Deliri nucleari

Luca

(dal blog decrescitafelice)
di Marco Cedolin

La classe dirigente italiana continua a mostrare limiti sempre più evidenti che prendono corpo in questi primi giorni di governo Berlusconi, durante i quali il nuovo esecutivo sta tentando in maniera molto maldestra di dipingersi addosso un’immagine di modernità ed innovazione assolutamente inesistente.
Riuscire ad immaginare come elementi di novità i personaggi che compongono l’armata Brancaleone creata dal Cavaliere richiede l’ausilio di davvero molta fantasia, in quanto politicanti imbolsiti come Matteoli, Schifani, Maroni, Sacconi e tanti altri, in questa veste risultano davvero impresentabili. Ma neppure la fantasia potrebbe venirci in aiuto se tentassimo d’interpretare in chiave di modernità ciò che il governo si propone di “creare” nell’ambito dell’energia e dei rifiuti.

La costruzione “a pioggia” di nuovi inceneritori (in Campania sono già diventati quattro) in mancanza di qualunque strategia concernente la creazione di un circolo virtuoso dei rifiuti, lascia semplicemente basiti, in quanto nulla risulta essere più anacronistico dell’incenerimento del pattume e basterebbe gettare una rapida occhiata verso gli altri Paesi, non solo europei, per rendersi conto che siamo rimasti gli unici a destinare ogni risorsa disponibile verso una tecnologia nella quale all’interno dei paesi “sviluppati” ormai più nessuno crede.

All’insana passione per la pratica dell’incenerimento, nuova come potrebbe esserlo un dinosauro, sta affiancandosi in questi giorni anche una martellante ed ossessiva campagna in favore del ritorno delle centrali nucleari, bandite dal nostro Paese nel 1987 grazie al risultato di un referendum.

L’armata Berlusconi, che ancora dovrebbe spiegare agli italiani cosa intenderà fare delle tonnellate di rifiuti radioattivi attualmente stipati in depositi di fortuna, come quello di Saluggia, dove inquinano le falde acquifere e migrano regolarmente nell’ambiente, sta tentando in ogni modo di riportare l’Italia sulla via dell’atomo, spacciando la scelta nucleare come un qualcosa di nuovo e moderno.
Non esistono elementi di novità nella scelta atomica, così come negli inceneritori, anche se si tentano giochi di prestigio sintattici definendoli nucleare di “nuova generazione” e “termovalorizzatori”, così come non esiste novità nella banda di governo che pretenderebbe di “rialzare l’Italia” mentre non riesce neppure a rialzare gli occhi da terra per volgere lo sguardo verso i Paesi che le stanno attorno.

Quasi tutti i Paesi “sviluppati” con l’eccezione della Francia, del Giappone e pochi altri hanno da tempo smesso d’investire nel nucleare in quanto la gestione (lo smaltimento in quest’ambito non esiste) delle scorie radioattive risulta troppo costosa e pericolosa. Quasi tutti i Paesi “sviluppati” stanno orientando altrove i propri programmi energetici, ma di questo il “nuovo” governo sembra non essersi assolutamente accorto, tanta e tale risulta la limitazione di capacità e d’idee che affligge i componenti del nuovo esecutivo.

Se lor Signori, come dicono, intendono raccogliere l’eredità del “vecchio nucleare”, inizino a parlarci delle scorie di Saluggia e dell’acquedotto del Monferrato che ne raccoglie la radioattività, delle centrali dismesse che nessuna osa demolire perché darebbero origine a nuove scorie che non si saprebbe dove stipare, della realtà incontrovertibile che testimonia come il Gotha della scienza mondiale di fronte al problema delle scorie nucleari si sia da tempo arreso ed abbia abdicato da quello che avrebbe dovuto essere il suo ruolo.

Inizino a parlarci di queste cose gli illuminati del nuovo governo e soprattutto inizino a guardare anche i paesi che stanno loro intorno, così potranno evitare di continuare a proporre come novità inusitate pratiche che altrove si stanno abbandonando come vecchie, antieconomiche ed ambientalmente insostenibili.


'Deliri nucleari' ha ricevuto 12 commenti:
Il commento più recente in testa

  1. Lucfan
    Lucfan
    Lunedì 16 Giugno 2008 ore 21:03 - Permalink al commento

    Dal Sole24ore: Nucleare, rispuntano i vecchi progetti. Tornano le barricate?

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  2. Spanish
    Spanish
    Mercoledì 4 Giugno 2008 ore 10:29 - Permalink al commento

    Non prendiamoci in giro…il problema non è la ‘dipendenza’ dalla Francia.

    Con la Francia e la Germania ci parliamo…già hanno più peso e non certo per l’energia. Il problema si chiama Iran, Russia, Venezuela, Libia, etc… L’Italia non sarà mai autosufficiente, nemmeno con il super piano di Scajola (ma solo io mi ricordo chi è ’sto tipo?!).

    Il problema energetico non è solo economico…anzi, mi azzardo a dire che in minima parte è economico. È un problema politico e di equilibri internazionali. È la base del ‘nuovo ordine mondiale’ (ma solo io mi ricordo che pazzia è ’sto nuovo ordine?!)

    Saludos!

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  3. Unregistered
    Davide1971
    Mercoledì 4 Giugno 2008 ore 00:44 - Permalink al commento

    Perdonatemi gli errori grammaticali,ma …sono un po’ …stanchino.Buonanotte.

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  4. Unregistered
    Davide1971
    Mercoledì 4 Giugno 2008 ore 00:40 - Permalink al commento

    Qualche giorno fa ,ero intento nel mio lavoro di venditore ed e’ uscito il discorso sul Nucleare…Allora il mio cliente naturalmente ha detto che e’ un bene costruire nuove centrali nucleari ,cosi’ non dobbiamo piu’ essere dipendenti dei Francesi.Io per tastargli il polso gli ho detto che molto probabolmente una centrale sara’ costruita in Val di Sangro perche’ il Sangro ha una bella portata di acqua tutto l’anno e quindi non ci sono problemi per il raffreddamento.Dopo queste parole il mio cliente ha cambiato faccia…e ha blaterato…vendo tutto e vado a vivere da un altra parte.In poche parole c’e’ una verita’ ed e’ che noi siamo buoni a parlare,ma poi quando devono costruirci in casa nostra ,diventiamo di colpo ambientalisti.Cicco io ritengo che le nostre industrie hanno un urgente bisogno di energia,ma il costo che andrebbero a pagare pensi sia molto inferiore in confronto al prezzo che pagherebbero da un energia prodotta in Italia? Io dico invece che bisogna liberalizzare l’energia e quindi i francesi dovrebbero poter vendere l’energia direttamente senza pagare il “pizzo” all’Enel .Perche’ non possono o possiamo acquistare l’energia da chi ci pare? Ad Esempio c’e’ una ditta che produce energia solo dal fotovoltaico o eolico ,io dico che qualcuno e’ disposto pure a pagare di piu’,ma e’ consapevole che non inquina l’ambiente.Il nucleare e’ molto costoso per costruire l’impianto e la sua manutenzione.Infatti anche se sono tanti anni che il nucleare e’ stato bandito in Italia,le centrali sono ancora in funzione ,ma al minimo.Infatti noi paghiamo gli stipendi a tutti le persone che ci lavorano.Quanto ci sono costate queste centrali anche se non hanno mai funzionato? Cicco il nucleare ,forse perche’ ho ricordi di Cernobyl e tutti que bambini che pr anni l’estatre venivano accolti nelle nostre case ,perche’ malati per le radiazioni assorbite nell’incidente.L’Italia comunque al governo adesso ha le carte in regola per fare il bello e il cattivo tempo.Io cono contrario al nucleare in Italia,cosi’ non abbiamo il problema delle scorie.Ho sentito che a Termoli vogliono costruire una centrale nucleare e li’ gia’ hanno una turbogas!Perche’ il Molise deve produrre l’elettricita’ per la Lombardia? Visto che alla fine gia’ la turbogas basta e avanza.Allora ad esempio la Lombardia vule ilfederalismo,bene incominciamo dalle centrali atomiche…Saludos

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  5. Lucfan
    Lucfan
    Martedì 3 Giugno 2008 ore 12:52 - Permalink al commento

    Cicco se lo hai capito la genesi del mio intervento sono i tuoi commenti.
    Quanto al “seppellire” ti avviso non raccolgo ulteriori provocazioni.. vedo che continui con greenpeace senza scrivere un nuovo post, quindi forse sto perdendo tempo.. anche se spero di ricredermi.

    Quanto riporti alla fine pero’ (dicendo sul piano dialettico) merita di essere ripreso dato che il verbo seppellire si addice proprio ai rifiuti tossici di cui parli e che la montedison ha “seppellito” in abruzzo a bussi, quando di gente incazzata che “alza le barricate” non ce n’era.
    Era meglio o peggio?
    Qualcuno dice che sia stato un bene per chi ci ha lavorato, io dico che è stata ed è una immane sciagura. Ma di questo si è parlato e si parla tuttora altrove.

    Il problema pero’ è sempre lo stesso ed in topic con l’articolo iniziale, mentre i responsabili criminali sono ancora in giro, gli amministratori locali, gli addetti alle infrastrutture idriche ed i politici hanno taciuto, ha dovuto scoprire tutto il wwf.
    COME CI SI PUO’ FIDARE?
    Smettiamola di raccontare favole per bambini, tipo il nucleare pulito, e speriamo che finiscano tutti in galera.

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  6. Spanish
    Spanish
    Martedì 3 Giugno 2008 ore 12:45 - Permalink al commento

    Ma quelli di Bruce Country, che ci fanno con le scorie?

    PS: Moore è già stato citato su questo sito…Mi pare che sia uscito da Greenpeace perchè non era d’accordo con la linea presa dall’associazione. Soprattutto sul tema del riscaldamento globale.

    PS’: Magari, ora, quando qualcuno dice che tutta la storia del Global Warming è un’abile mossa per risistemare l’assetto politico internazionale, grazie soprattutto all’energia nucleare, non sarà più preso per matto…forse…

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  7. Cicco
    Cicco
    Martedì 3 Giugno 2008 ore 12:25 - Permalink al commento

    Provare a cercare la voce “scorie nucleari” su google significa venire seppelliti da un numero imprecisato di blog e siti con i soliti e inflazionati prefissi e suffissi eco-bio-green-safe-sun-wind… ecc.
    Dicevo seppelliti, come cerchi di fare tu Luc, con il paginone di cui sotto. Ma cercherò di sopravvirere con uno snorkel.

    Neanche io conosco Patrick Moore, ma conosco e dovresti conoscere Greenpeace, di cui questo personaggio (con un CV ben diverso dal nostro Chicco) è stato fondatore e Direttore della componente internazionale, nel periodo della sua massima diffusione nel mondo ed a cui si sono ispirati molti movimenti ecologisti (lo sono anch’io, ma senza fanatismi).

    Ora arriviamo alle scorie e a cosa se ne fa dopo.

    E’ faticoso, ma se si vuole sapere qualcosa di più e di diverso parere:
    - Agence National pour la Gestion des dèchets radioactif
    - Nuclear Waste Management Organization
    - U.S. Nuclear Regulations Commission - Radioactiv Waste

    E’ sorprendente, ma è così: c’è una contea dell’Ontario (Bruce County) che da oltre 40 anni convive con centrali nucleari (ha il 20% della produzione) e che sta cercando, con una petizione popolare, di convincere l’equivalente di “Del Turco” a far costruire una nuova centrale nucleare nella loro località.
    Non è una contea spettrale, tipo alla day-after, anzi è tutt’altro; è un’area a forte attrazione turistica per le bellezze ambientali e naturali.
    Chi giudicasse questi cittadini, come quelli dell’Ontario e poi del Canada, come persone “deliranti”, darebbe un giudizio superficiale, tanto per rimanere nella buona educazione dei termini.

    Sul piano semplicemente dialettico: se non sappiamo che fine faranno le scorie tumulate da qui a 100 anni, altrettanto non conosciamo la fine delle “migliaia di volte più voluminose” scorie tossiche industriali, tra cui i famosi metalli pesanti (mercurio, arsenico, cromio, tallio, piombo…) i quali, a differenza del plutonio a vita lunga, sono invece eterni nel vero senso del termine.

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  8. Spanish
    Spanish
    Martedì 3 Giugno 2008 ore 10:17 - Permalink al commento

    Che io sappia, è impossibile smaltire le scorie nucleari e quello che stanno facendo è chiudere per bene il bidone e seppellirli, anche se sanno perfettamente che questo non garantisce assolutamente niente. Nessuno sa quello che può succedere tra 100 anni.

    …io una discendenza la voglio avere!

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  9. Lucfan
    Lucfan
    Lunedì 2 Giugno 2008 ore 23:33 - Permalink al commento

    Vedi Cicco, mentre in un post si puo’ liberamente proporre un tema o una personale dissertazione su uno o piu’ argomenti, come per capirci hai appena fatto, i commenti agli articoli dovrebbero dibattere l’oggetto del post e non costituire la rampa di lancio delle proprie divagazioni.
    Voglio dire, un blog è diverso da un forum.
    In un forum le discussioni vivono dell’alteranza dei contributi e del naturale dinamismo dei contenuti, carattere tipico delle discussioni di “piazza” che non a caso è il significato della parola latina “forum”. Un blog è invece quello che tentiamo di fare qui.

    Evito di dilungarmi perchè la questione diventa troppo filosofica e passo all’analisi del del tuo commento cercando di essere il piu’ pragmatico possibile.

    C’e’ un articolo che mi è piaciuto e ho deciso di postare.
    Tu lo hai bollato di superficialità dicendo che è scritto solo per attaccare il governo con le solite e ritrite banalità.
    Non penso che puoi permetterti di dirlo visto che hai eluso l’argomento anche dopo la mia domanda (quella sulle scorie) che era una ripresa degli stessi interrogativi che pone l’autore dell’articolo. Quindi la questione delle scorie tanto banale e ritrita non è, visto che nè tu nè il governo berlusconi ne parlate ed in modo fra l’altro assai sfacciato, cosa che mi costa una risposta molto sanguigna, perchè su tali questioni la sensibilità personale è al massimo.

    Invece di parlare dell’articolo, hai preferito parlare di un signore di greenpeace che non conosco, poi di uno che conosco e quanddo ti ho detto cosa ne pensavo di quello che conosco mi hai ripreso dicendo che glissavo sul primo.
    No dico, è proprio quello che non dovrebbe succedere nei commenti: avere la pretesa che la discussione si sviluppi su tutti i punti che sono stati esposti nel commento precedente. Scrivi un post sul fondatore di greenpeace, chi vorrà, dirà la sua.

    Ma non solo ti piace l’offtopic deliberato, dichiari espressamente disinteresse per l’argomento dell’articolo:

    Non capisco cosa c’entri Scagliola e il dare del bolso a delle persone di questo governo su un argomento che è squisitamente tecnico, quando già nella precedente legislatura il nucleare era stato oggetto di riflessione e ora lo stesso PD ne condivide la ripresa.
    Però io continuo a rifiutare di interloquire su questo argomento su posizioni politiche, altrimenti di “bolsi” ne avrei una lista anch’io.

    Ma scusa caro Cicco, allora non è un commento quello che devi scrivere, scrivi un articolo. Spero tu mi capisca.

    Esordisci eludendo la mia domanda che era in linea con lo spirito dell’articolo e per tutta risposta mi chiedi:

    Perchè non ti chiedi dove li mettono da 30 anni i francesi, da 40 anni i canadesi, e poi gli svizzeri, gli inglesi, i tedeschi, ecc. ecc.

    Io dovrei chiedermelo? Ci possiamo chiedere anche quando arriveranno gli alieni, ma se permetti mi chiedo prima dove pensano di mettere le scorie italiane e faresti bene a chiedertelo pure tu, visto che non vivi in Canada o in Francia o chissadove.
    A riguardo permettimi di offrirti un breve riassunto di cosa è stata capace di fare l’Italia per il problema scorie e poi chiediti se sia normale lanciare le proposte di scaiola sul nucleare. Io penso che siamo al limite dell’oscenita.

    [..]In seguito al referendum iniziò un programma di dismissione delle centrali nucleari. Ma per lungo tempo fu sostanzialmente eluso il problema delle scorie. Nel 1999 il ministero dell’Industria dispose un piano strategico per la gestione degli esiti del nucleare, che fu presentato al Parlamento. Nello stesso anno a partire dal piano strategico fu definito un accordo di programma con le Regioni. Parallelamente, fu affidato a Enel il compito di costituire una «Società per lo smaltimento delle centrali elettronucleari dimesse, la chiusura del ciclo del combustibile e le attività connesse e conseguenti». Alla società, denominata Sogin, sono state, infatti, attribuite le quattro centrali elettronucleari Enel.

    IL CASO SCANZANO – Nel novembre 2003 il governo approva il cosiddetto decreto «Scanzano», in base al quale tutti i rifiuti e i materiali nucleari esistenti in Italia vengono sistemati in un deposito nazionale geologico (e non di superficie) da realizzare nel comune di Scanzano Jonico, in Basilicata. La decisione provocò dure reazioni politiche e da parte delle comunità locali e degli ambientalisti, fino a che, con la conversione in legge del decreto Scanzano, il nome della località lucana fu eliminato dal testo e l’individuazione del sito venne demandata a una commissione ad hoc, mai costituita.

    LE SCORIE VANNO IN FRANCIA – La scorsa legislatura ha deciso trasferire all’estero il combustibile irraggiato, anzichè stoccarlo temporaneo nei siti. Sogin ha predisposto una gara internazionale per il trasporto e il riprocessamento (processo che porta all’estrazione di uranio e plutonio dai rifiuti). In totale sono circa 235 tonnellate provenienti dalle centrali nucleari di Trino Vercellese, Caorso e Garigliano. La francese Areva si è aggiudicata la gara per 267 milioni di euro. Il 24 novembre 2006 è stato siglato un accordo Francia-Italia e il 9 maggio il contratto Sogin-Areva. Le scorie saranno inviate oltralpe in 5 anni. Entro il 2025 dovranno rientrare in Italia.[..]

    E’ tratto dall’articolo linkato in un altro mio post sulle scorie, al quale, sorprendentemente, non hai inserito commenti. Sorprendentemente è ovviamente ironico per chi non l’avesse capito.

    Visto che mi trovo e che l’argomento è ontopic oltre che fra i tuoi preferiti, ti ripropongo anche il link all’articolo dello scorso 9 maggio del Los Angeles Times sulle scorie italiane che nello Utah non sono state volute, ma qui in Italia guai a parlarne.

    Poi, un nuovo volo pindarico. Hai dribblato l’argomento scorie e sei passato ai temi del declino tecnologico italiano per arrivare a dire, con una complessa evoluzione ginnica che a mio parere ti ha visto cadere rovinosamente al suolo, che:

    Le avessimo mantenuto le nostre posizioni tecnologiche e proseguito con la ricerca, oggi forse ci saremmo potuti permettere di sbattere la porta in faccia a chi vuole trivellare Casarza e Vignola.
    I luoghi per lo stoccaggio di scorie nucleari ci sono, il problema è semplicemente lo stesso per le discariche di rifiuti o per gli inceneritori: il terrore che le popolazioni hanno ormai acquisito dopo anni di propaganda unidirezionale e sensa facoltà di obiezione.

    Ho capito bene? Stai dicendo che se non avessimo detto di no al nucleare nell’87, oggi, FORSE, non avremmo l’eni che ci trivella il mare e vuol fare il centro oli?
    A cicco, guarda, non solo non ne sono sicuro come non lo sei tu, visto che dici forse, ma aggiungo che “forse” col si al nucleare potrebbe pure essere che non staremmo qui a parlare. “Forse” sarebbe potuto anche succedere chernobyl da noi. Forse, se Bush non faceva guerra all’iraq, oggi il petrolio costava di meno, forse. “Forse” o chissà… tutto è possibile, “forse”.
    Ma fosse solo quest’innocente illazione interrogativa che nulla dice e niente mette in discussione, tu vai oltre.
    Io credo che si possano dire sciocchezze per mancanza di informazione o perchè si vuole portare acqua al proprio mulino.
    Per il rispetto che ho per te spero che sia disinformazione quella che ti abbia portato a dire che il problema dello stoccaggio delle scorie è lo stesso delle discariche di rifiuti o degli inceneritori.

    E’ una grande falsità, devi ammetterlo.

    C’e’ una bella differenza fra smaltimento di rifiuti e stoccaggio di materiale radioattivo.
    Mentre le scorie nucleari si “stoccano” cioè si depositano temporaneamente in un sito per poi spostarle altrove e cosi’ via potremmo dire in ETERNO, visto che i tempi di decadimento della loro radioattività sono ben piu’ lunghi delle nostre vite e dei nostri successori, ci sono metodi e tecnologie per lo smaltimento dei rifiuti che conosci sicuramente assai bene. Con la raccolta differenziata esistono modelli di smaltimento e di riciclaggio che davvero fanno tendere allo zero l’impatto ambientale, trasformando la quasi totalità dei rifiuti in materie recuperabili ed energia.

    Con le scorie radioattive mi sa che non è proprio cosi caro cicco, quindi, non facciamo confusione, non tentiamo di ammassare concetti come i rifiuti di napoli, nascondendoci in mezzo pure qualche fesseria o dei rifiuti tossici, è un fatto di coscienza. Se lo hai detto per superficialità puoi sempre ammettere di avere sbagliato.

    Quando ci si avventura in giudizi positivi sulla tecnologia che intendono impiegare in Italia, non si puo’ saltare a piè pari la questione scorie.
    Ma tant’è: è l’unico modo per poter parlare di nucleare senza arenarsi sull’anacronismo di certe posizioni.

    Tu dici che del nucleare è impossibile discutere, fare convegni studi e ricerche, ma guarda che è proprio a questo governo che mi sembra che non interessi. Loro decidono e basta.
    Se proprio vuoi, i problemi del tracollo del settore scientifico in Italia vanno addotti anche ai tagli alla ricerca, ti viene in mente qualcosa o qualcuno? Ah ggià… poi diventa una discussione politica, no no, evitiamo.

    Qui su questo blog con quelle che tu chiami “le nostre paturnie” noi ci proviamo a parlare di questi problemi. Proviamo a informare a stimolare discussioni e cerchiamo, finchè ci sarà la voglia e il tempo di farlo, anche di rispondere alle provocazioni. Pero’ una cosa ti chiedo: evita di infilare in modo facilone le classiche frasi tipo “si smetta di alzare le barricate”, è un modo estremamente qualunquistico di appellarsi in modo sensazionalistic alle tristi vicende di questi giorni a napoli, evito giudizi per evitare le tue risposte off topic, se vuoi dire la tua su chiaiano ti prego, non farlo qui.

    Infine, visto che guardi con ottimismo a come gli altri paesi riescono a stoccare le loro scorie senza problemi vale la pena sapere che molti di quelli che hai citato tu, piu’ altri (oltre l’Italia anche il Giappone, la Germania, la Svezia, la Spagna e la Svizzera hanno trattato solo qualche anno fa con l’Inghilterra) compranno stoccaggi temporanei all’estero nei siti di centrali nucleari piu’ grandi, perchè spesso è nelle stesse centrali che vengono stoccate con tentativi di riconversione assai poco significativi.

    Comunque per chi un’opinione vuole farsela, propongo questo stralcio, sperando di non beccarmi l’ennesima accusa di superficialità:

    L’industria nucleare afferma di poter stoccare le scorie in modo “definitivo” nel sottosuolo a grandi profondità e in luoghi geologicamente stabili, ma in realtà non esistono né materiali né sistemi di stoccaggio in grado di isolare le scorie radioattive dall’ambiente circostante per migliaia di anni. I tempi di decadimento delle scorie possono raggiungere le decine di migliaia di anni, un lasso di tempo totalmente fuori dall’orizzonte umano se pensiamo che dai tempi degli i antichi romani sono trascorsi appena 2.000 anni! Presto o tardi ci saranno perdite che con ogni probabilità non colpiranno né la nostra generazione né quella dei nostri figli e nipoti, ma magari quelle che vivranno fra 10 o 100 generazioni. Non esistono oggi tecnologie in grado di scongiurare con certezza dispersioni radioattive in un lontano futuro.

    Ad oggi non è ancora stato implementato un solo sito di stoccaggio definitivo su tutto il pianeta, e ciò dimostra quanto la questione delle scorie sia irrisolta e irrisolvibile. Le scorie più pericolose sono i combustibili esauriti rimossi dai reattori. Alcuni paesi riprocessano il combustibile dissolvendolo in acido nitrico per ottenere plutonio utilizzabile a fini bellici. Questo processo produce grandi quantità di liquido radioattivo.

    Gran parte delle 270.000 tonnellate di scorie radioattive oggi accumulate si trovano all’interno delle centrali nucleari e aumentano di circa 12.000 tonnellate ogni anno. La quantità di scorie prodotte in caso di una diffusione massiccia delle centrali nucleari a livello mondiale sarebbe talmente grande che un sito di stoccaggio come quello progettato (ma mai realizzato) dagli USA a Yucca Mountain basterebbe per appena 3 anni e mezzo.

    Cicco mi raccomando, torniamo nel merito dell’articolo iniziale, ammesso tu abbia qualcosa da dire sulle scorie o sul perchè i politici non ne parlano, altrimenti meglio nuovo post.

    [Rispondi]

  10. Cicco
    Cicco
    Lunedì 2 Giugno 2008 ore 16:19 - Permalink al commento

    Perchè non ti chiedi dove li mettono da 30 anni i francesi, da 40 anni i canadesi, e poi gli svizzeri, gli inglesi, i tedeschi, ecc. ecc. Sono siti temporanei, è vero, ma per tutti questi anni non hanno creato problemi e hanno contribuito allo sviluppo di quelle nazioni, mantenendo basso il costo dell’energia e la dipendenza dai capricci di sceicchi.
    Con le nostre paturnie siano ormai fuori dalle telecomunicazioni, dalla chimica, dalla farmaceutica, dall’informatica, dalle nano tecnologie, dalla ricerca agraria e alimentare; al punto che non riusciamo a costruire una radiolina senza comprarne 80% dei componenti all’estero.
    Finanche dalla siderurgia siamo quasi per uscire ed eravamo tra i primi al mondo e secondi in Europa dopo la Germania. Ma i tedeschi hanno altiforni ed usano carbone mentre noi prevalentemente produciamo acciaio elettrico, cioè che richiede elettricità per il 55-60% del suo costo sul mercato; e sappiamo che problema è per noi l’elettricità.
    Le avessimo mantenuto le nostre posizioni tecnologiche e proseguito con la ricerca, oggi forse ci saremmo potuti permettere di sbattere la porta in faccia a chi vuole trivellare Casarza e Vignola.
    I luoghi per lo stoccaggio di scorie nucleari ci sono, il problema è semplicemente lo stesso per le discariche di rifiuti o per gli inceneritori: il terrore che le popolazioni hanno ormai acquisito dopo anni di propaganda unidirezionale e sensa facoltà di obiezione.
    Riprendi Chicco Testa ma glissi sul fondatore di Greenpeace; ho citato un articolo di Wired, non l’Almanacco di Topolino.
    Non capisco cosa c’entri Scagliola e il dare del bolso a delle persone di questo governo su un argomento che è squisitamente tecnico, quando già nella precedente legislatura il nucleare era stato oggetto di riflessione e ora lo stesso PD ne condivide la ripresa.

    Però io continuo a rifiutare di interloquire su questo argomento su posizioni politiche, altrimenti di “bolsi” ne avrei una lista anch’io.

    C’è un protocollo condiviso e messo a punto dalla comunità scientifica sui requisiti dei depositi di scorie nucleari; ma proviamo ad immaginare le popolazioni locali all’arrivo di geometri con teodoliti per delimitare gli scavi e fare carotaggi, fatto? bene, ecco quello è il problema.
    Ed è lo stesso tipo di problema che ha portato la Campania alle condizioni in cui si trova oggi e che presto contagerà altre regioni vicine se non si smetterà di alzare barricate.
    Io non parlo di NO, che già sono facili da individuare, parlo invece dell’impossibilità a discutere della materia, ad aprire convegni, ad avviare studi e ricerche, insomma a parlarne liberamente per arrivare liberamente a dire si o no.
    Non solo non possiamo fare nuove centrali e discariche, ma non possiamo neanche parlarne o aprire una discussione.

    In ogni caso tempo 5-10 anni, e temo che o saremo l’unica nazione al mondo con l’energia razionata come già facciamo per l’acqua, o il nucleare e il carbone ci avranno tolto questa minaccia. Il rinnovabile è un complemento, la stessa CE stabilisce di arrivare al 20% nel 2020, non nascondendosi quindi le difficoltà, solo che noi ci arriveremo con la lingua di fuori
    E l’energia serve anche al turismo e all’agricoltura.

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  11. Lucfan
    Lucfan
    Lunedì 2 Giugno 2008 ore 11:06 - Permalink al commento

    cicco, superficiale è chi parla o accenna al nucleare senza parlare delle scorie. sono deliranti tutte le esternazioni che si fanno sul nucleare sapendo che abbiamo già un problema di stoccaggio delle scorie prodotte prima dell’ 87 e senza favi il minimo cenno. lo sai che molte scorie che abbiamo temporaneamente ammollato ad altri paesi sono già tornate a casa e prima o poi dovranno tornarci tutte? dove le mettiamo? in un capannone ai castelli romani presidiato dall’esercito giorno e notte o le interriamo di nascosto in qualche nuova discarica?
    ma lo sai che nessun paese all’avanguardia per lo sviluppo sta aumentando gli investiamenti sul nucleare? lo sai che la produzione mondiale di energia da fonti rinnovabili ha superato quella nucleare?
    abbi almeno la compiacenza di dire cosa ne faresti tu delle scorie nucleari vecchie e nuove prima di lasciarti andare al giudizio di superficialità. superficiale è scaiola.. che vuoi che ne sappia o che glie ne freghi, chicco testa non lo ritengo un personaggio autorevole, basta leggere il suo cv, ma non è di lui che si parla.

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  12. Cicco
    Cicco
    Lunedì 2 Giugno 2008 ore 09:31 - Permalink al commento

    Un articoletto così superficiale, scritto esclusivamente per attaccare l’attuale Governo con le solite e ritrite banalità, senza alcuna argomentazione che le solite pronunce di sventure, non mi aspettavo venisse ripreso in questo luogo dove, ad onor del vero, le argomentazioni pro e contro sono più articolate e la politica viene tenuta fuori.
    Forse è sfuggito che Patrick Moore, uno dei fondatori e a lungo presidente di Greenpeace si è recentemente espresso a favore del nucleare, riconoscendo che è una valida soluzione sia per il fabbisogno di energia che per i gas serra.
    La stessa rivoluzione di pensiero a favore del nucleare l’ha fatta di recente Chicco Testa (PCI, PDS e varie presidente tra cui ENEL), uno dei principali attivisti e promotore del referendum del ‘87, che val la pena ripetere non è stato nucleare-si nucleare-no e che hanno partecipato non più del 40% della popolazione referendaria.

    Non avrei voluto, perchè non ritengo che qui ci sia uno scontro tra i pro e i contro il nucleare e se cominciamo a rimpallarci gli articoli non la finiamo più, ma tanto per pareggiare ecco qualcosa di meno ideologizzato:

    e siccome non sono a tutti i costi monotematico, ecco un’altra lettura:

    PS: scusate il fuori margine, ma non ho ancora capito come fare a linkare con una parola sola corrispondente.

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