L’esame di Bossi
Sulla scuola, negli ultimi tempi messa sotto processo, se ne sono dette di tutti i colori. Ma a volte basta una notizia per rimettere in discussione tante cose. Il figlio del ministro Bossi, l’italiano più potente dopo Berlusconi, è stato bocciato per la terza volta, a seguito dell’ennesimo ricorso accolto irritualmente dal Ministero, quando ne pende un altro presso il Tar. Possiamo immaginare le straordinarie pressioni a cui sono stati sottoposti gli esaminatori, il diluviare di suggerimenti a chiudere un occhio, l’incitamento al chi te lo fa fare. Possiamo rappresentarci la loro vita personale e familiare sconvolta. Lo stato d’assedio della scuola. Ma essi non si sono fatti intimorire. Hanno difeso la loro dignità e professionalità, valutando il candidato per quello che valeva.
Una notizia che ci dà speranza nel deserto in cui viviamo. Un esempio di coerenza e di senso del dovere, un esempio per molti. Specie per i politici. A cominciare dal “poltroni sta” Villari.
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