Un’opera buona per l’11 Novembre
Propongo di fare una colletta (raccogliamo i soldi o facciamo una cerimonia dove tutti lasciano le fedi d’oro all’ombra del tricolore…non lo so, sono problemi organizzativi che bisognerà affrontare…) e compriamo un bel pezzo di terra. Io direi in Lombardia, ma potrebbe essere anche l’ultima speranza per evitare il Centro Oli.
Torniamo a bomba (sic!). Noi si fa la colletta di cui sopra e si compra un bel pezzo di terra. Grande. Con alberi, una collina, un laghetto, etc. Si compra questo pezzo di terra e lo si dona al Ministero della Difesa. Poi prendiamo il ministro, gli mettiamo un elmetto in testa, un frustino in mano e degli stivali di cuoio, gli si da quattro carrarmatini per ogni territorio e lo si fa giocare felice. Vediamo se ci dimentichiamo un po’ di lui e lui di noi.
A me, sembra una buona idea (migliore della sua, sicuro…). Se proprio non piace, possiamo iniziare una campagna di comunicazione per far capire agli italiani (finalmente!) che la gloriosa vittoria del ‘18 fu, di fatto, una “vittoria mutilata”. Da lì alla guerra, il passo è breve. Che poi una guerra ogni tanto, si sa, ci vuole…anche per riaffermare un po’ la virilità dell’uomo italico (non nascondiamoci dietro un dito…).
PS: se l’idea di raccogliere fondi vi sembra una cretinata, leggete bene la parte finale dell’articolo segnalato…
'Un’opera buona per l’11 Novembre' ha ricevuto 6 commenti:
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mercoledì 22 ottobre 2008 ore 18:19 - Permalink al commento
A me quello che stupisce, ed ovviamente in negativo, è che si è avverata la tragica profezia di quei editorialisti che, all’indomani delle ultime elezioni politiche, scrissero di un governo fantoccio, formato da ministri burattini nelle mani del premier.
Qualsiasi problema sorga, Silvio dice al Ministro di turno cosa fare o non fare. Alla Gelmini addirittura darà “istruzioni dettagliate”. (mostrando peraltro anche una certa ignoranza. Casomai dovrebbe dare ordini a Maroni su come usare la polizia…)
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mercoledì 22 ottobre 2008 ore 14:29 - Permalink al commento
Parlando di anni e di esperienze. Magari, dopo immondizia e mafie, La Russa si occuperá anche delle scuole e università occupate? Ah, no, non c’è bisogno dell’ersercito, basta la polizia…
Che strano, questa scena già l’ho vista…In Mexico, in Chile, in Cecoslovacchia, in Polonia…e in Italia, of course…
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mercoledì 22 ottobre 2008 ore 10:32 - Permalink al commento
Sì, solo che lì si chiama diversamente: San Martinos!
Ahahaha…
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mercoledì 22 ottobre 2008 ore 09:24 - Permalink al commento
San Martino!
Chissà se pure qui lo festeggiano…hmm, hmm…
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martedì 21 ottobre 2008 ore 10:51 - Permalink al commento
L’11 novembre è S. Martino e non mi sono spaccato la schiena ad alzare cassette d’uva da 30 kg per pensare a La Russa, quel giono! Capisc’a me!
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lunedì 20 ottobre 2008 ore 23:39 - Permalink al commento
Chissa’ per quanti anni ha sognato e bramato per essere il Ministro della Difesa.I militari non si devono lamentare perche’ la maggior parte di loro ha votato centro-destra ,quindi…Pero’ riguardo al finanziamento ,fa pensare perche’ gia’ normalmente non hanno i soldi per acquistare il gasolio e benzina,figurarsi poi fare delle parate! Il gioco di La Russa e’ apparire,apparire ,apparire.Oggi chi non appare almeno tre quattro volte in tv non sei nessuno.Quindi l’unico sistema e’ far in modo che i giornalisti ti corrano dietro,naturalmente con l’ausilio delle telecamere.Mi immagino pure poi che osservino e commentino i vari spot.Se qualcosa non va subito parte la telefonata al direttore e trasferimento alla “nera” del giornalista.Cosi’ impara!
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