Un’alternativa al Centro Oli c’è
Il dibattito sul Centro Oli che si vorrebbe costruire a Ortona è sempre più acceso. Giorno dopo giorno, cresce la protesta di coloro che credono che il Centro Oli darà il colpo di grazia all’economia della regione, soprattutto alla parte meridionale. Mi sembra che sia stato ampliamente dimostrato quali saranno i danni che questa industria farà e i dubbi sul ritorno economico che ne avranno i cittadini sono sicuramente fondati.
Non ritorno sulle ragioni del ‘no‘ e aspetto ancora di conoscere le ragioni del ’si’, visto che finora l’unica cosa chiara è che il Centro Oli è un buon affare per l’impresa che lo costruirà e dirigerà.
Da anni, l’Abruzzo non ha politici capaci e preparati. Negli ultimi dieci anni, siamo passati da una sorta di politica del ‘vivere alla giornata’ aspettando i contributi statali ed europei (peraltro, mal spesi…), ad una politica assurda e denigrante per la nostra regione e per noi. Il modello proposto sta trasformando la ‘regione verde’ in ‘regione grigia’ o addirittura nera. Si sta cercando di fare cassa ospitando l’industria più inquinante e più dannosa per l’ambiente, mettendo a rischio agricoltura e turismo.
Forse, qualche anno fa, avrebbero potuto accusare gli abruzzesi di meritare queste politiche e di non avere a cuore il futuro della loro regione. Oggi, non è più possibile. Oggi, si alza un coro di “no”, fermo e deciso, a questi progetti scellerati.
Troppo spesso, a volte anche in malo modo, si accusa le tante associazioni, i tanti comitati, i tanti movimenti e i tanti cittadini contrari al Centro Oli, e più in generale al progetto di sviluppo che si sta disegnando per la nostra regione, di appartenere al “partito del no” e di non saper fornire un’alternativa al modello inquinante che ci propongono.
Mi permetto qui di lanciare una proposta, un’alternativa ‘verde’ al Centro Oli: una ‘Città Agroalimentare’. Un complesso industriale che riunisca le imprese della zona che operano nel settore agroalimentare con lo scopo di sfruttare al massimo le sinergie, le economie di scala e l’energia. Guadagnando di più, spendendo meno e (udite, udite!) inquinando meno.
A parte i guadagni del settore, ci sarebbero anche i guadagni del turismo enogastronomico…
Chiarisco che l’idea non è mia: l’ho copiata, spudoratamente, dal progetto della Ciudad Agroalimentaria de Navarra. Non sono un economista e il caso va studiato. Bisogna vedere se funzionerebbe, se ci sono le premesse, i finanziamenti, etc. Però io lancio l’idea, sperando che i nostri amministratori siano all’altezza della situazione.
Saludos!
PS: oh, io vi posso pure accompagna’ a Tudela: andiamo e vediamo, poi voi tornate e copiate.
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Sabato 6 Settembre 2008 ore 00:36 - Permalink al commento
tranquy se ne parlerà al congresso dell’Italia dei Valori….
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Giovedì 4 Settembre 2008 ore 14:07 - Permalink al commento
Questa è una buona idea?? Perchè nessuno ne parla o progetta??
Perchè non la proponiamo ai candidati alla regione???
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Martedì 3 Giugno 2008 ore 17:33 - Permalink al commento
L’idea è buona ma ci aggiungerei qualcosina. Sarebbe bello creare una piattaforma che permetta di raccogliere e commercializzare i prodotti degli agricoltori e degli allevatori in modo da saltare i costi di trasporto e gli inspiegabili costi della distribuzione. L’inizativa permetterebbe un grosso risparmio per produttori e consumatori. Potrebbe essere una specie di catena di distribuzione libera dai costi impressionanti ai quali saimo abbituati….
C guadegnerebbero in tanti
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Martedì 27 Maggio 2008 ore 17:13 - Permalink al commento
Maledetti spagnoli….sempre avanti in tutto…..Beh almeno pe na volta siamo noi a copiare e non ad essere copiati…
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