’ molto realista,raga’ i numeri …so numeri e con le belle parole non ci si fa la spesa al supermercato.Ho ricopiato questa frase da un ‘articolo letto sul blog di Beppe Grillo .I soldi ,sono sempre meno “pesanti”,ho lo stesso stipendio del 1992 (1.100,00)e come me quasi tutti i lavoratori dipendenti d’Abruzzo.La nostra regione ha una costa bellissima,delle montagne tra le piu’ selvaggie e tanta tanta voglia di non farsi mancare niente.Martedi’ sul Centro c’era un articolo che asseriva questo e cioe’ che noi siamo i piu’ propensi in Italia ad indebitarci per comprare macchine nuove e quant’altro a rate.I nostri giovani appena hanno uno straccio di lavoro comprano a piu’ non posso ,naturalmente a rate.La nostra economia si sta reggendo con i contributi statali , la Val di Sangro e S.Salvo.L’agricoltura e’ al palo,ultima notizia la Cantina dei Miracoli sta per titare le quoia…Basta vedere quante terre sono incolte o non produttive.E’ bello dire salvaguardiamo l’ambiente ,ma poi applicarlo e’ molto difficile ,costoso,scomodo e perche’ no ,anche ostacolato.Un esempio? Sappiamo che le auto vanno benissimo anche se alimentate a metano,bene… una citta’di 40.000 anime come Vasto ha un distributore o a CASALBORDINO o a S.SALVO.Perche’ nessuno e’ capace di aprire un distributore anche a Vasto? Sapete che oltre l’ambiente si tutelerebbe il nostro magrissimo potere di acquisto? Infatti si spende esattamente un quarto confrontando il numero dei chilometri percorsi con una macchina uguale ,ma a benzina.C’e’ un cartello a Vasto su questo versante? Forse! Tornado a noi…Cicco e’ realista e Lucfan e’ ambientalista. Entrambi hanno ragione,ma tornando al carrello della spesa…secondo voi tra i due chi ha ragione?Io la mia opinione non desidero adesso esprimerla,ma tanti ragazzi guardano il calendario per onorare i loro impegni presi…Non disdegnano neanche di chiedere raccomandazioni a Zio Remo per andare a lavorare alla turbogas e manco a farlo apposta sono quelli che hanno raccolto le firme per cercare di fermarla(voci di popolo).Il petrolio a Vasto adesso non ci voleva,noi che cosa ci guadagnamo? Il danaro che elargiranno alla regione e’ pochissimo,misa’ 1.000.000,00 all’anno ,un elemosina!Ho calcolato che con la quotazione a questi livelli,ogni pozzo puo’ arrivare a “fatturare” 190.000.000,00 di euro all’anno una volta che vanno a pieno regime.Lucfan ,mettiamocela tutta a difendere la nostra Vasto da inquinamento e violenze al territorio,ma gli interessi in questi periodi di magra misa’ che prevarranno.Saludos
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Venerdì 23 Maggio 2008 ore 18:26 - Permalink al commento
Luc, tutto a posto, non c’è mai stato un problema.
Soleluna, li invidio anch’io e non essendo tra loro preferisco costruire il futuro su dati concreti e proiezioni affidabili, come un buon rocciatore che prima di appendersi ad un chiodo si accerta che sia ben piantato nella roccia.
Mac, continuo ad essere contrario al petrolio in Adriatico, tanto che lo sarei anche di fronte alle migliori tecnologie del mondo. Semplicemente perchè non lo vogliamo, anche se stiamo di fronte a volumi e produzioni di qualche ordine di grandezza inferiori a quelli indicati per la Norvegia, così come inferiori sarebbero le minacce.
Ma non importa; quello che però è importante è chiedersi qual’è il nostro contributo all’economia regionale in primis e nazionale dopo.
Troppo bello essere l’altro polmone verde d’Italia e poi pretendere che gli altri ti portino energia e brucino i tuoi rifiuti.
Tempo 10 anni, se non siamo stati capaci di diventare quello che vogliamo essere ed a preservarlo a beneficio di tutti e non dei soliti, allora arrivino le ruspe e le trivelle se non ci sono altre soluzioni.
Il turismo è una delle equazioni per la soluzione del problema occupazionale, ma da sola non basta perchè, non illudiamoci, la nostra non è la costa amalfitana e non abbiamo una Paestum al posto di Montedorisio.
Le nostre possibilità sono discontinue con la stagionalità quindi variabilità; la tipologia del nostro prodotto turistico è abbastanza comune in tutta la costa adriatica, quindi molto esposto alla concorrenza, questo vuol dire vivere con minori margini di guadagno per gli investitori.
In sintesi, la classica situazione alla portata di una pluralità di piccoli e medio-piccoli investitori locali, che cercheranno di rifarsi dei capitali il più presto possibile, servendosi di manodopera stagionale poco qualificata e pagandola male.
Guardiamoci attorno: salvo qualche eccezione, non è questa la situazione oggi della nostra marina?
In quanto al parco, io metterei la firma su una legge salvacosta, come quella spagnola che proibisce qualunque costruzione fissa in una fascia di n-metri a partire dal bagnasciuga.
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Venerdì 23 Maggio 2008 ore 16:32 - Permalink al commento
alla luce degli ultimi fatti (comunicati sui giornali )e dei servizi andati in onda oggi sulle tv locali, che enfatizzano(anche con interviste alla gente) in modo positivo la scoperta dei giacimenti petroliferi nel mare antistante la costa teatina, trovo di fondamentale urgenza preparare una conferenza stampa di tutte le associazioni giustamente allarmate per le pericolose conseguenze che questa “scoperta” porterà.
preparazione di un dossier e lancio della manifestazione del 1 giugno
secondo me la conf. stampa si deve tenere a pescara per avere massima visibilità e risonanza.
noi siamo a disposizione per organizzarla al meglio.
Loredana-Marelibero a nome di tutto il gruppo “emergenza” pescarese.
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Venerdì 23 Maggio 2008 ore 12:36 - Permalink al commento
Riprendo anche le argomentazioni di Maria Rita riguardo cio’ che è stato espresso a mezzo stampa sulle attività perforative.
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Venerdì 23 Maggio 2008 ore 12:12 - Permalink al commento
Cicco perdonami la provocazione, ma io invidio sempre chi ritiene con tanta sicurezza di sapere come sarebbe l’Italia se non fosse effettivamente il paese che è.
Del resto che si può fare? Gli interessi dei petrolieri, le discariche abusive, la politica corrotta, sono cose che non abbiamo mica inventato noi. Esistono.
Vogliamo forse rinunciare alle comodità della “vita moderna”? Certo che no, basta abituarsi, che saranno mai un paio di piattaforme che si profilano all’orizzonte con qualche petroliera che ci scorrazza intorno.
Se poi proprio non ci piacciono possiamo sempre utilizzare i soldi delle royalties per andare in vacanza in Sardegna, ovviamente senza dirlo troppo in giro.
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Venerdì 23 Maggio 2008 ore 11:43 - Permalink al commento
Cicco, inserendo l’ultimo commento non ancora mi accorgevo della tua risposta.
Il tono, come dici, è vero’ probabilmente è stato un po’ ruvido, ma era per dire che il topic della discussione era l’emergenza di notizie su quello che stesse accadendo e non la discussione auspicabilissima sulle fonti alternative che in varie parti del blog ha avuto luogo. Non avertene, perchè non ho nulla in contrario a che si discuta anche dei numeri, ma nel caso specifico quelle considerazioni non erano utili a chiarire i dubbi sollevati.
Anche ora rischiamo di finire offtopic rendendo dispersiva la discussione sulla questione specifica della piattaforma a punta aderci.
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Venerdì 23 Maggio 2008 ore 11:36 - Permalink al commento
Cicco ti prego i numeri sono importanti, condividili con noi, ma non solo per il gusto di discutere anche e sopratutto per trovare una soluzione. Se non sbaglio anche tu ti sei detto contrario all’estrazione di petrolio perchè ora ti diverti a fare il bastian contrario??? Dacci una mano a capire come bloccare l’estrazione e fovorire la crescita di tutta la costa. Ieri proccupato ho scritto al sindaco per delle “rassicurazioni” vi dirò cosa risponde se e quando lo farà……
Intanto vediamo di elaborere un piano: manifestazioni?? Rilancio pubblico del parco nazionale per bloccare almeno a terra il progetto petroliero??
Forse per prima cosa ci dovremmo leggere i link di luca e discuterne….
Prometto che cerchero di leggerli al più presto.
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Venerdì 23 Maggio 2008 ore 11:02 - Permalink al commento
Dal blog Gli occhi del popolo, che riporta la notizia apparsa ieri su Il Centro:
In ogni caso quindi si deve stare tranquilli, dice la capitaneria, sia se operano per fare lavori di manutenzione, sia che abbiano operato per cercare il petrolio; infatti potranno estrarlo solo dopo una regolare concessione e portando senz’altro benefici.
Ma come? Sapere cosa abbiano fatto esattamente davanti punta aderci è secondario?
E’ piu’ importante rassicurare che fornire le informazioni e la trasparenza che i cittadini chiedono?
Si da il caso pero’ che in Abruzzo esiste una mobilitazione collettiva che è sostenuta dal parere autorevole di medici, scienziati ed esperti del settore che si dichiara totalmente contraria alle prospettive petrolifere per la regione, quindi l’argomento che il petrolio porta benefici non è sufficiente.
E’ stato chiesto alle istituzioni di dire cosa abbia fatto quella piattaforma davanti a Punta Penna e, ad oggi, invece di chiarirsi, la cosa è divenuta piu’ oscura aumentando timori e sospetti da parte dei cittadini.
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Venerdì 23 Maggio 2008 ore 10:51 - Permalink al commento
Lucfan, se il riferimento a coloro che “dànno i numeri” include me, che effettivamente li uso, allora penso tu sia stato un po’ ruvido nei toni, specialmente nella figura di padrone di casa.
Questo nel metodo.
Nel merito vorrei aggiungere che non si affronta alcun problema senza conoscerne le dimensioni e le condizioni al contorno, specialmente in un mondo che , piaccia o non piaccia, interagisce ad ogni livello e comparto.
Ignorare, tanto per fare un esempio, che la continua diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie abbia direttamente a che vedere con i movimenti turistici è una ingenuità; così come lo è pensare che il costo dell’energia non abbia a che fare con le retribuzioni. Ora basta applicare la proprietà transitiva per comprendere forse di più l’importanza dei numeri e della loro correlazione.
Si possono riempire centinaia di blog di buoni propositi, facili da enunciare e mettere assieme, ma arriverà sempre il momento di fare i conti con i numeri, e questi sono sempre spietati e molto simili ai “fatti” che si invocano.
Il guaio di molti amministratori è che prima di arrivare ad amministrare usano solo parole, poi quando arrivano in sala comando e si trovano davanti i numeri allora annaspano e si rendono conto di aver fatto programmi campati in aria.
Se il barile di petrolio costasse 10$, nessuno lo verrebbe a cercare né davanti alle nostre coste né davanti ad altre.
Se avessimo miniere di diamanti potremmo comprarci energia bella è pronta sull’interruttore di casa, senza nemmeno deturparne le facciate esterne con pannelli. Se poi avessimo il petrolio sotto il deserto, di per sé disgraziato, vivremmo di rendita su bordi di piscine come fanno gli abitanti di Kuwait City.
Se non ci preoccupasse la cementificazione, vivremmo nell’agio come nel Principato di Monaco.
Ma siamo una nazione povera di risorse naturali, con regioni ancora più povere, e con la pretesa di vivere ad uno standard superiore alle nostre autonome possibilità.
Si potrebbe ritornare alle società agresti, qualcosa come le comunità Amish, ma il problema è convincere le generazioni attuali e future a rinunciare alle comodità della “vita moderna”.
Sui flussi turistici, sull’agricoltura, sulla eno-viticoltura, ci sono molti numeri e dati storici; vorrà dire che per la loro tristezza me li guarderò da solo.
Spero che lo faccia anche qualcun’altro, specialmente se deve prendere decisioni che ci riguardano tutti.
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Venerdì 23 Maggio 2008 ore 00:27 - Permalink al commento
Caro Lodovico il denaro,l’economia,il profitto e il dividendo.Questi sono solo una infinitesimale motivo per trivellare nei nostri mari.Sfruttarli e svuotarli ,poco importa se poi qualcuno si ammala o l’ambiente sara’ “leggermente” contaminato.E’ la nostra societa’ che ci spinge ad offendere ed andare contronatura.Il petrolio ora vale il doppio di un anno fa e tra un anno arrivera’ a 200,00 dollari al barile.Saludos
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Giovedì 22 Maggio 2008 ore 23:47 - Permalink al commento
PENSIERINO DELLA PER LA NOTTE..
Ma se l’innocuo(sig.) centro oli di ortona e i giacimenti petroliferi al largo della costa tra San Vito e Vasto sono collegati( ma che strane coincidenze..soprattutto a posteriori..mmmm), dobbiamo preoccuparci per la nostra salute più per le volte che ci siamo bevuti l’acqua proveniente dalle gole incontaminate di popoli o più per le mozzarelle di bufala che ci siamo mangiati magari su qualche gustosa pizza napoletana..? Anche perchè per un eventuale centro oli non dobbiamo assolutamente preoccuparci, ci sono state già magnifiche e innocue esperienze..in Basilicata ad esempio..che ci possono far dormire sonni tranquilli..e poi..anche questa volta i nostri politici sapranno cosa fare..mahh??chissà perchè nonostante tutto stasera non riesco proprio a prendere sonno??
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Giovedì 22 Maggio 2008 ore 20:10 - Permalink al commento
Non vorrei insistere, è un dettaglio, pero’ credo che si stia dando un’informazione errata, anche se di poco..
E’ molto strano che tutti gli articoli che sto vedendo in giro titolino “trovato il petrolio davanti a punta penna”.
Se non ho capito male, il comunicato della MOG di cui parlano tutti è lo stesso che diciamo noi, cioè quello che si riferisce ad Ombrina mare, che, guardando la mappa non sta davanti punta penna, ma tra Fossacesia ed Ortona, con la piattaforma Galloway davanti a San Vito.
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Giovedì 22 Maggio 2008 ore 19:56 - Permalink al commento
I NOSTRI GRANDI POLITICI!?
Ecco l’ennesimo esempio della mediocrità e meschinità dei nostri politici, che come al solito riescono ad essere uniti trasversalmente solo nel proprio interesse, ma non in quello della propria terra e dei propri cittadini.
Come fanno costoro ad essere così spregiudicati e a non vedere che accontentandisi dell’elemosina avvelenata di una compagnia petrolifera, si distrugge un intero territorio e la sua economia: una terra d’oro, ricca di tesori che si chiamano vino ed olio di qualità, parchi, zone splendide ed una grande vocazione turistica.
Come fanno costoro ad essere così limitati da pensare che compromettere un territorio in cambio di un guadagno che si esaurirà in poco tempo e con un costo ambientale così alto, possa essre minimamente accettabile!?
Questi signori dovrebbero tornare a scuola a ristudiare la logica o il buon senso, la morale, o forse, più semplicemente, amare di più la propria terra e i suoi figli..i loro figli!!
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Giovedì 22 Maggio 2008 ore 15:51 - Permalink al commento
Allora, stiamo ai fatti:
La capitaneria di porto di Ortona ha informato a mezzo stampa sulle attività delle 2 piattaforme (cui corrispondono le relative ordinanze sul sito), pur scambiandone i nomi (cosa che si evince dalle coordinate riportate sulle relative ordinanze e che ho evidenziato con le google maps).
Il comandante Famà ha detto che quella al largo di punta aderci stava eseguendo lavori di manutenzione ai tubi sottomarini che conducono il gas nel pozzo Santo Stefano di Casalbordino, mentre quella al largo di san vito, che avrebbe dovuto andarsene prima, stava eseguendo prove di estrazione di gas e ricerche su pozzi esistenti da 40 anni nel tratto di mare Adriatico in concessione alla Edison a dodici chilometri dalla costa… cioè stava cercando idrocarburi, e piu’ esattamente in virtu del permesso BR 269 GC, che a suo tempo ho invitato tutti ad andarsi a leggere, linkando anche la relativa VIA.
Purtroppo nelle discussioni in cui davo queste indicazioni hanno preso poi il sopravvento le diatribe e le disquisizioni su quali fonti alternative fossero meglio o quale delle fonti alternative fosse meglio delle altre, facendo incetta di numeri sui fabbisogni energetici dell’Italia sprecona o sulle dimensioni eccessive dei campi fotovoltaici o sui fattori di rendimento di una centrale eolica… tutte cose che con i timori espressi o per l’inquinamento da petrolio o per la mancanza di informazioni chiare su quello che vedevamo nel nostro mare, non c’azzecavano un bel niente.
Ora, che abbiano trovato il petrolio mica lo scopriamo dai siti e giornali locali….
avevamo già pubblicato su segnalazione dell’arci il post Ombrina 2 update.
Secondo voi perchè mi sono preoccupato di analizzare l’iter legislativo per le autorizzazioni alla ricerca ed alla coltivazione di idrocarburi offshore??
Perchè era evidente che fossimo ad un certo punto di quell’iter burocratico e volevo che le istituzioni ci confermassero quale esso fosse, spiegandoci a quali prospettive fosse votato il nostro territorio.
Che prima o poi trovassero quello che cercano non puo’ essere una sorpresa, è logico attenderselo visto che le ricerche seguono degli studi mirati, poi il giacimento di Ombrina 2, che vorrei sottolineare, non arriva fin davanti punta penna, ma è esteso solo nella zona antistante san vito-ortona, è noto da tempo; da noi esiste un’altra area denominata Rospo mare che corrisponde ad un’altra istanza/autorizzazione per Edison:
EDISON S.P.A. BUSINESS UNIT ASSET IDROCARBURI DISTRETTO OPERATIVO DI SAMBUCETO
CAMPO OFF SHORE OLIO ROSPO MARE - CONCESSIONE MINERARIA B.C8.LF CAMPO ROSPO MARE E SALA CONTROLLO PRESSO LA C.LE/SSM DI SANTO STEFANO
MARE ADRIATICO
TORINO DI SANGRO (CH)
(fonte)
Ora speriamo almeno che ci siano piu’ consapevolezze e maggiori stimoli per tutti per condividere le preoccupazioni che tante volte ho espresso anche gridando alle catastrofi che gli impianti petroliferi hanno portato già altrove in Italia.
Non scoraggia solo la mancanza di informazioni chiare e di prospettiva verso i cittadini , ma anche sapere che a molti l’argomento non interessa e che parlare dei rischi che corriamo possa essere addirittura controproducente, vedi la questione della spiaggia del turchino, che non è ancora risolta e che qualcuno tenta di far passare come un fatto normalissimo.
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Giovedì 22 Maggio 2008 ore 13:35 - Permalink al commento
Fatemi fare il polemico, Lucfan da tempo aveva segnalato la notizia e addirittura era stata la capitaneria di porto a dire pubblicamente che non era nulla, che erano solo lavori di manutenzione, invece…..
Cosa possiamo fare se anche la capitaneria di proto non dice tutta la verità su quello che si fa nel nostro mare????
Adesso è arrivata l’ora di giocarsi il tutto per tutto, dire a tutti i cittadini la verità….
Lo so è già stato fatto da Natura verde e dall’Arci di Vasto ma ci vuole di più.
Che ne dite di scrivere al sindaco intanto??
Io sono angosciato parecchio
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Giovedì 22 Maggio 2008 ore 12:31 - Permalink al commento
anzi, lo sapete come andrà a finire? che una mattina vi svegliate, belli pimpanti e pronti per andare al mare e vi ritrovate 3/4 piattaforme a manco 200 metri dalla costa, agiranno di notte, come i ladri..
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Giovedì 22 Maggio 2008 ore 12:29 - Permalink al commento
muah..guagliò.. mò è fatta, non ci sono più scuse..se il petrolio c’è si tira fuori, hai voglia a fà battaglie..
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Giovedì 22 Maggio 2008 ore 11:58 - Permalink al commento
Ah… è scontato che la politica, almeno quella locale come sottolinea Spanish, deve un segnale forte. E’ vero che in mare il Comune non ha nessuna competenza ma un qualcosa si potrà pure fare spero…
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Giovedì 22 Maggio 2008 ore 11:23 - Permalink al commento
il giudizio di compatibilità ambientale prevede però:
«3. nel caso in cui il pozzo esplorativo dia esito minerario positivo e quindi preluda ad una successiva fase di coltivazione del giacimento, il nuovo programma di sviluppo dovrà essere sottoposto a VIA»
Dovremmo giocarcela su questo secondo me. Se non mi sbaglio è possibile inviare pareri e osservazioni all’ufficio competente una volta avviata la procedura ma chiedo lumi a chi ne sa piu di me
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Giovedì 22 Maggio 2008 ore 11:22 - Permalink al commento
Signori,è giunta l’ora di organizzarsi ed affrontare dure battaglie!
Non permettiamo a nessuno di estrarre petrolio dal nostro territorio,noi ci viviamo ed a noi tocca difenderlo!Siano maledetti tutti i petrolieri che ora più che mai,cercano di estrarre a destra e a manca,dato che la vita del greggio,si stima possa durare al massimo 10 anni,quindi si trivella si trivella si trivella,senza guardare in faccia a nessuno,senza rispetto per l’ambiente,senza rispetto per niente!
Basta con questo petrolio,hanno inquinato la Terra in ogni angolo,è stato sconvolto l’ecosistema,è mutato il clima,tutto per questo dannato petrolio,e noi siamo schiavi!
Si stima che il prezzo del barile dovrà arrivare sui 200 dollari!!la speculazione è al massimo,ora sono arrivati dinanzi le nostre meravigliose coste!
Uniamoci tutti,cominciamo a dare segnali forti!
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Giovedì 22 Maggio 2008 ore 10:40 - Permalink al commento
e mo so c…i amari
arriveranno anche gli “squali” ??
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Giovedì 22 Maggio 2008 ore 10:10 - Permalink al commento
Per non fare torto a nessuno, la notizia è anche qui e qui…
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