Una fotografia in bianco e nero del sud di sempre

Unregistered

Sono tornato al mare di Peschici. L’anno scorso un grande rogo ne divorò la costa per chilometri, tuttora ferita e sconvolta. Indignarono i ritardi e l’inefficienza dei soccorsi. Si aprì un’inchiesta, che è finita come tutte le inchieste in Italia. Ora, con una cerimonia di piazza, le autorità si assolvono e si premiano reciprocamente. Riconoscimenti per tutti, sindaci, prefetti, comandanti dei carabinieri, della forestale, della polizia, dei vigili…Persino una targa all’eroico dirigente dell’…Acquedotto pugliese. Non una parola per i pescatori che con i loro mezzi e a loro rischio portarono in salvo migliaia di villeggianti.

Hanno chiamato anche Renzo Arbore ad allietare la serata. Sotto il palco ottocento posti a sedere riservati ai notabili, ai parenti, agli amici e agli amici degli amici dei notabili. A distanza, a molta distanza, una transenna, custodita dalle forze dell’ordine, li tiene lontani e li protegge dal contagio della folla, in piedi.

Una fotografia in bianco e nero del sud di sempre, illuminante quanto e più di un trattato di sociologia meridionalista.

Ezio Pelino



'Una fotografia in bianco e nero del sud di sempre' ha ricevuto 2 commenti:
il più recente in testa

  1. MAC
    MAC
    Lunedì 28 Luglio 2008 ore 14:43 - Permalink al commento

    Vincenzo non ci resta che piangere o non ci resta che candidarci???
    Se le brave persone non si candidano poi non ci possiamo lamentare….
    Il problema è che quando qualcuno onesto si candida, il rischio è di rimanere seppelliti dagli affaristi che sono la stragrande maggioranza.
    Un esempio??? Berlusconi, Veltroni e simili…..
    Il potere dovrebbe tradursi in possibilità di fare e non in diritto di comandare, speriamo lo si capisca a breve…..

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  2. Unregistered
    Vincenzo
    Lunedì 28 Luglio 2008 ore 11:19 - Permalink al commento

    senza parole ……. è una vergogna immane ! la nostra bella Italia in declino.
    DECLINO MORALE di tanti italiani ma soprattutto dei politici che mandiamo
    a governare (comunque, anche in alternanza) non ci resta che piangere! ma
    non perdere mai la SPERANZA per la prossima generazione ad aspirare ad un futuro migliore. Saluti. Vincenzo.

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