Presunta “pubblicità ingannevole”?

Presunta “pubblicità ingannevole”?

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A Londra e in Spagna sono apparse, sui pullman, scritte pubblicitarie che annunciano che probabilmente Dio non esiste. Anche a Genova si voleva fare, da parte della “Associazione Atei, Agnostici e Razionalisti”, qualcosa di analogo. Ma l’Italia non è l’Inghilterra e nemmeno la Spagna. L’Autorità Garante della concorrenza e del mercato ha aperto, preventivamente, su segnalazione del senatore di An Giorgio Bonacin, un fascicolo per presunta “pubblicità ingannevole” (sic). Un sindacato autonomo è arrivato persino a proporre l’obiezione di coscienza degli autisti. Ma decisiva è stata la minaccia della Curia della città all’ azienda perché non se ne facesse niente. Credenti e non credenti democratici non possono non convenire che si tratta di un attacco alla libertà di pensiero e di espressione, si tratta di censura. Se il tema dell’esistenza di Dio diventa un tabù, dovremmo cominciare a preoccuparci della sorte dell’insegnamento della filosofia, per la quale è magna pars il problema dell’esistenza di Dio ed è indispensabile la ricerca razionale libera dai dogmi. Dovremmo temere che dai testi scolastici vengano espunti la sofistica, gran parte del pensiero moderno e il diavolo dei diavoli, Nietzsche, il filosofo che ha dichiarato la morte di Dio?

Ezio Pelino


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