C’è chi la pensa diversamente

Andrea Smargiassi

Leggete…leggete che cosa compare su piazzarossetti.it, datato 26/05/2008. Questa è l’opinione di Dragani, sindacalista, sulle battaglie ambientaliste in atto. Non c’è che dire, Alessandro gentile gli hai dato proprio una bella risposta. Vabbè che bisogna rispettare le opinioni di tutti, ma questo mi sembra quantomeno un attacco gratuito, assolutamente non aperto al confronto. A me sembra che il pregiudizio c’è l’abbia il signor Dragani e non di certo chi si batte per la salvaguardia del nostro territorio e del futuro delle successive generazioni, in barba proprio a quegli 80 posti di lavoro reclamati. Posso dire la mia? non solo il turismo li riassorbirebbe, ma probabilmente li moltiplicherebbe molte volte se solo si avesse il coraggio di renderlo la principale fonte di sviluppo del nostro territorio. pensiero anancronistico…leggere l’articolo del mio amico Alessandro.. Vi riporto lo sfogo di Dragani:

«No al Centro Oli, no all’estrazione del petrolio e no persino all’impianto eolico al confine del Molise: ma ci sarà un giorno in cui gli ambientalisti locali sapranno dire di sì a qualcosa?». La polemica domanda è di Alessandro Dragani, segretario regionale della Uilcem, che interviene dopo la scoperta dell’oro nero davanti alla costa dei Trabocchi. Per giorni se n’è stato in silenzio, il segretario, a leggere commenti e ultimatum di amministratori e associazioni, ma adesso vuol dire la sua. E sono parole di fuoco.
«Da tribune autorevoli - afferma Dragani - si sente dire che la stagione dei no è finita, ma così non sembra essere per alcune associazioni locali che dicono di fare della salvaguardia ambientale la loro bandiera. Ho l’impressione che si voglia ancora una volta seminare dubbi non sempre giustificati. Un voler mettere le mani avanti, gridare al lupo per bloccare qualsiasi occasione di sviluppo. Prendiamo il caso del petrolio sui fondali del Medio Adriatico: è partita una caccia alle streghe che non fa presagire nulla di buono. Eppure altri siti estrattivi, quelli di “Rospo Mare”, sono lì da quasi trent’anni e la loro attività non ha sconvolto in alcun modo il turismo. Sono ormai anni che la bandiera blu sventola sulle coste del Chietino».
Dragani scuote la testa e ripensa al progettato impianto eolico davanti alle coste di Petacciato: «Anche lì fuoco di sbarramento - dice - dimenticando che sono gli stessi ambientalisti a dire no al nucleare e sì alle fonti energetiche alternative». Dal mare alla terraferma il passo è breve: «Sul Centro Oli - dice il sindacalista - si va facendo una campagna contraria martellante, a senso unico. Che accadrà, mi chiedo, qualora l’Eni dovesse decidere di lasciare Ortona? Anche quegli 80 posti di lavoro si potranno riassorbire col turismo?». «Con i no a prescindere - conclude Dragani - non si va da nessuna parte: va bene il confronto, ben vengano progetti sicuri, ma è intollerabile che, anche sul piano politico, i più se ne stiano in silenzio solo per paura di perdere consensi».


'C’è chi la pensa diversamente' ha ricevuto 15 commenti:
Il commento più recente in testa

  1. Unregistered
    advocatus
    Lunedì 15 Settembre 2008 ore 13:52 - Permalink al commento

    qualcuno comincia a muoversi??

    http://www.piazzarossetti.it/n.....colo=18716

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  2. Lucfan
    Lucfan
    Giovedì 11 Settembre 2008 ore 12:54 - Permalink al commento

    Sul sito “NUOVO SENSO CIVICO” potete trovare la risposta di Antonello Tiracchia al sig. Alessandro Dragani, il sidacalista della “centrale a Olio” e piu’ in generale all’articolo del Messaggero che avevo già segnalato.

    Vale la pena riportarla qui:

    RISPOSTA ALL’ARTICOLO APPARSO SU IL MESSAGGERO DEL 9 SETTEMBRE
    Antonello Tiracchia di NUOVO SENSO CIVICO risponde alle dichiarazioni del signor Alessandro Dragani segretario dell’UILCEM abruzzese e del sindaco di Ortona Nicola Fratino in meritio all’articolo di oggi apparso a pagina 45 a firma Walter Berghella e Daniela Cesarii.

    Non sappiamo cosa sia “una centrale ad olio” di cui parla nell’intervista il responsabile della UILCEM abruzzese Alessandro Dragani ma già da questo incipit si comprende che sull’argomento petrolio questo signore sa ben poco.
    Il cosìdetto centro oli di Ortona (definito in documenti ufficiali dei petrolieri anche “raffineria” ) è un un impianto per la desulfurizzazione del petrolio amaro, un’attività industriale tra le più pericolose e devastanti per la salute degli uomini che vi lavorano e per tutto l’ambiente in cui sorge l’impianto.
    Sul territorio degli Stati Uniti non si fabricano raffinerie e centri oli sin dal 1976 ed in tutte le altre nazioni vengono costruiti lontano dai centri abitati e non in mezzo ai vigneti ed in aree ad alta densità abitativa come l’Eni vorrebbe fare ad Ortona.
    Sicuramente l’ENi è in grado di usare tecnologie “avanzatissime” nella “ricerca e nell’estrazione del fossile” ma non è il caso dell’impianto che vorrebbero costruire a Ortona per la idrodesfurizzazione dove non si fa nè ricerca nè estrazione e che è stato definito obsoleto anche dal Mario Negri Sud a cui è stato chiesto di compiere valutazioni in merito.
    Il dottor Fiorillo dirigente dell’ENI di Ortona nella sua relazione al forum promosso dall’Università di Pescara il 18 luglio scorso parla di 25 posti di lavoro per il centro oli di Ortona riservati tra l’altro a tecnici altamente specializzati ed in gran parte stranieri!
    Ai locali resterebbero le attività di manovalanza con contratti a termine per attività prive di qualsiasi specializzazione, come noi stessi abbiamo potuto constatare in un’inchiesta televisiva che ci ha portato a visitare altri siti petroliferi sparsi nella penisola.
    Il turismo a cui allude il signor Dragani è un turismo obsoleto proprio come il suo auspicato centro oli e che se persiste qui in Abruzzo dovrebbe essere proprio lui, in qualità di sindacalista, a spiegarci il perchè.
    L’Articolo conferma comunque il fatto che appoggiare il declassamento dell’intero Abruzzo in distretto petrolifero significa avere diretti interessi in merito o non sapere di cosa si stia parlando.
    Per quanto riguarda l’invito del sindaco Nicola Fratino rispondo con un altro invito: si colleghi al sito http://www.butting.de digiti miglianico e legga con attenzione. Dopo di che può dire direttamente alla dirigenza della Butting stessa “…di riportare tutto nell’alveo della serietà e del raziocinio”. Ci comunichi poi la risposta che le darà la Butting.
    P.S. Se il signor Dragani ci fa pervenire un recapito saremmo ben lieti di inviargli appropiata documentazione in merito.
    [da http://nuovosensocivico.blogsp.....su-il.html

    Per chiunque fosse interessato, i recapiti del sig. Dragani sono disponibili sul sito della UIL Abruzzo:
    http://www.uilabruzzo.org/defa.....=categorie
    piu’ esattamente sotto UILCEM, di cui Dragani è segretario.

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  3. Unregistered
    advocatus
    Giovedì 11 Settembre 2008 ore 12:00 - Permalink al commento

    1) Beh Luca, potresti parlare con qualche dipendente comunale e farti raccontare che alle ultime consultazioni sindacali dirigenti ed assessori han fatto campagna elettorale per alcuni candidati (SIGH!!!) oppure potresti parlare con qualche dipendente pilkington e farti spiegare che un assessore comunale si è candidato come rappresentante sindacale, ha vinto e poi si è dimesso per far posto al secondo classificato!!!!!!!!!!!!!!!

    2) Ma che vi accontate non capite nulla!! Dopo l’aereoporto fra Montenero e San Salvo quello che ci vuole è giusto una centrale nucleare. Io vado oltre e vi stupisco: la svolta è il BUCO NERO!!!!!!
    I fessi amministratori e cittadini di Ginevra non hanno capito un cacchio ed hanno blocato il proggetto!! Ma noi più furbi ci facciamo avanti!! ma sapete quanti posti di lavoro crea un buco nero??
    Già lo immagino…lo potremmo collocare a punta aderci. Riuscite ad immaginre quanti fisici, quanti giornalisti, quanti turisti accorrerebbero a Vasto? E solo per vederla risucchiata nel nulla…Potremmo vendere magliette, adesivi, cappellini, persino i modellini del buco nero di quelli che poi li agiti e scende giù la neve…e alberghi, ristoranti, potremmo raddoppiare acqualand o fare un parco a tema sul buco…potremmo organizzare tour nel buco, pagherebbero oro….potremmo pure fare una catena di night “Buchi neri”!!!
    Persino i soliti 4 scemi di ambientalisti accorsi da tutto il mondo avrebbero bisogno di mangiare, dormire…
    Mi sento come gli europei che scambiavano specchietti e collanine per pepite d’oro, ma tant’è….E’ la vita, è il mercato…Se ci sono dei fessi disposti a sborsare molti soldi solo per vedere Vasto “rimagnata” da un buco nero mica è colpa nostra!!?!?!?! Sarebbe stupido non aproffittarne…

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  4. RobDel79
    RobDel79
    Mercoledì 10 Settembre 2008 ore 16:37 - Permalink al commento

    Beh i sindacati ormai stanno alla frutta. Nessuno dà loro piu’ retta, neanche i lavoratori. Un argomento per risollevarsi lo devono pur trovare… Non è il precariato la loro piu’ grande preoccupazione, bensì il legittimo desiderio di salute e benessere di un’intera regione. Vedete come stanno messi? Come fai a dare retta a un sindacato cosi?

    Forse all’ENI di ortona il precariato non esiste…

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  5. Spanish
    Spanish
    Mercoledì 10 Settembre 2008 ore 16:11 - Permalink al commento

    Tra un po’ esce che vogliono fare un mega TRAPPETE…Qua sono due le cose, una è che non ha capito di che si parla; la seconda, me la censura da solo…

    Ma poi che ragionamento è? Non lo capisco proprio…

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  6. Lucfan
    Lucfan
    Mercoledì 10 Settembre 2008 ore 15:43 - Permalink al commento

    Ah già… ma UIL è la stessa che a Marzo per la questione Alitalia ha abbandonato il tavolo delle trattative con Air France, allora disposta ancora ad accollarsi i debiti e che oggi invece si è mostrata da subito favorevole a firmare, nonostante le resistenze ed il fermo rifiuto di intere categorie di lavoratori direttamente interessati (i piloti), il peggior accordo possibile che scarica a noi i debiti e a qualche ingordo i possibili utili..

    Che strano pero’ che nel caso della “centrale a olio”, uno della UIL parli di posti di lavoro… beh certo che per quanto puoi ravanare, visto che come la giri la giri, una raffineria è un cancro, l’unica possibile falsa elucubrazione mentale che gli viene in mente per mascherare i reali interessi è quella di qualche posto di lavoro…

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  7. Lucfan
    Lucfan
    Mercoledì 10 Settembre 2008 ore 15:29 - Permalink al commento

    Ricordatela questa sigla sindacale, si chiama UIL ed accoglie al suo interno ancora persone come Dragani.
    Se li conosci li eviti.

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  8. MAC
    MAC
    Mercoledì 10 Settembre 2008 ore 15:27 - Permalink al commento

    Spero che le persone chiamate in causa rispondano e siano pubblicate. Il sindaclista spighi quanti posti di lavoro saranno persi con il petrolio.
    Lo spighi alle aziende agricole e ai pescatori e alberghieri.
    Questi se ne devono andare a casa SUBITO

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  9. Lucfan
    Lucfan
    Mercoledì 10 Settembre 2008 ore 15:10 - Permalink al commento

    Dragani torna all’attacco dal suo ufficetto di Vasto…
    lui parla di centrale a olio
    Allora, o non ci ha capito ancora una ceppa o cerca di circonvenzionare (crede che in Abruzzo, o forse a Vasto, vi siano persone incapaci).
    L’articolo è ricco di falsita, pressappochismi (fra cui anche la centrale nucleare) e considerazioni vuote e di poco conto: lascio a voi il giudizio..
    http://carta.ilmessaggero.it/v.....e=STANDARD
    Ma davvero esistono sindacalisti cosi’? Non ne ho mai avuto una buona impressione in generale, ma che ve ne fossero ridotti in questo stato non credevo fosse possibile…
    Eh.. a cosa si arriva per poter rimanere aggrappati al proprio posticino di lavoro nella tranquilla Vasto…

    Chissà se lui va in giro con una “macchina a olio”.. e che magari non inquina nemmeno..

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  10. Unregistered
    pina
    Mercoledì 28 Maggio 2008 ore 17:07 - Permalink al commento

    Si fa presto ad accusare gli altri di fanatismo come se chi difende l’ambiente, la terra in cui è nato, fosse un matto che delira sull’incubo di mali incurabili, catrame sulle spiagge e falde inquinate. Ho visto il video su LA7 di Bussi, Augusto De Sanctis del WWF non mi sembra affatto un millantatore, un fanatico dell’ambiente, ma uno che sa quello che dice, che conosce le cose perchè le studia. Hai voglia a fare chiacchiere! Parlare di posti di lavoro è semplicemente demagogia.

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  11. Unregistered
    giovanni
    Mercoledì 28 Maggio 2008 ore 14:39 - Permalink al commento

    quiquotidiano fa finta di non sapere del centro oli di ortona, poverini…
    vabbe’ ma del resto è come cercare su topolino i titoli di borsa

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  12. Unregistered
    mac
    Mercoledì 28 Maggio 2008 ore 14:13 - Permalink al commento

    http://www.giuseppetagliente.com/quotidiano.pdf

    Già anche qui quotidiano perde tempo ma intanto parla dei costi della benzina…..
    Come dire “chiagne e fotte”. A mio avviso bisogna far passare l’unica grande verità: Il Petrolio è finito e di certo il petrolio abruzzese non contribuirà all’abbassamento del prezzo al barile. Il poco petrolio che abbiamo interessa perchè conviene a chi lo estraee. Se la riserva presente fosse stata abbondante l’avrebbero già estratto nel 2001 all’epoca della scoperta. Quiquotidiano parla poi del costo del grano e prende la tangente, ma possibile che non scrive che ci ammaleremo di cancro?? Il giornale paventa la possibilità che i pozzi non siano a Vasto ma ai confini comunali….
    Beh! Dovremmo essere sollevati??? Questi emeriti scienziati sanno che i danni sull’ambiente e sulla salute saranno comunque a lungo raggio??? Sanno che i loroo nipoti rischiano malformazioni??? Oppure hanno semplicemente degli interessi??

    P.S. Come sempre le mie domande non sono mai retoriche anche quando lo sembrano quindi chi volesse rispondesse

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  13. soleluna
    soleluna
    Mercoledì 28 Maggio 2008 ore 09:43 - Permalink al commento

    Gentile signor Alessandro Dragani, cosa si apettava una reazione del tipo: Evviva.. abbiamo scoperto il petrolio, siamo ricchi!!

    Lei sa benissimo che più ricco non lo sarà nemmeno quella categoria ristretta di circa 80 operai specializzati e già occupati nelle compagnie petrolifere, di cui lei si fa portavoce.
    Chi sarà più ricco? Chi godrà di questo pseudo sviluppo di cui parla? Ma soprattutto chi le da l’autorevolezza per definire la gente che ama la propria terra, e vuole campare lavorandoci, quelli “del no a prescindere”?
    A me può non rispondere, me ne farò una ragione, ma con la sua coscienza prima o poi qualche conticino dovrà pur farlo.

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  14. Lucfan
    Lucfan
    Martedì 27 Maggio 2008 ore 22:48 - Permalink al commento

    Andrea benvenga per dare risalto all’anacronismo di queste dichiarazioni.
    Alle illazioni sui “no a prescindere” le risposte sono ormai copiose su questo blog e in tutto l’Abruzzo.
    Io la mia l’ho già detta qui, vediamo se ci sono altri commenti.. o risposte.. (!)

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  15. Andrea Smargiassi
    Andrea Smargiassi
    Martedì 27 Maggio 2008 ore 22:44 - Permalink al commento

    scusate mi sono accorto che è già stata parzialente discussa la questione. Vabbè la ripropongo perchè comunque queste affermazioni sono di un certo peso accusatorio.

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