Un occhio di riguardo per il chitarrista

Un occhio di riguardo per il chitarrista

Unregistered

“…abbi un occhio di riguardo per il tuo chitarrista…”, così cantava Ivan Graziani e in certi casi un occhio di riguardo bisogna proprio averlo.

A seguito di un investimento, infatti, un ragazzo riporta molteplici lesioni. Il Tribunale, chiamato a decidere sulla controversia, liquida il danno biologico (cioè il danno alla salute) ed il danno morale (le sofferenze sopportate), ma rigetta la richiesta di risarcimento dei danni dovuti alla diminuizione della capacità lavorativa specifica, motivando la propria decisione con la circostanza che il ricorrente risulta privo di occupazione, è un disoccupato.

Interpellata dall’infortunato, la corte di Cassazione ha rivisto la decisione resa in primo grado pur ribadendo il principio secondo cui alla persona disoccupata non è riconosciuto il ristoro dell’incapacità lavorativa temporanea, perché priva, al momento, di occupazione. Tuttavia, ha precisato la Suprema Corte, è dovuto il risarcimento nel caso in cui i il sinistro ha leso in modo permamente la sua capacità lavorativa.

Quantificare questo tipo di danno non è certo agevole: occorrerà valutare in che modo l’incidente ha modificato la possibilità di svolgere in futuro determinati lavori. A tal fine sarà necessario esaminare quale sia la situazione personale e socio-familiare dell’infortunato; quali erano le sue capacità psicofisiche, artistiche o sportive prima del sinistro ed in che modo esse siano state compromesse dall’infortunio.

In altre parole l’avente diritto deve dimostrare che la lesione subita gli impedirà di svolgere, in futuro, una determinata attività lavorativa, che altrimenti avrebbe potuto svolgere o che verosimilmente avrebbe svolto.

L’amputazione o la perdita di funzionalità di un arto superiore potrà dar luogo a risarcimento da perdita di capacità lavorativa, per esempio, a favore di chi, ancorché inoccupato al momento del sinistro, sia in possesso della qualifica di operaio generico. Egli non avrebbe, invece, diritto al risarcimento se conseguenza del sinistro fosse la mera perdita di sensibilità di un dito, magari il mignolo sinistro. Perché anche con un dito mignolo privo, in tutto o in parte, di funzionalità si può svolgere la mansione di operaio generico. Viceversa, se l’infortunato fosse un musicista diplomato al Conservatorio, ecco che anche la menomazione al mignolo sinistro limiterebbe la sua possibilità di lavorare, facendo sorgere, così, il diritto al risarcimento.



'Un occhio di riguardo per il chitarrista' ha ricevuto 35 commenti:
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  1. Spanish
    Spanish
    martedì 2 dicembre 2008 ore 09:22 - Permalink al commento

    Carson, possiamo pure andare a vedere come funziona il sistema francese, inglese o giapponese, ma io continuo ad essere d’accordo sui tre gradi. In Spagna non c’è l’ergastolo, negli USA c’è la pena di morte, che facciamo? Copiamo gli spagnoli o gli statunitensi? Non è questo il punto…

    La certezza della pena e i tre gradi di giudizio non sono esclusivi, possono coesistere. Anzi, con tre gradi di giudizio, la pena è più certa, no? Oblomov inquadra la situazione e tu, permettimi, mischi un po’ di cose. I giudici applicano la legge…

    Ti faccio un esempio. Ricordi gli sciopero ’selvaggi’ (maledetti giornalisti…) del trasporto pubblico di Milano di qualche tempo fa? Eh, oggi il corriere.it ha un bel titolo che dice: “Per il giudice non è reato”. No, per la legge non è reato, non per il giudice, è diverso…

    [Rispondi]

  2. Unregistered
    lavoratore
    lunedì 1 dicembre 2008 ore 18:07 - Permalink al commento

    vale pure per infortuni sul lavoro?
    grazie

    [Rispondi]

    Avv. Paolo del Viscio
    martedì 2 dicembre 2008 ore 12:47 - Permalink al commento »

    Certo!!!Sì vale anche nel caso di “infortunio sul lavoro”!!!

    [Rispondi]

  3. Oblomov il Pigro
    Oblomov il Pigro
    venerdì 21 novembre 2008 ore 14:46 - Permalink al commento

    Questo dipende da chi fa le leggi (politica) non da chi le applica (la magistratura). Il magistrato non si può “inventare” le condanne, deve applicare la legge.

    Quindi non è la magistratura che non funziona, ma sono i politici che fanno leggi che non funzionano.

    Adesso governano gli “sceriffi” di destra… che ci aspettano a fare leggi più restrittive e dure?

    [Rispondi]

    lu_malament
    venerdì 20 marzo 2009 ore 13:37 - Permalink al commento »

    Ti hanno ascoltato, e vai con le ronde!!
    Alle volte non c’è nemmeno bisogno di fare la leggina ad hoc (o Ad personam se preferite). Es: Non si potrebbe caricare gli studenti che escono in corteo da una Università. E’ vietato, tra l’altro, dalla Costituzione. Ma noi lo facciamo lo stesso!!!

    (magari per sicurezza ai gionali facciamo scrivere “Scontri tra poliza e studenti” invece che “La polizia carica gli studenti” ed il delitto è perfetto!!!!)

    [Rispondi]

    lu_bbrave
    venerdì 20 marzo 2009 ore 17:28 - Permalink al commento »

    quelli di ONDA sono studenti???
    pluritrentenni plurifuoricorso e bambocci ignoranti e nullafacenti!!!
    non migliorano di certo la società italiana…
    prendendo uno slogan a qualcuno molto caro

    1, 10, 100, 1000 manganellate a questi parassiti!!!!!

    [Rispondi]

    Oblomov il Pigro
    venerdì 20 marzo 2009 ore 19:03 - Permalink al commento »

    Fiuuuuuu, meno male. Qualcuno che se ne va per la tangente arriva pure qua, ogni tanto.

    [Rispondi]

    Advocatus
    lunedì 23 marzo 2009 ore 00:45 - Permalink al commento »

    Chi siano “quelli di ONDA” non lo so, ma ti garantisco che aspettare che qualcuno esca da un qualche posto per manganellarlo non è consentito a nessuno in Italia, polizia e carabinieri compresi. A prescindere da chi sia quel qualcuno e da quale sia il posto da dove stia uscendo.
    Ricapitolando in Italia la polizia (e nessuno in verità) non può aspettare che “pluritrentenni plurifuoricorso e bambocci ignoranti e nullafacenti” escano da una Università per picchiarli.

    [Rispondi]

    spappolato
    lunedì 23 marzo 2009 ore 14:32 - Permalink al commento »

    e ffa lu bbrave….ma ci si si ma jute all ‘università?

    [Rispondi]

    lu_bbrave
    lunedì 23 marzo 2009 ore 14:41 - Permalink al commento »

    si…
    26 anni e laureato da 2.
    non ti preoccupare che lo so chi sono questi che manifestano…
    saluti

    [Rispondi]

    Luca
    lunedì 23 marzo 2009 ore 15:01 - Permalink al commento »

    che strano.. da come ti esprimi sembra che non ti abbiano insegnato granchè o almeno che tu abbia imparato pochino…

    [Rispondi]

    Luca
    lunedì 23 marzo 2009 ore 15:12 - Permalink al commento »

    Poi che c’entra.. pure Brunetta s’è laureato, solo che poi…

    [Rispondi]

    spappolato
    lunedì 23 marzo 2009 ore 15:46 - Permalink al commento »

    quelli di ONDA sono studenti???

    Non solo,ma anche ricercatori, dottorandi,amministrativi ecc..

    pluritrentenni plurifuoricorso e bambocci ignoranti e nullafacenti!!!

    semmai si dice ultratrentenni e ultrafuoricorso. Quindi possiamo ben vedere l’ignoranza,a sto giro, da che parte sta.

    non migliorano di certo la società italiana…

    Non esistono certezze ma solo tendenze, soprattutto quando si parla di fenomeni sociali. Mai letto qualcosa di Popper? E poi sei te quello che dà dell’ignorante agli altri……

    prendendo uno slogan a qualcuno molto caro

    1, 10, 100, 1000 manganellate a questi parassiti!!!!!

    A parte che sei in contraddizione,perchè se uno è fuoricorso dovresti ben sapere che paga più tasse ,quiondi semmai sono ottimi contribuenti. E poi istigare alla violenza è un reato penale. Capisco che ti piacciono i metodi Cossighiani,ma godere nel vedere ragazzi pestati dalla polizia negli atenei io lo definisco sadico. Vatti a fà curare da ottimi psichiatri……

    [Rispondi]

    lu_bbrave
    lunedì 23 marzo 2009 ore 16:19 - Permalink al commento »

    semmai si dice ultratrentenni e ultrafuoricorso. Quindi possiamo ben vedere l’ignoranza,a sto giro, da che parte sta.

    ultratrentenni hai ragione tu, plurifuoricorso io. 1 pari palla al centro.

    A parte che sei in contraddizione,perchè se uno è fuoricorso dovresti ben sapere che paga più tasse ,quiondi semmai sono ottimi contribuenti.

    si certo. le tasse all’università… ma quelle da lavoratori? sono di più 2000 euro di retta o tutte le tasse tipo irpef ecc ecc?? se invece di cazzeggiare e manifestare fossero già lavoratori, contribuirebbero molto di più… eppoi con quali soldi pagano la retta? con quelli di mamma e papà che usano anche per canne e cazzeggi vari da anni e anni…

    ah dimenticavo… da qualche parte c’è una legge che dice che i cortei/manifestazioni devono essere autorizzati… e quello non lo era… ma dato che sono comunistelli hanno diritto a fare quello che cazzo vogliono, giusto?? poi ovviamente le forze dell’ordine devono prendere sassate, scarpe, e oggetti vari senza reagire altrimenti sono metodi cossighiani…

    beh cossiga era troppo buono… io personalmente userei il metodo scelba!!!

    [Rispondi]

    Luca
    lunedì 23 marzo 2009 ore 16:29 - Permalink al commento »

    ecco qua è arrivato il nostro piccolo fascistello provocatore..
    una cosa sola: visto che sei cosi’ ligio al dovere, per i commenti evita di usare ancora email fasulle se vuoi che vengano “autorizzati”.

    [Rispondi]

  4. carson
    carson
    venerdì 21 novembre 2008 ore 14:32 - Permalink al commento

    Pero caro Spanish e Sole luna la questia non e’ finita ,allora la metto sotto questo punto di vista ,visto che volete mantenere i tre gradi di giudizio ,e’ ancora mi rispondete se nelle altre nazioni ci sia .
    Allora vogliamo dire che in Italia non c’e’ LA CERTEZZA DELLA PENA .
    quindi mi riferisco a te Sole luna se a un figlio diamo una punizione e’ non la facciamo scontare ,secondo te quel giglio ripetera lo stesso quello che ha fatto ,perche’ sa che la punizione gli verra tolta o sospesa .
    Se io ammazzo mia moglie mi costa meno in termini di carcere e in termini economici di se mi separo .
    Possibile che dobbiamo mantenere questa giustizia italiana in questo modo ,sta solo peggiorando con casi che fanno ribellare la coscienza pubblica ,bisogna trovarsi in quelle situazioni per capire l’impotenza della giustizia nei confronti di delinquenti ,che non fanno in tempo ad entrare in carcere ,che con condoni e ‘ indulti e altri trucchetti che conoscono quelli dell’entourage ,fanno si che non ci sia piu’ quella che definiva il confine dal bene e dal male .
    LA CERTEZZA DELLA PENA ………………………..
    saludos

    [Rispondi]

    lu_malament
    venerdì 26 dicembre 2008 ore 19:59 - Permalink al commento »

    Io ce la metto tutta a cercare di essere meno malamend’…ed anche per il 2009 farò il mio buon proposito….Tuttavia (“Se io ammazzo mia moglie mi costa meno in termini di carcere e in termini economici di se mi separo”) tu sei una tentazione continua…

    [Rispondi]

    lu_malament
    mercoledì 18 novembre 2009 ore 11:21 - Permalink al commento »

    In anticipo di circa un mese, per me, è già tempo di bilanci. No, proprio non ce l’ho fatta in questo 2009 ad essere meno malament…

    [Rispondi]

  5. Spanish
    Spanish
    venerdì 21 novembre 2008 ore 13:44 - Permalink al commento

    Per cercare di tornare al tema originale della discussione, sottolineo che i gradi di giudizio sono per l’accusa e per la difesa. Nel senso che sono una garanzia per chi si difende, ma anche per chi accusa…non è un particolare irrilevante.

    Vi segnalo quest’articolo. Quasi nessuno ne ha parlato (ancora una volta…), ma la ANM ha chiesto all’ONU di intevenire sulla questione giustizia. Anche questo non mi sembre irrilevante.

    Saludos!

    [Rispondi]

  6. Oblomov il Pigro
    Oblomov il Pigro
    giovedì 20 novembre 2008 ore 16:30 - Permalink al commento

    Comunque mi risulta difficile credere che i tre gradi di giudizio siano stati pensati per far perdere tempo alla gente.

    Quoto l’intervento dell’advocatus (che di giri in quegli ambienti sono sicuro che se ne fa parecchi, senza bisogno di altrui inviti) per ribadire che non sono i 3 gradi e il garantismo che rendono lenta la giustizia italiana. Certo che c’è bisogno di una riforma, ma finiamola di tirar fuori la questione delle riforme ogni volta che non si trovano soldi e si devono far tagli. Le riforme sono una cosa, i tagli sono un’altra cosa.

    P.s. A me “si ribella il fegato” solo quando bevo troppo. Per il resto, generalmente, se ne fotte.

    [Rispondi]

  7. soleluna
    soleluna
    giovedì 20 novembre 2008 ore 14:45 - Permalink al commento

    Aaaaaa… ma se dobbiamo parlare di politicizzazione della magistratura il discorso è diverso: mi dovete spiegà come fa la magistratura italiana ad essere politicizzata se i suoi componenti non sono nominati dal Governo, come peraltro accade in altri paesi europei, ma vincono dei concorsi pubblici!!?
    Delle due l’una: o i comunisti oltre ad essere fannulloni sono pure raccomandati (non dal Governo ovviamente), oppure i magistrati sono talmente liberi dal condizionamento del potere dell’esecutivo che se ne infischiano di fare il gioco del Governo, finendo sempre col perseguitare la stessa infelice e sventurata persona, fino a quando non interviene una bella legge ad hoc che magicamente ristabilisce l’equilibrio sociale.

    Spanish, ricapitoliamo..
    all’inizio si parlava del problema della lentezza della giustizia.. poi si è passati attraverso il problema delle pene troppo morbide per arrivare a parlare dello pseudo problema della politicizzazione della magistratura.. aa dimenticavo.. l’incipit era la proposta di soluzione globale ai mali di cui sopra: il taglio ai gradi di giudizio.
    Chiaro, no?

    [Rispondi]

  8. Spanish
    Spanish
    giovedì 20 novembre 2008 ore 13:38 - Permalink al commento

    Sinceramente, mi sono perso.

    Stiamo parlando dei tempi lunghi della giustizia e Carson vuole abbrevviarli togliendoci un grado di giudizio…Era questa la questione, no?

    Oppure il problema di Carson è che legge e vede solo alcuni giornali e telegiornali e crede che la Giustizia italiana è politicizzata, invece di credere, come dovrebbe, che alcuni vorrebbero riformare la Giustizia per farla un po’ meno giusta?

    È per sapere di che stiamo parlando, mica per altro…

    [Rispondi]

  9. carson
    carson
    giovedì 20 novembre 2008 ore 12:55 - Permalink al commento

    Quindi gli esempi che portati non risolvono la questia .L’avvocato dovrebbe fare il giro delle procure italiane ,ho visto una trasmissione di report ,portava la procuar di una cittadina vicino napoli ,portici come esempio e’ la procura di Eboli nel salertinano ,avevano cause tipo quella che ho fatto io come esempio dei due vecchietti che possono essere risolti con brivio abbreviato e’ visto la incosistenza di avviare un processo civile .
    se non vado errato molti casi di querele ,diffamazioni, citazioni che possono finire con il primo grado vengono trascinate per anni accumulando carte ,impegnando procure ,periti,e’ quanto altro ,creando un circolo vizioso che per uscirne per il povero cittadino si deve rivolgere a uno studio legale .
    Insomma mi potete dire se noi siamo allineati con le altre nazione europee o siamo i soli che hanno tre gradi di giudizio .
    Hanno anche fatto il rito abbreviato che ne usufruisce quello che deve avere l’ergastolo e’ nel caso coclamato di omicidio sgeglie quella strada per ottenere i trentanni che danno per il rito abbreviato ,quindi scappano all’ergastolo ,poi come nel caso di MASO vi ricordate chi e’ quello che ha ,massaccrato il padre e la madre ,con condoni inspiegabili di giudici senza memoria ,adesso ritorna al paese e’ forse gli ridaranno la casa .
    Allora questa giustizia e’ giusta ,mancano i giudici ?
    No ! bisogna riformare ,non possiamo vedere questi sconci ,ci si ribella il fegato ,quando dobbiamo andare avanti con questa giustizia monca e politicizzata e’ diciamo Basta senza essere ipocriti …

    [Rispondi]

  10. soleluna
    soleluna
    giovedì 20 novembre 2008 ore 10:35 - Permalink al commento

    giudici fannulloni e comunisti!! ci vorrebbe un bel taglio anche per loro :)

    [Rispondi]

  11. Unregistered
    Avv. Paolo del Viscio
    mercoledì 19 novembre 2008 ore 23:03 - Permalink al commento

    Il dramma della (in)giustizia in Italia è la lungaggine dei procedimenti, avete colto il punto. Però questa cronica lentezza non è dovuta ad esgigenze garantiste. Questo è quello che ci vogliono far credere. La verità è che in Italia mancano i giudici. Il concorso non lo riesce a passare quasi nessuno…E quei pochi giudici che abbiamo non ce la fanno…E qui mi censuro che (come diceva il puffo quattrocchi) è meglio!!!

    [Rispondi]

  12. soleluna
    soleluna
    mercoledì 19 novembre 2008 ore 22:38 - Permalink al commento

    certo… ma anche la durata ragionevole di un processo dovrebbe essere diritto garantito di chi vuol far valere le proprie ragioni.
    L’ipotesi di eliminare un grado di giudizio però non convince neanche me.. mi sembra il classico taglio sensazionale ed indiscriminato tipico dell’attuale politica del governo: tagliamo lo stipendio degli statali che si mettono in malattia (e chissene’ se stanno male veramente), tagliamo i fondi alle università (virtuose o meno non fa differenza), tagliamo i maestri e facciamoli diventare unici (o prevalente se vi piace di più).
    Va bene che le cose semplici sono sempre le migliori e soprattutto sono quelle che arrivano meglio all’opinione pubblica, ma la razionalizzazione non può tradursi soltanto in un taglio netto.. così si rischia veramente di tagliare pure quelle poche cose che funzionano.

    consentitemi gli esempi OT, mi servivano per spiegare meglio quello che cercavo di dire :)

    [Rispondi]

  13. Spanish
    Spanish
    mercoledì 19 novembre 2008 ore 20:22 - Permalink al commento

    Sí, i tempi sono lunghissimi. Ma perchè dobbiamo scegliere tra il terzo grado e tempi più brevi? Se devo decidere, voglio i gradi che ci sono ora con tempi più brevi e certi. Anche il tempo è una forma di garanzia, per le vittime come per gli innocenti.

    Per esempio, nel caso citato nell’articolo, che succederebbe se quel ragazzo che non può più lavorare deve aspettare 10 anni per avere i soldi che gli spettano?

    Insomma, non vedo perchè dobbiamo eliminare i gradi per avere una giustizia più rapida…per avere liste d’attesa più breve negli ospedali, che dobbiamo fare, eliminare alcune cure?

    Saludos!

    PS: a me che lo Stato risparmi non importa. Ho dei diritti e voglio che siano garantiti, costi quel che costi…

    [Rispondi]

  14. Oblomov il Pigro
    Oblomov il Pigro
    mercoledì 19 novembre 2008 ore 19:00 - Permalink al commento

    Quel tale che s’è fatto tutti e 30 gli anni di carcere per sequestro e omicidio e a 30 anni e 1 giorno è stato dichiarato innocente non sarebbe d’accordo. Anzi, direbbe che sarebbe bene mettere anche il 4° e 5° grado di giudizio.

    [Rispondi]

  15. carson
    carson
    mercoledì 19 novembre 2008 ore 17:20 - Permalink al commento

    A me non mi pare anzi siamo molto in .
    Spanish e Soleluna non avete risposto alla mia questia .
    Siete d’accordo a togliere un grado di giudizio ?
    Attualmente 1 grado tribunale
    2 grado corte di appello
    3 grado cassazione
    sapete quando ci vuole per una causa civile ?
    sapete quando ci vuole per una causa penale?
    saremo anche il paese che ha inventato il diritto ,pero’ abbiamo bisogno di riformarci ,i tempi di oggi sono troppo lenti e troppo burocrazia ,non si riesce a dare giustizia ,si contorce in mille rivoli e scappatoie che fanno si come dice Spanish ,chi ha i soldi puo’ permettersi di trascinare un povero diavolo per tutti e tre i gradi di giudizio ,alla fine muore e’ non riesce a vedere la fine .
    E’ giusto ,secondo me togliendo un grado di giudizio ,saremo piu’ veloci nel decidere sulle cause e abbrevieremo il tempo ,risparmia lo stato e’ il cittadino ha una giustizia piu’ veloce .
    Che ne pensate …..

    saludos

    [Rispondi]

  16. RobDel79
    RobDel79
    mercoledì 19 novembre 2008 ore 14:31 - Permalink al commento

    non pensate di essere un po OT?

    [Rispondi]

    Luca
    mercoledì 19 novembre 2008 ore 14:52 - Permalink al commento »

    a me sembra un confronto interessante che trae spunto dal post..

    [Rispondi]

  17. Spanish
    Spanish
    mercoledì 19 novembre 2008 ore 13:53 - Permalink al commento

    Altri esempi, per capirci.

    Una sentenza dice che le frequenze del tuo canale televisivo sono occupate da un altro canale, ma nessuno fa applicare la sentenza. Stranamente, il canale abusivo è di una persona che fa un lavoro particolare.

    Una sentenza ti manda in galera perché riconosce che sei un mafioso, ma hai un amico presidente di un partito, così riesci ad entrare un Parlamento e non in galera.

    Stai aspettando la sentenza di un tribunale, hai già cercato di spostare il processo in un’altra città, ma non ci sei riuscito. Sei nei guai, ma siccome tu sei l’amico di cui sopra, fai una legge per cui se qualcuno fa il lavoro che fai tu, non può essere giudicato. Peccato che quel lavoro lo può fare solo una persona.

    Un tuo amico è in carcere, ma tu fai quel lavoro che sappiamo e cambi una legge e dici: “Tutti i condannati per questo reato che hanno più di tot anni, possono uscire dalla galera”. Coincidenza: il reato è lo stesso per il quale il tuo amico è in carcere e il ‘tot’ è giusto un anno meno dell’età dell’amico tuo.

    Se fai un lavoro particolare, puoi decidere che un delitto non è più delitto, lo depenalizzi. Ops, tu eri accusato di quel delitto? La vita è strana…

    Di colpo ti accorgi che ci sono dei cattivoni che ascoltano le tue conversazioni telefoniche e poi le usano per processarti perché pensano che hai fatto qualcosa di illegale… Hmm…hmm…un momento, ma vuoi vede’ che puoi cambiare pure questa legge? Sì, puoi. E lo fai.

    Mettiamo che questo amico di cui parliamo abbia delle aziende. Sono aziende che spesso fanno cose che non si dovrebbero fare…minuzzie…Allora le autorità preposte intervengono. Aspe’, che stupido, l’autorità preposta è il nostro amico…Mi sa che nessuno farà niente.

    Mettiamo che questo nostro amico s’è costruito una casa dove non avrebbe potuto. Allora, visto che lui può, si fa una legge che dice: se paghi una multa, la casa non te la possono abbattere.

    Mettiamo pure che questo fantomatico amico non abbia pagato le tasse…sai che? mi sa che si fa una legge per avere un condono. Piccolo, parliamo di milioni di euro…

    Allora dici, ma questo amico è avvocato, che le sa tutte? No, è molto più diabolico di un avvocato: lui fa eleggere i suoi avvocati e poi li piazza nelle commissioni e organismi che dovrebbero fare giustizia.

    Eh, si…mi sa che una riforma ci vuole…magari a botte di ‘lodi’. E magari la facciamo fare agli avvocati dell’amico nostro…

    PS: prima che qualcuno mi accusi di essere ripetitivo e pesante, voglio chiarire. La giustizia ha bisogno di una riforma, non è un caso che l’Italia paga multe stratosferiche alla UE per questo tema. Però, mentre la bocca dei nostri governanti (e i loro media, se dotati…) dice: “meno garantismo”, le loro mani scrivono e firmano legge garantiste. Non per tutti, però. Quindi, se vogliamo riformare la giustizia, iniziamo da farla uguale per tutti: ricchi, poveri, politici, impiegati, operai, imprenditori, etc…Mi sembra un buon punto di partenza.

    PS’: quando si dice “pù diabolico di un avvocato”, non s’intende in nessun modo offendere la categoria, ma rimarcare la loro capacità di trovare la via più consona per far valere i diritti degli assistiti.

    [Rispondi]

  18. carson
    carson
    mercoledì 19 novembre 2008 ore 12:57 - Permalink al commento

    Non pensi Soleluna che ci vuole una rifoma della giustizia ,sia nei tempi che nella struttura di questa macchina che molte volte ci fa riflettere su sentenze ,che non hanno senso di esistere ,faccio un esempio per farmi capire quelle tre ragazze che hanno massacrato quella suora in toscana adesso non mi viene il nome ,non e’ scandalosa che vengono messe in semiliberta’ .
    Altro esempio della giustizia che non soddisfa piu’ le nostre richieste di cittadini che subiscono soprusi ,esempio di quei due vecchietti di termoli che i vicini di casa li hanno sprodroneggiati ,con una sentenza del tribunale non applicata .
    Soleluna ma che giustizia e’ .
    Ti viene voglia di farti giustizia da te ,visto la lentezza ,la non applicazione ,ha senso tenere una giustizia in queste condizione .
    Io preferirei essere meno garantista ,ma un processo che venga abbreviato ,con solo due gradi di giustizia e’ non tre come stanno solo in italia per far mangiare un sacco di gente .
    Che ne pensi visto che sei cosi equilibrata e’ sembri una persona ragionevole .
    saludos

    [Rispondi]

    soleluna
    mercoledì 19 novembre 2008 ore 14:29 - Permalink al commento »

    Diciamo che il mio “è giusto così” era riferito alla ratio delle norme e non alle procedure che le rendono di fatto applicabile. Come a dire: la logica è giusta ma spesso manca la procedura che la renda di fatto applicabile.
    Sul piano della lentezza la pensiamo, credo, tutti allo stesso modo, e l’avvocato Del Viscio e persino Di Pietro saranno d’accordo con noi: sono le lungaggini del sistema delle procedure processuali della giustizia italiana che andrebbero resettate completamente.
    Il termine garantismo poi può significare tutto o niente, mi spiego meglio.. la durata ragionevole di un processo, come dici tu, deve essere la mia prima garanzia di una giustizia certa. Ma d’altro canto chiunque accusato ingiustamente deve avere garantiti gli strumenti ed il tempo adeguati per dimostrare la propria innocenza.
    La criticità attuale del sistema italiano però Carson ti da ragione.. e il bilanciamento tra “lentezza esasperata” e “riduzione degli strumenti di garanzia” deve necessariamente propendere per una riduzione dei tempi processuali.. attenzione però: ai tagli indiscriminati continuo a preferire lo sfoltimento!

    [Rispondi]

  19. soleluna
    soleluna
    mercoledì 19 novembre 2008 ore 10:35 - Permalink al commento

    in poche parole la legge non ci riesce proprio ad essere “uguale per tutti” :)
    ma infondo è giusto così, purchè lo sia almeno la sua applicazione…

    [Rispondi]


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