Attività Ministero Sviluppo Economico


Una sintesi di articoli proposta da Nino Di Bucchianico

Cari Amici, vi mando una sintesi di alcuni articoli degni di nota, ci sono anche delle novità, tipo che sempre l’Eni, attraverso la Snam intende costruire in Abruzzo anche una centrale di compressione. Qualcuno lo sapeva ?

Inoltre c’è una risposta ufficiale, di qualche tempo fa, dell’Eni sul centro petroli, c’è la dichiarazione di Scaroni, che dice che non ci sono revisioni di progetti, quindi non abbassiamo la guardia, c’è una pomposa dichiarazione del 2007, dove l’eni dichiara di aver superato le problematiche per la realizzazione del centro oli.

Preoccupanti sono le affermazioni dei nuovi ministri dello sviluppo economico e dell’ambiente di questo governo; manca, poiché abbastanza lungo il d.l 1441 ter.

Poiché ritengo di non dover ringraziare nessun politico riguardo il Centro oli, poiché coloro che seppure folgorati sulla via di Damasco alla fine hanno fatto qualcosa, certamente, è bene ricordarlo hanno avuto nel passato, delle responsabilità, riporto quindi, anche un articolo in cui chiaramente si notano le volontà del passato governo, questo non per fare polemica ma solo per dire che non faremo più sconti a nessuno.

Inoltre, effettuando delle ricerche, si scopre sempre più che già nel 2003, tutti i politici di Ortona sapevano, alcuni di An (gli stessi che dopo hanno votato a favore) addirittura si auspicavano che l’Eni andasse via.

Ritengo fortemente che la democrazia e le lotte si conquistino, non solo con le manifestazioni, ma anche e soprattutto con la conoscenza, propongo a tutti i comitati e alle persone interessate di realizzare una banca dati comune, le notizie, gli studi, i filmati, vanno tutti condivisi, da oggi personalmente organizzerò una rassegna mensile di notizie, coloro che sono interessati, poiché da solo non è possibile, mi facciano sapere.

Bisogna fare, ricordiamoci che bisogna iniziare a preparare le osservazioni per le piattaforme, ricordiamoci che bisogna supportare le osservazioni e gli avvocati con comitati scientifici ed economici riguardo i ricorsi al Consiglio di Stato, bisogna preparare un’altra denuncia alla Corte Europea, bisogna sensibilizzare gli uffici regionali che entro fine anno devono dare pareri riguardo la Ria e riguardo la Sia di Colle Ginestre, bisogna reperirla, studiarla e preparare le osservazioni (vedi articolo di fondo).

Vorrei inoltre proporvi un altro progetto, Le Trenta Domande all’Eni, loro ci propongono nella loro campagna pubblicitaria trenta consigli per risparmiare, noi prepariamo loro trenta domanda a cui non possono rispondere, queste domande diventeranno poi un documento condiviso ed in tutti i tavoli, interviste, confronti pubblici ecc… chiederemo alle società petrolifere di rispondere.

Un saluto a tutti
Nino Di Bucchianico

INDICE ARTICOLI

1. Il Ministro Scajola annuncia il rilancio della produzione di idrocarburi in Italia

2. Estratto dal Piano triennale per lo Sviluppo Economico

3. L’amministratore delegato dell’ENI, Scaroni, prima critica fortemente l’utlità del pacchetto UE ’20-20-20′ e poi lancia i finanziamenti alla ricerca sulle rinnovabili

4. Eni: Scaroni, nessuna revisione a piano investimenti

5. Di Pietro rigassifica a colpi di decreto

6. SNAM RETE GAS annuncia il piano strategico 2008-2011

7. Aspettando il Centro Oli. Per il 2009 i petrolieri partono da San Vito

8. ASSOMINERARIA Imprese – Eni: in sviluppo il giacimento di Miglianico

9. L’ENI precisa!

10. L’ENI deve restare ad Ortona

Il Ministro Scajola annuncia il rilancio della produzione di idrocarburi in Italia
(da Assomin Notizie di Giugno 2008)

Intervenendo all’Assemblea Nazionale dell’Unione Petrolifera, che si è tenuta a Roma il 18 giugno, il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha sottolineato la necessità di un rilancio dell’Esplorazione e Produzione dell’Olio e del Gas in Italia, come punto basilare della pianificazione energetica.

La decisione verrà inserita nel contesto di una Strategia energetica nazionale, che sarà sottoposta a pubblica consultazione e dibattito attraverso una Conferenza Nazionale sull’Energia e l’Ambiente.

Enunciata all’inizio del suo mandato dal Ministro da cui dipende l’intero settore dell’energia, l’affermazione acquista un significato particolare.

Scajola ha affermato: Nell’ambito della Strategia Energetica Nazionale saranno messe a punto misure per il rilancio delle attività di ricerca e produzione di idrocarburi, per la diversificazione dell’approvvigionamento, per l’ammodernamento delle attività di raffinazione e per la liberalizzazione della distribuzione dei carburanti.

Ha poi specificato: Lo sfruttamento delle risorse nazionali di idrocarburi, stimabili in 100 miliardi di euro, ha trovato finora un formidabile ostacolo sia nella complessità delle procedure di autorizzazione, sia nell’opposizione riscontrata a livello locale. Lo dimostrano le vicende dei giacimenti dell’Alto Adriatico, del Delta del Po, della Basilicata. Queste situazioni di stallo non possono essere ulteriormente tollerate. Il Consiglio dei Ministri adotterà una serie di disposizioni per semplificare le procedure e rimuovere vincoli, nel rispetto delle esigenze di tutela dell’ambiente e della salute delle popolazioni.

È una presa di posizione netta e chiara che lascia bene sperare in un rilancio dell’Esplorazione e Produzione in Italia. Ci sono notevoli possibilità per una ripresa della produzione di gas naturale, essendoci ancora riserve recuperabili (pienamente accertate) di 146 miliardi di metri cubi di gas, alle quali si aggiungono riserve potenziali fra 120 e 200 miliardi di metri cubi. Alle quali si sommano 2 miliardi di barili di petrolio, fra riserve recuperabili e riserve potenziali.

Marcegaglia e Prestigiacomo a sostegno dell’attività estrattiva

Emma Marcegaglia (Presidente Confindustria) e Stefania Prestigiacomo (Ministro dell’Ambiente) hanno mostrato nei loro interventi all’Assemblea dell’Unione Petrolifera di essere in sintonia su quello che serve al Paese per portare a termine i grandi progetti industriali ed estrattivi.

Veniamo da anni drammatici – ha detto Emma Marcegaglia – quando si bloccava tutto, spesso per motivi ambientali inesistenti. Posizione alla quale la Prestigiacomo ha ribadito tutta la sua sensibilità. Ha assicurato che quella che si apre sarà una stagione dell’”ambientalismo del fare”. L’obiettivo è proprio quello di muovere ciò che è fermo.

Commento di ninodb:
Mentre Rubbia va in Spagna, brevetta i nuovi concentratori solari, che poi noi Italiani ricompriamo, mentre la Germania è diventata leader europea delle energie alternative, creando migliaia di posti di lavoro, noi Italiani come punto basilare della pianificazione energetica puntiamo sulle risorse fossili, non c’è che dire: ottima e lungimirante scelta, ci conforta che il Ministro dell’Ambiente farà da contrappeso e tutelerà l’ambiente con “L’ambientalismo del fare“, cosa significhi non è spiegato ancora bene, ma purtroppo temiamo di intuirlo.

PIANO TRIENNALE PER LO SVILUPPO

Nel “Piano triennale per lo sviluppo” approvato dal Consiglio dei ministri:

SFRUTTAMENTO DI GIACIMENTI DI IDROCARBURI (DL, ART.8)
Possibilità di ricerca e coltivazione di idrocarburi nelle acque dell’alto Adriatico, in Abruzzo e in Basilicata (Roma, 27 giugno 2008)

[a pagina 4 del pdf di cui si riporta di seguito il link]
» http://www.governo.it/Governo…._sviluppo/pacchetto_sviluppo.pdf

L’amministratore delegato dell’ENI, Scaroni, prima critica fortemente l’utlità del pacchetto UE ’20-20-20′ e poi lancia i finanziamenti alla ricerca sulle rinnovabili.

Qualche giorno fa Scaroni aveva criticato fortemente la ratifica italiana del protocollo di Kyoto esull’adesione dello scorso governo al pacchetto della UE.
‘Il programma “20-20-20″ al 2020, – ha commentato Scaroni – oltre ad essere inutile ed iniquo, è anche velleitario e scriteriato sugli obiettivi del pacchetto clima dell’Unione Europea in tema di riduzione di CO2, l’Unione Europea non solo ha errato firmando il protocollo di Kyoto, inutile e iniquo, ma poi ha anche perseverato aderendo al programma ’20-20-20”.

Tuttavia le ultime affermazioni di Scaroni, pare vadano a favore dell’energia rinnovabile. Secondo Scaroni ‘gli Stati Uniti seguono a ruota quanto l’Europa già fa da molti anni. La nostra posizione è che le rinnovabili sono un terreno in cui dobbiamo investire il più possibile soprattutto nella ricerca. Pensare poi che le rinnovabili possano dare a breve un contributo significativo al fabbisogno energetico, è un altro discorso’.

‘Noi pensiamo che a breve, – a continuato Scaroni -con le tecnologie esistenti e con quello che sappiamo fare, le rinnovabili, sostanzialmente eolico e solare, rappresenteranno forzatamente una cosa piccola. Proprio per questo noi, come Eni, investiamo in ricerca, in particolare sul solare, e siamo convinti che solo una scoperta tecnologica rivoluzionaria può far sì che le rinnovabili diano un contributo importante al nostro fabbisogno energetico’.

Intanto giungono le prime critiche dal mondo politico e associazionista per le parole di Scaroni contro il pacchetto clima; Per Ermete Realaci, ministro ombra dell’Ambiente, si tratta di parole ‘diseducative e pericolose, una stonatura in momento in cui anche dagli Usa, dopo l’elezione di Obama, emergono segnali di segno completamente opposto’.

Secondo la Portavoce nazionale dei verdi, Grazia Francescato: ‘Mentre l’intero occidente, Obama in testa, corre veloce verso il futuro, il nostro governo, e la parte piu’ retriva del sistema industriale innescano la retromarcia’ . Anche Greenpeace si fa sentire sull’argomento: ‘Per salvare il pianeta da una crisi climatica irreversibile, non basta slacciarsi la cravatta’ riferendosi all’invito di Scaroni della scorsa di non indossare la cravatta in ufficio per risparmiare sui consumi elettrici nei momenti di picco per l’uso dei condizionatori.
(F.Baglivi)

Eni: Scaroni, nessuna revisione a piano investimenti
28 ottobre 2008 alle 11:35 — Fonte: repubblica.it

“Non ci attendiamo revisioni del nostro piano di investimenti”.

È quanto ha dichiarato l’amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni a margine della conferenza Oil&Money 2008. “In realtà — ha precisato il top manager — il piano lo stiamo formulando in questi mesi. Ma tutti i progetti che abbiamo approvato finora sono progetti che passano il test dello scenario 2008-2012, uno scenario formulato un anno fa. Un anno fa — ha proseguito — abbiamo formulato uno scenario dei prezzi vicino alla realtà, sui 50-54 dollari, e di conseguenza non ci attendiamo revisioni del piano”. Secondo Scaroni, “tutti i progetti che abbiamo lanciato dovrebbero poter continuare a funzionare in qualunque scenario del prezzo del petrolio”.
AGI

Di Pietro rigassifica a colpi di decreto
8 Ottobre 2007

La denuncia arriva dal comitato contro il raddoppio del rigassificatore di Panigaglia, l’unico esistente in Italia, in provincia della Spezia. Il ministro delle infrastrutture Antonio Di Pietro ha pronto un decreto, da infilare nella Finanziaria 2008, per «sbloccare» [dice lui] le procedure di autorizzazione dei rigassificatori. Si tratta di un provvedimento chiesto sia dalle imprese energetiche che dal fronte trasversale che in parlamento spinge per costruire tra undici e quindici rigassificatori, da Trieste a Porto Empedocle.
Il decreto «semplifica e addirittura quasi elimina la procedura di approvazione dei rigassificatori in Italia – scrivono i comitati della Spezia – Siamo di fronte a una nuova Tav». Per quello che riguarda specificamente l’impianto di Panigaglia, di proprietà dell’Eni [vedi Carta settimanale numero 33 del 28 settembre 2007], i comitato fanno notare che il decreto introduce il principio del «silenzio assenso»: il comune deve votare entro novanta giorni sul progetto presentato dall’Eni e se non lo fa, il progetto si intende automaticamente approvato. «Anche se votasse no, però, otterrebbe ben poco – scrivono nel comunicato i cittadini della Spezia – perché l’intera materia passerebbe al Consiglio dei ministri». Dove le aziende energetiche che hanno sparpagliato progetti di rigassificatori lungo tutta la Penisola, possono contare sull’asse Bersani-Di Pietro, tutto a loro favore.
Nei giorni scorsi, davanti ai giovani di Confindustria, l’amministratore delegato dell’Enel Fulvio Conti aveva attaccato la «microdemocrazia» che blocca i progetti energetici. Conti aveva invitato il governo ad «accentrare» la politica energetica nazionale: eccolo accontentato.

SNAM RETE GAS ANNUNCIA IL PIANO STRATEGICO 2008-2011
Le principali realizzazioni riguardano:

• il potenziamento della rete di trasporto lungo la direttrice sud-nord attraverso i progetti di una terza linea di metanodotti in Sicilia ed in Calabria, la sealine Tirrenica e la Rete Adriatica. L’iniziativa prevede anche la realizzazione di due nuove centrali di compressione in Sicilia ed in Abruzzo e il potenziamento della centrale di Enna

• il potenziamento delle strutture lungo la direttrice est-ovest della pianura padana finalizzato ad incrementare la movimentazione verso l’Italia nord occidentale delle forniture di gas

Aspettando il Centro Oli. Per il 2009 i petrolieri partono da San Vito
abruzzo | ecosistemi | notizie | giovedì 13 novembre, 2008 21:57 | scritto da elotta

Siamo tutti spaventati per le conseguenze distruttive che porterà la realizzazione del centro oli di ortona, ma anche se questo progetto non dovesse essere realizzato la situazione non cambia, anzi.
Si parla ancora poco del fatto che molte compagnie petrolifere oltre l’ENI (MedOil, Petroceltic, Cygam Energy, Northern Petroleum, ATI, Agip, Stargas Italia, Total Italiana) stanno ottenendo concessioni di estrazioni su tutta la costa e verso l’interno. Alcuni già estraggono….cominciamo con il maggior sito in via di espansione.

PIATTAFORMA OMBRINA MARE : 5 KM DALLE COSTE DI SAN VITO CHIETINO.

La MedoilGas (Mediterranean Oil & Gas Plc.) ha completato la fase di test per l’estrazione del petrolio a largo di San Vito nel maggio 2008(progetto Ombrina Mare 2). La fase di test ha previsto una vera e propria estrazione durata alcune settimane, non sappiamo se il petrolio ha subito un processo di prima raffinazione in loco (desulfurizzazione?) e la quantità minima dispersa in mare nella fase di imbarco sulla petroliera. Il test ha certificato che il processo di estrazione (che durerà una decina di anni) porterà in totale 20 milioni di barili ( LA META’ prevista per il giacimento di Miglianico cioè del così detto centro oli di ortona!).

Attualmente la MedOil sta aspettando le autorizzazioni finali per poter iniziare ufficialmente la fase estrattiva, dicono che il governo italiano dovrebbe rilasciarle per la fine del 2008. Per le estrazioni di San Vito e per un altro blocco estrattivo a largo di Malta la MedOil ha ottenuto un presito di 18 milioni di euro dalla Bank of Scotland.

A PARTIRE DAL 2009 Ombrina mare dovrebbe avviare il regime estrattivo.

– La tipologia di petrolio di Ombrina mare è la stessa di Miglianico (centro oli) e di Rospo mare (a largo di Termoli), cioè mesozoico.
– Questo tipo di petrolio non può essere trasportato in quanto è una fanghiglia altamente corrosiva contenete zolfo; ha bisogno di un processo di prima raffinazione in loco chiamata desulfurizzazione, la quale prevede emissione di idrogeno solforato: sostanza altamente tossica(più altre svariate tonnellate di sostanze inquinanti).
5 km sono niente in mezzo al mare, l’idrogeno solforato arriverà facilmente sulla costa, ed con esso anche il petrolio FISIOLOGICAMENTE disperso in mare nella fase di imbarco sulle petroliere. Il bel mare di San Vito, dove molti vanno da tutto l’abruzzo, potrebbe diventare solo ricordo.

LA LUNGA MANO DEI PETROLIERI STA PER DISTRUGGERE IL NOSTRO TERRITORIO

Altri sono i progetti in cantiere per il 2009: la concessione ottenuta a largo di Pineto dalla Petroceltic (la quale ha anche una partecipazione con l’ENI nel progetto Miglianico.) e sempre la Petroceltic possiede la Santo Stefano Mare a soli 2 KM dalla costa di Vasto, dove c’è però un altro tipo di petrolio (Cenozoico).

DIFENDIAMO IL NOSTRO TERRITORIO DA QUESTI MOSTRI
Questi individui sono mostri, nelle loro relazioni parlano di facili concessioni governative, agevolazioni fiscali, basse royalties,….soldi facili. Nessuna parola sulle vite che abitano lì, sulle coltivazioni, sull’aumento di malattie mortali.
LOTTA!!!

Fonte MedOil Gas per il 2009:
http://www.rigzone.com/NEWS/article.asp?a_id=68683

ASSOMINERARIA – Imprese
Eni: in sviluppo il giacimento di Miglianico (Chieti)
Dicembre 2007 (da Assomin Notizie)

L’Eni, avendo superato le problematiche legate alla realizzazione del Centro Olio, ha iniziato lo sviluppo del giacimento petrolifero di Miglianico, vicino ad Ortona.

Entro il 2010 andrà in produzione con un pozzo che darà 8.000 b/g di olio e 190.000 metri cubi al giorno di gas. Il progetto prevede un investimento di100 milioni di euro.

Il contratto per la realizzazione del Centro Olio è stato affidato alla Asean Brown Boveri (ABB).

L’ENI PRECISA!

Gentile Direttore,
Ci riferiamo all’articolo «Il petrolio sporco dell’Eni» comparso sull’edizione del 29 settembre scorso di Carta. Riteniamo necessario fare alcune precisazioni dato che il tenore e il contenuto del predetto articolo sono smaccatamente erronei e possono determinare un danno all’immagine e reputazione della nostra società e dei suoi dipendenti.
Eni da sempre opera nel pieno rispetto dei più rigorosi standard di salvaguardia ambientale e fa della responsabilità sociale e della sostenibilità un punto fermo del proprio operato, come confermano, del resto, il recente ingresso nei più importanti indici di sostenibilità internazionali, tra cui il Dow Jones sustainability world index, il Ftse4Good Index e il Climate disclosure leadership index. Giova inoltre segnalare che nel 2006, per il quinto anno consecutivo, l’Agenzia europea di investimenti Standard ethics ha attribuito a Eni il miglior rating etico tra le società dell’indice S&P Mib 40 della Borsa italiana.

Nel caso particolare di Miglianico-Ortona, le attività estrattive e la costruzione del centro oli sono soggette allo stretto controllo da parte delle autorità locali e nazionali che hanno espresso parere favorevole alla realizzazione dei lavori.
Sorvolo sul cattivo gusto di associare il rilancio del progetto Miglianico alla tragedia dell’11 settembre, sottolineando che il progetto stesso è contemplato nella Legge-Obiettivo n. 443/2001 ed è quindi un insediamento produttivo ritenuto di carattere strategico e di preminente interesse nazionale per la modernizzazione e lo sviluppo del Paese. Sotto l’aspetto igienico sanitario, l’Asl di Chieti ha espresso il proprio parere favorevole nell’agosto 2006.

Quanto all’attività specifica del centro oli, il trattamento in questione consiste esclusivamente nella separazione dell’acqua e delle componenti di zolfo dagli idrocarburi prodotti durante l’estrazione. L’acqua separata dagli idrocarburi viene re-iniettata nel giacimento stesso e questo rappresenta la soluzione più sicura ed efficace in accordo alla normativa vigente. Le soluzioni progettuali sono dotate di sistemi e misure di sicurezza che controllano 24 ore al giorno il funzionamento degli impianti. È importante sottolineare, a questo proposito, che la maschera antigas rappresenta un dispositivo di protezione individuale di cui sono dotati soltanto coloro che operano all’interno del sito industriale a mero scopo precauzionale, e non è previsto che venga indossata durante la normale attività lavorativa, come da prassi nelle attività operative dell’industria petrolifera.

Quanto all’utilizzo di acqua, quello di Miglianico è un impianto ad alta efficienza energetica dotato di un sistema di recupero del calore e in grado di produrre l’energia necessaria al proprio funzionamento. Il consumo di acqua, pari a qualche decina di metri cubi al giorno, è previsto quasi esclusivamente per usi civili.

Chiediamo di riportare correttamente il contenuto di questa lettera ai suoi lettori, con riserva di ogni ulteriore azione.

Giovanni Di Giovanni, Responsabile comunicazione esterna dell’Eni

Lasciando da parte l’attendibilità degli indici di «sostenibilità», nell’articolo richiamato, Carta riportava i rilievi e le preoccupazioni dei cittadini di Miglianico e Ortona, con i quali, evidentemente l’Eni ha un problema di comunicazione. Da quello che abbiamo imparato in molti anni di attenzione alle attività di quella che per un terzo è ancora un’impresa pubblica, risulta che lo stesso problema ci sia stato in Ecuador, in Nigeria, in Basilicata e in Kazakistan. Accogliamo la precisazione sul prelievo di acqua e siamo contenti delle misure di sicurezza, maschera antigas compresa, per i lavoratori. Il punto principale dell’articolo, però, era il rapporto tra il nuovo centro olii e gli strumenti urbanistici dell’area coinvolta. Che il progetto sia stato incluso nella legge Obiettivo è un’aggravante, dato l’alto «impatto democratico» della legge stessa. Vista di Eni alla propria immagine, forse sarebbe stato più opportuno scegliere la via più lunga del confronto con i cittadini, anziché la scorciatoia aperta da Lunardi. Cordiali saluti.

«L’Eni deve restare nell’Ortonese» La Rsu attacca le esternazioni di An
il Centro, 4 novembre 2003

ORTONA. «Come sindacato a noi interessa che l’Eni rimanga sul territorio ortonese nella struttura di Sant’Elena o nelle vicinanze, non importa. Sarà una ricchezza per tutti». Giuseppe D’Anniballe delle Rsu dell’ex distretto Agip, interpretando anche il malumore di circa 100 dipendenti, sembra più sorpreso per certe esternazioni che dalla volontà dell’Eni di vendere la proprietà di 15 ettari. Proprietà acquistata anche con aiuti statali verso la metà degli anni ’80. In grosso fermento anche l’indotto per l’incertezza dei piani futuri dell’Eni nell’Ortonese. «Non ci sorprende la volontà di vendere», spiega il sindacalista, «era nei progetti. Tuttavia non siamo, e non potremmo essere, sulle posizioni del presidente del consiglio Lucio Cieri, “preghiamo iddio che il petrolio non ci sia” così come ha dichiarato qualche giorno fa. Il presidente del consiglio farebbe bene a ragionare diversamente, in modo più costruttivo. Vorrei ricordare i grossi benefici sulle imprese e l’economia del territorio dovuti alla presenza dell’Eni. Non oso pensare cosa abbiano potuto pensare tutti quei lavoratori che tre anni fa si fidarono di queste persone per tentare di trattare sul declassamento del Dort. La priorità ora è la riconversione dello stabilimento e la ricollocazione dei dipendenti Agip sul territorio». La posizione del presidente Cieri è condivisa dall’insieme delle forze del suo partito (An) fortemente contrario allo sfruttamento del petrolio in zona. «Abbiamo altri progetti per Ortona. Il futuro è nel turismo», ha ribadito l’esponente di An. Sembra comunque che questa spaccatura nella maggioranza, almeno sulle vedute, in tema di petrolio, non possa giovare alla città che, invece, ora ha bisogno di una voce forte che arrivi fin nelle stanze ai piani alti dell’Ente nazionale idrocarburi. Sul problema della vendita il senatore della Margherita, Tommaso Coletti, ha sollecitato il sottosegretario Giovanni Dell’Elce (Forza Italia), il quale ha promesso una rapida convocazione del tavolo istituito nel 2000 e mai riunitosi, competente per il monitoraggio sulle azioni della società nel territorio.
Alessandro Biancardi

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