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Una strada per un fascista
“Gridare il nome del Duce, in faccia a questa trincea comunista, in questa notte di guerra, tanto lontano dalla Patria, è per me una soddisfazione che mi dà un’emozione profonda”.
È un passaggio del diario di Mario Granbassi, giornalista fascista che partecipò nella Guerra Civile Spagnola. Lato franchista, ovviamente.
Un fascista, quindi. Un fascista a cui vorrebbero dedicare il nome di una strada a Trieste. Non importa che sia stato un fascista convinto, morto in Spagna per rovesciare una Repubblica legittima e instaurare una feroce dittatura, quello che importa è che sia stato “uno che ha fatto la storia della radio”.
Ovviamente in Spagna, dove stanno togliendo le statue e simboli fascisti, dove stanno cambiando i nomi delle strade per rimuovere quelle dedicate ai fascisti, dove è stata approvata una “Legge della Memoria Storica” per ricordare, si chiedono: perché? Che bisogno c’è di fare un altro torto alle vittime del fascismo?
Giro la domanda al signor sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, all’assessore alla Cultura, Massimo Greco, e il vicesindaco Paris Lippi (entrambi “ferventi militanti di destra”, dice repubblica.it).
Aggiungo, signor sindaco e signori assessori, lo vogliamo capire o no che l’Antifascismo è uno dei valori fondamentali della nostra Repubblica e della nostra Constituzione?
'Una strada per un fascista' ha ricevuto 23 commenti:
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venerdì 12 dicembre 2008 ore 10:37 - Permalink al commento
Davvero io non capisco che bisogno c’è di ricacciare addirittura la Primavera di Praga…A parte che tutto va contestualizzato e la NATO, gli USA e i vari governi italiani hanno fatto cose di cui dovrebbero vergognarsi, ma perché uno non può condannare il fascismo e basta?
Se ci mettiamo su questo piano, quando condanniamo il fascismo e il comunismo dobbiamo pure condannare il nazismo, il fondamentalismo islamico, cristiano e religioso in generale, le dittature sudamericane, la politica estera degli USA, dell’Unione Sovietica, dell’Italia e del’80% degli altri Stati, le mafie, le crociate, la Santa Inquisizione, gli Unni, Scipione l’Africano, il colonialismo, il neocolonialismo, etc, etc…
Davvero non lo capisco…
A questo punto faccio la domanda diretta: qualcuno pensa che sia giusto intitolare una strada a Granbassi? Se dite sì, spiegate pure il perché, per favore…
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venerdì 12 dicembre 2008 ore 11:49 - Permalink al commento »
No !
Ti rifaccio una domanda voglio una semplice risposta .
Qualcuno pensa che e’ giusto intitolare via Stalin .
mi consenta
saludos
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venerdì 12 dicembre 2008 ore 12:04 - Permalink al commento »
Ovviamente no, Carson. Ed è qui la differenza: nessuno si sogna di proporlo. Viceversa il sindaco di Trieste e due assessori, suppongo con tessera di FI/AN/PdL, stanno proponendo d’intitolare una strada a Granbassi.
Quindi, questa volta i ‘cattivi’ non sono i soliti comunisti, ma i soliti signori della destra.
PS: siamo d’accordo su qualcosa, un giorno storico, direi…
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venerdì 12 dicembre 2008 ore 16:34 - Permalink al commento »
ovviamente non c’e’ bisogno di proporlo ci s0ono udite udite.
le strade che sono state dedicate al compagno Stalin (1878-1953) della premurose amministrazioni di Raffadali e di Campobello di Licata, ambedue in provincia di Agrigento.
mi consenta
saludos
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venerdì 12 dicembre 2008 ore 16:50 - Permalink al commento »
Carson, ti giuro che se fossi un dirigente di FI ti pagherei per andare a Ballaró…
Facciamo una breve sintesi del ragionamento logico di quest’articolo, ok?
1. Un sindaco e due assessori di un comune italiano vogliono dedicare una strada a un fascista.
2. Io appoggio chi critica l’idea perchè non mi sembra giusto: è stato un fascista convinto e ha combattuto in Spagna.
3. Alcuni dicono (non ho ancora capito perchè hanno la necessità di farlo…): allora non possiamo proporre neanche un comunista che si sia macchiato di crimini (Stalin, per esempio).
4. Io dico: giusto, non si puó proporre neanche Stalin.
Proporre qualcosa di nuovo. Cioè, c’è una strada che non ha nome e uno va e propone un nome non adeguato…
E tu vai, e che dici? che ci sono due strade dedicate a Stalin…Che cavolo c’entra?! Stiamo parlando di proposte di strade nuove! Sul terreno del ‘cambiamo nome’ non siamo entrati per una semplice ragione: se cambiamo il nome a quelle due strade, come simbolo di condanna dei regimi dittatoriali, dobbiamo anche eliminare tutti i nomi legati al ventennio fascista e tutti i monumenti, lapidi, targhe, simboli della dittatura fascista, cosí come di altre dittature. Il problema non è quel che si è deciso anni fa, ma quello che si vuole decidere oggi, nel 2008. Carson: 2008! Nel 2008, c’è gente che vuole rendere onore a uno che appoggiava una dittatura! Questo è il problema…
Poi, se vuoi un parere personale sulla questione targhe, nomi e monumenti, io lascerei il mondo come sta perchè si tratta già di testimonianze storiche del nostro passato, senza rinunciare alla condanna, claro. Ma questa è la mia opinione personale.
Saludos!
PS: ovviamente, c’è anche una strada che si chiama Benito Mussolini, piazze che si chiama XXVIII Ottobre, etc…
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venerdì 12 dicembre 2008 ore 09:39 - Permalink al commento
E’ vero Carson, la storia ci ha insegnato che, se a scorrere fu anche “il sangue dei vinti” (per dirla alla Pansa, che piace tanto a ViaLenin), è perché gli uomini, in genere, smettono di essere tali quando hanno a che fare con le disumanità dei regimi di qualunque colore abbiano dipinto il loro vessillo (nero, rosso o crociato).
Ne sono tanto convinta che, per evitare di essere tacciata per una che da giudizi sbilanciati l’ho premesso nel mio ultimo commento..
Però è bene non fare confusione: i regimi totalitari sono una cosa le ideologie politiche altre, generare confusione serve solo a tenere alto il livello della paura, e un popolo che ha paura, è soltanto un popolo che si controlla troppo facilmente.
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venerdì 12 dicembre 2008 ore 01:57 - Permalink al commento
Visto che sei intelletualmente onesta ed equilibrata ,dovresti aggiungere i comunisti italiani che furono vicinissimi alla dittatura Russa e’ solo grazie agli Americani e’ alla Nato ,non siamo diventati un paese dell’est ,visto i vari viaggi che Togliatti e gli altri comunisti facevano a Mosca non solo per prendere i soldi.
Come non dimenticare la primavera di Praga e’ i comunisti italiani che rimanevani inerti di fronte ai carra armati russi ,oggi non sarebbe successo tutto quello .
Il revisionismo storico fa parte solo da una parte sarebbe ora di fare un autocritica anche sulla gestione politica del comunismo italiano del dopoguerra .
Per il resto i miei preferiti per le vie delle strade rimangono i grandi patrioti italiani : primo fra tutti GIUSEPPE GARIBALDI …..
Scusami Soleluna sembrava che stessi facendo una critica un po’ sbilanciata ,volevo che oltre a condannare il fascismo condannassi anche il comunismo due tirannie feroci ….
mi consenta
saludos
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venerdì 12 dicembre 2008 ore 11:03 - Permalink al commento »
ma lo sai che se un poeta?? Intendi dire che i comunisti italiani sono rimasti cementificati innanzi ai carri (e non poteva essere altrimenti!) armati??
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venerdì 12 dicembre 2008 ore 11:14 - Permalink al commento »
Sarà… ma a me non risulta che i comunisti italiani siano rimasti indifferenti davanti alla Primavera di Praga. Anzi. Quell’episodio segnò uno dei più grandi dibattiti e conseguenti divisioni all’interno del mondo comunista.
Non facciamo sempre le solite sparate sul sentito dire.
Per tornare in tema, i comunisti italiano sono quelli che hanno firmato la nostra costituzione dandoci un minimo di assetto democratico. Se Togliatti&Co avessero voluto tentare la strada del totalitarismo avrebbero avuto tempo e maniera. Bastava dire una parola ai partigiani ancora armati e saltava l’Italia. Invece i dirigenti comunisti hanno intrapreso con convinzione la strada della democrazia. Basta considerare come è stato affrontato l’attentato a Togliatti. In quel momento non ci sarebbe voluto niente a scatenare un’altra guerra. Invece i dirigenti comunisti hanno ritenuto che gli italiani ne avevano avuto abbastanza di conflitti, anche fratricidi, e che l’unica via fosse quella democratica.
Certo, chi ha antipatia verso una certa parte politica tende a sminuire i meriti e a dire che “sono stati costretti” dagli USA o dalla Nato. Ma si dimentica che dall’altra parte c’era la potenza russa…e la scelta era possibilissima. E’ stata scelta la democrazia. In storia non valgono le chiacchiere, ma gli atti. E gli atti dicono che i comunisti italiani, a differenza dei fascisti e neofascisti della P2, hanno scelto la democrazia.
Se oggi governa Berlusconi lo dovete anche a loro.
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giovedì 11 dicembre 2008 ore 12:45 - Permalink al commento
Caro Via Lenin e caro Histon, ogni paese è figlio delle proprie sciagure. Nella storia italiana le sciagure non ce le siamo fatte mai mancare, tuttavia (fortunatamente), non si è mai insediato un regime comunista.
A dire il vero, mentre gli adepti del regime fascista sostenevano le folli gesta di Hitler, i comunisti italiani del dopo guerra (per intenderci) contribuivano con la resistenza, prima, e con l’attiva partecipazione all’assemblea costituente, poi, a far nascere questa nostra democrazia.
Questo è un dato di fatto storico incontrovertibile (mi pare), che prescinde completamente da valutazioni di ciò che può essere salvato o condannato dell’uno e dell’altro schieramento.
Il dato storico, nudo e crudo, spiega chiaramente perché l’apologia del fascismo è reato, mentre del tutto legittima è l’adesione al partito comunista, o, per dirla come faresti tu, ti spiega perchè puoi mettere una maglietta con la falce e martello e non una con la svastica.
Mi delude profondamente l’idea che esista ancora gente che strumentalizza politicamente il risultato del patrimonio storico e culturale del nostro paese.. voglio dire si tratta della storia dei miei nonni, dei nonni dei miei amici e, forse, anche dei vostri.. meriterebbe un pochino più rispetto, credo.
Preferisco quindi credere che non sia malafede ma semplice ignoranza, perché di fronte all’ignoranza ci si può adoperare per porre rimedio, ma di fronte alla disonestà intellettuale ci si può (e ci si deve) solo indignare.
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giovedì 11 dicembre 2008 ore 00:05 - Permalink al commento
Scusate,ma allora la Costituzione che ha vietato espressamente questa riorganizzazione,ha qualcosa che non quadra!Il punto e’ questo,si puo’ organizzare un qualcosa che ha dei metidi,delle similitudini,un leader carismatico,l’uso della propaganda come mezzo di convincimento e per certi versi plagio verso le masse meno informate,si puo’ organizzare un sistema di controllo capillare di come la pensa il singolo su un determinato tema, poi avere la “cura” di non chiamarlo FASCISTA ed e’ perfettamente legale? Io non lo so,ma ancora di piu’ mi convinco che c’e’ qualcosa che non quadra…ma non riesco a capire cosa…sara’! Saludos
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mercoledì 10 dicembre 2008 ore 15:01 - Permalink al commento
Vedi, Via Lenin, io non ho detto no a Granbassi e sí a un altro. E non ho neanche detto che dobbiamo eliminare i simboli fascisti dalle nostre strade (a Vasto, per esempio, la targa a Giovine…). Quindi, se vuoi criticare, trovati una critica valida, per favore…Altrimenti fai come quelli che quando sentono la frase “Hitler era un criminale” hanno la necessità di dire: “Eh, ma pure Stalin…”. Io non ho questa necessità. Posso dare del criminale a entrambi senza dover aggiungere niente, senza giustificare in nessun modo…E posso fare lo stesso con Mussolini, Franco, Pol Pot, Saddam e, purtroppo, molti altri…
Qui si parla di un’iniziativa per intitolare una strada a un tipo che, ripeto, era fascista convinto ed è andato a dimostrarlo fino in Spagna. Si accenna anche al fatto che in Spagna stanno cambiando i nomi di alcune strade, nomi messi lí da un dittatore e per celebrare la sua dittatura. Gente che ha ucciso lí, in Spagna…Facciamo un esempio. Immagina che un tuo parente sia stato torturato, ammazzato o solo incarcerato ingiustamente da un tal Caio Cai…Ti piacerebbe saper che esiste Piazza Caio Cai e che lí c’è una statua a grandezza naturale di questo signore? A me, no…Questo è quello che succede.
Poi, la nostra Storia ha condannato il fascismo. Non è un caso che nella nostra Costituzione ci sia scritto: “È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista“. La nostra storia è stata segnata una dittatura fascista…i crimini di Stato sono stati pensati ed eseguiti da membri del partito fascista, partito unico di una dittatura fascista.
Ci sono stati altri crimini politici? Certo…nessuno dice di no. Altri governi hanno commesso errori, certo. Altre bande o altri gruppi hanno ammazzato in nome di un’ideologia, certo. Ma questo non modera in nessun modo il dolore e i danni provocati in Italia dalla dittatura fascista.
Intitolare una strada ad un fascista è un’offesa alle vittime del fascismo. Punto.
PS: solo un’osservazione: Stalingrado era una città ed è una battaglia…
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mercoledì 10 dicembre 2008 ore 18:31 - Permalink al commento »
Invece intitolando una via a lenin non si offendono le vittime del comunismo?…egemonia culturale……..
Histon
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giovedì 11 dicembre 2008 ore 00:21 - Permalink al commento »
Ho scritto questo? Non mi sembra…Qualcuno a proposto di intitolare una strada a Lenin? Non mi sembra…Se poi vuoi parlare di Lenin, oh, scrivi un post e parliamo di Lenin, che ti devo di’…
Ma è possibile che non potete prendere una posizione chiara su un punto senza dover aggiungere un qualcosa?
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mercoledì 10 dicembre 2008 ore 14:04 - Permalink al commento
invece strade come via lenin, via stalingrado, ecc ecc vanno benissimo in italia. vero? e il povero pansa (che è tutto fuorchè fascista) è un contaballe! si può girare con la maglia rossa con falce e martello (è anche in alcuni simboli di partito) e non con la svastica. giusto?
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mercoledì 10 dicembre 2008 ore 14:06 - Permalink al commento »
Certo, pensa che si possono commentare anche i blog con questi nomi.
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mercoledì 10 dicembre 2008 ore 15:54 - Permalink al commento »
Certo che si può girare con la falce e martello e non coi simboli nazifascisti. Questi ultimi sono illegali (anche se molto tollerati).
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mercoledì 10 dicembre 2008 ore 13:42 - Permalink al commento
Rimanere indietro? Guarda che ci hanno già superati! Infatti stanno rivedendo la storia ufficiale, scritta da Franco e i suoi, per ridare dignità a chi la merita, ad iniziare con una sepoltura degna (cosa negata dal cattolicissimo Franco a molti civili…).
Siamo noi che siamo destinati a rimanere indietro: dopo 60 anni di Costituzione, c’è ancora chi dice che l’antifascismo non è un valore e vuole dare il nome di uno che è andato in Spagna ad attaccare una Repubblica e imporre una dittatura.
Un fascista che si è comportato da fascista, può essere condannato. Anzi, SPETTA a noi uomini condannarlo. Questo mi sembra un caso chiarissimo…
Non si tratta di un pover’uomo a cui hanno detto: o ti fai la tessera o non lavori. Questo aveva la tessera e ha voluto il moschetto! E gli vogliono intitolare una strada? Ma siamo seri…
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mercoledì 10 dicembre 2008 ore 12:56 - Permalink al commento
Essere fascisti, non vuol dire essere stati dei personaggi spregevoli. La Spagna è inesorabilmente condannata a rimanre indietro all’Italia per quanto riguarda il revisionismo.
La condanna dell’ideologia e del sistema dittattoriale fascista deve essere totale, ma non si possono condannare i singoli. Quello non spetta a noi uomini. Per come la vedo io ad un fascista che merita si possono dedicare strade.
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mercoledì 10 dicembre 2008 ore 13:44 - Permalink al commento »
Presto saremo superati in tutto (non so nel revisionismo, poichè non credo sia un valore o una cosa positiva) anche dall’albania. La Spagna che era dietro di noi quasi in tutto fino a 15, 20 anni fa, ora è avanti di duecento anni.
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mercoledì 10 dicembre 2008 ore 14:53 - Permalink al commento »
Mac, ti 6 fatto na giacchetta nuova?
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mercoledì 10 dicembre 2008 ore 15:08 - Permalink al commento »
Robdel79 grazie, mi fai sempre morir dal ridere!!
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giovedì 11 dicembre 2008 ore 13:00 - Permalink al commento »
“La condanna dell’ideologia e del sistema dittattoriale fascista deve essere totale, ma non si possono condannare i singoli”
Come dire: La pedofilia va condannata senza riserve ma non possiamo condannare i singoli pedofili.
Scusa eh…ma la tua giaccheta nuova è un po’ scucita…
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