La Casta, fra crescita della corruzione e dei consiglieri regionali

La Casta, fra crescita della corruzione e dei consiglieri regionali

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Il partito più grande in Abruzzo è quello degli astenuti. La metà degli elettori è così disgustata di questi partiti e di questa politica che non è andata a votare e molti di quelli che pure hanno votato, dopo le novità di questi giorni, dopo il marciume che è venuto fuori, sono pentiti di averlo fatto. Forse ci sarebbe voluto un astensionismo totale. Uno sciopero generale degli elettori.

Tutti sapevamo che avremmo eletto 40 consiglieri, invece veniamo a scoprire, a elezioni avvenute, che i consiglieri saranno 45. Quando il Paese è attraversato da una crisi inaudita, quando la disoccupazione dilaga, quando si chiedono sacrifici a tutti, quando si chiede una cura dimagrante della casta, nella nostra regione cosa si fa? Si aumenta il numero dei consiglieri che già ci costavano la bella cifra di 4.256.459 euro (cfr. Stella, La Casta). Era forse insufficiente il numero dei consiglieri? Nemmeno per idea. L’Abruzzo ha più consiglieri rispetto alla popolazione della gran parte delle regioni d’Italia. Se la nostra regione ha un consigliere per 27.777 abitanti, la Lombardia addirittura per 117.414, l’Emilia Romagna per 83.028, il Veneto per 78.332, , il Lazio per 74.225. Persino la Campania, quella della monnezza, della camorra e della corruzione a go go, è di gran lunga più parsimoniosa di noi: un consigliere per 96.484 abitanti. E Chiodi esordisce stupefacendoci con la promessa del 10% di riduzione degli stipendi dei consiglieri!

Ezio Pelino



'La Casta, fra crescita della corruzione e dei consiglieri regionali' ha ricevuto 2 commenti:
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  1. Oblomov il Pigro
    Oblomov il Pigro
    giovedì 18 dicembre 2008 ore 14:38 - Permalink al commento

    Vabbe’…questa è questioni di legge elettorale.

    Comunque, visto il titolo del post, mi permetto di postare la “riflessione” di un mio familiare, in riferimento alla mancata concessione degli arresti per un deputato PD (Non ricordo chi). Il parlamento ha votato e ha deciso che la richiesta di arresto, per questo dipendente statale, non poteva essere accolta. Cioè…il parlamento a maggioranza di centro destra ha deciso che un deputato del centro sinistra non doveva finire agli arresti. Cicchitto lo chiama “garantismo”. Un mio familiare, più opportunamente, ha commentato: “Tra callarar’ nz tegn’n”.
    Ahahaha…

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    advocatus
    dicembre 18th, 2008 ore 14:52 - Permalink al commento »

    non è la prima volta che succede è una prassi consolidatissima….can’ e can’ ninsi moccich’!!!!!!!!!!!!!

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