Scajola come Bush: energie rinnovabili sì… ma solo a casa sua!
Dal blog petrolio.blogosfere.it:
Scajola come Bush: mentre il secondo fa guerre per il controllo del petrolio, e il primo propugna urbi et orbi l’assoluta necessità dell’energia nucleare, entrambi a casa loro si affidano zitti zitti alle energie rinnovabili.
Avevamo già esaminato il magnifico ranch di Bush a Crawford, sogno di ogni ambientalista. Adesso scopriamo che Scajola, nella sua casa di Imperia, scalda l’acqua coi pannelli termici e produce energia elettrica con un bell’impianto fotovoltaico. Non pago, va in Giappone per una riunione dei Ministri dell’Energia del G8 e si mette a fare shopping di rinnovabili: un’azienda giapponese presenta agli illustri ospiti nuove pale eoliche per famiglie e il Ministro si comporta proprio come piacerebbe fare a noi… non resiste e ne compra una.
Come si diceva per Bush, anche Scajola sa qualcosa che noi non sappiamo?
Ricordiamocelo, quando ci costruiranno la centrale nucleare o l’inceneritore sotto casa, o quando resteremo al buio per problemi di approvigionamento energetico: c’è chi avrà comunque energia pulita e gratuita, perché quello che sapeva non ce lo ha detto preferendo raccontarci un sacco di balle.
'Scajola come Bush: energie rinnovabili sì… ma solo a casa sua!' ha ricevuto 14 commenti:
(il più recente in testa)
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Giovedì 31 Luglio 2008 ore 09:56 - Permalink
L’insuperabile ministro all’inaugurazione della centrale a carbone a Civitavecchia:
“dopo qualche vita umana…abbiamo una modernissima centrale”
http://www.repubblica.it/2008/.....ajola.html
Se uno che considera le vite umane come un fatto accessorio per approntare gli impianti energetici, e che impianti (!), fa il ministro… c’e’ proprio da essere preoccupati…
Ma quante ne puo’ dire ancora di fesserie oltraggiose prima di tornarsene a casa?
Martedì 29 Luglio 2008 ore 16:47 - Permalink
Se Scajola vuole minimizzare sugli incidenti perchè non va a Tricastin e si fa riprendere da un tg mentre gironzola fra i reattori della centrale dove oggi c’e’ stato il terzo incidente in un mese?
Martedì 29 Luglio 2008 ore 09:57 - Permalink
Scajola sempre piu’ “indietro tutta”..
Andate su Apocalisse Italia a leggere questo post.
Credo che si possa lecitamente e seriamente avere paura di questo genere di politicanti..
Sabato 26 Luglio 2008 ore 22:16 - Permalink
La tentazione di buttarmi nella discussione è forte, ma resisterò. Il tempo gioca a mio favore, quindi lasciamo le cose come stanno per il momento.
In merito al referendum, vorrei solo suggerire a Mac di rileggersi i 3 quesiti di quello che da anni viene spacciato come un referendum contro il nucleare.
Per non sorprenderlo anticipo che non fu chiesto nucleare-si o nucleare-no; anche perchè un referendum del genere non sarebbe ammissibile.
I risultati di un referendum abrogativo possono essere aggirati dal giorno dopo; basta riproporre la stessa norma abrogata formulandola in modo leggermente diverso. E’ stato così per diversi esiti di referendum, dal finanziamento ai partiti alla riscossione delle quote di adesione al sindacato da parte del datore di lavoro.
A proposito, sono impaziente di ammirare il rifacimento della nostra via Adriatica. Apprendo che è stata pavimentata con porfido; chissà quanti sanno che è radioattivo, da 3 a 5 volte il livello normale dell’ambiente.
Venerdì 25 Luglio 2008 ore 14:52 - Permalink
Bellissimo, bellissimo articolo pescato sul web su “mondo elettrico”
Vi invito a leggerlo: http://mondoelettrico.blogspot.....re_09.html
Riporto solo parte dell’articolo un elenco di tutti gli incidenti di questi ultimi 10 anni.
“Marzo 1997 – Tokaimura (Giappone). Un incendio e un’esplosione nel reattore nucleare nell’impianto di ritrattamento nucleare di Tokaimura contamina almeno 35 operai.
Giugno 1997 – Arzamas (Russia). Un incidente nel centro ricerche di Arzamas porta i materiali radioattivi sull’orlo di una reazione a catena. Si sviluppa una nube radioattiva a seguito della quale muore il responsabile dell’esperimento.
Luglio 1997 – La Hague (Francia). Il comune di Amburgo denuncia presenza di radioattività nell’acqua scaricata nella Manica dall’impianto di trattamento francese di La Hague. La Francia smentisce, ma il presidente della Commissione di controllo si dimette.
Settembre 1997 – Urali (Russia). Sugli Urali si scontrano un trattore e un camion che trasporta isotopi radioattivi. Da due container fuoriesce liquido pericoloso contenente iridio 192 e cobalto 60. Nell’area la radioattività sviluppata è 25 volte superiore al limite consentito.
1 maggio 1998 – Catena delle Alpi. Le autorità di controllo francesi scoprono elevati livelli di contaminazione da cesio 137 sulle Alpi, causati dal passaggio di rottami ferrosi provenienti dall’Europa dell’Est.
30 settembre 1999 - Tokaimura (Giappone) (scala Ines 4). Un incidente in una fabbrica di combustibile nucleare attiva una reazione a catena incontrollata. Viene accertato che si tratta di un errore umano: due operai hanno trattato materiali radioattivi in contenitori non idonei. Tre persone muoiono all’istante, mentre altre 439, di cui 119 in modo grave, vengono esposte alle radiazioni. Vengono ricoverati in 600 ed evacuati 320mila abitanti della zona.
4 ottobre 1999 – Wolsong (Corea del Sud). Una fuoriuscita di acqua pesante durante lavori di manutenzione della Centrale di Wolsong causa l’esposizione alle radiazioni di 22 operai impiegati presso l’impianto.
5 ottobre 1999 – Centrale di Loviisa (Finlandia). Viene segnalata una perdita di idrogeno nell’impianto di Loviisa, sulla costa Finlandese. Secondo i tecnici della centrale c’è stato un pericolo di incendio e perdite. La situazione, secondo gli addetti, è rimasta comunque sotto controllo.
8 ottobre 1999 - Rokkasho (Giappone). Una piccola quantità di materiale radioattivo fuoriesce da un deposito di scorie a Rokkasho, nella prefettura giapponese di Aomori. Le radiazioni provengono da due fusti arrivati dalla centrale nucleare di Ekushima.
20 ottobre 1999 – Superphenix (Francia). Un incidente tecnico ritarda lo smantellamento del reattore a neutroni rapidi Superphenix di Creys-Malville (Isere), nel Sud-Ovest della Francia. Nell’operazione di scarico del reattore un inconveniente tecnico a una puleggia per l’estrazione delle cartucce di combustibile arresta la fase di scarico del materiale radioattivo.
18 novembre 1999 – Torness (Scozia) Un Tornado della Raf in esercitazione precipita in mare di fronte alla centrale nucleare di Torness in Scozia a meno di ottocento metri dall’impianto. Un grave incidente è sfiorato per un soffio.
13 dicembre 1999 – Zaporozhe (Ucraina). Il primo dei sei reattori nucleari della centrale ucraina di Zaporozhe viene fermato per il malfunzionamento dei uno dei segnalatori di eccessiva pressione.
5 gennaio 2000 – Blayais (Francia) (scala Ines 2). Una tempesta provoca un incidente alla centrale di Blayais, nella Gironda, dove due dei quattro reattori vengono fermati. L’acqua invade alcuni locali della centrale: danneggiati pompe e circuiti importanti.
27 gennaio 2000 – Giappone. Un incidente a una installazione per il riprocessamento dell’uranio in Giappone provoca livelli di radiazione 15 volte superiori alla norma in un raggio di circa 1,2 miglia. Funzionari locali segnalano che almeno 21 persone sono state esposte alle radiazioni.
15 febbraio 2000 – Indian Point (USA). Una piccola quantità di vapore radioattivo fuoriesce dal reattore Indian Point 2 vicino alla cittadina di Buchanan sul fiume Hudson, località a circa 70 chilometri da New York. La perdita di gas radioattivo costringe la società che gestisce l’impianto a chiudere la centrale e a dichiarare lo stato di allerta. La
perdita è di circa mezzo metro cubo di vapori radioattivi.
10 aprile 2003 – Paks (Ungheria) (scala Ines 3). L’unità numero 2 del sito nucleare di Paks (costituito da quattro reattori è l’unico in Ungheria a 115 chilometri da Budapest) subisce il surriscaldamento e la distruzione di trenta barre di combustibile altamente radioattive. Solo un complesso intervento di raffreddamento scongiura il pericolo di
un’esplosione nucleare, limitata ma incontrollata con gravi conseguenze per l’area intorno a Paks.
17 ottobre 2003 – Arcipelago de La Maddalena (Italia). Sfiorato incidente nucleare: il sottomarino americano Hartford s’incaglia nella Secca dei Monaci a poche miglia dalla base di La Maddalena dove solo l’abilità del comandante riesce a portare in porto il mezzo avariato. Il licenziamento di alcuni militari induce a pensare che il rischio corso non sia stato risibile.
9 agosto 2004 – Mihama (Giappone). Nel reattore numero 3 nell’impianto di Mihama, 350 chilometri a ovest di Tokyo, una falla provoca la fuoriuscita di vapore ad alta pressione che raggiunge i 270 gradi provoca quattro morti tra gli operai. Altri sette lavoratori vengono ricoverati in fin di vita. E’ l’incidente più tragico nella storia nucleare del Giappone. La centrale viene chiusa.
9 agosto 2004 – Shimane (Giappone). Scoppia un incendio nel settore di smaltimento delle scorie in una centrale nella prefettura di Shimane.
9 agosto 2004 – Ekushima-Daini (Giappone). L’impianto viene fermato per una perdita d’acqua dal generatore.
Aprile 2005 – Sellafield (Gran Bretagna). Viene denunciata la fuoriuscita di oltre 83mila litri di liquido radioattivo in 10 mesi a causa di una crepatura nelle condotte e di una serie di errori tecnici.
Maggio 2006 – Laboratori Enea di Casaccia (Italia). Fuoriuscita di plutonio, ammessa solo quattro mesi dopo, che ha contaminato sei persone addette allo smantellamento degli impianti.
Maggio 2006 – Mihama (Giappone). Ennesimo incidente con fuga di 400 litri di acqua radioattiva nella ex centrale nucleare di Mihama.
26 luglio 2006 – Oskarshamn (Svezia) (scala Ines 2). Corto circuito nell’impianto elettrico della centrale a 250 chilometri a sud di Stoccolma per cui due dei quattro generatori di riserva non sono stati in grado di accendersi. Vengono testate tutte le centrali nucleari del Paese e quella di Forsmark viene spenta.
7 ottobre 2006 – Kozlodui (Bulgaria). Viene intercettato un livello di radioattività venti volte superiore ai limiti consentiti e le verifiche portano a scoprire una falla in una tubazione ad alta pressione. La centrale, che sorge nei pressi del Danubio, scampa a una gravissima avaria. Secondo la stampa locale la direzione cerca di nascondere l’accaduto e di minimizzarlo nel rapporto all’Agenzia nazionale dell’Energia Atomica.
28 giugno 2007 – Kruemmel (Germania). Scoppia un incendio nella centrale nucleare di Krummel, nel nord della Germania vicino ad Amburgo. Le fiamme raggiungono la struttura che ospita il reattore e si rende necessario fermare l’attività dell’impianto. In pochi mesi si verificano avarie anche nelle centrali di Forsmark, Ringhals e Brunsbuttel.
Secondo il rapporto 2006 del ministero federale dell’Ambiente, l’impianto di Kruemmel è il più soggetto a piccoli incidenti tra le 17 centrali. Stando ai piani di uscita dal nucleare, fissati in una legge del 2002, il reattore dovrebbe essere spento al più tardi nel 2015.
16 luglio 2007 – Kashiwazaki (Giappone). La centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa, la più grande del mondo che fornisce elettricità a 20 milioni di abitanti, viene chiusa in seguito ai danneggiamenti provocati dal terremoto. L’Agenzia di controllo delle attività nucleari giapponesi ammette una serie di fughe radioattive dall’impianto, ma precisa che si tratta di iodio fuoriuscito dal una valvola di scarico. Il direttore generale dell’AIEA, Mohammed El Baradei, dice che il sisma: “è stato più forte di quello per cui la centrale era stata progettata”. Il terremoto provoca un grosso incendio in un trasformatore elettrico, la fuoriuscita di 1.200 litri di acqua radioattiva che si riversano nel Mar del Giappone e una cinquantina di altri incidenti. Si teme che la faglia sismica attiva passi proprio sotto la centrale. Ma il pericolo per la salute dell’uomo e per l’ambiente legato alla radioattività non è solo da imputare agli incidenti: non dobbiamo dimenticare infatti che tra il 1945 e il 1991 sono state effettuate 2.024 esplosioni sperimentali34, la maggior parte delle quali segrete. In tutti questi casi i primi a essere esposti sono i militari impegnati nelle operazioni, oltre naturalmente ai civili che, a loro insaputa, sono stati raggiunti delle radiazioni. Solo in anni recenti è stato possibile valutare, almeno in parte, l’entità delle emissioni radioattive dagli impianti militari e le conseguenze sanitarie sulle popolazioni. Se i primi a testare la tecnologia nucleare sono gli Stati Uniti (negli 1950 possedevano circa 370 testate atomiche contro le 5 dei sovietici), è pur vero che negli anni seguenti alla seconda guerra mondiale tutte le potenze nucleari effettuano esperimenti volti a realizzare armi più potenti e sofisticate e che sullo scenario internazionale si affacciano, oltre agli USA e all’URSS, altre potenze dotate delle potenti armi atomiche. Di sicuro sappiamo che in Kazakistan, tra il 1949 e il 1989, vengono effettuate 459 esplosioni nucleari per una potenza complessiva equivalente a 1.100 bombe come quella di Hiroshima. Negli Stati Uniti nell’ottobre 1994 una commissione d’inchiesta rivela esperimenti nucleari effettuati dal 1944 al 1974 su 23mila pazienti utilizzati come cavie. Dalla fine della Seconda Guerra mondiale le sperimentazioni sono continue e solo nel 1963, dopo ben 528 esplosioni nell’atmosfera, Stati Uniti, URSS e Gran Bretagna firmano il trattato per la parziale messa al bando dei test. Ma intanto la radioattività si è sparsa nell’atmosfera: i soli test nel deserto del Nevada tra il 1951 e il 1963 rilasciano 12 miliardi di curie, una radioattività equivalente a 148 volte quella provocata dalla catastrofe di Cernobyl. Ma già nel 1965, dopo soli due anni dalla firma del primo accordo di non proliferazione nucleare, apparati militari statunitensi testano la pericolosità dell’atomo producendo una nube radioattiva di bassa intensità che si espande sui cieli di Los Angeles, interessando un’area abitata da 15 milioni di persone. Gli esperimenti francesi ordinati dal presidente Jacques Chirac tra il settembre del 1995 e il gennaio 1996 a Mururoa, il piccolo atollo della Polinesia francese nel Pacifico, hanno mostrato all’opinione pubblica come le sperimentazioni in campo nucleare siano proseguite fino ad anni recenti.”
P.S. Vi faccio una domanda, il risultato di un referendum può essere disatteso?? Se si Dopo quanti anni???
Venerdì 25 Luglio 2008 ore 13:45 - Permalink
Non sei OT advocatus, basta leggere il titolo del post… possiamo parlare di energia e di chi, ora anche in quest’ambito, continua a dare il meglio di se…
Venerdì 25 Luglio 2008 ore 13:29 - Permalink
http://www.repubblica.it/onlin.....corta.html
http://www.censurati.it/index.php?q=node/221
All’apparenza potrei sembrare fuori tema. Tuttavia non è così. Voglio solo dimostrare che se Scajola dice che posiamo star tranquilli il nucleare è sicuro, probabimente è vero il contrario…..
PS=Piccolo fuori tema: ma perchè in politica chi sbaglia non paga??
Venerdì 25 Luglio 2008 ore 13:21 - Permalink
Infatti Luca….disse pure che non vi erano responsabilità di nessun appartenente alle forze sell’ordine, che non vi erano agenti segreti a Genova, che nella Scuola Diaz si erano rifugiati dei terroristi….disse tante cose che sono ora smentite dalla magistratura (ah già ma la magistratura è di parte ed ha il solo scopo di fare dispetti a Silvietto….). Se non ricordo male si dimise, ma non per la vicenda G8…..cosa aveva combinato???
Giovedì 24 Luglio 2008 ore 18:22 - Permalink
Stamattina ho acceso la T.V. e da un canale di Berlusconi ho appreso dell’incidente al reattore francese.Ho capito che e’ una cosa seria quando ha parlato dei 91 contaminati presumibilmente da radiazioni .Per parlarne Mediaset e’ proprio che non se ne poteva fare a meno di tacierne …l’esistenza.E’ torniamo ogni volta alla stessa canzone tipo…”Si ma stanno bene” oppure “Non e’ nulla” o “E’ tutto sotto controllo”.E’ come al solito “Che schifo!” Allora se non c’e’ un impegno serio di tutti i paesi piu’ avanzati sul discorso energie rinnovabili,qui non ne usciremo mai e poi mai.E’ purtroppo con la crescita esponenziale della Cina e dell’India le centrali atomiche dovranno per forza essere edificate,perche’ tra 5 anni il petrolio arrivera a 300,00 dollari il barile .Questi qui gia’ lo sanno e si stanno attrezzando alla meno peggio per non avere deficit di energia.L’uranio naturalmente andra’ alle stelle per l’enorme richiesta che ci sar’.Come conseguenza torneranno ad essere convenienti carbone e petrolio molto sporco tipo quello che abbiamo a S.Vito e a Punta d’Erce e chissa’ quante altre porcherie penseranno.ma perche’ non investono su energie pulite? Ma semplice sono illimitate e il prezzo sarebbe sempre basso,non conviene.Immagginiamo che tutti noi ci autoproduciamo energia dal sole e dal vento ,sarebbe un disastro per tutte le multinazionali del petrolio e degli energetici.Non e’ applicabile perche’ poi ci sarebbe anche un crollo delle entrate fiscali derivanti dall’utilizzo dell’energia.Ci sarebbe un crollo del P.I.L. e con conseguenti tagli al personale.L’energia pulita deve artificiosamente costare troppo per poter essere sfruttata.Non si deve fare e se si fa e’ uno specchietto per le allodole.In qualche laboratorio hanno in mano la soluzione,ma …sarebbe la rovina finanziaria di milioni di piccoli investitori.E allora il piu’ antieconomico e il piu’ pericoloso della lista vediamo un po’ qual’e'…l’Atomo.E allora forza a costruire le centrali atomiche “pulite” .Ma va la’ …pulite. Saludos
Giovedì 24 Luglio 2008 ore 17:29 - Permalink
E ti pareva che non sarebbero “corsi” a minimizzare gli incidenti francesi?
http://www.repubblica.it/2008/.....ancia.html
Sapete che la Francia tento’ di minimizzare le preoccupazioni anche a seguito delle fughe radioattive di Chernobyl dicendo che la “loro area” non aveva subito alcuna contaminazione?
Ma dico io, mentre si fanno le leggi ad personam o meglio sarebbe dire “ad culum”, pensano davvero di avere ancora un briciolo di credito?
Ma cosa pensa di poter dire in modo autorevole un personaggio come scajola parlando di incidenti “troppo enfatizzati dalla stampa” oppure di “grande attenzione del governo alla sicurezza delle centrali che costruiranno e che queste saranno sempre piu’ efficienti”?
A uno che ha detto testualmente (per i fatti del G8 di Genova) “fui costretto a dare l’ordine di sparare…” non affiderei nemmeno il mio sacchetto dell’immondizia, prima di buttarlo nel bidone.
Che tristezza.
Giovedì 24 Luglio 2008 ore 13:51 - Permalink
Scajola…..Ministro del Interni nel luglio 2001, durante il G8 di Genova….
Giovedì 24 Luglio 2008 ore 13:41 - Permalink
Alò gna va? Per mò qui non ci stanno fughe radioattive, altrove si…..
Il ministro pare fottersene alla grande el rferendum e dei numerosi incidenti.
http://www.repubblica.it/2008/.....ancia.html
Al posto di dire scemenze dovrebbero investire sulle rinnovabili e non su petrolio.
Giovedì 19 Giugno 2008 ore 19:26 - Permalink
Davide gli italiani hanno già deciso col referendum che il nucleare non lo vogliono, ma per scajola questo è un dettaglio.
Sembra che gli esiti referendari abbiano una scadenza, chissà forse è cosi’ ma non lo sappiamo… magari i nostri governanti si sono votati anche questo l’altra sera in senato mentre gli italiani sono tutti presi dalle partite della nazionale..
Mercoledì 18 Giugno 2008 ore 23:32 - Permalink
Il nucleare come unica ancora di salvezza per l’Italia e’ una vera presa per i fondelli.Dicono che siamo l’unico paese dove non ci sono centrali atomiche,ma l’atomo e’ una fonte di malattie che per l’alto valore turistico dell’Italia bisogna combattere.Saludos