- .: Opinione
Otto per mille
Sul “Corriere della Sera” del 20 settembre il lettore Mario Lupoli, deprecando il calo delle preferenze degli italiani verso l’otto per mille alla Chiesa, ne esalta il grande ruolo caritatevole e assistenziale.
Fosse vero! Dalla fonte Cei si apprende, invece, che la Chiesa cattolica destina alla carità solo il 20% di quanto riceve dall’8X1000 e che spende per pubblicità, affidata alla multinazionale Saatchi & Saatchi, la bella somma di 9 miliardi, cioè il triplo di quanto destinò alle vittime dello tsunami.
Non è accettabile che lo Stato, pur essendo nello specifico concorrente con la Chiesa, desista dal fare pubblicità a proprio favore e rimanga del tutto inerte. Nel 1996, Livia Turco, allora ministro della sanità, propose di destinare la quota statale dell’otto per mille a progetti per l’infanzia povera. Gli rispose il cassiere pontificio, monsignor Attilio Nicora, sostenendo che “lo Stato non doveva fare concorrenza scorretta alla Chiesa”. Trovava scorretta una concorrenza virtuosa a favore dei bisognosi, ne voleva l’esclusiva, ma solo per un quinto delle provvigioni di cui disponeva!
Ezio Pelino
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