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Due anfore di creta.
C’era una signora molto anziana. Tutti i giorni, al mattino, prendeva due anfore di creta, si recava al vicino pozzo, riempiva di acqua le anfore e si incamminava lentamente verso il suo piccolo e lontano orto, tutto ciò che possedeva.
Ora l’anfora che la signora soleva portare nella mano destra era nuova, bella, perfetta. Al contrario, quella che ogni giorno era trasportata dalla mano sinistra era un po’ vecchiotta, scheggiata. A dirla tutta aveva proprio delle crepe. Giunti al campo, colma di orgoglio oltre che di acqua, l’anfora perfetta vuotava allegramente il suo prezioso carico consentendo a quelle striminzite verdure e quei pochi ortaggi di maturare.
Quella con le crepe, invece, diventava tutta rossa e versava impacciata ciò che rimaneva della povera acqua.
Passano i giorni, i mesi, gli anni…E tutti i giorni la scena si ripete. Anfora perfetta nella mano destra, anfora piena di crepe nella mano sinistra la donna si avviava verso l’orto.Tutti i giorni la povera anfora arrossiva, cercava di non sentire i sorrisini dell’altra anfora e tornava a casa più frustrata del giorno prima.
Un giorno l’anfora è tristissima, proprio non ce la fa più ad andare avanti così. Chiama la vecchietta e gli dice “Non ce la faccio più. Non vedi che sono piena di crepe? All’orto non riesco a portare nemmeno la metà dell’acqua con cui mi riempi, tI prego buttami via!!”
L’anziana signora non le risponde. Con il viso sereno di sempre la prende, esce di casa e si incammina per strada, la stessa che ogni mattina percorre per giungere all’orto.
Dopo un po’ che camminavano in silenzio la vecchietta finalmente le rivolge la parola: “L’hai riconosciuto, è il sentiero che facciamo insieme ogni mattina”
“Certo” le risponde l’anfora.
“Ora guarda il lato destro della carreggiata, cosa vedi?”
“Beh non vedo proprio niente, solo pietre, polvere e calcinacci”
“Hai ragione non c’è niente. E ora guarda il lato sinistro, cosa vedi?”
L’anfora volse lo sguardo verso il lato sinistro della strada. C’erano fiori che i ragazzi raccoglievano per donarli alle loro belle E poi vi erano alberi colmi di fichi con cui le donne avrebbero fatto un’ottima marmellate, piante di amarene saccheggiate da arzilli vecchietti per farne ratafia, arbusti adornati di mele che gli scolari trasformavano in ricreazione.
“Vedi -le disse la vecchia- il lato destro, quello dell’anfora perfetta, è rimasto arido ed insignificante. Quest’altro invece lo hai irrigato tu, giorno per giorno con l’acqua che usciva dalle tue crepe. Ho sempre saputo che delle tue crepe e che perdevi acqua. Ogni giorno prendevo dal pozzo più dell’acqua necessaria per il mio orto e ti riempivo fino all’orlo. Così mentre l’anfora senza crepe ha innaffiato solo il mio orto, permettendo di vivere ad una povera vecchia, tu hai donato a tutti questi fiori, questi meli, queste piante di fichi ed amarene….”
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Venerdì 10 Ottobre 2008 ore 15:26 - Permalink al commento
Me piaciuta assai ………..
bravo
saludos
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Venerdì 10 Ottobre 2008 ore 14:23 - Permalink al commento
bella complimenti!!!
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