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	<title>Commenti a: No all&#8217;Abruzzo petrolchimico</title>
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		<title>Di: Associazione Culturale</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2008/11/08/no-allabruzzo-petrolchimico/#comment-24783</link>
		<dc:creator>Associazione Culturale</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Oct 2010 17:31:05 +0000</pubDate>
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		<description>Lo slogan &quot;no all&#039;Abruzzo petrolchimico&quot; ha funzionato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lo slogan &#8220;no all&#8217;Abruzzo petrolchimico&#8221; ha funzionato.</p>
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		<title>Di: Andrea Quaranta</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2008/11/08/no-allabruzzo-petrolchimico/#comment-9225</link>
		<dc:creator>Andrea Quaranta</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 17:03:59 +0000</pubDate>
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		<description>Qualche considerazione sulle due sentenze del TAR Abruzzo del 22 settembre 2008


[…]
Ma al di là di tale aspetto generale, nel caso specifico bisogna constatare (era ora…) che l’atto in ipotesi in grado di arrecare danno all’ambiente (la deliberazione del CIPE del 2002, che ha localizzato l’impianto…) non è stato proprio impugnato.
Fin qui, nulla da eccepire.
Però…


Però, da un punto di vista sostanziale, desta qualche…perplessità (?) l’affermazione di principio con la quale il giudice amministrativo abruzzese ha precisato che 

per quanto riguarda le valutazioni inerenti l’impatto nei riguardi della coltivazione di pregiate colture agricole, che anche la ricerca e la lavorazione di idrocarburi è del pari tutelata ed assume una valenza pari se non addirittura superiore a quella agricola, nel momento attuale in cui l’economia italiana sopporta i gravi disagi economici conseguenti alla situazione mondiale nel campo delle risorse energetiche.

Che ci debba essere un giusto contemperamento fra le esigenze dell’ambiente e quelle produttive è logico, oltre che inevitabile (a meno di non voler giocare a fare gli ipocriti…)

Ma: un conto è il giusto contemperamento fra esigenze divergenti e meritevoli di tutela…
Un altro è porre i gravi disagi economici che il nostro (lungimirante…!) Paese sta attraversando per giustificare qualsiasi tipo di scelta, ed arrivare ad affermare che la ricerca e la lavorazione di idrocarburi è del pari tutelata ed assume una valenza pari se non addirittura superiore alla tutela dell’ambiente…

Come siamo arrivati a questa crisi?
Non sarebbe più opportuno non nascondersi dietro la (inevitabile, viste le premesse) crisi, e affrontare i problemi (non solo energetici…) in modo prospettico, e con un programma credibile?
Non sarebbe ora di smetterla di sfuggirli, i problemi, per affrontarli di petto con coraggio e autorevolezza?


http://naturagiuridica.blogspot.com/2008/11/centro-oli-ortona-ubi-maior.html

http://naturagiuridica.blogspot.com/2008/11/centro-oli-di-ortona-un-ricorso-che-non.html</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche considerazione sulle due sentenze del TAR Abruzzo del 22 settembre 2008</p>
<p>[…]<br />
Ma al di là di tale aspetto generale, nel caso specifico bisogna constatare (era ora…) che l’atto in ipotesi in grado di arrecare danno all’ambiente (la deliberazione del CIPE del 2002, che ha localizzato l’impianto…) non è stato proprio impugnato.<br />
Fin qui, nulla da eccepire.<br />
Però…</p>
<p>Però, da un punto di vista sostanziale, desta qualche…perplessità (?) l’affermazione di principio con la quale il giudice amministrativo abruzzese ha precisato che </p>
<p>per quanto riguarda le valutazioni inerenti l’impatto nei riguardi della coltivazione di pregiate colture agricole, che anche la ricerca e la lavorazione di idrocarburi è del pari tutelata ed assume una valenza pari se non addirittura superiore a quella agricola, nel momento attuale in cui l’economia italiana sopporta i gravi disagi economici conseguenti alla situazione mondiale nel campo delle risorse energetiche.</p>
<p>Che ci debba essere un giusto contemperamento fra le esigenze dell’ambiente e quelle produttive è logico, oltre che inevitabile (a meno di non voler giocare a fare gli ipocriti…)</p>
<p>Ma: un conto è il giusto contemperamento fra esigenze divergenti e meritevoli di tutela…<br />
Un altro è porre i gravi disagi economici che il nostro (lungimirante…!) Paese sta attraversando per giustificare qualsiasi tipo di scelta, ed arrivare ad affermare che la ricerca e la lavorazione di idrocarburi è del pari tutelata ed assume una valenza pari se non addirittura superiore alla tutela dell’ambiente…</p>
<p>Come siamo arrivati a questa crisi?<br />
Non sarebbe più opportuno non nascondersi dietro la (inevitabile, viste le premesse) crisi, e affrontare i problemi (non solo energetici…) in modo prospettico, e con un programma credibile?<br />
Non sarebbe ora di smetterla di sfuggirli, i problemi, per affrontarli di petto con coraggio e autorevolezza?</p>
<p><a href="http://naturagiuridica.blogspot.com/2008/11/centro-oli-ortona-ubi-maior.html">http://naturagiuridica.blogspo.....maior.html</a></p>
<p><a href="http://naturagiuridica.blogspot.com/2008/11/centro-oli-di-ortona-un-ricorso-che-non.html">http://naturagiuridica.blogspo.....e-non.html</a></p>
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	<item>
		<title>Di: advocatus</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2008/11/08/no-allabruzzo-petrolchimico/#comment-9135</link>
		<dc:creator>advocatus</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 23:04:24 +0000</pubDate>
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		<description>Nell&#039;elenco &quot;Sono con  noi..&quot; manca il comune di Ripa Teatina, ci sono stato ieri. Nella piazza centrale, nei presi del monumento ai caduti, c&#039;è un grosso manifesto firmato &quot;Amministrazione comunale di Ripa Teatina&quot;: No al Centro Oli!!!!!!!!!!!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;elenco &#8220;Sono con  noi..&#8221; manca il comune di Ripa Teatina, ci sono stato ieri. Nella piazza centrale, nei presi del monumento ai caduti, c&#8217;è un grosso manifesto firmato &#8220;Amministrazione comunale di Ripa Teatina&#8221;: No al Centro Oli!!!!!!!!!!!!!</p>
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		<title>Di: Spanish</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2008/11/08/no-allabruzzo-petrolchimico/#comment-8992</link>
		<dc:creator>Spanish</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 11:24:52 +0000</pubDate>
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		<description>Anche &lt;em&gt;histonium.net&lt;/em&gt; ne &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.histonium.net/news.asp?id=7537&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;parla&lt;/a&gt;...

Però, ora che ci penso, perchè c&#039;è solo l&#039;Arcidiocesi di Lanciano-Ortona? Potevano fa&#039; &#039;no sforzo...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anche <em>histonium.net</em> ne <a target="_blank" href="http://www.histonium.net/news.asp?id=7537">parla</a>&#8230;</p>
<p>Però, ora che ci penso, perchè c&#8217;è solo l&#8217;Arcidiocesi di Lanciano-Ortona? Potevano fa&#8217; &#8216;no sforzo&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Di: advocatus</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2008/11/08/no-allabruzzo-petrolchimico/#comment-8981</link>
		<dc:creator>advocatus</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 22:16:26 +0000</pubDate>
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		<description>mah...forse nel mio intimo sono ancora un quindicenne...ma per me è fatta...abbiamo vinto...il centro veleni non si farà!!!!!!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mah&#8230;forse nel mio intimo sono ancora un quindicenne&#8230;ma per me è fatta&#8230;abbiamo vinto&#8230;il centro veleni non si farà!!!!!!!!</p>
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		<title>Di: Luca</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2008/11/08/no-allabruzzo-petrolchimico/#comment-8979</link>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 20:31:41 +0000</pubDate>
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		<description>da &quot;Il Messaggero&quot; di martedi 11 novembre 2008:

&lt;blockquote&gt;Lanciano. Enti, associazioni e comitati in prima linea per dire no alla “petrolizzazione dell’Abruzzo»
 &lt;h3&gt;Poster e cartoline contro il Centro Oli&lt;/h3&gt;
&lt;i&gt;Campagna in difesa dell’ambiente: aderiscono Province, Comuni e Curia&lt;/i&gt;

LANCIANO - Accanto alla protesta, parte una massiccia campagna di comunicazione contro il Centro Oli di Ortona e, più in generale, contro quella che viene definita la &quot;petrolizzazione&quot; della nostra regione. A metterla in campo, è &quot;Abruzzo Rinnovabile onlus&quot;, con il comitato &quot;Natura Verde&quot; e l&#039;appoggio di enti, associazioni e gruppi vari. 
La campagna contro il Centro Oli prevede la realizzazione di 32 poster di dimensioni 6x3 in 23 comuni per più di 15 giorni; oltre a 1.100 manifesti in 92 comuni di tutto l&#039;Abruzzo sempre per quindici giorni; e infine tre uscite in novembre, a pagina intera, sui maggiori quotidiani locali. 
I poster e i manifesti sono bellissimi e molto significativi. In alto, sullo sfondo di un mare che lambisce un gruppo di scogli, ci sono due bambini abbracciati che si proteggono con le mascherine e la scritta &quot;Saluti dall&#039;Abruzzo&quot;. Più sotto, sotto la dicitura &quot;Estate 2010&quot;, che dovrebbe essere l&#039;anno dell&#039;avvio del Centro Oli, le parole: salute, turismo, economia, e agricoltura sono cancellate con una croce rossa, a significare che sarebbero destinate a scomparire. Si chiude con &quot;No Abruzzo petrolchimico&quot; e i logo e le sigle delle associazioni che aderiscono all&#039;iniziativa. 

&lt;img src=&quot;http://carta.ilmessaggero.it/20081111/foto/3469.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;300&quot;/ align=&quot;left&quot; style=&quot;margin-right: 5px&quot;/&gt;&lt;b&gt;Realizzati
mille manifesti
e acquistate
alcune pagine
dei giornali locali&lt;/b&gt;

«Per la prima volta - dice Nino Di Bucchianico del comitato &quot;Natura verde&quot; - vediamo insieme associazioni di categoria ed economiche, associazioni ambientali e scientifiche, due Province, più di cinquanta Comuni, l&#039;arcidiocesi-Lanciano Ortona. Mai tutte queste realtà si sono trovate unite e compatte, condividendo la preoccupazione per il pericolo di una deriva petrolifera per la nostra regione. E&#039; un Abruzzo meraviglioso e sano che dice &quot;no&quot; all&#039;Abruzzo petrolchimico e che vuole riprendersi il sacrosanto diritto di far sentire la propria voce e decidere per la propria terra». 
E aggiunge Di Bucchianico: «Non è possibile che pochi debbano decidere per tutti, imponendo alla nostra regione uno sviluppo innaturale, ipotecandone il futuro per decenni. Tutta la regione è unita in questo poster, che sta diventando un eccezionale documento di denuncia. Tutti coloro che hanno il diritto di decidere, poiché loro pagherebbero le pesanti conseguenze, si riprendono il diritto della parola. Adesso la classe politica deve prendere una posizione netta e definitiva per la nostra terra e ascoltare quanti vogliono un Abruzzo che cresca rispettando la propria vocazione al turismo ed alla salvaguardia del territorio».

&#187; http://carta.ilmessaggero.it/view.php?data=20081111&amp;ediz=08_ABRUZZO&amp;npag=45&amp;file=A_3470.xml&amp;type=STANDARD&lt;/blockquote&gt;
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>da &#8220;Il Messaggero&#8221; di martedi 11 novembre 2008:</p>
<blockquote><p>Lanciano. Enti, associazioni e comitati in prima linea per dire no alla “petrolizzazione dell’Abruzzo»</p>
<h3>Poster e cartoline contro il Centro Oli</h3>
<p><i>Campagna in difesa dell’ambiente: aderiscono Province, Comuni e Curia</i></p>
<p>LANCIANO &#8211; Accanto alla protesta, parte una massiccia campagna di comunicazione contro il Centro Oli di Ortona e, più in generale, contro quella che viene definita la &#8220;petrolizzazione&#8221; della nostra regione. A metterla in campo, è &#8220;Abruzzo Rinnovabile onlus&#8221;, con il comitato &#8220;Natura Verde&#8221; e l&#8217;appoggio di enti, associazioni e gruppi vari.<br />
La campagna contro il Centro Oli prevede la realizzazione di 32 poster di dimensioni 6&#215;3 in 23 comuni per più di 15 giorni; oltre a 1.100 manifesti in 92 comuni di tutto l&#8217;Abruzzo sempre per quindici giorni; e infine tre uscite in novembre, a pagina intera, sui maggiori quotidiani locali.<br />
I poster e i manifesti sono bellissimi e molto significativi. In alto, sullo sfondo di un mare che lambisce un gruppo di scogli, ci sono due bambini abbracciati che si proteggono con le mascherine e la scritta &#8220;Saluti dall&#8217;Abruzzo&#8221;. Più sotto, sotto la dicitura &#8220;Estate 2010&#8243;, che dovrebbe essere l&#8217;anno dell&#8217;avvio del Centro Oli, le parole: salute, turismo, economia, e agricoltura sono cancellate con una croce rossa, a significare che sarebbero destinate a scomparire. Si chiude con &#8220;No Abruzzo petrolchimico&#8221; e i logo e le sigle delle associazioni che aderiscono all&#8217;iniziativa. </p>
<p><img src="http://carta.ilmessaggero.it/20081111/foto/3469.jpg" alt="" width="300"/ align="left" style="margin-right: 5px"/><b>Realizzati<br />
mille manifesti<br />
e acquistate<br />
alcune pagine<br />
dei giornali locali</b></p>
<p>«Per la prima volta &#8211; dice Nino Di Bucchianico del comitato &#8220;Natura verde&#8221; &#8211; vediamo insieme associazioni di categoria ed economiche, associazioni ambientali e scientifiche, due Province, più di cinquanta Comuni, l&#8217;arcidiocesi-Lanciano Ortona. Mai tutte queste realtà si sono trovate unite e compatte, condividendo la preoccupazione per il pericolo di una deriva petrolifera per la nostra regione. E&#8217; un Abruzzo meraviglioso e sano che dice &#8220;no&#8221; all&#8217;Abruzzo petrolchimico e che vuole riprendersi il sacrosanto diritto di far sentire la propria voce e decidere per la propria terra».<br />
E aggiunge Di Bucchianico: «Non è possibile che pochi debbano decidere per tutti, imponendo alla nostra regione uno sviluppo innaturale, ipotecandone il futuro per decenni. Tutta la regione è unita in questo poster, che sta diventando un eccezionale documento di denuncia. Tutti coloro che hanno il diritto di decidere, poiché loro pagherebbero le pesanti conseguenze, si riprendono il diritto della parola. Adesso la classe politica deve prendere una posizione netta e definitiva per la nostra terra e ascoltare quanti vogliono un Abruzzo che cresca rispettando la propria vocazione al turismo ed alla salvaguardia del territorio».</p>
<p>&raquo; <a href="http://carta.ilmessaggero.it/view.php?data=20081111&#038;ediz=08_ABRUZZO&#038;npag=45&#038;file=A_3470.xml&#038;type=STANDARD">http://carta.ilmessaggero.it/v.....e=STANDARD</a></p></blockquote>
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