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Part time o “a giornata”?
Lavoro a tempo parziale (il cosiddetto part time) non significa totale assenza di regole. Non significa, almeno in Italia, piena libertà ed autonomia di gestione dell’attività lavorativa. Ciò vale in particolar modo per quanto riguarda l’orario di lavoro.
Nel maggio scorso, infatti, la Suprema Corte di Cassazione ha affermato con chiarezza l’obbligo di rispettare quanto previsto dal contratto di assunzione circa l’orario di lavoro.
La distribuzione del lavoro nell’arco della giornata è rigida anche per i lavoratori a tempo parziale e non può mai cambiare. Neanche facendo in modo che il totale delle ore lavorate nella settimana rimanga invariato.
La Suprema Corte si è occupata, in particolare, del caso di lavoratori che, alle dipendenze di una società di ristorazione, avrebbero dovuto lavorare 4 ore al giorno per sei giorni alla settimana, come da contratto. Di fatto, invece, essi lavoravano otto ore al giorno per tre giorni la settimana.
A questo punto occorre chiarire che esistono due tipi di lavoro a tempo parziale. Il cosiddetto part-time orizzontale e quello verticale.
Il primo tipo è il rapporto di lavoro nel quale il dipendente presta il proprio servizio durante un tot di ore al giorno per tutta la settimana lavorativa.
Il secondo si ha quando l’orario giornaliero è pieno, ma si lavora solo in alcuni giorni della settimana.
Nel caso in questione era stato esplicitamente pattuito che si trattasse di part-time orizzontale.
In aperta violazione di una clausola contrattuale, dunque, il datore di lavoro aveva mutato la natura del rapporto di lavoro, trasformandolo in part-time verticale. Il tutto, va detto, con il pieno consenso dei lavoratori interessati. Tuttavia quest’ultima circostanza è stata ritenuta irrilevante dalla Cassazione.
I Giudici hanno rilevato che l’art. 5 della legge 726/1984 impedisce, vietandola in linea di principio, la possibilità per i lavoratori a tempo parziale di prestare ore di lavoro aggiuntive rispetto a quelle previste in forma scritta al momento dell’assunzione.
Secondo la Corte ciò accade ogni volta che si supera il pattuito monte ore giornaliero, a prescindere dalla circostanza che non si superi il totale delle ore calcolate su base settimanale.
Peraltro tale divieto è conseguenza del fatto che, come hanno chiarito i Supremi Giudici, il pattuire in forma esplicita l’orario di lavoro sul contratto è strumentale, tra l’altro, a consentire controlli ed ispezioni da parte degli organi competenti.
Risultato pratico di questo intervento della Suprema Corte è stata una bella sanzione posta a carico del datore di lavoro.
paolodelviscio@vastesi.com
'Part time o “a giornata”?' ha ricevuto 13 commenti:
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mercoledì 28 gennaio 2009 ore 01:42 - Permalink al commento
un sito in purtroppo costante aggiornamento:
http://nomortilavoro.noblogs.org/
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lunedì 26 gennaio 2009 ore 15:39 - Permalink al commento
Premesso che minaciare di morte non è giusto, a prescindere. E quindi neanche nel caso citato da Spappolato.
Con il precariato (che in realtà è un parolone che nasconde la verità: il ritorno al passato. Il buttare nel cesso e scaricare milleni di storia umana, cifre inimmaginabili di lacrime, sangue e bestemmie, durante i quali l’umanità era riuscita a raggiungere una serie di obbiettivi, una parvenza di giustizia…) hanno cominciato i governi tecnici post “mani pulite” (prima metà anni ‘90). Forse dovrei virgolettare anche le parole governi e tecnici, visto che in quel tecnicismo c’era tanta sinistra di allora (E di ora!?!?!?!?!!??!??!?!?!!!!!!!!!L’Immobilismo tutto italiano…)…Poi un governo Berlusconi, un Prodi, un paio di D’alema, Amato, poi di nuovo Berlusconi, poi di nuovo Prodi e poi di nuovo Berlusconi…
Tutti questi signori ed i loro governi cosa han fatto per eliminare il precariato??? NULLA ASSOLUTAMENTE NULLA…anzi molti di loro hanno continuato con la deriva precatariale (tanto in Italia ognuno inventa le parole che vuole).
Quello che opinionisti, giornalisti, intellettuali, teologi, vescovi e papi si guardano bene dal dirci è che siamo la prima genenrazione italiana che ha meno diritti dei propri padri (e tra un po’ dei nostri nonni…)…è un fatto gravissimo!!!
In tutto i resto del mondo si scatenerebbe un putiferio, si chiamerebbe la cosa per quello che è: involuzione, tornare indietro, perdere diritti….che schifo!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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domenica 25 gennaio 2009 ore 13:38 - Permalink al commento
Fanin nel mio discorso non centra nulla. Parlo di esperti di diritto che il diritto lo tolgono, nulla piu’. Le BR, che ti piaccia o no, non applicavano la strategia del terrore indiscriminata, i loro obiettivi erano politici e di sovversione della struttura di potere economica. Tanto per capirci, come nel 1890, Sorel (ammesso che tu sappia chi fosse) che predicava il socialismo rivoluzionario, contro uno riformista alla Turati o LAbriola che prediligevano la via istituzionalizzante. Che io possa essere d’accordo o meno con le BR di ora, uno come Ichino ha contribuito a rendere meno forti i diritti socio-economici ( quelli ceh Bobbio chiamava di II generazine) conquistati daimovimenti sessantottini. Tanto per renderci conto di che stiamo aparlare, senza le persone che sono scese in piazza non avresti usufruito dello statuto dei lavoratori del 1970. Prima di allora i dipendenti potevano essere spiati fin dentro il gabinetto e essere licenziati senza motivo giusto. TI ricordi le battaglie sull’articolo 18 nel 2002? Ebbene, ci siamo capiti. SI badi bene che questo è un processo iniziato con l’abbattimento della scala mobile,passando per il pacchetto Treu. Fin li sarebbe pure passato, ma una legge 30-03 che introduce contratti ad hoc per i datori come quello ripartito, in cui se un altro e’ assente tidevi sorbire anche il lavoro suo, oppure quelli di inserimento e apprendimento, dove non sono previsti ammortizzatori sociali come previdenza e peggiore retribuzione, bene, li è veramente troppo. Se poi vogliamo dire che questa legge ci sta bene ok, però poi non lamentiamoci di gente che si ribella e quando lo fa ne viene fuori il lato peggiore.
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domenica 25 gennaio 2009 ore 01:24 - Permalink al commento
forse non ci capiamo e non ci capiremo mai.
lager, guantanamo, fosse ardeatine, stragi riconducibili a matrici di destra, potrei continuare per ore…
SBAGLIATI!!!!!!!!!!!!!!!!!!
gulag, foibe, BR, anche qui potrei continuare per ore…
SBAGLIATI!!!!!!!!!!!!!!!!!!
quindi se tu dici che è giusto minacciare di morte (e anche uccidere) un giuslavorista, probabilmente per te le BR erano eroi che uccidevano (e continuano ad uccidere) per un ideale giusto.
- digressione storica –
al contrario di chi ha combattuto per la RSI che era un coglione che meritava di morire…
anche questo tipo qui (partigiano e sindacalista bianco) meritava di morire
http://www.santiebeati.it/dettaglio/91560
ti posto anche un altro link non ‘ecclesiastico’ e quindi fazioso come il precedente
http://www.cislbologna.it/inde.....;Itemid=19 .
un’ultima cosa e poi basta. il lavoro è un diritto/DOVERE. prendi pure un aereo della nuova o vecchia alitalia e vedi che non è un problema solo di dirigenza se il facchino non ti porta le valigie, la hostess non ti sorride e i bagagli li perdi al 90% (sempre se riesci a partire, dimenticavo). se è giusto che hostess, facchini, addetti ai bagagli, piloti, steward, addetti alla biglietteria ecc scioperano perchè il taxi non li va a prendere a casa e prendono solo il triplo dei loro colleghi airfrance o luftansa o britishairway…
io non ho il problema del precariato perchè ho sempre sgobbato, studiato e lavorato. il poco che ho me lo sono guadagnato sudando, non scioperando o fingendomi malato o accampando diritti (o andando al GF9) senza pensare ai DOVERI.
saluti cari e spero che le persone in gamba di questo forum, di destra e di sinistra, siano almeno in parte d’accordo con me.
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martedì 27 gennaio 2009 ore 15:24 - Permalink al commento »
Uno a parte che non ci credo che i lavoratori alitalia prendono il triplo dei colleghi europei…ma troppo facile risponderti e se gli altri si buttano al pozzo che facciamo ci buttiamo al pozzo pure noi??
Troppo facile risponderti che allora i briaccianti agricoli vastesi non possono la mentarsi perchè 100km più a sud ci sono gli immigrati che lavorano per 15 euro al giorno…
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domenica 25 gennaio 2009 ore 00:34 - Permalink al commento
http://www.solcando.com/Solcan.....forma.html
magari io potrei risultare di parte senza un lavoro sceintifico dietro……
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domenica 25 gennaio 2009 ore 00:10 - Permalink al commento
Uno se sei tanto scolvolto perchè vai l’inorridito?
Ti auguro di diventare precario a vita così poi vediamo se ti và ancora di difendere certi pseudofilosofi di diritto del lavoro………….
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sabato 24 gennaio 2009 ore 21:51 - Permalink al commento
e che ora, giustamente, si prende le minacce dimorte dei presunti terroristi
Avevo risposto all’altro articolo, ma ora sono davvero esterrefatto!!! Giustamente minacce di morte?? Abbiamo proprio toccato il fondo!!!
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sabato 24 gennaio 2009 ore 14:56 - Permalink al commento
Avvocà, hai ragione. Ma vedi, il significato della tutela del lavoratore andrebbe spiegato a quel gran pezzo di giuslavorista di Pietro Ichino che si dichiarò orgoglioso di aver contribuito a precarizzare il lavoro e che ora, giustamente, si prende le minacce dimorte dei presunti terroristi accusati di averucciso Biagi e D’Antona.
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sabato 24 gennaio 2009 ore 11:47 - Permalink al commento
Febio poi l’hai troavto il lavoretto???
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venerdì 26 dicembre 2008 ore 12:15 - Permalink al commento
In realtà approfittando della crisi si sono inventati una nuova regola…”unica regola:Non ci sono regole!!!!!!!!!!!!!”
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martedì 16 dicembre 2008 ore 13:32 - Permalink al commento
Carissimo Febio,
al lavoratore non è stata comminata alcuna sanzione. Il Legislatore accorda sempre una particolare tutela al lavoratore, che è storicamente considerata la parte debole nel rapporto di lavoro.
Ciao
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giovedì 11 dicembre 2008 ore 11:10 - Permalink al commento
Ciao Paolo!
Ho letto con interesse il tuo articolo anche perchè al momento sono alla ricerca di un lavoretto di quelli che pagano a giornata, per avere qualche soldo in tasca, mentre frequento l’università!!
Ho letto che al datore di lavoro è stata filata una bella multa…giusto?? Ma al lavoratore…che cosa è successo??? Gli hanno fatto qualcosa???
Grazie, rispondi presto!!
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