Vasto citta’ dormitorio?
Non si puo’ fare a meno di notare attraversando la miriade di strade e viuzze della nostra Citta’ che lentamente ma inesorabilmente le attivita’ commerciali stanno scomparendo. Corso Europa,Via Ciccarone,Via Del Porto,Via Verdi ,Corso Nuova Italia ecc, ecc, hanno negozi vuoti,con un tabellino spesso scolorito dal tempo con su scritto AFFITTASI. Quali sono i motivi che non rendono sufficentemente remunerativo avere un attivita’ commerciale? Perche’ le nuove generazioni non si sentono abbastanza motivati nel voler proseguire l’attivita’ dei genitori? Vasto sino a qualche lustro fa era appetibile come luogo dove avere un negozio commerciale o artigianale, ma oggi e’ sotto gli occhi di tutti che c’e’ qualcosa che non quadra. Innanzitutto la burocrazia e’ molto complessa e contraddittoria,la concorrenza e’ fortemente sbilanciata a favore dei centri commerciali che hanno la sistematica tattica di regalare alcuni prodotti per attirare i consumatori(alla stregua della pastura utilizzata per i pesci)e poi come non far caso ai tanti e variegati venditori multicolori che vagano con borsoni in tutta la citta’. Avere un attivita’ comporta cosi’ tanti obblighi e rischi che per i guadagni netti che si riescono a realizzare non si copre il tanto tempo che bisogna dedicarci. Vanno avanti che ad esempio chi e’ tutelato dalla Stato e cioe’ Tabacchi e benzinai,ma gli altri…Il commercio al minuto deve essere incentivato,detassato e aiutato,altrimenti finiranno per chiudere mano mano che faticosamente raggiungeranno l’eta’ pensionabile. Il 31 agosto 2008 ha cessato l’attivita’ anche il Grande Roberto Menna. Lo Stato e’ cosi’ sciocco che non fa nulla per incentivare i giovani ad aprire un negozio,ma si puo’ annoverare come il nemico numero uno. Ecco perche’ secondo la mia modesta opinione e’ molto piu’ comodo fare il dipendente.
Cordiali saluti da Davide1971
'Vasto citta’ dormitorio?' ha ricevuto 2 commenti:
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Lunedì 8 Settembre 2008 ore 11:35 - Permalink al commento
Le amministrazioni che si sonno succedute negli anni hanno progettato tutto per fare di Vasto una città dormitorio. Hanno pensato di potere arricchire le loro tasche e poi la città con la speculazione edilizia. Risultato, le case crescono del 100% gli abitanti del 10% l’anno. Mancano i servizi pubblici è questo quello che ci sta rendendo una città dormitorio….
Per il discorso commercianti dissento da Davide. Nel suo post Davide punta ad una Vasto di altri tempi. Guardando un po all’andazzo generale italiano i piccoli commercianti pigri ed indolenti sono destinati a chiudere e a soccombere allo strapotere dei centri commerciali. Che poi diciamoci la verità i piccoli commercianti non vanno a comprare ciò che non vendono al centro comemrciale??
Provocazioni a parte il mio non è un attacco ai commercianti, ma ad un vecchio modo di pensare che riemerge dal contenuto del post di Davide. Tutto potrebbe essere riassunto in un “Se non vendo è colpa degli altri” Ogni scusa è buona per dare addosso ai centri commerciali o all’abusivo senza però guardare alle inadempienze della propria attività e ad i propri limiti.
Gli esercizi che hanno sposato la qualità o che offrono un servizio in più (es. frutta a domicilio) risultano vincenti.
I piccoli commercianti vastesi dovrebbero smettere di farsi la guerra e consorziarsi o almeno far sentire la loro voce. Capiamoci, non lamentele ma proposte, fatti.
Dovrebbero essere i primi a spingere per l’università. I primi ad investire sui loro esercizi commerciali migliorandoli. I primi a sponsorizzare un TV locale degna di questo nome. I primi a voler pedonalizzare il centro e a pretendere parcheggi “bianchi” fuori dal centro e servizio navetta. I primi a volere piazze e spazi ricreativi anche nella città nuova. Perchè tutto ciò non avviene??
Perchè ci si ostina a ragionamenti come quelli su citati. Eppure attività che hanno recepito la lezione qualità esistono. Negozi di salumi, di latticini, di cuoio e gadget vari stanno fortunatamente consolidando o ripopolando il centro storico……
Insomma non ci si lamenti ma si investi sulle attività e si prema per l’Università cosi potranno rinascere anche i negozi stile “piccolo market sfigato dai prezzi elevatissimi sotto casa”.
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Domenica 7 Settembre 2008 ore 09:18 - Permalink al commento
Il titolo è un po’ fuorviante, se posso permettermi. Comunque, che io sappia, la normativa per l’apertura di un’attività commerciale è molto più snella ora che qualche anno fa. Se non sbaglio, grazie a una delle riforme di Prodi. Poi, ci sono una serie di aiuti ai giovani e alle donne che potrebbero aiutare.
Diverso è il problema di una Vasto-dormitorio. Diverso ma probabilmente collegato a quanto dici: se non vivi nel tuo quartiere, non compri. Lí le responsabilità sono chiare. Chi ha voluto far costruire a destra e a manca, pensando di portare così ricchezza a Vasto, ha sbagliato. Non l’ha fatto seguendo un piano preciso, prevedendo servizi, strade, spazi verdi e di aggregazione, ma ha cercato di mettere delle pezze alle situazioni assurde che la crescita spropositata ha creato. Ha rincorso il costruttore, non l’ha guidato. Situazioni emblematiche sono la zona della circonvallazione e l’Incoronata. Secondo me, lì dobbiamo cercare le responsabilità anche di questo danno.
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