Generazioni a confronto

MAC

Una generazione è il tempo che intercorre tra la nascità dei genitori e quella dei figli. Generalmente viene considerata un arco di tempo di circa 25 anni, anche se, a mio avviso, sarebbe più corretto considerare un 27-30 anni.
Prendendo spunto da un altra discussione, vi chiedo: c’è una generazione migliore di un altra??
Forse la risposta più saggia sarebbe un bel “NO”, ma oggi non mi sento “politically correct”, anzi oggi faccio l’avvocato del diavolo, l’avvocato della mia generazione “i ventenni del 2000″.
La mia generazione i 20 anni li ha passati da tempo, ma non sembra accorgersene. A 27 anni mio zio mi accusa di vivere ancora come un adolescente, un ministro ci ha appiopato l’aggettivo “Bamboccioni”, e ad ogni cena di famiglia allargata mi trovo meglio con mio cugino di 13 anni che non con i benpensanti 40enni,50enni e 60enni. E’ come se il tempo si fosse dilatato, ho 20 anni da quasi un decennio!! Alla faccia degli immortali…
L’instabilita lavorativa, economica, sociale ci ha permesso di rimanere giovani e poveri, consentendoci di guardare al mitico ‘68 con occhi critici, talvolta schifati.
Sarei un folle a pensare che gli anni 70 non hanno portato delle importanti conquiste, ma sarei altrettanto folle a non scrivere che sono gli stessi 68ini ad averci condotto, oggi, allo sfacelo. Il mio voto alle generazioni targate anagraficamente ‘50-’60 e primi anni ‘70 arriva a mala pena al 5. A volte questi “vecchi saggi” sembrano vivere in un mondo estremamente rigido, in un mondo che vive degli stessi schemi di 30-40 anni fa, in una Italia che tuttora vive di un bipolarismo che sembra una copia aggiornata deglio scontri di piazza di un tempo. Se da un lato questa voluta semplificazione della vita si è tradotta sul piano interno italiano in retorica, censura e mancanza di libertà (vedi i referundum sulle staminali ecc.) sul piano internazionale la mancata capacità di dialogo tra le parti trova il suo emblema nel nuovo muro d’Isdraele……

A questo punto viene da chiedersi se le conquiste degli anni 70 dipendano dalla prepotenza dei giovani dell’epoca o dalla capacità di ascolto delle generazioni a loro precedenti.
La mia generazione è sicuramente diversa, è “liquida” consapevole che le soluzioni ai problemi non abbiano colore politico, consapevoli che le regole di mercato non vadano aggredite dall’esterno ma dall’interno, consapevoli che i soldi non sono da avversare perchè sono un ottima arma se usati bene. Paradossalmente, oggi, in un mondo estremamente più flessibile negli ideali e nei valori, le nuove generazioni recuperano il pragmatismo è cosi che la questione ambientale diventa risolvibile con l’abbattimento del costo dei pannelli solari piuttosto che con gli slogan, l’emergenza rifiuti diventa risolvibile con l’economicamente convenientissimo riciclo, è cosi che i politici corrotti vanno combatuti con la diminuzione delle retribuzioni e dei privilegi, è cosi che i dittatori vanno abbattuti con spedizioni umanitarie che offrano servizi migliori di quelli dei terroristi o dei regimi……..
Lo ammetto sono ottimista la mia generazione ha tutte le carte in regola per risolvere i problemi, ascolta i consigli dei “genitori” e ragiona in maniera meno schematica……
Le soluzioni le abbiamo, quello che manca è il potere, gelosamente costudito dalle stesse generazione che se lo sono preso tanto frettolosamente e che non hanno neppure la decenza di ascoltare….


'Generazioni a confronto' ha ricevuto 11 commenti:
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  1. MAC
    MAC
    Domenica 27 Luglio 2008 ore 14:15 - Permalink al commento

    Lino e Luc le ideologie cosa sono?? Non so a voi ma a me piaciono le definizioni.
    “Un’ideologia politica è un insieme di ideali etici, princìpi, dottrine, miti o simboli di un movimento sociale, di un’istituzione, un partito o un gruppo che spiega come la società dovrebbe organizzarsi, elaborando delle proposte per realizzare il proprio progetto.” Condividere una ideologia vuol dire condividere una dottrina, se secondo voi questo è positivo io non mi oppongo, ma non la penso cosi. Per fortuna che esiste il relativismo osteggiato dal papa e dai nostalgici dell’ideologia. Poi una cosa che mi fa letteralmente incazzare è il rimpianto degli anni 70, un rimpianto che viene non tanto dai giovani dell’epoca, ma da acluni 30 enni e 40enni di sinistra. Questi “malati del rimpianto” sembrano disperarsi per aver perso il treno del ‘70 senza ricordare i tanti problemi ed errori dell’epoca. Barricate, scontri di piazza, una DC da regime, terrorismo, paesaggi deturpati, industrie inquinanti. Intendiamoci non è mia intenzione offendere la memoria del ‘68-’70 e le persone che lo hanno vissuto, riconosco le fantastiche conquiste elencate da lino e sono felice di essere nato con dei diritti in più, quello però che non accetto è questo giudizio dato alle nuove generazioni da chi ha vissuto il boom economico e ha avuto il culo di non cadere nel blocco sovietico per quasi puro caso. Probabilmente anche i giovani del 2000 farebbero lo stesso se le condizioni del Paese fossero le medesime.
    Chi è rimasto giovane nello spirito aiuti i giovani, ma non per indottrinarli ma per permettere semplicemente la libera espressione delle idee personali.
    P.S. Lino a proposito un bel movimento per la difesa della costa non lo vogliamo organizzà??

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  2. Free.zee E solla.zee
    Free.zee E solla.zee
    Venerdì 25 Luglio 2008 ore 21:08 - Permalink al commento

    http://www.youtube.com/watch?v=OykC35QGU1Q

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  3. Unregistered
    advocatus
    Giovedì 24 Luglio 2008 ore 12:03 - Permalink al commento

    Mac ma non ti viene il sospetto che è vero le soluzioni le abbiamo, ma oltre al potere ci manca pure la voglia……

    Però hai ragione, i vecchi hanno il potere e se lo tengono gelosamente stretto….Ad esempio prendi Sidney….Hai voglia il Papa a dire i giofani qui i giofani là…..A Vasto, sede dell’omonima Diocesi, ai preti (relativamente) giovani vengono affidate le Parrocchie di campagna o di quartieri considerati (A TORTO peraltro!) minori…..Mentre nelle parrocchie storiche i parroci hanno 250 anni in tre…..

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  4. MAC
    MAC
    Giovedì 24 Luglio 2008 ore 09:47 - Permalink al commento

    Ob perfetto…..
    Andreotti e simili hanno potuto prendere il potere per diverse ragioni e presubilmente con diversi mezzi. Stessa cosa vale per gli altri. Se per voi è normale osteggiare il ricambio generazionale……
    Se a voi piace questo stato di cose e pensate sia giusto che i giovani non abbiano opportunità di occupare ” posti di potere” è chiaro che questa discussione non ha ragione d’esistere.
    Devo dirlo l’atteggiamneto rassegnato che avete sull’argomento mi inquieta.
    Luc sui 40enni non era un giudizio, anzi era la semplice consatatazione che anche chi ha 40 anni è fuori dai giochi. Dimmi tu se è normale per un cittadino 18enne doversi confrontare su certi temi d’attualità con Berlusconi, Prodi, Bertinotti, Bossi…..

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  5. Unregistered
    Davide1971
    Giovedì 24 Luglio 2008 ore 01:23 - Permalink al commento

    Alcune volte ho la sensazione che il secolo che ci siamo lasciati alle spalle sia stato uno dei piu’ catastrofici e allo stesso tempo uno dei piu’ fruttiferi di tutta la storia dell’uomo.Partendo da questo presupposto le generazioni passate hanno avuto la grande responsabilita’ di quello che oggi abbiamo ein senso sia negativo che positivo.Il guaio e’ nato quando si e’ passati da una societa’ contadina ad una pre-industriale industriale ad una finanziaria.Il grande squilibrio i e’ avuto quando qualcuno ha incominciato ad arricchirsi esponenzialmente maneggiando e investendo il denaro. Questo argomento e’ troppo complesso e troppo difficile per poter essere commentato in poche righe.Poi vista l’ora e’ da …dormirci su.Saludos

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  6. Oblomov il Pigro
    Oblomov il Pigro
    Mercoledì 23 Luglio 2008 ore 18:27 - Permalink al commento

    Eh…un momento. Siamo governati da 50enni e 60enni… io direi più che “ci facciamo governare” da 50enni e 60enni. Le generazioni che tanto dileggi almeno hanno saputo prendere il potere. Andreotti a 28 anni era nella Costituente. A 30 è entrato in Parlamento e sta ancora là…e ci resterà fino alla morte. “Quelli del’ 68″ sono stati capaci di “prendersi” il potere…e di certo non l’hanno fatto a 60 anni. Hanno fatto bene, hanno fatto male…ma hanno fatto.
    Noi ci stiamo ancora attrezzando a vedere se riusciamo a prendere l’autobus da soli.
    Tu auspichi “conflitto generazionale”, ma è tardi…non c’è nessun conflitto, perché non c’è una nuova generazione pronta e capace a “combattere”. E il fatto che tu “auspichi” ne è la prova. Perché se ci fosse, staremmo a constatare, non ad auspicare.

    E adesso lasciatemi fare il pomposo con una cara citazione (a memoria, perdonate imprecisioni): “Avete creduto che ci fossero dei tiranni? Avete sbagliato, perché non ci sono che schiavi. Laddove nessuno obbedisce, nessuno comanda”

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  7. Lucfan
    Lucfan
    Mercoledì 23 Luglio 2008 ore 17:47 - Permalink al commento

    si sparano sentenze grossolane a quanto vedo… mah… a che serve?
    Oblo, mi sa che a Mac piu’ gli si dice na cosa e piu’ rincara la dose…
    ..ah sti giovani… :mrgreen:

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  8. MAC
    MAC
    Mercoledì 23 Luglio 2008 ore 17:45 - Permalink al commento

    E’ un dato di fatto non un vanto!!!! I 40enni, comunque non hanno fatto un cazzo neppure loro!!!! Siamo governati da 50enni, 60enni e 70enni.
    La generazioni più giovani almeno hanno la consapevolezza dei problemi odierni, “noi” viviamo nel presente. Questo è un buon punto di partenza. Da qui bisogna partire per quel famoso scontro generazionale auspicato da Spanish, scontro, intendiamoci, da portare in ambito lavorativo ed istiutzionale e non solo sulle piazze che in passato si sono animate solo di retorica. Un esempio sono le proposte trasversali sugli inceneritori, la classe dirigente pensa ancora che ci siano rifiuti non riciclabili……..

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  9. Oblomov il Pigro
    Oblomov il Pigro
    Mercoledì 23 Luglio 2008 ore 17:33 - Permalink al commento

    Ohibò…se quelle generazioni meritano quei voti…la “nostra” che - come dici - è piena di eterni adolescenti che voti merita? (A proposito, io non mi vanterei troppo di sentirmi più in sintonia con 13enni che con 40enni).
    Siamo migliori di loro? In che cosa? Quel “qualcosa” di buono che hanno fatto quelle generazioni l’abbiamo appurato e ne siamo tutti consapevoli, ma visto che noi non ancora facciamo un ca§§o…eviterei giudizi troppo taglienti.

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  10. MAC
    MAC
    Mercoledì 23 Luglio 2008 ore 10:02 - Permalink al commento

    Io parlavo della generazione che ha vissuto il 68 e tutto il suo strascico. Il 68 italiano è diverso da quello francese, è durato molto di più una primavera e gli effetti negativi e positivi si fanno sentire ancora oggi.
    Se da una parte, lo avevo già affermato, ha portato a diverse conquiste dall’altra quella stessa generazione, oggi, fa dei grossi passi indietro. Il bipolarismo è frutto di una logica di scontro che deriva da quegli schemi e da quel modo di ragionare. Fini, D’Alema ecc. non sono certo l’emblema del 68 ma sono cresciuti nella logica dello scontro politico e quello ripropongono ogni giorno in parlamento.
    Oggi le cose sono diverse ed i giovani ( lo siamo, 27 anni e più a generazione) sono un target, dei consumatori ed è cosi che intendono esprimersi, sarà una visione poco romantica e criticabile, ma credo che sia il modo più efficace e diretto per esprimersi all’interno del mercato globale.
    Concordo sul lavaggio del cervello dovuto ad una informazione controllata e antidemocratica. Capiamoci bene, non mi riferisco solo all’aberrazione Berlusconi, ma a tutte le reti e quotidiani, le notizie sono riportate tutte alla stessa maniera e sempre dagli stessi punti di vista, mai una voce fuori dal coro. I mezzi i comunicazione tradizionali sono sponsorizzati tutti dalle stesse aziende, secondo te diranno mai dei misfatti della Mc Donald o della CocaCola????Ci inviteranno mai ad uno stile di vita diverso da quello attuale???
    I giovani ci sono, non sottovalutateli, le loro idee innovative sono sul web, sui muri delle città, nelle varie associazioni. Se non c’è sollevazione non è detto che non ci sia un pensiero innovativo, destinato, purtroppo, a rimanere virtuale fino a quando non ci libereremo di questa vecchia classe dirigente.

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  11. Spanish
    Spanish
    Mercoledì 23 Luglio 2008 ore 09:22 - Permalink al commento

    Mac, la tua critica è politica e di parte. I problemi di oggi non sono dovuti all’attaccamento alle ideologie dei giovani di ieri. Quelli che oggi fanno politica e ci rappresentano sono solo una parte di quelli che “hanno fatto il ‘68″. Non possiamo prendere Fini e D’Alema (per dirne due) come l’emblema del ‘68. Al contrario…

    Gli anni 60 e 70 sono stati anni di conquiste, di pensiero e di cultura. Chi lo nega (o rinnega) è un falsante e niente più. A tal proposito, non è un caso che Sarkozy, in campagna elettorale, non ha fatto altro che ripetere che il ‘68 era un mito, che la sinistra aveva usato i giovani, etc.

    Oggi quella stagione non può tornare perchè mancano le condizioni. Gli operai (perchè nessuno mai si ricorda di loro quando si parla degli anni 60/70?) non vivono più nelle condizioni degli anni 60; i sindacati hanno perso peso; i giovani sono (siamo?) abituati a un livello di vita che non ci siamo neanche conquistati; i politici hanno imparato a tenerci buoni; la cultura ufficiale ci ha insegnato a relativizzare; e l’ultimo colpo l’ha dato il ‘buonismo’.

    Se oggi possono prenderci a calci nel sedere, possono imporci una maniera di pensare e di parlare (ripetiamo a pappagallo parole inventate dai giornali!!), possono controllare e ’suggerire’ quello che dobbiamo vedere e leggere…se tutto ciò può accadere è perchè siamo assimilati. Non c’è confronto, non c’è scontro.

    Non si tratta (ahimé!) neanche del voltairiano ritiro a coltivare il proprio giardino. Si tratta di assimilazione…siamo una MASSA. Non siamo pìù quel popolo che ha cacciato i nazifascisti e ricostruito l’Italia. Non ci sono più le grandi passioni di un tempo (sbagliate, giuste, non importa) e non siamo più capaci di lottare per migliorare la nostra condizione.

    Tutto ciò ci è stato tolto negli anni con un lungo lavoro di lavaggio del cervello o di logorio, vedi tu. Conosci la tortura cinese della goccia d’acqua? In questo caso non siamo impazziti, ci siamo adattati alla goccia…

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