Lettera aperta al direttore di Quiquotidiano
Riceviamo da Michele Celenza, ass.ne Porta Nuova Vasto:
Lo scorso Giovedì 22 il giornale locale Qui Quotidiano ha voluto occuparsi di noi.
Di seguito il testo dell’articolo e la nostra replica.
Qui Quotidiano, 22.5.’08
Intanto a Sal Salvo se ne inaugura però uno nuovo di zecca
PORTA NUOVA CONTRARIA AL PORTO TURISTICOL’associazione “Porta Nuova” è contraria al porto turistico nell’insenatura a sud di Punta Penna e trova sostegno in cinque consiglieri comunali, Marco Marra e Fabio Smargiassi di Rifondazione Comunista, Corrado Sabatini dell’IdV, Riccardo Alinovi dell’Udeur e Antonio Russi, i quali hanno presentato una mozione in Consiglio Comunale per una moratoria riguardo alle autorizzazioni.
Secondo il portavoce di Porta Nuova, una delle ragioni alla base della contrarietà risiederebbe nella considerazione che (son parole sue) “il cosiddetto porticciolo, poi, tanto porticciolo non è. Con i suoi previsti 509 posti barca, quello di Vasto si collocherebbe, tra i porti in Adriatico, tra quelli me-diograndi. Per intenderci: il porto turistico di Rimini ne ha 620”. Fin qui la cronaca pura e dura.
La vicenda non è però di quelle che non si commentano, perché l’atteggiamento osservato dai suddetti consiglieri e consigliori (sia detto senza offesa, ma solo per amor della consonanza) è di quelli che lasciano di sasso e fanno temere per i destini della città o più concretamente per la pre-senza di personaggi che, se non dubitassimo della loro buona fede, definiremmo, come usava dire ai tempi della Guerra Fredda, “quinte colonne” del nemico, sabotatori dello sviluppo cittadino.
Piuttosto d’essere contenti per una prospettiva di crescita che potrebbe porre Vasto a livello di Ri-mini, (una prospettiva, beninteso, e nulla di più) con tanto di porticciolo e villaggio turistico, laddo-ve oggi c’è una palude salmastra ed uno sbocco fetido di fognatura, questi signori gridano invece allo scandalo e cercano di creare allarmismi ingiustificati, fingendo di ignorare che a pochi passi da Vasto, a San Salvo, sì a San Salvo, il porticciolo l’hanno già realizzato e per giunta in una posizio-ne, quella sì, che avrebbe dovuto far gridare allo scandalo gli ambientalisti o presunti tali. Vadano a vedere, questi signori.Vadano lì od altrove, varcando, se riescono, quella Porta che “Nuova” non è in verità più da tempo.
Gentile direttore,
dal tenore dell’articolo, apparso sul suo giornale il 22 Maggio scorso, a commento del comunicato della nostra associazione sul progettato porto turistico [1], direi che all’incirca l’anonimo estensore ne abbia let-to (o ne abbia capite) le prime venti righe, non di più. Permetta che gliene offra qui di seguito un veloce riassunto, anche a beneficio dei suoi lettori cui, sono certo, lei intende offrire un’informazione non meno che completa.
Deve sapere, gentile direttore, che noi non siamo un’associazione ambientalista: siamo un’associazione civica. Ci battiamo per la trasparenza e la legalità nella vita pubblica. Se siamo contrari al porto turistico (come lo siamo stati al raddoppio del porto commerciale) è perché, come in quel caso, ci sembra che proprio la trasparenza e la legalità facciano difetto:
1. Per l’insensatezza della cosa in sé. Diciamo che non ha senso costruire un porto turistico:
• in piena area SIC: quella che il vostro articolo definisce “una palude salmastra” è infatti per l’Unione Europea parte di un Sito di Interesse Comunitario (SIC), e precisamente del SIC IT7140108 (che per giunta è un SIC cosiddetto prioritario);
• a ridosso di uno stabilimento a Rischio di Incidente Rilevante [2] come è la Fox Petroli.
Sarebbe un caso forse unico al mondo.
2. Per l’aperta violazione delle leggi:
• della Direttiva Seveso –per quanto attiene agli aspetti urbanistici [3];
• del DLgs 17 Agosto 1999, n° 334 –per la mancata informazione e consultazione della popolazione [4];
• della Direttiva Habitat –per la violazione dell’obbligo di conservazione [5].
Il rispetto della legalità è una questione prima civile che politica.
3. Per la sua dubbia pubblica utilità. Sulla costa tra Termoli e Pescara vi sono, già costruiti o in co-struzione, 6 porti turistici maggiori (Pescara, Francavilla, Fossacesia, S. Salvo, Montenero, Termo-li): uno ogni 13 chilometri. Risulta difficile comprendere quale “sviluppo” possa venire alla città dalla costruzione del settimo, che intaccherebbe oltretutto l’unica nostra risorsa non rinnovabile: la costa non cementificata.
4. Per la speculazione in grande stile che si annunzia. Risulta invece abbastanza facile comprendere come la speculazione edilizia di cui si parla da tempo, e che nell’articolo di Qui trova conferma, –il villaggio turistico che dovrebbe fare il paio con il porto- possa effettivamente aiutare “lo sviluppo” di alcuni. Quale contropartita economica è stata offerta al privato per la costruzione del porto turisti-co? Perché di questo l’Amministrazione comunale –e con essa la minoranza- tace? Qual è il ruolo della classe politica locale in questa vicenda, rappresentare il pubblico interesse o essere parte in causa?
Sarebbe il caso che l’Amministrazione –e la minoranza- parlassero con chiarezza alla città. E che si pro-nunziassero (visto che si trovano) anche sull’istituendo Parco Nazionale.
La ringrazio dell’attenzione e la saluto cordialmente.
Michele Celenza
(Associazione civica Porta Nuova – Vasto)
[1] Chi fosse interessato può leggerlo in http://www.portanuovavasto.altervista.org/
[2] Sono quelle industrie o depositi che, sia per tipo e quantitativo di sostanze pericolose utilizzate, sia per processi produttivi impiegati, po-trebbero causare “un evento quale un’emissione, un incendio o un’esplosione di grande entità”[…]“che dia luogo ad un pericolo grave, im-mediato o differito, per la salute umana e/o per l’ambiente, all’interno o all’esterno dello stabilimento, e in cui intervengano una o più so-stanze pericolose”: 1996/82/CE art. 3, comma 5.
[3] “Gli Stati membri provvedono affinché nelle rispettive politiche in materia di controllo dell’urbanizzazione, destinazione e utilizzazione dei suoli […] si tenga conto degli obiettivi di prevenire gli incidenti rilevanti e limitarne le conseguenze. Essi [gli stati membri, ndr] perseguono tali obiettivi mediante un controllo […] dei nuovi insediamenti attorno agli stabilimenti esistenti […] qualora l’ubicazione o gli insediamenti possano aggravare il rischio o le conseguenze di un incidente rilevante”: Art. 12 Direttiva 96/82/CE del 9 Dicembre 1996.
[4] Art. 22, commi 4, 5, 6: il Comune di Vasto non ha ancora ottemperato agli obblighi di informazione alla popolazione sul tipo di impianto, sulla natura del rischio, sulle misure di sicurezza da adottare e sulle norme di comportamento da osservare in caso di incidente. L’Art. 23, comma 1, dello stesso D.Lgs. prevede che “la popolazione interessata deve essere messa in grado di esprimere il proprio parere nei casi di […] creazione di nuovi insediamenti e infrastrutture attorno agli stabilimenti esistenti“. Il comma 2 precisa che “Il parere [della popolazione] è espresso nell’ambito […] del procedimento di valutazione di impatto ambientale”. L’obbligo della consultazione della popolazione ricade sul Comune. Proprio questo sarebbe dunque il momento.
[5] Così sono detti “i tipi di habitat naturali che rischiano di scomparire […] e per la cui conservazione la Comunità ha una responsabilità particolare”. “Gli Stati membri garantiscono la sorveglianza dello stato di conservazione delle specie e degli habitat […] tenendo partico-larmente conto dei tipi di habitat naturali e delle specie prioritari”: Art. 11 Direttiva 92/43/CEE del 21 Maggio 1992.
'Lettera aperta al direttore di Quiquotidiano' ha ricevuto 5 commenti:
(il più recente in testa)
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Mercoledì 28 Maggio 2008 ore 20:46 - Permalink
certo ascoltare voi Vasto e’ un paese di montagna , la risorsa potenziale che gli puo’ dare sviluppo e ‘ aprire la citta’ a un turismo che porta soldi e’ indotto non va bene ,quindi rimaniamo sempre un paese di piccoli agricoltori senza una vocazione per il mare e’ lle sue risorse .
Benissimo visto che portanuova e’ cosi chiara nel difendere la tesi contraria ampliamento e’ le ragioni che porta sono inataccabili , io sa che vi dico .
Spanisc non e’ideologico ma il buonsenso dice che chi abita vicino al mare lo facevano anche i fenici ,bisogna sfruttare le possibilita’ che offre ,quindi un porto e scambio commerciale e turismo non mi sembra poi cosi difficile da obiettare .
Possibile che gli altri posti Ortona.Termoli, tra un po pure Sansalvo che sta lontano dal mare riescono a fare quello che noi non siamo capaci .
saludos
Lunedì 26 Maggio 2008 ore 12:08 - Permalink
Beh….che dire……al comunicato è impossibile rispondergli (concedetemi un anacoluto di fine maggio). Nel senso che le ragioni addotte da “Porta Nuova” sono così chiare e precise che francamente credo sia davvero difficile questa volta far finta di non aver capito e/o inscenare un’assurda polemica basata sul niente………….Soprattutto concordo sul fatto che tra san salvo marina e montenero si creeranno talmente tanti posti barca che scommetto che rimarrà deserto il nostro porticciolo, anche perché ben ricordo che l’allargamento del Porto di Punta Penna fu giustificato (mai termine fu così inapporpriato) anche con la volontà di creare posti per barche da diporto. Ricordo benissimo che al turismo sarà dedicata l’area più a nord del nuovo porto……
E poi non avete riflettuto su una cosa?? Quali paesi in Abruzzo stanno o hanno già puntato sui porti turistici??
Ve lo dico io…..SAN SALVO MARINA, MONTENERO DI BISACCIA, FOSSACESIA……Vi sfugge che, con tutto il rispetto, sono località che al turista han molto meno da offrire, specie per quanto concerne la bellezza naturalistica………Ripeto con dovuto rispetto e senza campanilismi…..Ma chi sceglie San Salvo marina per le sue vacanze, lo fa per la bellezza della Spiaggia?? Montenero marina nemmeno esiste……..Cerchiamo d’essere seri…
Lunedì 26 Maggio 2008 ore 10:56 - Permalink
Carson, per favore, non cercare lo scontro ideologico…semplicemente perché non serve a niente…
Anch’io sono contrario al Porto Turistico e condivido le ragioni di Porta Nuova. Chi è a favore non ha dato ragioni. Che San Salvo abbia il porto turistico non è una buona ragione per costruirne uno, mi sembra…
Gli immigranti, i lavoratori e gli struzzi non c’entrano assolutamente niente.
Lunedì 26 Maggio 2008 ore 10:26 - Permalink
sempre gli struzzi dobbiamo fare noi vastesi ,visto che lo hanno fatto gli altri il porto turistico a che serve a noi .
Agli altri cosa serve se lo hanno fatto e’ non fanno sempre i bastiuan contro.
Smettela di fare la politica del contro tutti e tutto .
IL porto turistico lo avrebbero fatto dieci anni fa ‘ avremo avuto piu’ turismo con i soldi piu’ lavoro piu’ movimento .
Gli altri paesi si inventano le sagre e altro ancora noi di Vasto abbiamo un elemento naturale che non ha nessuno sul adriatico ,e’ la cieca e ottusa chiusura ideologica contro gli interessi generale della popolazione che ha bisogno di aprire le sue capacita’ ricettive turistiche .
Altro che trasparenza e’ legalita’ ,ci vuole un po’ di decisionismo che manca da un po’ di anni a Vasto .
IL porto turistico si deve fare ,ci vuole una volonta che purtroppo non vedo .
Si chieda a qualcuno che capisca di mare ,il posto si trova e’ non ce’ bisogno di farlo vicino al SIC.
In quanto al sig.Celenza che si batte per la trasparenza e la legalita’ vada a vedere se ce’ legalita’ nel recintare la spiaggia di vasto marina ,nelle costruzioni abusive compiute sulla costa tra la canale e la vela ,visto che costruiscono a rotto di collo .
Se ce’ legalita dove dormono un sacco di immigrati clandestini che vengono sfruttati dagli imprenditori senza scrupoli ? lo sa o non gli interessa ?
se ce’legalita’ nel non avere un piano spiaggia ?
se ce’ legalita’ con una urbanistica dove ci sono morti ogni anno e’ nessuno prende provvedimenti vuoi gli esempi?
se ce legalita’ per fare un esame diagnostico tipo risonanza ci vogliono mesi .
se ce legalita’ dove non ce’ una politica per i giovani ?
se ce legalita’ per un paese che non scopre la propria cultura ?
Caro sig. Michele Celenza ci sono un sacco di battaglie che vanno portate avanti e’ non solo quelle che possano riguardare l’impegno politico ma quello sociale che dice …….
Domenica 25 Maggio 2008 ore 23:43 - Permalink
Riporto integralmente la rettifica di quiquotidiano del 23 maggio. Rettifica. Mercoledi’ scorso abbiamo riportata la notizia secondo cui tra gli “oppositori”alla realizzazione del porticciolo turistico,vi era anche il consigliere Alinovi.Una telefonata ha chiarito il contrario,la sua adesione alla iniziativa:ce ne scusiamo con lui e con i lettori precisando che il quinto firmatario era il consigliere Maurizio Vicoli.