Un occhio di riguardo per il chitarrista


“…abbi un occhio di riguardo per il tuo chitarrista…”, così cantava Ivan Graziani e in certi casi un occhio di riguardo bisogna proprio averlo.

A seguito di un investimento, infatti, un ragazzo riporta molteplici lesioni. Il Tribunale, chiamato a decidere sulla controversia, liquida il danno biologico (cioè il danno alla salute) ed il danno morale (le sofferenze sopportate), ma rigetta la richiesta di risarcimento dei danni dovuti alla diminuizione della capacità lavorativa specifica, motivando la propria decisione con la circostanza che il ricorrente risulta privo di occupazione, è un disoccupato.

Interpellata dall’infortunato, la corte di Cassazione ha rivisto la decisione resa in primo grado pur ribadendo il principio secondo cui alla persona disoccupata non è riconosciuto il ristoro dell’incapacità lavorativa temporanea, perché priva, al momento, di occupazione. Tuttavia, ha precisato la Suprema Corte, è dovuto il risarcimento nel caso in cui i il sinistro ha leso in modo permamente la sua capacità lavorativa.

Quantificare questo tipo di danno non è certo agevole: occorrerà valutare in che modo l’incidente ha modificato la possibilità di svolgere in futuro determinati lavori. A tal fine sarà necessario esaminare quale sia la situazione personale e socio-familiare dell’infortunato; quali erano le sue capacità psicofisiche, artistiche o sportive prima del sinistro ed in che modo esse siano state compromesse dall’infortunio.

In altre parole l’avente diritto deve dimostrare che la lesione subita gli impedirà di svolgere, in futuro, una determinata attività lavorativa, che altrimenti avrebbe potuto svolgere o che verosimilmente avrebbe svolto.

L’amputazione o la perdita di funzionalità di un arto superiore potrà dar luogo a risarcimento da perdita di capacità lavorativa, per esempio, a favore di chi, ancorché inoccupato al momento del sinistro, sia in possesso della qualifica di operaio generico. Egli non avrebbe, invece, diritto al risarcimento se conseguenza del sinistro fosse la mera perdita di sensibilità di un dito, magari il mignolo sinistro. Perché anche con un dito mignolo privo, in tutto o in parte, di funzionalità si può svolgere la mansione di operaio generico. Viceversa, se l’infortunato fosse un musicista diplomato al Conservatorio, ecco che anche la menomazione al mignolo sinistro limiterebbe la sua possibilità di lavorare, facendo sorgere, così, il diritto al risarcimento.

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