Anche al mago la sua fattura


Chi si rivolge ai maghi, fattucchieri, cartomanti o indovini è senz’altro una persona stupida ed ignorante. E devono essercene davvero molte di persone così sprovvedute, viste le cifre esorbitanti che intascano individui che il vecchio ‘Testo unico di pubblica sicurezza’ definiva senz’appello: coloro che “svolgono il generico mestiere del ciarlatano”.

Si tratta di un volume d’affari (e non è un caso se mi esprima così) talmente rilevante da destare l’attenzione della Guardia di Finanza. Alcuni agenti hanno contestato ad un tale che dichiarava di svolgere la professione di cartomante ed indovino il mancato pagamento dell’IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche) su ingenti somme, frutto del proprio lavoro (sempre che truffar la gente possa considerarsi un lavoro).

Il novello Nostradamus ha proposto ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale adducendo di svolgere un’attività illecita che, pertanto, non poteva essere tassata. La Commissione Provinciale ha accolto parzialmente la tesi ed ha sancito la non tassabilità solo di una parte dei proventi del ricorrente. La metà per l’esattezza. Ciò perché l’Organo Giudicante ha supposto che le ingenti somme provenissero dall’attività di mago solo per un cinquanta per cento e da quella di indovino per il restante cinquanta per cento. L’attività di mago nel nostro paese è legale e, dunque, tassabile. Quella di indovino illegale e non tassabile.

Il Fisco, però, ha presentato ricorso alla Commissione Tributaria Regionale vedendosi accogliere la propria istanza d’appello. L’adita Commissione ha richiamato l’art. 14 della legge n. 137/93, che chiaramente definisce come imponibile anche i redditi derivanti da attività illecite (sempre che detti redditi non siano stati confiscati o requisiti dalla giustizia penale). La distinzione tra l’attività di mago e quella di indovino, operata in primo grado dalla Commissione Tributaria Provinciale, si è mostrata così del tutto irrilevante.

A porre fine alla vicenda è stata, infine, la Corte di Cassazione che ha confermato quanto disposto dalla Commissione Tributaria Regionale e ribadito che maghi, cartomanti, indovini e figure analoghe devono pagare le tasse.

Beh, lasciatemelo dire: questa volta il mago non l’ha proprio indovinata…

paolodelviscio@vastesi.com

Comments

comments

Lascia un commento