Quanto ci costa la Chiesa cattolica

Unregistered

“La Chiesa sta diventando per molti l’ostacolo principale alla fede. Non riescono più a vedere in essa altro che l’ambizione umana del potere, il piccolo teatro di uomini che, con la loro pretesa di amministrare il cristianesimo ufficiale, sembrano per lo più ostacolare il vero spirito del cristianesimo”. Parole che sembrano pronunciate da un anticlericale, che sono, invece, dell’attuale capo della Chiesa, allora cardinale progressista. La sua profezia si è avverata. Lo spirito del Concilio si è dileguato e con esso quel fermento di rinnovamento e di speranza in una Chiesa evangelica. E’ del tutto inimmaginabile, oggi, che un papa - Paolo VI - abbia potuto accarezzare l’idea di ritirarsi sul Morrone, sulle orme di Celestino V, per vivere l’esperienza della povertà nel “grande silenzio mistico della montagna nuda”. Al di là di un trionfalismo di facciata, la Chiesa è passata attraverso una trama di scandali e misteri che hanno offeso il “vero spirito del cristianesimo” per approdare alla sua attuale età dell’oro. Dagli scandali del banco Ambrosiano e dello Ior di Marcinkus alla scia di morti eccellenti: i bancarottieri Roberto Calvi e Michele Sindona, il giudice istruttore Emilio Alessandrini, l’avvocato Giorgio Ambrosoli. Da Licio Gelli che investiva i soldi dei corleonesi nella banca del Vaticano, alla banda della Magliana, il cui capo, pluriomicida, autore, sembra, del rapimento della giovane Emanuela Orlando, è sepolto, accanto a vescovi e papi, nella cripta della chiesa vaticana di Sant’ Apollinare. La stessa morte del papa Giovanni Paolo I, a pochi giorni dall’elezione, è rimasta circondata dal sospetto soprattutto per la scomparsa del suo taccuino di appunti sullo Ior, il cui operato non condivideva. Su tutto questo intrico il Vaticano si è chiuso come una roccaforte, rifiutando ogni collaborazione con la giustizia italiana, appellandosi all’extraterritorialità.

Se l’emorragia delle vocazioni non si arresta, cresce il patrimonio della Chiesa. Sostiene Curzio Maltese, ne “La questua”, che “ il costo della Chiesa cattolica per i contribuenti italiani è superiore al costo della politica. Gli italiani spendono per mantenere la Chiesa più di quanto spendono per mantenere l’odiato ceto politico. Ma non lo sanno”. Se questo è stato quantificato, ne ”La casta”, in quattro miliardi di euro l’anno, sommando gli stipendi di centocinquantamila eletti dal popolo con i compensi di circa trecentomila consulenti, le pensioni, i rimborsi elettorali, i finanziamenti ai giornali di partito, le auto blu e i vari benefit che gratificano i politici più “ricchi” del mondo, si può quantificare con un calcolo prudenziale che la Chiesa costa circa quattro miliardi e mezzo, fra finanziamenti diretti dello Stato e degli enti locali e il mancato gettito fiscale. Piergiorgio Odifreddi arriva a calcolare una cifra doppia, 9 miliardi annui. L’otto per mille assicura un miliardo di euro, altri 950 milioni vanno ai 22.000 insegnanti di religione (tutti di ruolo tramite uno pseudo concorso), oltre 500 milioni sono i finanziamenti, di dubbia costituzionalità, per la scuola privata, circa un miliardo per gli ospedali cattolici, 670 milioni per gli istituti di ricerca e le case di cura. Bisogna, inoltre, aggiungere i vantaggi fiscali, peraltro al centro di un’inchiesta dell’Unione europea: fra i 400 e i 700 milioni di euro di mancati incassi dell’Ici per un patrimonio immobiliare che è un quinto di tutto il patrimonio nazionale, 500 milioni dallo sconto del 50% su Ires, Irap e altre imposte, 600 milioni dall’elusione fiscale legalizzata del turismo cattolico che gestisce un flusso di quaranta milioni di visitatori l’anno. Senza contare gli eventi, quali il Giubileo, costato 3.500 miliardi di lire o il raduno di Loreto, 2,5 milioni di euro. E’ del 4 agosto u.s. un’inchiesta de “La Stampa” sull’ assurdo meccanismo della legge sull’8×1000: il 40% dei contribuenti dichiara la destinazione dell’otto per mille, dei quali il 35% lo destina alla Chiesa cattolica. Questa minoranza decide per il 60% che non si esprime. Pertanto, il 90% del capitale disponibile viene assegnato alla Chiesa cattolica. Questo è l’unico concorrente che fa spot. Capolavori di seduzione realizzati dalla multinazionale Saatchi & Saatchi. Costo 9 milioni di euro, il triplo di quanto la Chiesa ha destinato alle vittime dello tsunami. Lo Stato non fa spot. Nel 1996 Livia Turco, allora ministro della sanità, propose di destinare la quota statale dell’otto per mille a progetti per l’infanzia povera. Il cassiere pontificio, monsignor Attilio Nicora, rispose che “lo Stato non doveva fare concorrenza scorretta alla Chiesa”. Berlusconi ha provveduto a lanciare uno “spot” suicida, con il fondo statale ha finanziato la guerra in Iraq. Da allora l’assegnazione allo Stato è crollata dal 23% del 1990 all’8,3 del 2006, a ulteriore vantaggio della Chiesa. Scrive Raphael Zanotti su La Stampa:” La televisione ci ha abituato a pensare all’8×1000 come a una magnifica occasione per aiutare i derelitti della Terra. Nelle pubblicità compaiono bambini di Paesi poveri, fame e miseria. Far tornare un sorriso su quei volti emaciati è facile: basta una firma sulla dichiarazione dei redditi e si destina una quota dell’Irpef a quelle popolazioni in difficoltà. Una bella favola. Peccato che resti, appunto una favola. La Chiesa cattolica destina solo il 20% di quello che riceve dall’8×1000 per fare la carità (fonte Cei)”.

Ezio Pelino



'Quanto ci costa la Chiesa cattolica' ha ricevuto 32 commenti:
il più recente in testa

  1. Lucfan
    Lucfan
    Lunedì 8 Settembre 2008 ore 14:28 - Permalink al commento

    Mac, di solito non lo difendo, ma stavolta il Papa è stato piu’ laico di tutti gli allocchi che si professano laici e poi scrivono quello che non ha detto solo perchè lo hanno letto altrove.
    Credo che sulle sue parole ci sia ben poco da recriminare, mentre è un fatto assai grave che si sia travisato il suo messaggio da una parte per spostare l’enfasi sulla connotazione del politico (che peraltro non ha mai pronunciato) da quella che era sulla moralità (caratteristica assente fra i politici presenti, visto che la maggior parte è pluricondannata) e dall’altra lo sciame di giornalisti invertebrati che hanno ripreso la menzogna senza sapere cosa fosse stato detto davvero.
    Il resto (quella della laicità vera e delle indipendenze che dici) è una questione trita e ritrita che non troverà qui una ragione definitiva, come da nessuna altra parte.

    A me sta meglio sentire il Papa che parla di laici cristiani con rigore morale, che sentire un governo fatto di tangentisti e altri pregiudicati che parla di morale cattolica.

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  2. MAC
    MAC
    Lunedì 8 Settembre 2008 ore 14:16 - Permalink al commento

    Si ok la cosa prende tutta un altra piega. Meno grave di quello che pensavo ma pur sempre grave. Resta il fatto che il papa fa un apello ai laici cristiani perchè scendano in politica e con rigore morale trovino delle soluzioni.
    Mi preoccupa questa deriva. Non vado in chiesa dai tempi del referendum sulle staminale quando il vaticano ha finanziato con i soldi di tutti la campagna contro l’utilizzo di staminali. Nel quartiere dei salesiani furono spedite lettere con le quali il parroco invitava a non andare a votare. (Questo dicono gli abitanti dle quartiere). L’impressione è che il papa voglia tornare indietro. Affermazione di questo genere anche se molto meno gravi di come ce le presentano sono pur sempre dettate dalla voglia di potere temporale.
    Divorzio, matrimonio tra gay, adozioni, STAMINALI, eutanasia….
    Lo Stato dovrebbe esser eticamente liberale, su questi temi tutti dovrebbero scegliere in piena libertà. Se un cattolico non vuole curarsi con le staminali non lo impedisca agli altri.
    I rappreentanti dello stato italiano non dovrebbero applaudire dovrebbero essere preoccupati. Ma come al solito sono a caccia di consensi, consensi che la chiesa acquista con i favori, Prova ne è il diverso peso polito della Chiesa in settentrione

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  3. Lucfan
    Lucfan
    Lunedì 8 Settembre 2008 ore 13:29 - Permalink al commento

    E’ incredibile come tutti i media invece abbiano ripreso la stessa frase, aggiustata ad effetto. Tutti, ma proprio tutti, compresi pure quelli che avrebbero avuto tutto l’interesse a puntualizzare. Si vede come sia estremamente superficiale approssimativo e copione il giornalismo italiano.

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  4. soleluna
    soleluna
    Lunedì 8 Settembre 2008 ore 12:59 - Permalink al commento

    ho notato che alcuni giornali hanno riportato solo porzioni della frase del papa. Per correttezza ve la riporto testualmente, così sarà più facile commentarla, evitando anche di trarne impressioni falsate dal filtro del “giornalista”:
    “Vi renda capaci di evangelizzare il mondo del lavoro, dell’economia, della politica, che necessita di una nuova generazione di laici cristiani impegnati, capaci di cercare con competenza e rigore morale soluzioni di sviluppo sostenibile. In tutti questi aspetti dell’impegno cristiano potete sempre contare sulla guida e sul sostegno della Vergine Santa. Affidiamoci pertanto alla sua materna intercessione”

    Può sembrare banale, ma il termine “cattolico” non è mai stato utilizzato ( controllate voi: http://www.vatican.va/holy_fat.....ri_it.html )

    Quello che si legge sui giornali è sempre un’altra verità..

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  5. MAC
    MAC
    Lunedì 8 Settembre 2008 ore 11:59 - Permalink al commento

    http://www.piazzarossetti.it/n.....colo=18592

    Nuova generazione di politici laici cattolici, lo augura il papa al nostro paese. E’ un augurio, alcuni ci spiegheranno come il papa si riferisse ai poltici in generale ma l’impressione è quella che questo papa “barone” auspichi ad una nuova DC ad una casa cattolica che prenda le redini dell’italia negando i diritti alle minoranza e ai laici. Si sono attaccate le staminale, poi l’aborto ora il divorzio. Benedetto sembra immaginare un mondo medioevale e la cosa più garve è che la gente lo segue non per fede ma per convenienza. Dal primo ministro al barbone la gente applaude il papa per ricevere qualcosa in cambio dal sistema chiesa (pagato da tutti). Chi lo fa per sistemare il figlio, chi per dei voti, chi per ricevere l’elemosina, chi per raccomandazioni…….
    Il papa parla da “reuccio”, cura i suoi interessi terreni spacciandosi per coltivatore dell’anima, ma vi sembra corretto???

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  6. Unregistered
    advocatus
    Sabato 6 Settembre 2008 ore 00:16 - Permalink al commento

    come ho fatto a dimenticare: http://www.dontonino.it

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  7. Unregistered
    advocatus
    Sabato 30 Agosto 2008 ore 13:13 - Permalink al commento

    http://lacittadisalerno.repubb.....ra/1505698

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  8. MAC
    MAC
    Martedì 26 Agosto 2008 ore 17:43 - Permalink al commento

    Putroppo tocca conferamare tutto. Cosa c’è ti stupisce leggere questi commenti da un credente???

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  9. Unregistered
    advocatus
    Martedì 26 Agosto 2008 ore 17:11 - Permalink al commento

    Mac scusa, ma il tuo post è troppo emotivo. Rileggilo e corregilo. Grazie.

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  10. Spanish
    Spanish
    Lunedì 25 Agosto 2008 ore 11:15 - Permalink al commento

    Non l’ho detto perchè non lo penso…

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  11. MAC
    MAC
    Venerdì 22 Agosto 2008 ore 19:09 - Permalink al commento

    Dico la mia!! La penso in maniera molto simile a VAsto. Però voglio rovesciare il punto di vista. Mi meraviglia che non l’abbia fatto Spanish…
    La chiesa non “supplisce” le mancanze dello stato, ma le prevarica. lo stato italiano è laico solo sulla carta, perchè stà cosa non sta ne in cielo ne in terra. I cattolici hanno creato lo stato e si sono sistemati le loro cosette dopo la guerra.
    l’8 per mille vale solo per i cattolici e alcune altre minoranze. I beni artistici sono mantenuti dallo stato senza che questo abbia alcun diritto sugli stessi. Se in Italia abbiamo bisogno di soldi si prendano dalla chiesa, le attività che Davide elenca non sono tassate di IVA………
    E’ vero (lo dice spanish) che i politici hanno bisogno della chiesa ma è anche vero che la chiesa ci sguazza. Fateci caso le condanne alla guerra non vengono mai prese in considerazione, quando però si tratta di cavalcare le paure vanno tutti dietro la processione……….
    Ed il papa se ne compiace.
    Sinceramete risulta difficile affidare la propria anima ad un macellaio più che ad un pastore.

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  12. Spanish
    Spanish
    Venerdì 22 Agosto 2008 ore 09:25 - Permalink al commento

    Lucfan, non dico il contrario e l’accanimento è una sensazione personale e non certo riferita a questa pagina in concreto. Dico solo che secondo me la discussione è superata e il dibattito dovrebbe essere un altro.

    Advocatus, non ho capito.

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  13. Unregistered
    advocatus
    Giovedì 21 Agosto 2008 ore 17:30 - Permalink al commento

    Spanish come vai oltre……Pelino mica è lo Stato…

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  14. Lucfan
    Lucfan
    Giovedì 21 Agosto 2008 ore 12:30 - Permalink al commento

    Per “gli elogi” forse è il caso di scrivere un altro post.. la direzione di quest’articolo mi sembrava differente. Personalmente non vedo poi particolari accanimenti o rabbiosità nel citare certi fatti, mica si deve per forza elogiare il lato buono delle cose per discutere di quello che non va.

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  15. Spanish
    Spanish
    Giovedì 21 Agosto 2008 ore 10:35 - Permalink al commento

    Ok, la Chiesa istituzione.

    L’istituzione ‘Chiesa’ è fatta di uomini, quindi è imperfetta. Avremmo, come sempre, persone che fanno del bene e persone che fanno del male. L’unica critica che si può muovere alla Chiesa è non sapere individuare e allontanare le mele marce. Tutto qui.

    Non mi pare poco, ma non credo ci sia bisogno di ricordare la storia d’Italia, piena di inciuci, connivenze, muri di gomma e cospirazioni. La Chiesa viveva e si muoveva in questo ambiente…dovrebbe riconoscerlo e chiedere perdono (magari anche pagare, se la giustizia italiana lo reputa necessario…).

    Detto questo, mi sembra (spero di sbagliare) che ci sia, nel caso della Chiesa Cattolica, un certo accanimento e un certo piacere nel volerne mettere in evidenza i punti deboli. Ho letto molte critiche come quelle qui mosse e pochi elogi su, per esempio, il ruolo della Chiesa nelle zone controllate dalle mafie (dove lo Stato semplicemente non c’è).

    Sinceramente e visto che credo che lo Stato italiano sia lontano dall’essere laico, concentrerei la discussione sul ruolo della Chiesa nella società contemporanea e sulle relazioni che deve avere con lo Stato. Attacchi troppo mirati, quasi rabbiosi (non è il caso…), contro la Chiesa non fanno che rafforzare le posizioni più radicali e conservatrici. Se i cattolici (o altri credenti) avvertono lo Stato come un nemico, difficilmente arriveremo alla convivenza laica e pacifica che auspichiamo. Ancor più necessaria se pensiamo che il nostro Paese sta cambiando e altre religioni stanno prendendo forza…

    [Rispondi]

  16. Lucfan
    Lucfan
    Martedì 19 Agosto 2008 ore 11:53 - Permalink al commento

    A me pare che sin dagli esordi l’articolo ponga l’accento proprio sulla chiesa istituzione fatta di persone e di fatti che non aiutano nè la religione nè i legami o “connivenze” (come sarebbe meglio chiamarle) con lo stato e la politica.
    Un referendum non credo sia utile, sarebbe come dire sport si o sport no mentre è utile discutere degli atleti dopati che rovinano lo sport.

    [Rispondi]

  17. Spanish
    Spanish
    Martedì 19 Agosto 2008 ore 11:45 - Permalink al commento

    Il rischio è sempre lo stesso: trasformare la discussione sui rapporti Stato-Chiesa in un referendum Chiesa sí-Chiesa no (o Chiesa buona- Chiesa cattiva).

    Parlare dei finanziamenti alla Chiesa e delle relazioni di uno Stato laico con le religioni è una cosa. Parlare delle responsabilità delle persone che formano la Chiesa-istituzione e degli intrecci di questa con la politica nazionale è ben altra.

    [Rispondi]

  18. Unregistered
    emmaus
    Lunedì 18 Agosto 2008 ore 16:03 - Permalink al commento

    L’articolo di Pelino riporta i fatti…io riporto i nomi: Don Alex Zanotelli, Don Giusappe Diana, Don Luigi Ciotti, Don Oreste Benzi, Don Pino Puglisi, Padre Bruno Forte…….

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  19. Lucfan
    Lucfan
    Giovedì 14 Agosto 2008 ore 11:35 - Permalink al commento

    L’articolo di Ezio Pelino riporta dei fatti, gravi e sconcertanti… discutere solo sul come e sul fatto se sia giusto finanziare la chiesa cattolica puo’ anche servire, ma non aiuta a comprendere perche’ in Italia molte persone non credono agli “uomini” che rappresentano la chiesa, la decadenza della fede cattolica non e’ un fatto di moda, secondo me e’ imputabile proprio alla mancanza di trasparenza e ai muri di gomma che sono stati alzati per impedire di far luce su tanti fatti…
    Si puo’ avere molta fede e nello stesso tempo non credere a certe persone, alle aberrazioni, ai paradossi, alle incongruenze…tantissime, forse troppe.

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  20. Spanish
    Spanish
    Giovedì 14 Agosto 2008 ore 09:19 - Permalink al commento

    Vasto, prima di tutto, meglio citare le fonti, no? Comunque, tutto quello che dici mi fa pensare, come ho già detto, che il meccanismo di finanziamento alle religioni vada rivisto, non cancellato. Infine, fare dei paragoni con le altre religioni è fuorviante. Bisogna prima parlare di teologia, dottrina sociale e morale di ogni religione…Per esempio, la dichiarazione di Maria Bonafede che chiude il tuo pezzo rivela una certa idea circa l’intervento di Dio nella vita degli uomini. Idea che probabilmente non verrebbe accettata da altre religioni.

    Tutto questo senza stare a precisare che i soldi che la Chiesa riceve per la conservazione e salvaguarda del patrimonio artistico si giustificano in altra maniera…

    Davide, la posizione della Chiesa su alcuni temi è scontata. Io non critico la posizione (chi sono io per dire al Papa e ai cattolici che devono fare?), critico il tentativo (ben riuscito) di imporre la morale cattolica ad uno Stato laico. Lì è la mia critica.

    Infine critico lo Stato, incapace di coprire quegli spazi sociali che oggi sono coperti dalla Chiesa. Per quello parlavo di delega: dalla supplenza si è passati ad un vera e propria delega.

    [Rispondi]

  21. Unregistered
    Davide1971
    Giovedì 14 Agosto 2008 ore 00:11 - Permalink al commento

    Ciao Spanish devo complimentarmi con te per il tuo pezzo che e’ veramente molto ben fatto.Allora nel commento parli di DELEGA .io parlerei di SUPPLENZA ,perche’ lo Stato dovrebbe fare in modo che i giovani non si perdano nel tunnel della droga,non abbandonino a 14 anni la scuola,non diventino dei bulli,non si prostituiscano per avere l’abito alla moda o peggio diventare dei criminali.Lo Stato non era e forse anche oggi non e’ capace di farlo .La Chiesa nel nome di Cristo(….) e’ sul campo tutto l’anno e tramite il Parroco ,gli educatori e i /le catechisti SUPPLISCE al deficit di uno Stato che c’e’ solo sulla carta e a parole,ma nei fatti e’ molto fumoso e vacuo.Tempo fa a Palazzo d’Avalos c’era quel prete che combatte la mafia(non ricordo il nome) e io parlavo in quei giorni proprio su Vastesi .com sul fatto che qui a Vasto la mafia non c’e’.Ebbene lui mi ha fatto cambiare idea dopo che mi ha posto questo quesito e cioe’ “Si spaccia droga a Vasto? Se Si e’ la risposta allora si puo’ dire che la mafia c’e’ ed e’ radicata!”.La Chiesa e’ un ottimo modo per far in modo che i nostri giovani non diventino schiavi della droga e che crescano con i principi giusti.I Parroci sono uomini e naturalmente una percentuale non e’ all’altezza dell’importante ruolo che ricopre,ma questo e’ un difetto che storicamente c’e’ sempre stato.Come ad esempio un personaggio molto conosciuto in negativo descritto dal Manzoni e cioe’ Don Abbondio,da lui descritto come un vaso di coccio in mezzo a vasi di ferro.Io ho un ricordo molto bello di un prete che passava a scuola in Via Della Liberta’ che si chiamava Don Vecchietti ,mi faceva fare sempre il Chirichetto ai matrimoni.I Salesiani hanno portato via dalle strade e dalle cattive amicizie addirittura imparandogli un lavoro ,migliaia e migliaia di ragazzi.Io invidiavo molto ad esempio i Boy scout ,volevo diventare uno di loro,ma non fa nulla….La Chiesa deve continuare a costruire una societa’ migliore perche’ anche oggi lo Stato non e’ ancora del tutto padrona della situazione.”Vasto” perche’ non snoccioli anche i dati positivi della Chiesa.Spanish la Chiesa non puo’ giustificare mai e poi mai che due donne o due uomini si sposino tra di loro,e’ palesemente ovvio.Il Vangelo e’ talmente chiaro e naturalmente anche l’Aborto.Come fanno a giustificare l’uccisione di un feto che di li’ a pochi mesi e’ un individuo vero e proprio?Sono questi i temi che trovera’ sempre contrari i vertici della Chiesa .I costi della Chiesa sono enormi e quindi le entrate …Ho partecipato al Pizza Day di S.Antonio Abate (SMSS) e un punto che ha voluto chiarire il Parroco e’ stato che il lucro e’ l’ultima cosa.L’obbiettivo e’ creare una Comunita’ che cresca con principi sani,basta che vedete le foto e noterete come tutti lavorino per la Comunita’ con l’ausilio di tutti(donne,uomini,anziani e bambini).Adesso mi viene in mente una domanda che fece Bruno Vespa a Gianni Agnelli e cioe’ ” Avere la Fiat per l’Italia e’ stato un vantaggio o un danno” Agnelli rispose “Non lo so ,sicuramente e’ piu’ moderna!”. Avere la Chiesa in Italia e’ stato un vantaggio o un danno…Saludos

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  22. Unregistered
    Vasto
    Mercoledì 13 Agosto 2008 ore 15:53 - Permalink al commento

    … e il tutto nel nome di Cristo !!!

    [Rispondi]

  23. Unregistered
    Vasto
    Mercoledì 13 Agosto 2008 ore 15:52 - Permalink al commento

    Le campagne dell’ “otto per mille” della Chiesa cattolica, che ogni primavera invadono l’ etere, Rai, Mediaset e radio nazionali, sono considerate nel mondo pubblicitario un modello di comunicazione. Ben girate, splendida fotografia, musiche di Morricone, storie efficaci, a volte indimenticabili. Chi non ricorda quella del 2005, imperniata sulla tragedia dello tsunami? Lo spot apre su un fragile villaggio di capanne, dalla spiaggia i pescatori scalzi scrutano l’ orizzonte cupo. Voce fuori campo: “Quel giorno dal mare è arrivata la fine, l’ onda ha trasformato tutto in nulla”. Stacco sul logo dell’ otto per mille: “Poi dal niente, siete arrivati voi. Le vostre firme si sono trasformate in barche e reti”. Zoom su barche e reti. “Barche e reti capaci di crescere figli e pescare sorrisi”. Slogan: “Con l’ otto per mille alla Chiesa cattolica, avete fatto tanto per molti”. Un capolavoro. La campagna 2005, affidata come le precedenti alla multinazionale Saatchi & Saatchi, secondo Il Sole 24 Ore è costata alla Chiesa nove milioni di euro. Il triplo di quanto la Chiesa ha poi donato alle vittime dello tsunami, tre milioni (fonte Cei), lo 0,3 per cento della raccolta. Nello stesso anno, l’Ucei, l’ unione delle comunità ebraiche italiane, versò per lo Sri Lanka e l’ Indonesia 200 mila euro, il 6 per cento dell’ “otto per mille”. Un’ offerta in proporzione venti volte superiore, in un’ area dove non esistono comunità ebraiche.

    Gli spot della Chiesa cattolica sono per la maggioranza degli italiani l’unica fonte d’informazione sull’ otto per mille. Consegue una serie di pregiudizi assai diffusi. Credenti e non credenti sono convinti che la Chiesa cattolica usi i fondi dell’ otto per mille soprattutto per la carità in Italia e nel terzo mondo. Le due voci occupano la totalità dei messaggi, ma costituiscono nella realtà il 20 per cento della spesa reale, come conferma Avvenire, che pubblica per la prima volta il resoconto sul numero del 29 settembre. L’ 80 per cento del miliardo di euro rimane alla Chiesa cattolica.

    Tanto meno gli spot cattolici si occupano d’ informare che le quote non espresse nella dichiarazione dei redditi, il 60 per cento, vengono comunque assegnate sulla base del 40 per cento di quanto è stato espresso e finiscono dunque al 90 per cento nelle casse della Cei. Questo compito in effetti spetterebbe allo Stato italiano. Lo Stato avrebbe dovuto illustrare e giustificare ai cittadini un meccanismo tanto singolare di “voto fiscale”, unico fra i paesi concordatari.

    In Spagna per esempio le quote non espresse nel “cinque per mille” restano allo Stato. In Germania lo Stato si limita a organizzare la raccolta dei cittadini che possono scegliere di versare l’ 8 o 9 per cento del reddito alla Chiesa cattolica o luterana o ad altri culti. Il principio dell’ assoluta volontarietà è la regola nel resto d’ Europa. Lo Stato italiano lo adotta infatti per il “cinque per mille”. Anzi, fa di peggio. Il “cinque per mille” è nato nel 2006 per destinare appunto lo 0,5 dell’ Irpef (660 milioni di euro, stima ufficiale delle Entrate) a ricerca e volontariato. Nel primo (e unico) anno hanno aderito il 61 per cento dei contribuenti, contro il 40 dell’ “otto per mille”: un successo enorme.

    Le sole quote volontarie ammontano a oltre 400 milioni. Ma con la Finanziaria del 2007 il governo ha deciso di porre un tetto di 250 milioni al fondo, che si chiama sempre “cinque per mille” ma è ridotto nei fatti a meno del due. Le quote eccedenti verranno prelevate dall’ erario. Con una mano lo Stato dunque regala 600 milioni di quote non espresse alla Cei e con l’ altra sottrae 150 milioni di quote espresse a favore di onlus e ricerca. Nella stessa pagina del modulo 730 il “voto fiscale” espresso da un cittadino in alto a favore delle chiese vale in termini economici quattro volte il voto nel “cinque per mille”. Perché due pesi e due misure? Lo Stato in diciassette anni non ha speso una parola pubblica, uno spot, una pubblicità Progresso, per spiegare il senso, il meccanismo e la destinazione reale dell’ otto per mille. Ed è l’ unico “concorrente” che ne avrebbe i mezzi, oltre al dovere morale. Gli altri (Valdesi, Ebrei, Luterani, Avventisti, Assemblee di Dio) dispongono di fondi minimi per la pubblicità, peraltro regolarmente denunciati nei resoconti. Mentre la Chiesa cattolica è l’ unica a non dichiarare le spese pubblicitarie, riprova di scarsa trasparenza. L’ unica voce a rompere il silenzio dello Stato fu nel 1996 quella di una cattolica, come spesso accade, la diessina Livia Turco, allora ministro per la Solidarietà. Turco propose di destinare la quota statale di otto per mille a progetti per l’ infanzia povera. Il “cassiere” pontificio, monsignor Attilio Nicora, rispose che “lo Stato non doveva fare concorrenza scorretta alla Chiesa”.

    Fine del dibattito. Oggi Livia Turco ricorda: “Nella mia ingenuità, pensavo che la mia proposta incontrasse il favore di tutti, compresa la Chiesa. L’ Italia è il paese continentale con la più alta percentuale di povertà infantile. Al contrario la reazione della Chiesa fu durissima, infastidita, e dalla politica fui subito isolata. Ho vissuto quella vicenda con grande amarezza”. La politica non ha mai più osato fare “concorrenza” alla Chiesa cattolica, anzi l’ ha favorita con un pessimo uso del fondo. Nel 2004 i media hanno dato grande risalto alla trovata del governo Berlusconi di utilizzare 80 dei 100 milioni ricevuti dall’ otto per mille per finanziare le missioni militari, in particolare in Iraq. Degli altri venti milioni, quasi la metà (44,5 per cento) sono finiti nel restauro di edifici di culto, quindi ancora alla Chiesa. La percentuale di “voti” allo Stato italiano è crollata dal 23 per cento del 1990 all’ 8,3 del 2006.

    All’ atteggiamento remissivo dello Stato italiano ha fatto da contraltare una crescente aggressività da parte delle gerarchie ecclesiastiche e soprattutto dei politici al seguito, cattolici e neo convertiti, nel rivendicare il denaro pubblico. In agosto, quando la commissione europea ha chiesto lumi al governo Prodi sui privilegi fiscali del Vaticano, nell’ ipotesi si tratti di “aiuti di Stato” mascherati, l’ ex ministro Roberto Calderoli, già protagonista delle battaglie anticlericali della Lega anni Novanta, ha chiesto al Papa di “scomunicare l’ Unione Europea”. Rocco Buttiglione ha avanzato un argomento in disuso fra gli intellettuali dai primi del ‘900, ma oggi di gran moda. Secondo il quale i privilegi concessi dalla Stato al Vaticano sarebbero “una compensazione per la confisca dei beni ecclesiastici dello Stato Pontificio”. Un revanscismo già sepolto dalla Chiesa del Concilio. Nel 1970 Paolo VI aveva “festeggiato” con la visita in Campidoglio la breccia di Porta Pia: “atto della Provvidenza”, una “liberazione” per la Chiesa da un potere temporale che ne ostacolava l’ autentica missione. Joseph Ratzinger scrive ne “Il sale della terra”: “Purtroppo nella storia è sempre capitato che la Chiesa non sia stata capace di allontanarsi da sola dai beni materiali, ma che questi le siano stati tolti da altri; e ciò, alla fine, è stata per lei la salvezza”. La legge 222 del 1985 istitutiva dell’ otto per mille, perlopiù sconosciuta ai polemisti, in ogni caso non accenna ad alcuna forma di “risarcimento” per le confische (argomento insensato nell’ Italia di vent’ anni fa).

    Lo scopo primario della legge di revisione del Concordato fascista del ‘29 era di garantire un sostituto della “congrua”, ovvero lo stipendio di Stato ai sacerdoti. Nei primi anni lo Stato s’ impegnava infatti a integrare l’ otto per mille, fino a 407 miliardi, nel caso di una raccolta insufficiente per pagare gli stipendi. In cambio il Vaticano accettava che una commissione bilaterale valutasse ogni tre anni l’ ipotesi di ridurre l’ otto per mille nel caso contrario di un gettito eccessivo. Ora, dal 1990 al 2007, l’ incasso per la Cei è quintuplicato e la spesa per gli stipendi dei preti, complice la crisi di vocazioni, è scesa alla metà, dal 70 al 35 per cento. Eppure la commissione italo-vaticana non ha mai deciso un adeguamento. Perché? Senza avventurarsi in filosofia del diritto, si può forse raccontare il percorso di uno dei componenti laici della commissione, Carlo Cardia. Il professor Cardia, insigne giurista di formazione comunista, consigliere di Enrico Berlinguer e Pietro Ingrao, ha esordito da fiero “difensore del diritto negato in Italia all’ ateismo” (”Ateismo e libertà religiose”, De Donato, 1973).

    Nel 2001 è Cardia a invocare una riduzione dell’ otto per mille, in un saggio pubblicato dalla presidenza del consiglio: “Dall’ otto per mille derivano ormai alla Chiesa cattolica, meglio: alla Cei, delle somme veramente ingenti, che hanno superato ogni previsione. Si parla ormai di 900-1000 miliardi l’ anno di lire. Il livello è tanto più alto in quanto il fabbisogno per il sostentamento del clero non supera i 400-500 miliardi. Ciò vuol dire che la Cei ha la disponibilità annua di diverse centinaia per finalità chiaramente “secondarie” rispetto a quella primaria del sostentamento del clero; e che lievitando così il livello del flusso finanziario si potrebbe presto raggiungere il paradosso per il quale è proprio il sostentamento del clero ad assumere il ruolo di finalità secondaria”. Previsione perfetta. “Tutto ciò - concludeva Cardia - porterebbe a vere e proprie distorsioni nell’ uso del danaro da parte della Chiesa cattolica; e, più in generale, riaprirebbe il capitolo di un finanziamento pubblico irragionevole che potrebbe raggiungere la soglia dell’ incostituzionalità se riferito al valore della laicità quale principio supremo dell’ ordinamento”. Nel tempo il professor Cardia è diventato illustre collaboratore di Avvenire, il giornale dei vescovi. I suoi temi sono cambiati: l’ apologia del rapporto fra i giovani e Benedetto XVI, la lotta ai Dico, l’ esaltazione del Family Day.

    Ciascuno naturalmente ha il diritto di cambiare idea. Ma è opportuno che, avendole cambiate sul giornale della Cei, continui a far parte di una commissione governativa chiamata a stabilire quanti soldi lo Stato deve versare alla Cei? Nell’ ultimo editoriale su Avvenire il professor Cardia tuona contro l’ inchiesta di Repubblica, “una delle più colossali operazioni di disinformazione degli ultimi tempi”. Senza contestare nel merito un singolo dato, nega con veemenza che la Chiesa costi troppo agli italiani e s’ indigna per “l’ indecente” accostamento con la “casta”. E’ lo stesso professor Cardia che il 20 febbraio scorso dichiara in un’ intervista: “Io porterei la quota dell’ otto per mille al sette, vista l’ imponente massa di danaro che smuove. Basti pensare che dall’ 84 a oggi nessuno, se non per controversie politiche, vi ha posto mano”.

    Con le altre confessioni lo Stato è assai meno generoso. In risposta a un’ interrogazione dei soliti radicali, nel luglio scorso il ministro Vannino Chiti ha citato come prova della bontà del meccanismo “il fatto che anche i valdesi hanno chiesto e ottenuto le quote non espresse”. Chiesto sì, ottenuto mai. Incontro la “moderatrice” della Tavola Valdese, Maria Bonafede, il “Ruini” dei valdesi, nella modesta sede vicino alla Stazione Termini. “Per motivi etici avevamo rinunciato alle quote non espresse, ma nel 2000, visto l’ uso che ne faceva lo Stato, le abbiamo chiese. Abbiamo incontrato governi di destra e di sinistra, il vecchio Letta e il nuovo. Ogni volta ci rinviano. Se la ottenessimo oggi, la vedremmo solo nel 2010. Lo Stato anticipa i soldi alla Cei, ma agli altri li versa con tre anni di ritardo”.

    Ai valdesi sono andati nel 2006 circa 5 milioni 700 mila euro, ma avrebbero diritto a oltre 13 milioni. Il resto lo trattiene lo Stato. La Tavola Valdese usa i soldi dell’ otto per mille al 94 per cento per la carità e il rimanente alla pubblicità. I pastori valdesi vivono delle donazioni spontanee. Lo stipendio base, uguale dalla “moderatrice” all’ ultimo pastore, è di 650 euro al mese. Maria Bonafede spiega: “I soldi dell’ otto per mille arrivano dalla società e vi debbono tornare. Se una Chiesa non riesce a mantenersi con le libere offerte, è segno che Dio non vuole farla sopravvivere”.

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  24. Spanish
    Spanish
    Mercoledì 13 Agosto 2008 ore 13:44 - Permalink al commento

    Sulle possibilità economiche della Chiesa e sul suo patrimonio, possiamo discutere. Non ho dati, ma non penso che si possa permettere il lusso di costruire molte chiese. Mi sembra facile pensare che la maggior parte del patrimonio della Chiesa sia al servizio dei fedeli e non penso che il Vaticano decida di vendersi, che ne so, un oratorio per poi costruire una chiesa. O si vende il Mosé di Michelangelo per costruire un oratorio…è uguale.

    Lo Stato italiano è laico, assodato. Ma laico significa non rispondere più alle esigenze sociali? Non deve solo perchè si tratta di un’esigenza religiosa? O magari perchè si tratta di un’esigenza dei cattolici? Io non faccio differenze di religione, chiariamo. Se un domani a Vasto ci fosse un’importante comunità di un’altra confessione, direi lo stesso.

    A proposito di tasse…tu hai mai giocato nell’Aragona? Io no. Non ho mai giocato in quel campo, non sono mai andato a vedere una partita della Pro Vasto e, se ti dico la verità, mi da fastidio che tutte le domeniche di campionato la partita di turno assorba parte delle forze dell’ordine: poliziotti e carabinieri che dovrebbero essere destinati ad altri scopi. Il tutto è pagato anche con le mie tasse e le società di calcio hanno molti, molti soldi.

    Allora, il comune della Città del Vasto deve ’salvare’ la Pro Vasto, ma non deve costruire una chiesa? C’è un passaggio logico che mi sfugge…

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  25. Unregistered
    Vasto
    Mercoledì 13 Agosto 2008 ore 13:23 - Permalink al commento

    e poi , scusami, perkè io contribuente laico dovrei partecipare con le mie tasse alla costruzione di luoghi di culto se culto non ho ??

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  26. Unregistered
    Vasto
    Mercoledì 13 Agosto 2008 ore 13:22 - Permalink al commento

    primo perkè in Italia il cattolicesimo non è più religione di Stato e poi perkè la Chiesa con tutti i soldi che possiede può benissimo costruire Chiese a luoghi di culto con il proprio patrimonio economico

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  27. Spanish
    Spanish
    Mercoledì 13 Agosto 2008 ore 13:18 - Permalink al commento

    Ma perchè uno Stato laico non dovrebbe dare contributi ad una religione? Non credo che l’organizzazione laica dello Stato significhi ignorare i bisogni spirituali dei cittadini…

    Esempio spicciolo e vicino a noi: il quartiere San Michele negli ultimi anni è cresciuto spaventosamente. Se il 70-80% dei residenti chiedono la costruzione di una chiesa, davvero pensi che sia cosí sbagliato che lo Stato contribuisca?

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  28. Unregistered
    Vasto
    Mercoledì 13 Agosto 2008 ore 12:31 - Permalink al commento

    io partire da questo presupposto:
    lo stato italiano è uno stato laico dove la religione cattolica non è + religione di stato … dove voglio arrivare è chiaro !!!

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  29. Spanish
    Spanish
    Mercoledì 13 Agosto 2008 ore 11:07 - Permalink al commento

    Purtroppo è difficile parlare di Chiesa con imparzialità. Ma se gli oratori, la parrocchia e i curati di campagna hanno l’importanza che hanno, è per un deficit nazionale. Nel senso che negli anni lo Stato ha delegato alcune funzioni alla Chiesa. Storicamente, non è stato un caso e i religiosi hanno dovuto pagare un prezzo “politico” per avere dei benefici. Da qui, secondo me, l’intreccio che dovrebbe essere fermato tra Fede e Politica. Ma è una questione culturale prima che economica.

    Lo Stato, e di conseguenza la Società, in una certa misura ha bisogno della Chiesa-istituzione. Oratori, scuole, ospedali, centri di accoglienza, etc…la Chiesa supplisce mancanze e lo fa ad un prezzo relativamente basso. Il resto so’ chiacchiere. I finanziamenti vanno rivisti perchè siamo in un periodo di difficoltà. Se non ci sono soldi, non ci sono neanche per la Chiesa. Ma non vanno rivisti perchè sono soldi che vanno alla Chiesa. Del resto, non sono solo i cattolici a ricevere denari…

    Altro discorso, che poi mi sembra il vero problema, è il ruolo dei cattolici nella politica. A molti, non va giù che i cattolici dicano la loro e vorrebbero punire (o controllare) la Chiesa attraverso la minaccia dei soldi. Parli troppo? ti diminuisco i finanziamenti…questo è quello che si sta cercando di fare.

    Faccio un esempio attuale, per capirci. Quando su ‘Famiglia Cristiana’ esce un editoriale che critica l’attuale Governo, la discussione che si apre non è sui valori cristiani, sul Messaggio Evangelico e su la Missione Evangelica e sui risvolti politici che possono avere. Al contrario si apre una discussione politica (bassa politica, direi) sull’opportunità e il ‘diritto’ dei cattolici di fare politica. Perchè? Perchè i politici si aspettano una sorta di imparzialità da un’istituzione che gode di alcuni privilegi (giustificati o no, poco importa). La domanda è: la Chiesa ha bisogno dei politici o i politici hanno bisogno della Chiesa?

    Il ‘potere’ della Chiesa da che dipende? dai soldi che riceve o dalla maggioranza (trasversale) cattolica che davvero controlla il Paese? Se c’è, come credo, questa maggioranza, allora mi sa tanto che sono i politici che hanno bisogno della Chiesa.

    PS: Davide, l’allontanamento dalla Chiesa non va confuso con l’anticlericalismo: si può non essere d’accordo con i cattolici e rispettare la Chiesa. Il problema è un altro: ci sono alcuni problemi sociali che la Chiesa non vuole affrontare. Ci sono persone che non si identificano con la morale cattolica e non capiscono perchè questa morale gli debba essere imposta. Purtroppo parliamo di diritti fondamentali che vengono disattesi perchè alcune riforme (necessarie) sono bloccate dai cattolici. Ma questo è un altro tema…

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  30. Unregistered
    Davide1971
    Martedì 12 Agosto 2008 ore 23:41 - Permalink al commento

    Per dirla alla Spanish…IO NON SONO DACCORDO! Ma come l’unica struttura che costruisce una societa’ solidale,una societa’ che almeno in Chiesa non litiga viene additata come se fosse un costo.Ma dai …L’Italia caro il mio Ezio Pelino se non era per la Chiesa sarebbe stata cancellata da tutti gli eventi che si sono susseguiti nei millenni passati.Qualche settimana fa ho domandato al Cancelliere della Curia il motivo perche’ oggi molti giovani siano dichiaratamente e orgogliosamente ANTICLERICALI.Lui mi ha risposto con una parola semplice e in modo categorico e cioe’ LA MODA. Oggi e’ di moda sparare sulla Croce Rossa! Perche’ non dice invece quanto ci costano i vari sindacati,i vari boschetti della politica e tutto il resto. Gia’ perche’ il pelino non dice quanto ci costano le cose turche che hanno combinato in regione e nella nostra Nazione i vari cesaroni inquartati e tutti insieme ammazzoccati a far man bassa dei denari pubblici? Senza la Chiesa cari ,ora avevamo si ,l’anello al naso o il libretto rosso (come in Cina). Da sempre le grandi opere architettoniche e artistiche sono state commissionate dalla Chiesa e se oggi possiamo fregiarsi di essere la Nazione con la percentuale di opere d’arte piu’ alta del pianeta e’ anche opera loro. Qui a Vasto tra un mese verra’ posta la prima pietra di una nuova Chiesa e nello specifico si chiamera’ S.Maria del Sabato Santo sara’ certamente la piu’ capiente della Citta’.Ci saranno investimenti pari a tre milioni e mezzo di euro,e sara’ totalmente al servizio dei fedeli Cattolici Cristiani.Perche’ allora non parliamo dei Salesiani con tutte le loro attivita’ didattiche (sempre che non chiuda !) e tutte le attivita’ legate alla Fede .Andate sul sito della Chiesa http://www.smss.it e vedrete quante attivita’ si svolgono a S.Michele e a S.Antonio Abate e siamo solo all’inizio.Quanti ragazzi sono morti per colpa della delinquenza e della vita sregolata di chi non ha avuto la fortuna di frequentare gli oratori? Certamente migliaia e migliaia. Chi sono coloro, che senza farsi belli davanti agli altri fanno i salti mortali per aiutare famiglie povere abbandonate e deboli se non i Parroci piu’ volenterosi e le strutture solidaristiche Cattoliche?A Vasto non sembra ma ci sono tante famiglie con problemi economici ed e’ anche alla Chiesa se si trovano soluzioni.Per favore non parliamo di costi della chiesa Cattolica,ma dei Vantaggi che la Chiesa Cattolica riversa su uomini e donne di tutti i ceti sociali ed eta’.Saludos

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  31. Spanish
    Spanish
    Martedì 12 Agosto 2008 ore 12:59 - Permalink al commento

    Il meccanismo di finanziamento e tassazione, secondo me, va rivisto.

    Però non si puó affrontare il problema delle relazioni tra lo Stato e le religioni cosí come fa vasto13…facciamo un gran minestrone. La storia di Disney, poi…dai un po’ di serietà.

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  32. Unregistered
    vasto13
    Martedì 12 Agosto 2008 ore 11:07 - Permalink al commento

    Condivido pienamente, per non parlare dell’enorme danno che ha fatto alla nostra societa’ e al danno incommensurabile che ha fatto alla dignita’ delle donne. L’Italia il paese delle mezze verita’, il paese dei balocchi… dove un mafioso palesemente smerdato sta alla presidenza del consiglio. Ringraziamo la chiesa e berlusconi e tutti i suoi seguaci, per il bel regalino che ci hanno fatto. Povera Italia poveri noi. GIovani se volete vivere dignitosamente andatevene da qui. E sopratutto ultimo punto da sottolineare in questo paese, e vorrei fare un appello a tutti i genitori: non portate i vostri figli a vedere cartoni della disney , sono ricchi di messaggi subliminali riguardanti il sesso e il diavolo. guardate questo video e giudicate da soli.
    http://www.youtube.com/watch?v=k_H7M1yg2jw

    Forse si spiega perche’ i bambini a 6 anni hanno gia’ addosso la rabbia e la violenza . grazie alla tv e a i video giochi.

    Buon ferragosto.

    http://www.disinformazione.it
    oltre la verita’ ufficiale.

    Internet è stata la nostra salvezza.

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