Nasce Abruzzo ADR-L
Dal sito del Comitato NATURAVERDE:
Operazione ADR-L
http://comitatonaturaverde.blogspot.com/2008/10/operazione-adr-l.html
Centro Oli: nasce ABRUZZO ADR-LNelle serata di ieri (N.B. “l’altroieri) il popolo abruzzese (lo stesso che le multinazionali del petrolio considerano “ a basso rischio politico”) si è attivato ed ha costituito, di fatto, ABRUZZO Assunzione Di Responsabilità (Limitata).
Che significa? ADR-L vuol dire che, di fronte alla forte accelerazione impressa dall’ENI (vedasi l’ultimatum nei confronti degli ultimi 2 proprietari terrieri e la minaccia di chiedere loro il risarcimento danni) per acquisire gli ultimi due lotti di terreno destinati al Centro Oli, il popolo abruzzese ha deciso di opporre una vera e propria muraglia umana costituendosi garante di questi eroici “resistenti”.
Nella sola serata di ieri un centinaio di abruzzesi (ognuno, beninteso, nei limiti che la propria coscienza ed il proprio bilancio familiare impone) ha sottoscritto un impegno a farsi garante nei confronti dei 2 proprietari minacciati, accumulando un fondo di garanzia di oltre 150 mila euro.
Ora tocca alle forze economiche (che, se non l’avessero ancora capito, verrebbero azzerate da un Abruzzo petrolizzato dall’Eni e dalle sue consorelle) fare la loro parte.
E, soprattutto, tocca alla classe politica dimostrare di amare questa Regione allo stesso modo, almeno, di quanto stanno facendo semplici operai, contadini ed impiegati.
Hanno risposto al primo appelllo: Angelucci (ex sindaco di Francavilla), Acerbo (ex parlamentare), Allegrino (ConfCommercio di Chieti), Caporale (consigliere regionale) e Basti (direttore ARTA).
Il comune di Pescara, nel frattempo, ha deliberato l’acquisto di un lotto di terreno e lo stesso farà oggi il comune di Francavilla al Mare.
Attendiamo ora che si muovano tutti gli altri comuni della costa e l’ANCI che, lo scorso 1 settembre, si sono impegnati in tal senso.
La nostra sede di Francavilla è aperta tutte le sere per la sottoscrizione di questo impegno civile, paragonabile solo a quello profuso dagli abruzzesi che riuscirono a fermare la Sangro Chimica.Pescara, 7 ottobre 2008
COMITATO NATURA VERDE
Via Nazionale Adriatica Sud
Francavilla al Mare -zona Foro (Pasquini) di fianco alla banca Carichieti e di fronte all’Ufficio Postale
E il Comune di Vasto?
Non aveva già dato il NO istituzionale al centro oli nell’incontro del 1° settembre a Fossacesia?
Ora è il momento dei fatti, le parole non bastano.
- » Contrada Feudo di Ortona su TG3
- » Viaggio a Viggiano
- » Centro Oli, sale l’attenzione della stampa nazionale
- » Potenza, 20 febbraio 2008
- » Da Ortona a Vasto, il popolo dei comitati si mobilita
'Nasce Abruzzo ADR-L' ha ricevuto 8 commenti:
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Domenica 12 Ottobre 2008 ore 23:59 - Permalink al commento
http://www.primadanoi.it/modul.....yid=17253:
Centro Oli. Assunzione di responsabilità:
Natura Verde raccoglie le firme
ORTONA. Sabato e domenica a Piazza Salotto, a Pescara, per raccogliere firme contro il Centro Olii di Ortona. E’ l’ultima iniziativa del Comitato Natura verde per raccogliere adesioni con un vero e proprio atto di “assunzione di responsabilità”.
Il tutto dopo che l’Eni ha minacciato di azioni risarcitorie i due ultimi proprietari che non hanno ancora sotto scritto l’atto di vendita dei terreii dove dovrebbe sorgere l’impianto petrolifero.
Il gazebo ed i volontari stazioneranno dalle 10 alle 20 ed illustreranno i problemi e le ricadute negative del petrolio sulla fiorente attività agricola e turistica dell’ortonese e non solo.
In un manifesto affisso e nel materiale distribuito si dice con chiarezza che tutto l’Abruzzo è minacciato da questa attività estrattiva, visto che sono 13 i permessi rilasciati per le prospezioni petrolifere.
Da registrare che nei giorni scorsi alcuni comuni, tra cui Pescara e Francavilla hanno affiancato questa protesta decidendo di acquistare particelle di terreno per ritardare eventuali espropri. Tra l’altro sono scesi in campo direttamente alcuni politici regionali, come il senatore Fabrizio Di Stefano (AN) ed il consigliere regionale Camillo D’Alessandro (PD) che hanno versato 5 mila euro per contribuire all’acquisto dei terreni.
Intanto centinaia di persone sono accorse questa mattina nelle campagne ortonesi per stringersi attorno ai due proprietari dei terreni che hanno deciso di dire no all’Eni. La multinazionale del petrolio per portare a termine l’insediamento ha individuato una superficie di 12 ettari di terreni agricoli in una zona compresa tra le contrade Feudo e Savini abitata da circa mille persone.
Due di questi ettari sono ancora in mano ai legittimi proprietari che non hanno intenzione di cederli.
«Abbiamo deciso di opporci a questa prepotenza nei confronti dei nostri concittadini e di tutto il territorio - dichiara Antonio Cavuto del Comitato Natura Verde - e per questo abbiamo promosso una raccolta di firme per sottoscrivere un atto di assunzione di responsabilità limitata a sostegno dei proprietari che con coraggio resistono alle ripetute pressioni psicologiche esercitate da delegati Eni. Sono circa 500 le firme raccolte finora e mille euro la media dell’impegno economico assunto dai firmatari».
La battaglia unisce cittadini, amministratori, sindaci con fascia tricolore, medici, operatori del turismo e dell’agroalimentare ovvero balneatori, agricoltori, rappresentanti delle cantine sociali e private, pescatori, docenti e accademici, associazioni e rappresentanti di spicco della Chiesa cattolica.
Presenti tra gli altri Riccardo Padovano, rappresentante del Sib, Sindacato Italiano Balneatori e membro della Confcommercio regionale.
«Questa lotta», hanno detto gli esponenti di Natura Verde, «riporta ai giorni della vittoria contro l’insediamento della Sangro Chimica portata avanti all’inizio degli anni ‘70 dai senatori Angelo Staniscia e Enrico Graziano, all’epoca anche sindaco di Paglieta e che anche oggi partecipano alla protesta dei cittadini abruzzesi contro la prospettiva di trasformare la Regione Verde d’Europa in una insalubre e sterile terra petrolifera, di fronte a cui è inutile invocare l’interesse strategico nazionale: i redditi che verranno azzerati sono molto superiori a quei pochi che verrebbero prodotti con grave pregiudizio di tutta l’economia regionale».
Sul luogo della manifestazione, quello scelto dall’Eni per insediare il proprio impianto di raffinazione e allo stato attuale territorio agricolo ricoperto da vigne e uliveti, è sopraggiunta anche una troupe della Rai regionale, che dedicherà ampio spazio alla protesta mercoledì prossimo nello “Speciale Solidarietà”, in onda all’interno del telegiornale delle 14.
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Mercoledì 8 Ottobre 2008 ore 15:40 - Permalink al commento
i post.. i post… ogni commento al post giust

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Mercoledì 8 Ottobre 2008 ore 15:39 - Permalink al commento
Si hai ragione Luca, ma mi riferivo alla proposta di comprare gli ultimi lotti non ancora “requisiti” dall’Eni, l’inizitiva segnalataci da Osvaldo.
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Mercoledì 8 Ottobre 2008 ore 15:23 - Permalink al commento
Scusa avvocà ma stavolta non c’azzecchi…
si chiama “assunzione di responsabilità limitata” perchè ognuno si assume una quota parte del risarcimento economico che è disposto a pagare all’eni per non far fare il centro oli.
Piu’ chiaro di cosi’.. E’ il peso delle azioni, dei fatti. Non servono specchi per allodole o lotterie per incantare gli incerti: chi è convinto che è di questo che abbiamo bisogno per non far morire la nostra regione vada li e dica quanto è disposto a pagare.
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Mercoledì 8 Ottobre 2008 ore 15:16 - Permalink al commento
Si fa appello alle forze economiche, ma prima di cacciare soldi ditte e società ci pensano 100 volte. Non sarebbe il caso di organizzare una lotteria così almeno chi non può o non vuole mettere mano al portafoglio (o in tasca come dice mia nonna) potrebbe donare i premi. Si avrebbe anche un ritorno econimico e si potrebbe cogliere l’occasione per fare quello che spesso i politici locali non fanno: promuovere i prodotti abbruzzesi!!!
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Mercoledì 8 Ottobre 2008 ore 15:04 - Permalink al commento
si puo’ leggere anche qui:
http://carta.ilmessaggero.it/v.....e=STANDARD
Intanto fa specie e paura la cautela con cui il PDL sta prendendo una probabile posizione mantenendosi possibilista su tutti i fronti. Si “riservano” di aderire ad un documento con cui “si esprimono perplessità circa la volontà dell’ENI e dello stesso comune di Ortona di procedere alla realizzazione dell’insediamento senza tener conto della volontà delle istituzioni locali e di quella della Regione”.
http://www.piazzarossetti.it/n.....colo=19072
Della serie: non so cosa faro quando mi eleggerete, intanto vi dico che, forse, anch’io sono perplesso.
MA CHI LI VOTA A QUESTI QUA LO SA CHE SARA’ RESPONSABILE DELLA MORTE DI TANTE PERSONE SE UN GIORNO STA RAFFINERIA ALL’ENI QUESTI GLIELA FANNO FARE??
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Mercoledì 8 Ottobre 2008 ore 13:04 - Permalink al commento
si lo so, sono tempi difficili.. ma credo che un piccolo impegno economico personale possiamo ancora permettercelo.. ma soprattutto credo sia arrivata proprio l’ora di assumerci le nostre responsabilità (limitate)
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Mercoledì 8 Ottobre 2008 ore 11:43 - Permalink al commento
Quanto ho atteso il risveglio della Società Civile abruzzese…Adesso, spero, dobbiamo solo aspettare l’effetto valanga.
Saludos felices!
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