Come si viveva e cosa accadeva nella Vasto Anni ‘70?
Leggendo alcune battute scambiate tra Giancarlo Spadaccini e Massimo Desiati mi è venuta voglia di saperne di più sulla Vasto anni ‘70. Come si viveva all’epoca?? Cosa si pensava delle contestazioni giovanili? Quali movimenti erano presenti su territorio??
I protagonisti vastesi dell’epoca che fine hanno fatto? Ci sono stati degli episodi violenti?? Il PC vastese era influente oppure era surclassato totalmente dalla DC e la Destra?? Insomma mi piacerebbe saperne di più sulla storia recente della città. Il referendum sull’aborto, sul divorzio ecc.
Es. Chi sono i primi divorziati vastesi???
Cicco ovviamnete conto anche su di te. Chiaritemi le idee se potete e avete voglia e tempo.
'Come si viveva e cosa accadeva nella Vasto Anni ‘70?' ha ricevuto 58 commenti:
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lunedì 25 gennaio 2010 ore 07:27 - Permalink al commento
Ferdinando Corsica, che faceva parte della band Altar… ti ricordi di me?
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Anna Di Giacomo
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venerdì 5 febbraio 2010 ore 22:45 - Permalink al commento »
anna,non ho capito, se devo ricordarmi di te ,oppure di corsica.ero in classe all ìtis di vasto con un corsica di monteodorisio,purtroppo musicalmente non ho avuto la possibilità di apprezzarlo.Se suonava le canzoni dei cream,doors,carlos santana,jimmi hendrix,era un grande.saluti adriano
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martedì 16 febbraio 2010 ore 08:12 - Permalink al commento »
Adriano, Grazie per la vostra risposta! Finalmente qualcuno, da qualche parte ha risposto. Ferdinando Corsica e un vecchio amico.
Rispondi!
Anna Di Giacomo
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martedì 16 febbraio 2010 ore 16:50 - Permalink al commento »
RIcordo, due fratelli di Monteodorisio,di nome Corsica,uno dei due,quello di maggiore età era un buon calciatore,non so quale dei due facesse parte del “complesso”immagino il minore dei due,ripeto, mi dispiace non aver avuto la possibilità di apprezzarlo.Anna ti saluto ciao adriano
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giovedì 18 febbraio 2010 ore 11:16 - Permalink al commento »
La ringrazio per la risposta. Suo fratello era un giocatore di calcio. Ti ricordi il suo nome?
Anna Di Giacomo
Canada
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giovedì 18 febbraio 2010 ore 11:57 - Permalink al commento »
Carissima Anna,mi sembra che uno si chiamasse Fernando, un altro Nicola,ma non ne sono certo.Ci sono tedeschi amici miei, che per liberarsi dallo stress, vanno a vivere a nord del Canada,ieri ho visto un bellissimo documentario in telavisione,se il richiamo di Carpineto non fosse così forte andrei io pure a vivere nei Rocky mounts.ciao anna,stai bene adriano
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sabato 20 febbraio 2010 ore 10:08 - Permalink al commento »
Adriano, Ferdinando e un vecchio amico. Un fratello e stato un giocatore di calcio e un altro fratello Luciano suonava la batteria nella band Altar.Voglio solo dire ciao a lui.
Ad una certa eta ci guardiamo indietro alla nostra gioventu.
Anna
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domenica 21 febbraio 2010 ore 06:27 - Permalink al commento »
Anna,Fernando sicuramente leggerà dite e si ricorderà, gli farà molto piacere.saluti a presto
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domenica 21 febbraio 2010 ore 07:25 - Permalink al commento »
Adriano,
Tu credi? So che Ferdinando abita a Vasto. Molte persone in Italia mi hanno detto quando lo vedono diranno ciao da me ma nessuno ha detto ciao da me. Ad una certa eta si pensa che avrebbe potuto essere.
Grazie Mille Adriano.
Anna
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domenica 21 febbraio 2010 ore 14:36 - Permalink al commento »
Anna, il tuo amore profondo,per Fernando dopo tanti anni è fantastico,sei una vera figlia dei fiori,ho una strana sensazione,mica ai tampi della flauer power,ci sismo conosciuti? Ciao ti auguro tanto amore adriano.
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lunedì 22 febbraio 2010 ore 06:23 - Permalink al commento »
Adriano, Ci sismo conosciuti? Non so che cosa significa.
Anna
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lunedì 22 febbraio 2010 ore 07:33 - Permalink al commento »
Anna, è sbagliato,vuol dire,ci siamo conosciuti.Ciao adriano
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martedì 23 febbraio 2010 ore 09:14 - Permalink al commento »
Adriano, Non so!
Sbagliato… ma non sarebbe giusto chiamare.
Anna
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lunedì 22 febbraio 2010 ore 07:02 - Permalink al commento »
Adriano, L’indirizzo e numero di telefono di Ferdinando e pubblicato nella rubrica telefonica di Vasto… ma non sarebbe giuto chiamare.
Ciao.
Anna
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domenica 28 febbraio 2010 ore 08:01 - Permalink al commento »
@adriano bologna, Vuoi sapere se ti conosco? Forse? Spero che Ferdinando vede questo sito.
Anche se gli anni passano gli amici rimangono nella nostra vita in qualche modo.
Io sono su facebook.
Rispondi!
Anna
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lunedì 31 maggio 2010 ore 09:42 - Permalink al commento »
@adriano bologna, Adriano, Recentemente ho trovato molti dei suoi (Ferdinando) parenti, navigare sul web… ho inviato messaggi.
Anna
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venerdì 6 agosto 2010 ore 12:42 - Permalink al commento »
@bologna adriano,
ciao Adriano, sono Giuseppe Corsica, figlio di Ferdinando.
Per caso sono finito in questo sito e con enorme piacere scopro che ancora si parla dei mitici ALTAR e di mio padre.
Ti confermo, però, che mio padre è l’ottimo calciatore di cui parlate, ma a suonare la batteria negli ALTAR era mio zio Luciano Corsica, fratello minore di Ferdinando.
Entrambi stanno bene, mio padre vive a Vasto, mio zio a Termoli.
la mia mail è gcorsica@inwind.it
Ciao e a presto
Giuseppe
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lunedì 16 agosto 2010 ore 07:26 - Permalink al commento »
@GIUSEPPE CORSICA, Piacere di sentire da voi. Ti ho visto molti anni fa.
Anna
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lunedì 16 agosto 2010 ore 07:28 - Permalink al commento »
@Anna Di Giacomo, Canada
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lunedì 16 agosto 2010 ore 22:51 - Permalink al commento »
@GIUSEPPE CORSICA, Mi fa tanto piacere che tu parli di tuo padre ,con suoi amici di un tempo, molto lontano,sei una eccezione,visto che io sono padre di 12 figli ,ma nessuno di questi parla del mio glorioso passato calcistico,con altri.Se tuo padre si ciama Fernando ed usava il piede sinistro,penso sia quello giusto.Tuo zio Luciano era nella mia classe penso,ma di carattere un pò diverso da tuo padre,un pò meno gogliardico.Da tanti saluti a tuo padre da parte mia,ti ringrazio e ti saluto.adriano
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domenica 7 febbraio 2010 ore 16:01 - Permalink al commento »
non contare su cicco…
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martedì 16 febbraio 2010 ore 08:18 - Permalink al commento »
perche?
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martedì 17 novembre 2009 ore 13:37 - Permalink al commento
Lino
Non c’è una generazione più bella delle altre. Ognuna ha la sua storia e ognuna è attrice del proprio tempo.
Uscire di casa dopo cena, per noi, era quasi improponibile e quando ci siamo riusciti (soprattutto le nestre amiche) ci siamo creduti liberi.
Oggi la verità, le mode, gli interessi li fanno i media. Se per vedere un programma che parli di sociale, di ambiente, di problemi devi andartelo a cercare su internet…cosa ti aspetti dai nosri figli? Loro vanno al bar e parlano di Amici, X Factor, delle veline, ecc.. Ma non sono colpevoli, al contrario sono i danneggiati.
Concordo, poi, coi ricordi di VASTOCK… fu un’eperienza di grande risalto, politico, sociale e turistico….ma a chi interserebbe oggi?
Tra le altre cose c’era una musica che appoggiava i movimenti giovanili. Oggi non ci sono più neanche i cantautori. Noi non ascoltavamo Sanremo, ci faceva quasi schifo. Adesso la storia è andata avanti e non dobbiamo nemmeno lamentarcene…però possiamo ancora leggerci qualche libro o comprare un CD qualificato, o magari spegnere il televisore in più di un’occasione al giorno. AH CHE BELLO!
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martedì 17 novembre 2009 ore 13:22 - Permalink al commento
Tutto vero, non fa una piega. I ricodi però vengono adottati in base al tempo che passa. Ognuno di noi ha vissuto esperienze diverse e siamo pronti a giurare che le cose siano andate così come le ricordiamo noi e non come le ricordano gli altri….in verità hanno ragione entrambi.
Per esempio, ricordo che un anno mi hanno fatto cantare alla festa dell’AVANTI (Piazza De Popolo) e con me suonavamo Massimo Desiati, Lello Pracilio e Fernando Artese…quindi si poteva fare di tutto perché quello stesso anno abbiamo suonato a Casalbordino all’innaugurazione della Villa Comunle e durante la serata sono venuti a richiederci l’Inno di Mameli.
Hai ragione quando parli del Lavinia 21 e del Paradise Club, al quale eri molto legato. Lì ci furono anche concerti importanti. Ricordo quelli nei quali suonai anche io: Peppino di Capri, Claudio Rocchi, ma anche una sera coi Brutos e poi le feste delle scuole tutte le settimane. Ci sono anche alcuni libri editi da CANNARSA EDITORE, molto belli, con le storie dei gruppi e le foto, c’è molto materiale da guardare.
Una conferenza non è per me…esattamente potrei parteciparvi ma dovrebbe essere organizzata da “musicisti” di un certo spessore…e a Vasto ce ne sono tanti.
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martedì 17 novembre 2009 ore 11:39 - Permalink al commento
Fate un giro su questo sito, ci sono delle foto spettacolari (tutte di vasto e dintorni) e si parla della scena musicale vastese della fine degli anni sessanta, compresi i “5 di stasera”.
Nella foto degli ALTAR, mi sembra di riconoscere qualcuno, se Mc Adams avesse voglia di commentarle…
Monteodorisio 1973
[http://www.imago.rimini.unibo.it/percorsi/percorso_7/musica_motori/img/13811.htm]
Una conferenza documentata sarebbe molto interessante ma è bello leggere anche poche righe improvvisate scritte di getto.
Su quel sito sfogliate anche le altre pagine ci sono altre foto….che spettacolo.
L’archeologia si puo’ trattare altrove, negli anni70 va riconosciuto un ruolo di prim’ordine alla musica ed eventualmente alla coscienza politica. Nostalgici o meno, mi sembra un tema molto interessante.
Peccato per il trentennale mancato di Wastock.
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martedì 17 novembre 2009 ore 17:44 - Permalink al commento »
si può sempre pensare al “trentunennale”, magari a Punta d’Erce.
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martedì 17 novembre 2009 ore 10:50 - Permalink al commento
Io vorrei avere foto de “La pinetina”.
Cmq Francè metti da parte ogni nostalgia, ricorda a te stesso di essere un archeologo e rimboccati le maniche!!!
Non hai letto cosa scrivono Adriano e Mrio Franco?? Se ce le hai ti dovrebbero pure girare…
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domenica 15 novembre 2009 ore 16:19 - Permalink al commento
Ringrazio Iddio, per avermi fatto vivere a Vasto dal 1966 al 1972,prima che il vento del nord mi portasse via con se.A 20 anni tutti ricordano, il proprio periodo come non plus ultra, ma Vasto degli anni Settanta è stato,ed egoisticamente dico,non tornerà mai più.Così penso,qualsiasi cosa succeda,io ho vissuto Vasto, anni 70,quindi dalla vita ho avuto il massimo.Le ragazze erano dolci, come il nettare sapevano parlare d` amore e portavano le minigonne.”I CINQUE DI STASERA” suonavano il Rock dolce dei Cream e dei Beatles,e i balletti rosa dominavano tra i sacrilegi.Via ciccarone era il punto di partenza per gli amori vietati,e Piazza Rossetti,il posto della tratta. Le ragazze erano ancora intelligente ,ma soprattutto romantiche e persino gli scogli a quei tempi sapevano parlare d` amore.Le cascine abbandonate attorno a Vasto, dalle famiglie emigrate in America ,divenivano nostro patrimonio e gli appuntamenti in questi posti avevano una atmosfera naturale fantastica e a suo tempo surreale.La prima discoteca d` Abruzzo si chiamò “LAVINIA 21″ era al Belvedere della lama e il “PRO VASTO” con i miei amici e Giovannone Di Paolo,ammazzava tutti di Goal.D`estate facevamop a gara presso la ciucculella a chi più Francesine agganciava e a sera tra i numerosi appuntamenti,si sceglieva il più vicino al cielo.I Vastesi erano gente semplice e gente di mare,ma soprattutto avevano ancora le palle.Torno spesso a Vasto,vivo all` estaro di Vasto anni 70 è rimasto solo il palazzo degli Avalos.continua………..
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lunedì 16 novembre 2009 ore 19:30 - Permalink al commento »
Carissimo, a parte che gli anni settanta cominciarono nel settantatre e tu non c’eri più, il Lavinia 21 non era la prima discoteca perche al Lavinia 21 suonavano i gruppi. La prima discoteca fu il Paradise. Il Lavinia 21 fu la risposta invernale ai dancing della marina: Mimì, La Ciucculella, La Pinetina e la Lucciola. Comunque la tua nostalgia mi piace. Ti assicuro poi, che qualche Vastarolo, ha ancora le palle, non quelle dei “clic-clac”. Ciao
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lunedì 16 novembre 2009 ore 20:50 - Permalink al commento »
Carissimo a parte il fatto che nel settantatre Vasto già non era più dei “Vastaroli”perchè era già a S.Salvo iniziata la industrializzazione e quindi l`alto vastese incominciò a trasferirsi a Vasto,le discoteche del periodo estivo,non le considero tali,perchè per discoteca intendo un altro tipo di locale,esempio (lavinia 21).Il Lavinia 21 ha avuto due sedi,tu conosci forse la seconda sede,quella del periodo già decadentista.Se tu ricordi Vasto di quel periodo ti sarei grato,se potresti parlarmi di un gruppo”I Cinque Di Stasera” di cui vorrei sapere molto di più,sono disposto a “pagare” per avere una foto originale.Ho grandi ricordi legati a quel gruppo e uno dei ricordi più belli in assoluto legato al Lavinia 21 che fu a livello nazionale una delle prime discoteche già negli anni sessanta.Ti posso assicurare(non offenderti,nonè mia intenzione) che i Vastesi degli anni fine sessanta avevano un altro tipo di palle a livello qualitativo.Ho forti rapporti commerciali con imprenditori di Vasto e posso assicurarti che viviamo in un altro mondo,mi risparmio esempi.Se poi esiste dei “CINQUE DI STASERA” un 45 giri sono disposto a pagare qualsiasi somma.Ciao Adriano
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martedì 17 novembre 2009 ore 10:12 - Permalink al commento »
non so come farti avere il materiale, non solo fotografico sui 5 di stasera, ma ne esiste a iosa. Basta contattare il Centro studi Rossettiani dove puoi trovare il Professor Gianni Oliva , leader della gloriosa band vastese. Per il resto io, intendo per discoteca un luogo dove si balla con i dischi. Al Lavinia, che io conosco molto bene poichè il proprietario è mio parente, (la mia seconda figlia, si chiama lavinia, ho abitato negli anni settanta a Roma in via Lavinio, avevo negli anni settanta la ragazza a urbino, patria di Lavinia Feltria della Rovere, moglie di un d’Avalos, che abitò proprio il palazzetto “Nibbio”, sede del locale) si esibivano i gruppi. Per quanto riguarda le palle che dici tu posso concordare. Ciao
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martedì 5 agosto 2008 ore 19:40 - Permalink al commento
Giancarlo ci ha inviato queste due canzoni e lo ringraziamo per averle volute condividere.
Il Mito Americano
Il Canto dell’Acqua
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lunedì 28 luglio 2008 ore 19:45 - Permalink al commento
Certamente Mac.
Giancarlo, ti ho appena inviato un’email.
[Rispondi]
lunedì 28 luglio 2008 ore 18:54 - Permalink al commento
Grazie Giancarlo!! Per la canzone credo si possa mettere in rete sul sito???!!!!
Admin, si può fa stà cosa?
[Rispondi]
lunedì 28 luglio 2008 ore 17:18 - Permalink al commento
MAC.
Scusami ho scordato il mito americano. C’era chi lo inseguiva e osannava e chi già aveva capito dove ci avrebbe portati. Io ci ho scritto una canzone che si chiama appunto “Il mito americano” sta nel mio primo Cd se mi dite come posso fare magari ve ne mando una copia…gratuitamente…ciao
[Rispondi]
lunedì 28 luglio 2008 ore 17:15 - Permalink al commento
MAC.
Potrei raccontare e scrivere un libro…ma sarebbero ricordi miei. Magari aggiustati dal tempo che è passato. Intanto vorrei che immaginassi un tempo senza mediaset. La televisione era limitata al 1° e 2° canale. C’erano solo due telegiornali al giorno e quindi le notizie erano scarse e molto controllate dalla censura.
Il Vietnam è un po’ precedente ai miei ricordi da ragazzo (durante la guerra facevo le elementari).
Vasto ha vissuto i grandi cambiamenti proprio a cavallo delle prime “radio libere”. Per lo più erano persone che nel soffitto di casa si organizzarono con pochi mezzi e iniziarono con la musica dei cantautori che in quel periodo faceva già notizia. Non ci furono sconvolgimenti durante il caso Moro. Vivevamo nell’attesa dei telegiornali. Non era stato percepito il complotto e, in quel periodo, noi soffrivamo ogni volta che qualche fatto di sangue veniva attibuito alle BR perché, in generale, le abbinavano ai comunisti. facevamo “la guerra” con quelli di destra per scaricare su di loro le responsabilità delle stragi e quando veniva fuori la verità, potevamo almeno dire “io lo sapevo”. Certo che, al contrario di oggi nessuno si vergognava di dire di esssere comunista, anzi quando avevamo a che fare con ragazzi di destra (i fascisti) non temevamo nessun confronto. Però ti posso assicurare che tra quelli di sinistra e quelli di destra ne ho trovate di T.d.C. che tutto facevano meno che pensare. Ci tiravamo addosso accuse e parolacce però finiva lì. Io ho avuto molti amici nell’uno e nell’altro schieramento e se erano amici non c’era politica che teneva.
la DC merita un discorso a parte. Era un animale politico talmente grande che riusciva a contenere al suo interno destre, sinistre, servizi deviati, clericali, anticlericali, credenti, laici, ladri e brave persone. Cosa posso dirti. A Vasto la DC aveva il 60% dei consensi, cosa volevi discutere!
Sono stati anni nei quali la polica vastese non ha lavorato male. Non scordare che il quartiere 167 è nato in quegli anni e che anche oggi, nella nuova edilizia, non ci sono zone così pensate bene, larghe, con giardini, strade e servizi. Potrei dirti anche che nel suo massimo splendore la DC di Vasto giocava con noi perché non avevamo nessuna possibilità di metterla in dubbio. Sai ci sono stati grandi personaggi dentro quel partito a Vasto. Facevano politica arrivando da famiglie e lavori importanti. La verità è che spesso io li ho rimpianti! Naturalmente ho rimpianto quelli che io chiamo “brave persone” e ce n’erano molte.
La guerriglia nelle strade, le sparatorie, le liti (da Milano a Torino a Roma) sono state solo percepite appena un poco.
Le radio libere si occupavano di musica e di pubblicità locale. Le TV sarebbero arrivate dopo qualche anno e la RAI ci faceva vedere e ci diceva quello che voleva.
Finisco qui perché altrimenti ti rimbecillisco. Mi piacerebbe sentire cosa ricordano e come la pensano i miei coetanei.
Giancarlo Spadaccini
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lunedì 16 novembre 2009 ore 19:45 - Permalink al commento »
caro Giancarlo, inizio col dire che dopo l’oratorio ti ho incontrato poche volte, spesso a ballare o quando (qualche volta) suonavi. Dimentichi gli scioperi studenteschi che portarono il Sindaco Notaro, un sindaco con le palle, a vacillare. I trasporti scolastici, ricordi? Le radio libere sono nate alla fine degli anni Settanta, le ronde notturne dei gruppi politici i fascisti col pulmino W. giallo i compagni a piedi, te li ricordi? gli scioperi al … Paradise, te li ricordi? Quando rapirono moro sceso dalla corriera di Di Fonzo, mi hanno rimproverato perchè portavo un fazzoletto rosso al collo, non leggevano la scritta “Coca Cola” su di questo. La 167 ha ucciso il centro storico che adesso difendiamo tanto (ma questa è un’altra storia). E Wastok dove lo mettiamo? Vedi Giancarlo, è facile rimbecillira la gente con i ricordi. questi andrebbero ordinati. Come si fa a parlare degli anni settanta a Vasto in poche righe improvvisate. Organizza una conferenza.
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lunedì 28 luglio 2008 ore 14:33 - Permalink al commento
Sono d’accordo Giancarlo, ma mi potreste dire qualcosa di più??
Quello che non riesco ad immaginare sono le dimensioni degli avvenimenti vastesi e le rezioni vastesi agli avvenimenti di quegl’anni. Ad esempio l’attentato a Moro, come è stato vissuto?? La morte di Berlinguer? Il Vietnam?
Immagino che Vasto fosse più piccola di oggi quindi voi giovani vi conoscevate tutti fra di voi?? C’è stata qualche radio indipendente?? E giornali?? Badate è pura curiosità per capire un po i cambiamenti vastesi di quegli anni…..
La DC, ad esempio, come era vista dai giovani??? Immagino che sia sx che dx vedessero la chiesa e la DC con diffidenza…….
E poi il mito americano era più o meno vivo di oggi??? La musica??
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lunedì 28 luglio 2008 ore 09:59 - Permalink al commento
Voglio partecipare alla discussione dicemdomi molto d’accordo con Lino. 52 anni ce li ho anch’io e più o meno con lui ho condiviso gli stessi periodi storici e politici.
Conosco ancora tante persone della nostra generazione che sono impegnati anima e corpo nel sociale o nella passione politica. La verità è che negli anni ‘70 molti di noi venivano dalle esperienze dell’oratorio e l’impegno politico e sociale si viveva come un “obbligo” alla nostra gioventù. Come una causa da abbracciare per dare un contributo alla società. Non è vero che si sono messi tutti la cravatta. Potrei fare decine di nomi ma non sarebbe giusto. I circoli attivi della politica erano tanti e partecipare non significava essenzialmente aspettare le elezioni per avere in cambio qualcosa. Sia da destra che da sinistra c’era un movimento (qualche volta anche violento) che si sfidava in piazza. Oggi i ragazzi si avvicinano alla politica perché hanno capito che è il più bel mestiere del mondo. Se fai le “giovanili” resti nel gruppo altrimenti ti staccano e non è la politica che ti riporta avanti ma il partito. Cosa ci aspettiamo dai nostri figli?
Io ho vissuto gli anni 70 con tranquillità e posso dire, con fierezza, che non ho mai allungato una mano e che sono riuscito a staccarmi dalle ideologie per preferire le persone.
Oggi qualcuno ha la cravatta, molti altri no, ma dietro la cravatta cosa vuoi nasconderci. Un vaso cinese di enestimabile valore può contenere vino schifoso e così al contrario, il vino buono lo puoi tenere anche dentro una brocca di terra cotta.
A proposito, sembra incredibile ma in quel periodo (o poco dopo) ci siamo dovuti scagliare contro tutti i benpensanti, la Chiesa, i bigotti, solo per avere il diritto di divorziare…..e pensate che la chiesa non l’ha ancora mandata giù. Tra le altre cose io sono uno di quelli che insiste sul fatto che la chiesa fa il suo mestiere inserendosi nei dibattiti politici e sociali. Ne hanno tutto il diritto.
Giancarlo Spadaccini
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domenica 27 luglio 2008 ore 13:44 - Permalink al commento
Allora a dire il vero in questo post mi interessava sapere della VAsto anni 70. Ai soliti confronti tra oggi e ieri vi rispondo nell’altro articolo.
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sabato 26 luglio 2008 ore 15:31 - Permalink al commento
Grande Luca!!
Aggiungo che oggi si studia meno. Il diploma e la laurea te li buttano dietro!!!!
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sabato 26 luglio 2008 ore 15:05 - Permalink al commento
Paolo, un tempo conoscevo un giovane, preparatissimo ed entusiasta archeologo vastese che voleva tutelare, far conoscere e valorizzare il patrimonio storico ed artistico della nostra città. Tu lo conosci?? Se lo conosci vedi se può fare qualcosa per Punta Penna e Punta Aderci…
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lunedì 16 novembre 2009 ore 17:10 - Permalink al commento »
Paolo che dici, l’archeologo è ancora troppo occupato???
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sabato 26 luglio 2008 ore 11:37 - Permalink al commento
Mac non confondere le ideologie con i partiti o pensare solo alle ideologie politiche. E comunque anche quelle sono state e saranno sempre importanti.
Personalemnte penso che la ricchezza culturale ed ideologica nei giovani è andata nel corso degli anni a calare miseramente e vistosamente, oggi, come diceva advocatus, i cervelli (soprattutto dei giovani) vengono lavati e trattati dai media fino allo svuotamento completo. Una volta a scuola si discuteva anche di problemi sociali, c’era una sensibilità verso la politica e verso le istituzioni, oggi mi piacerebbe sapere di cosa si discute nelle assemblee di istituto, ammesso che esistano ancora.
Il fatto che il rigetto verso l’attuale politica abbia determinato alcuni sfoghi di massa, vedi Grillo, non vuol dire che c’e’ sensibilità, semplicemente che di fronte alle aberrazioni che il mondo politico offre oggi, esiste una moltitudine di esseri umani che vuole esprimere il rifiuto, è un fatto normale e secondo me poco rilevante ai fini della discussione sulle idee o sulle ideologie o sulla ricchezza culturale, la prova è che nonostante questi movimenti non è cambiato un bel niente, si è fatto tanto rumore per nulla, a molti è stata fatta passare la voglia di esprimere il voto e come era prevedibile, le aberrazioni sono diventate piu’ marcate…
Il lavoro e lo studio ci sono sempre stati, non è che oggi si studia di piu’, stiamo parlando di chi decenni fa ha inciso sulle sorti del paese e di certo non erano analfabeti o lavoratori con la terza media.
L’unica vera differenza rispetto al passato è che la nostra oggi è una societa’ tele-mediatica che, da una parte, viene piu’ facilmente di un tempo plasmata e condizionata da chi esercita il vero potere, quello mediatico, che arriva ad inculcare nelle teste della gente anche un mondo che non esiste, e, dall’altra, fortunatamente (la parte positiva) si avvale degli strumenti telematici per arricchirsi mutuamente, scambiare velocemente informazioni, costruire legami sociali, comunicare, interagire e contribuire vicendevolmente alla costruzione di risultati e al perseguimento di obiettivi. Il problema è che non tutti sono interessati al social networking, per gli stessi motivi per cui si preferisce un aperitivo con chiacchiere frivole ad una conferenza ambientalista, e cosa ancor piu’ rilevante, un bel pezzo della nostra società è ancora tagliato fuori dagli strumenti interattivi e questo, i manovratori-autori della sceneggiatura teatrale che va in onda tutti i giorni sui telegiornali, lo sanno bene.
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venerdì 25 luglio 2008 ore 20:25 - Permalink al commento
tutte scuse Mac… i giovani hanno sempre avuto da fare !!! se le associazioni esistenti sono asservite alla casta…. non c’è problema !!!! se ne può fare una, cento, mille nuove (abbiamo una legge perfetta a livello mondiale) frutto del lavoro di alcune associazioni storiche tipo L’arci che non hanno pensato solo a se stessi ma hanno fatto pressione sui vari governi per una legislazione a disposizione di chiunque proprio perchè si ritiene che attraverso l’associanismo l’espressione giovanile sia più libera e meno imbavagliata…. e comunque io rimango dell’idea che senza ideologia non si va da nessuna parte…. ne sono stato sempre convinto … ma dopo aver visitato qualche anno fa i zapatisti di marcos in chapas (messico) mi sono convinto ancora di più…. per quanto riguarda le competenze esse derivano da studio, passioni e interesse e ti garantisco che nel passato non sono affatto mancate… visto che si è riusciti a bloccare il nucleare, ad abbolire i manicomi, ad ottenere il divorzio e l’aborto in un italia che era clericale e benpensante ai massimi livelli …. dove potevi sostenere lo scontro solo se in possesso di grande competenza e passione…. ancora un saluto lino…
[Rispondi]
venerdì 25 luglio 2008 ore 20:06 - Permalink al commento
A mio modo di vedere le ideologie sono sempre negative…..
Le idee sono un altra cosa!!!
Sulla militanza sono d’accordo con Lino, ma i motivi sono tanti. Oggi anche i giovani sono immersi nel lavoro e nello studio e quindi è più difficile trovare del tempo. L’abbandano della militanza è dovuto in parte a questo in parte alla mancanza di associazioni non asservite alla “casta” dove poter esprimersi liberamente senza rischiare il lavaggio del cervello.
Io spero e credo che le nuove generazioni abbiano finalmente capito che per fare della politica, per discutere di alcuni argomenti ci vogliano le competenze. In passato non è sempre stato cosi.
P.S. Sottolineo competenze non equivale a titoli
[Rispondi]
venerdì 25 luglio 2008 ore 19:50 - Permalink al commento
Chiaramente ragazzi… non intendevo fare di tutt’erba un fascio…. se alla soglia dei 52 anni sono più che attivo è anche perchè nel corso degli anni mi sono affiancato ai giovani attivi e sensibili delle varie generazioni…. altrimenti avrei fatto la fine di tanti altri coetanei…. i sensibili e gli attivi purtroppo sono stati sempre in minoranza … anche negli anni 70 … il ruolo delle avanguardie è stato sempre determinante (anche durante la resistenza)…. il problema odierno è che si fa fatica a trasformare la sensibilità in militanza …. ciò perchè hanno fatto credere che le ideologie sono negative… le ideologie son invece negative solo per il potere…… è solo grazie ad una ideologia che l’essere umano è disponibile a militare gratis…. appunto per un idea…. un caloroso saluto lino…
[Rispondi]
venerdì 25 luglio 2008 ore 16:36 - Permalink al commento
Ho visto per caso questo titolo. Ne parliamo a settembre, ora sono troppo occupato.
[Rispondi]
venerdì 25 luglio 2008 ore 15:45 - Permalink al commento
è vero quando lino dice che adesso si preferiscono gli aperitivi alle discussioni ambientaliste. ma tutto ciò è avvenuto perchè qualcuno ci ha fatto credere che adesso va tutto bene,con il passare degli anni però questo castello di carta sta crollando.
forse ricomincerà tutto daccapo con in mano (spero) esperienze diverse e capendo che la “crescita” è solo un illusione e che dentro di noi il nostro buon senso preferisce più migliaia di giovani che si incontrano che centinaia di palazzine muraglia sulla costa
[Rispondi]
martedì 22 luglio 2008 ore 10:24 - Permalink al commento
Mi pare di capire che tutto sommato Vasto dell’epoca fosse molto simile alla Vasto storica. Allora, quello che non capisco è la dimensione degli avvenimenti vastesi, quanto pesava la nostra città in Abruzzo e cosa ha portato ad una crescita cosi caotica??
Per quanto ruguarda la vita ed i giovani, gli anni 70 sono stati caraterizzati a livello nazionale dalla frattura padri- figli, lo stesso penso sia valso per Vasto o no???
Per iul confronto generazionale, ho capito apro altro post……..
[Rispondi]
martedì 22 luglio 2008 ore 01:32 - Permalink al commento
purtroppo è vero lino, anche io su molti “giovani d’oggi ci scataro su…”
Ma non farei di tutta l’erba un fascio ne una falce…..A vasto ci sono tanti giovani ed anche giovanissimi che ti fan venire la pelle d’oca per la consapevolezza, lo spessore e la voglia di impegnarsi in prima persona per un modno migliore e più giusto. Forse sono di parte o forse è solo che in quell’area io coosco più gente, ma la sciatemi dire che la maggior parte dei giovani di cui sopra che conosco io sono i giovani della Parrocchie e dei movimenti laicali cattolici….Ovviamente i giornali parlano solo dei bulli, dei branchi e dei vip che si connificano in diretta e si drogano….perchè come dice De Gregori “per convincerti che tutti rubano alla stessa maniera…”
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lunedì 21 luglio 2008 ore 23:25 - Permalink al commento
ad esempio, perkè io abito ancora da quello parti, la zona di via valloncello inferiore (attuale circonvallazione) non esisteva o meglio era tutta campagna (infatti c’era lu vallone, dove è adesso il distributore di benzina)
…. diciamo che Vasto finiva lì (la città in senso stretto) e oltre solo campagna
saluti
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lunedì 21 luglio 2008 ore 20:56 - Permalink al commento
Ok, Ok ma aiutatemi quali erano le dimensione della città?? Mi spiego meglio, agli inizi anni 90 frequentavi le scuole medie paulicci ed i bidelli ci dicevano che fino a 20 anni prima non c’era nulla in quella zona. Vero o non Vero?
Vasto era più conosciuta o meno conosciuta di oggi??? Come si viveva, c’erano più o meno soldi??
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lunedì 21 luglio 2008 ore 19:37 - Permalink al commento
vedi advocatus …. è vero che molti degli anni 70 hanno messo la cravatta … lo posso confermare, visto che quegli anni li ho vissuti in pieno.. sia a vasto che fuori vasto, io però faccio una altra considerazione… negli anno 80 – 90 – 00 la gente è nata direttamente con la cravatta…… nonostante gli innumerevoli tatuaggi e piercing ….. ad un certo punto punto, nei movimenti non sono importanti i personaggi e la fine che loro fanno, ma l’eredità di conquiste che lasciano, nel dopo guerra i movimenti operai e contadini hanno lasciato lo statuto dei lavoratori e la riforma agraria, il 68 ha lasciato la scuola di massa e la libertà di espressione, gli anni 70 hanno lasciato l’ambientalismo, l’impegno sociale a favore delle categorie svantaggiate ( immigrati, disoccupati, tossicodipendenti, carcerati ecc..) il femminismo, l’auto organizzazione (vedi i centri sociali) e lo sviluppo dell’associazionismo ….. negli anni 90 ricordo il movimento della ” pantera”. e negli anni 2000 i forum sociali, però in queste due esperienze vi sono molti protagonisti degli anni 70 presenti…. per quanto riguarda vasto negli anni 70.. le lotte c’erano eccome, non a caso è stato bloccata la sangro chimica.. che avrebbe devastato vasto… il movimento studentesco conquistò il trasporto per i pendolari del comprensorio … che all’epoca dovevano sobbarcarsi viaggi impossibili… non mi piace dire ” ai miei tempi” perchè sono ancora molto attivo …. ma voglio ricordare che c’era molta passione….. è vero ci si picchiava e a volte anche in maniera dura con i “fascisti ” … forse si sbagliava …. di solito noi “compagni” venivamo inseguiti e a volte picchiati dai “fascisti” di lanciano che erano molto agguerriti … per ripicca noi poi c’è la prendevamo con quelli di vasto… per il resto ci si divertiva abbastanza erano gli anni della discoteca paradise e del wast daymon club… anche se noi compagni preferivamo fare le feste rock in sale occasionali… ci si divertiva sopratutto d’estate perchè a vasto venivano tanti giovani, ciò perchè c’erano tanti campeggi per le tende… purtroppo i devastanti prg degli anni hanno permesso lo smantellamento dei campeggi a favore dei palazzi a 6 piani.. e quindi addio giovani.. nel 1978 vi è stato un radunno nazionale del proletariato giovanile presso l’attuale campeggio la grotta del saraceno, per tre giorni circa 2-3 mila giovani si sono confrontati sulle tematiche del lavoro e la partecipazione giovanile ( temi purtroppo ancora attuali) la sera c’erano i concerti, hanno partecipato gruppi come gli AREA, CANZONIERE DEL LAZIO, STORMY SIX e altri gruppi militanti dell’epoca … i benpensanti vastesi ritengono che WASTOCK (così si chiamava l’iniziativa) abbia portato a Vasto “la droga” io invece ritengo che Wastock abbia rappresentato per Vasto l’unica vera promozione turistica della sua storia … tuttora moltissimi reduci di Wastock continuano a venire a Vasto in vacanza, per chiudere le rivoluzioni di qualunque genere le fanno i giovani.. purtroppo da circa 20 anni lo yuppismo e il consumismo hanno tarpato le ali al normale approccio rivoluzionario giovanile… si preferisce farsi un aperitivo piuttosto che interessarsi alle tematiche ambientali , sociali e culturali le uniche cose che realmente rendono la vita interessante e piacevole….un saluto lino
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lunedì 16 novembre 2009 ore 20:00 - Permalink al commento »
Io non mi vanto quasi di niente ma di essere stato Mc Adams’ sono orgoglioso. Amato o odiato ma sicuramente ricordato per essere una icona di quel periodo. Nessuno lo può negare. Ho provato a riproporre Wastock, quando ero assessore,mi hanno riso dietro i “compagni” di giunta. Ho provato con i privati mi hanno risposto che non era stata una buona immagine per Vasto. (continua)
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domenica 20 luglio 2008 ore 14:57 - Permalink al commento
bella advocatus… sono d’accordo con te….
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sabato 19 luglio 2008 ore 17:16 - Permalink al commento
Che fine hanno fatto i protagonisti?? La fine che han fatto in tutta italia. Ipicchiatori si sono messi la cravatta….
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lunedì 16 novembre 2009 ore 20:03 - Permalink al commento »
Qualche volta la indosso. Anche allora spesso la indossavo.Dopo un corteo di Lotta Continua a Roma per mesi sono stato controllato, perche in questo corteo indossavo una maglietta … nera, pensate un pò. Mc Adams’
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